Giovedì 11/6 - L'Europeo dell'Italia inizia con le best...
ehm, con qualche pacata imprecazione. L'impresa con la Bielorussia svanisce per un rimbalzo che carambola in mano a Likhtarovich sull'errore da 9 metri di una compagna sul +2 per le nostre, e viene trasformato a fil di sirena nel canestro del pareggio. Bizzarra fotocopia, o quasi, del clamoroso epilogo dei regolamentari di gara-7 dei playoff maschili tra Milano e Sassari: in entrambi i casi c'è un concorso alla pari tra colpa (mancato tagliafuori) e sorte (perché la palla casca in mano a chi poi riesce a deporla nel cesto un attimo prima che il tempo spiri). Ovviamente nulla vietava che poi vincessimo nei supplementari, quindi incolpare la sfiga non vale del tutto.
Spettrali le tribune a Oradea: togliendo gli addetti ai lavori, credo ci fosse più gente alle finali lombarde U13 che ho visto domenica scorsa.
Torniamo a giocare molto bene nell'ultimo quarto (25 punti addirittura, +14 carambole) in cui dopo 5' siamo tornati avanti (62-61). A uno 0-5 per loro rispondiamo alla grande con un 6-0 firmato Ress, Dotto e Sottana, tutti canestri di pregevolissima fattura. Ress (11 + 8 rimba) è un'altra rispetto a quella legnosa e protestataria delle ultime finali scudetto: fa reparto da sola, è una muraglia in difesa pur non potendo ovviamente annullare Leuchanka; in attacco sfodera movimenti da manuale e soprattutto fa da leader a tutto tondo.
Giochiamo benissimo i nostri due ultimi possessi, purtroppo male in difesa sui loro ultimi due. Ress con una grande entrata di sinistro fa 71-69. Ma dopo timeout, danno palla dentro a Leuchanka che finta il giro da una parte e appoggia dall'altra: brava ma troppo facile: 71-71 a -30". Giriamo bene la palla e Sottana con una super-penetrazione da destra brucia Leuchanka e batte l'aiuto, che le crolla addosso: possibile fallo non fischiato. Ma siamo 73-71 a -6" e sarebbe vinta, se non capitasse il patatrac sulla sirena.
Nel supplementare andiamo 75-73 ma poi si fa notte dopo un paio di palle perse per frenesia. La Bielorussia, al primo o al secondo colpo, trova canestri su canestri e dilaga sino a un ingiusto 76-85. Leuchanka finisce con 25. Nell'altra partita del girone la Turchia batte la Polonia faticando.
Venerdì 12/6 - Questa fa ancora più male, e non c'è la sorte bieca da incolpare. Cediamo alla Grecia 46-51, e questo era uno scontro diretto. In pratica siamo fuori se non facciamo un miracolo con la Turchia all'ultima giornata.
Grecia combattiva, compatta, anche di spessore tecnico rispettabile nei canestri decisivi di elementi come Dimitrakou e Kaltsidou (peraltro autrici pure di parecchi errori). Rocciosa, se vogliamo, nell'alotta Spanou (9 + 10 rimba), classe '93, ex compagna della nostra Ravelli in Ncaa. Ma insomma, complessivamente non certo irresistibile. Persino più bassa di noi, o quasi; infatti stavolta a rimbalzo non abbiamo sofferto. Ieri ci siamo trovati bene contro una squadra dalle caratteristiche opposte; oggi siamo andati in crisi contro una simile a noi, che ha saputo giocar meglio con le nostre stesse armi.
Nulla infatti avrebbe fatto pensare a un imminente tracollo nei primi 5 minuti e mezzo, in cui volavamo su un favoloso 18-2.
Da lì all'intervallo segniamo la miseria di 4 punti. Le rotazioni non danno frutto, Sottana stavolta no ghe xè, in difesa subiamo tagli inopinati che danno fiducia alla Grecia. Insomma ci ritroviamo sotto 22-25 a metà.
La sosta ci fa bene. Ritroviamo smalto, questione anche di rientro del quintetto con Masciadri e Ress che suonano la carica. Poi anche Dotto e Crippa pungono. Andiamo anche sul +8 (37-29 al 27'30"). Ma ecco di nuovo il blackout: faremo 9 punti negli ultimi 12' e mezzo.
Iniziamo l'ultimo quarto con un quintetto nanissimo (Fassina e Masciadri da lunghe), non porta bene perché ci superano ma comunque dopo 2' torna Ress sul 37-38 ed è tutta da giocare. Solo che... non ce la giochiamo. In tutto e per tutto, nei successivi 6', troviamo solo 4 liberi di Ress (su 8 tentati), null'altro, contro una vischiosa zona. Come dice Ricchini in un timeout, "non abbiamo coraggio, tutte che fanno partenza e scarico, partenza e scarico". Se Sottana è spenta (2 punti con 1/9; panchinata dopo l'exploit con la Bielorussia, non ha ripreso il filo) e Masciadri forse è stanca alla seconda partita in due giorni (6 con 2/8), non ci sono certezze offensive a cui aggrapparci. Da salvare ancora Ress (13 + 8 rimba anche se con 2/8 al tiro e 9/17 ai liberi), Dotto (10), ma pochissimo d'altro. La Grecia invece fa qualcosa di più (ma neanche tanto) e la chiude sul 42-50 a 2' dalla fine. Molto rammarico ma dovevamo giocarcela meglio, anche se è meglio pensare alle prossime e i discorsi in stile "doveva portare Bestagno e Roberto Baggio" lasciano il tempo che trovano, cioè poco o nulla.
Sabato 13/6 - Venezia campione d'Italia under 17 a Porto S. Giorgio. Battuta, anzi umiliata Schio nella finalissima, 81-35 con un 28-3 nel primo quarto. Ma era come il Dream Team del '92 contro l'Angola, anzi diciamo la Germania o la Spagna per rispetto delle scledensi.
Quasi altrettanto scontata la "finalina" in cui Biassono ha strozzato 55-30 Livorno del gioiello Madera; le labroniche avevano fatto la sorpresa nei quarti eliminando Moncalieri. E' possibile che le brianzole meritassero il secondo posto; ma il tabellone le ha poste in collisione con Venezia in semifinale, incolpevolmente visto che avevano fatto percorso netto sin lì; il risultato di 67-34 indica che Biassono ha fatto un pizzico meglio di Schio ma la sostanza è poco diversa.
In quintetto ideale A. Togliani e la "big girl" Cubaj di Venezia; Pallotta di Schio; la sunnominata Madera; la biassonese Giulietti.
C'è dibattito tra gli addetti ai lavori sull'eccesso di strapotere veneziano: in effetti, finali dominate ne avevamo già viste (qualche Geas, ad esempio) ma mai in maniera così eccessiva. La politica di accumulo di talenti da parte del club di xior Brugnaro non piace ad alcuni; d'altronde ciò si deve anche alla supremazia del Veneto in quelle due annate (al punto che, nella stessa regione, nonostante il dominio lagunare c'è spazio per una Schio finalista) e fortunatamente né in U19 né in U15 la Reyer ha combinato granché, quindi c'è predominio ma non monopolio per il club orogranata, che con questo scudetto, se non erriamo, pareggia a quota 6 il Geas come tricolori nell'epoca recente (dal 2009 a oggi, escluso il Join). Chiaro però che a meno di un allargamento dei roster di A1 a 25 o 30 giocatrici, ci sarà una certa sovrabbondanza di prodotti del vivaio in ottica-prima squadra...
Nella foto: il "Dream Team" di Venezia che ha dominato le finali U17 come mai s'era visto in epoca recente.

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