lunedì 8 giugno 2015

La week en rose (110 - U15: Muggia campione d'Italia)

Lunedì 1/6 - Anche questa settimana partiamo con le più piccole, giacché non si può conoscere la pianta senza esplorarne le radici, nascoste nel sottosuolo ma vitali. Forse non vuol dire nulla ma suona bene. Insomma siamo stati al Torneo dell'Amicizia di Usmate, consolidatosi come uno degli eventi top per le categorie più piccole in Lombardia. Basti dire che nelle U13 c'erano 3 delle 4 finaliste regionali in procinto di sfidarsi la settimana dopo per il titolo, e che qui facevano le prove generali. Ma anche in Esordienti, Gazzelle e Libellule non c'era malaccio.
Il Geas ha vinto in U13 sul Sanga e in Eso su Costa; il Sanga ha prevalso fra le Libellule su Usmate. Purtroppo per motivi contingenti abbiam potuto seguire solo le Gazzelle, categoria difficile da valutare sul piano tecnico (le più "vecchie" hanno appena compiuto 11 anni...), anche perché col canestro basso, le differenze di statura pesano ancora di più, ovvero le spilungone alzando le braccia arrivano quasi al livello del ferro e tirano due-tre-quattro volte finché la palla (a volte) entra.
Però la squadra che ha vinto, Bussero (ovvero Carugate), ha mostrato un'organizzazione di gioco già sviluppata, ad esempio in finale con MB501 (minibasket collegato a Biassono, ma squadra messa insieme per l'occasione, mentre Bussero veniva da una stagione Gazzelle con ottimi risultati) hanno chiuso sistematicamente la più forte avversaria negandole la penetrazione verso il centro; ed erano abili a sfruttare le rimesse da fondo con tagli verso canestro alle spalle delle difensore. Insomma, piccole cose ma un embrione di basket "pensato". Soprattutto, poi, avevano un'intensità notevole, cioè davano l'idea che la coach abbia ben instillato il principio che "o corri e meni (in senso buono) o non giochi". E l'intensità in queste categorie piccole ci pare faccia la differenza come e più che fra le grandi, visto che di vera e propria tecnica non si può parlare a 10 anni.
Una nota positiva è che tutte e 4 le squadre avevano allenatrici-donna, tra cui Biassono e Usmate giocatrici della prima squadra (Gargantini e Borsa); abbiamo visto anche Giorgia Molteni di Costa allenare Scoiattoli.
Ma ovviamente ciò che rimane più impresso è l'entusiasmo genuino delle giocatrici in erba, ancora intonse (o quasi) di gioie e dolori cestistici, ancora sospese al confine tra il basket che si gioca come divertimento tra la scuola e i giochi con le Barbie e il basket che inizia a diventare una cosa seria. Ignare di essere, al di là di quanto valgano cestisticamente, qualcosa di pregiato in virtù del loro scarsissimo numero: altro che il nugolo enorme di pallavoliste o ginnaste, da cui emergere è difficilissimo e in cui una società può permettersi di buttarne via 10 che tanto ne trova 20. Ragazzine, va sottolineato, che sembrano possedere un saggio equilibrio, cioè si esaltano per una vittoria e si rattristano per una sconfitta, ma senza isterie, e mai fanno sceneggiate per le decisioni arbitrali. Ne abbiamo vista una minacciare il babbo che se faceva ancora casino, lo cacciava. :D Avranno tempo di perderlo nei prossimi anni, l'equilibrio.

Martedì 2/6 - Ma passiamo a categorie più importanti, eventi più nobili. A Roseto, Muggia è campione d'Italia Under 15, dominando in finale la sorpresa Costamasnaga: 66-48 ma era già 35-19 all'intervallo; riavvicinamento a -7 per le lecchesi nella ripresa ma esito non in discussione. Grande protagonista per le confinarde il quartetto Susanj (25)-Mervich-Ianezic-Zobec che totalizza 62 punti, anche se poi è Gregori a far compagnia a Ianezic in quintetto ideale. Muggia ha trovato il suo ostacolo più duro in Vittuone, altra sorpresa, nei quarti di finale: 49-45 con tripla del pareggio fallita dalle ovest-milanesi.

Mentre Costa, sempre nei quarti, piazzava l'impresa della vita con un triturante 68-43 ai danni del Geas che non aveva mai perso quest'anno tra fase regionale e inizio delle finali nazionali. Un primo tempo per capire di potercela fare (+3), una ripresa devastante (41-19). La chiave, ha scritto il coach masnaghese Bicio Ranieri sul sito societario, è stata togliere al Geas l'iniziativa: può sembrare vago ma nelle categorie più giovani, dove si viaggia più sui volumi quantitativi di gioco che sulla qualità, è essenziale.
E' stata anche la partita che ha segnato l'esplosione di Giorgia Balossi, il nome che più di tutti è finito sul taccuino in queste finali: una 2002 che fa la differenza tra le 2000, e che sembra una '97 o '98 per maturità di gioco, è più unica che rara. E' un play come si usa oggidì, cioè con forti propensioni realizzative, ma attenzione perché ha doti di passaggio ancor più notevoli. Ha impressionato la sua escalation nella lunga corsa a eliminazione diretta, fino ad arrivare al culmine di 25 punti in finale, su 48 della squadra: come se avesse progressivamente capito che "ehi, posso spaccare tutto anche contro le grandi e non solo contro le bebè della mia età". "Balosso", in dialetto, significa "furbetto, birichino, brigante" (secondo altri dialetti, invece, "fesso" ma lasciamo perdere), <_< e il significato ben s'adatta alla sua aria da folletto, coi capelli corti ricci e il sorriso vivace. Ha detto d'ispirarsi a Giorgia Sottana; meglio non fare proiezioni sul suo futuro ma certo il suo presente già esalta.
Il quarto di finale non sarebbe una delusione in assoluto per il Geas, ma ovviamente aver perso in malo modo contro un'avversaria battuta 2 volte su 2 nella fase regionale non può lasciare appagati. La sconfitta con Costa potrebbe essere solo episodica oppure marcare una fase nuova nelle gerarchie lombarde: come rilevammo già tempo addietro, il club brianzo-lecchese ha le carte in regola per insidiare l'egemonia sestese, anche se per ora l'ha solo intaccata. Ma un bilancio più corretto si potrà fare dopo le finali nazionali U17 e quelle regionali U14. -_-
In semifinale con Moncalieri, altro capolavoro di Costa che ha ribaltato il -15 delle eliminatorie in un +23, prova più evidente della crescita esponenziale della squadra a competizione in corso. Sempre Ranieri, stavolta sul sito "Roseto Basket", ha detto che la squadra si è trasformata quando ognuno ha capito bene il suo ruolo. Le 2000, fra cui è stata Nwohuocha la più in evidenza, hanno, probabilmente, metabolizzato nel modo giusto la leadership di Balossi e il contributo importante dell'altra 2002 Discacciati. Poi, in finale (ma anche in semifinale con Treviso della grande Montelatici), Muggia del poliglotta coach Jogan si è mostrata più matura e ed "evoluta", conquistando il primo scudetto societario 5 vs 5 dai tempi, se non erriamo, dell'U20 del 2002 (unica edizione), mentre ne sono stati ottenuti 3 nel Join The Game. In precedenza altri due titoli "Allieve" svariati decenni or sono.
Era un'edizione non presidiata dalla Reyer come le due precedenti, né da altre superpotenze, né dalla dominatrice del Trofeo delle Regioni, Sara Madera: l'occasione era dunque propizia a chi fosse in grado di approfittarne nell'equilibrio generale; peraltro Muggia mi fu indicata tra le favorite circa 2 mesi fa dal coach di Azzurrina lombarda, Nazza Lombardi.
Una kermesse coperta straordinariamente bene dal punto di vista mediatico (oltre all'ormai classico streaming, c'erano un sito ufficiale e una pagina Facebook grondanti di commenti e foto), come del resto non stupisce da una piazza come Roseto dove il basket è religione. Qualcuno, ad esempio Montelatici, ha criticato il formato a 32 squadre, che ha spremuto quelle arrivate sino in fondo con 7 partite in 8 giorni. E certamente è anche dura sul piano della gestione, per gli staff societari, tenere a bada 12 adolescenti per più di una settimana (le conseguenze sulla scuola, lasciamo perdere). Nelle parole sia di Jogan che di Balossi si comprende l'importanza della corretta gestione dei "tempi morti" fra una partita e l'altra. Il risparmio garantito dall'abolizione dell'interzona, e il fatto che in fondo il format a 32 implica solo un giorno di gara in più rispetto a quello a 16, danno tuttavia più ragioni per confermare questo esperimento che non per tornare all'antico.

Mercoledì 3/6 - E' iniziata lunedì, con una sorta di "prologo" tra Minnesota e New York che precede di 4 giorni lo start vero e proprio, la stagione Wnba 2015. Dato che parlarne fa calare l'audience all'istante, partiamo subito coi pettegolezzi, e cioè che la prestagione è stata tribolata da due scandali, ovvero la squalifica per 7 gare del pinnacolo Griner per l'arresto dovuto alla selvaggia rissa con l'ormai ex moglie (o "marita"? Come si dice? Ma al matrimonio era Griner quella vestita da uomo, mentre la consorte Johnson da donna; vedasi le foto sul web) e la minaccia di sciopero, o qualcosa del genere, da parte delle New York Liberty per l'arrivo, nel ruolo di presidente, di Isiah Thomas, l'ex stella dei Pistons che, da dirigente dei dirimpettai Knicks, era stato condannato per molestie sessuali a una dipendente. :cry:
Insomma non la miglior pubblicità alla stagione numero 19 della Lega che si autodefinisce "la più importante dello sport femminile mondiale" (in effetti quella calcistica Usa è fallita alcuni anni or sono; forse ignorano la meravigliosa Lega volley donne nostrana…). Ancora 12 squadre, Phoenix difende il titolo con Taurasi e la reproba Griner. Altre superstars da seguire: Maya Moore, mvp 2014, e Whalen a Minnesota; Nneka Ogwumike e Candace Parker a Los Angeles; Delle Donne a Chicago che non avrà Fowles; McCoughtry ad Atlanta; Tina Charles a New York; Diggins a Tulsa. Solita dose di ex italiane; di europee abbiamo individuato solo le slave Baric e Dabovic, l'afro-spagnola Ndour e la belga Meesseman; la svedese Abdi; tutte piuttosto giovani ed è interessante. Ma come sempre, la partita più importante che gioca la Wnba è la sua stabilità economica.

Giovedì 4/6 - Iniziato ieri il Mondiale 3 vs 3 Under 18, a Debrecen (Ungheria). Tradizione positiva per le nostre, che nelle 3 edizioni sinora disputate han fatto un argento e due quarti posti. Quest'anno mandiamo le '97 Ciavarella, Pan, Policari e Valente. 24 squadre in lizza, tanto per non peccare di gigantismo (si fa per dire), inutile far previsioni. Diciamo che una medaglia, come successo a settembre scorso col 3 vs 3 mondiale universitario, darebbe un maggior perché alla spedizione, ma in ogni caso va apprezzato il lavoro di selezione svolto in primavera, con quelle selezioni aperte a svariate decine di giocatrici.

Venerdì 5/6 - La Nazionale A conclude con 3 sconfitte il torneo in Francia; battute dalla Francia (57-42), dal Canada (67-62), dalla Polonia dopo un supplementare (68-62). Ma come già per i precedenti risultati, non traiamo conclusioni di alcun tipo: che ci sarà da soffrire lo sapevamo sin da principio, ma sappiamo anche che sappiamo soffrire. Non so se è chiaro. Ora sono attese le 12 convocazioni per gli Europei che, va' come vola il tempo, sono già alle porte (11 giugno).

Nella foto: Muggia campione d'Italia under 15.


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