sabato 13 giugno 2015

La week en rose (112 - bilancio giovanili Geas + vigilia Eurobasket)

Martedì 9/6 - Conclusa la prima fase alle finali nazionali Under 17Venezia conferma il suo ruolo di favorita unica (il che non significa aver già vinto) avendo fatto pizzette delle sue prime tre avversarie. Gli altri gironi sono stati vinti da Biassono (volata vincente su Parma ieri), da Schio, che ha piegato sempre ieri Livorno della "big 2000" Madera, e da Moncalieri, che ha eliminato il Geas oggi. Giornata triste per le lombarde, che perdono due esponenti dopo partite "dentro-fuori": al fotofinish la sconfitta di Milano Stars con Fortitudo Rosa (1/3 ai liberi sul -3 a 16 secondi dalla fine), mentre Sesto era costretta a un'impresa con le piemontesi, apparse sin qui tra le candidate al podio, ma dopo il +3 nell'intervallo incassa un parzialaccio nel 3° quarto ed è eliminato.

Fa notizia il bilancio complessivamente poco esaltante del Geas nelle 3 finali nazionali di quest'anno. Naturalmente sono risultati che la maggior parte delle società d'Italia pagherebbero per avere, però è logico che se per 6 anni di fila collezioni almeno una finalissima (anzi, due nel 2013, unico anno senza titoli in questo lasso), arraffando 6 scudetti, il fatturato di due quarti di finale e un'eliminazione al primo turno, ottenuto quest'anno, rappresenta un calo da analizzare.
Nel topic sulle finali U17 si leggono curiose spiegazioni: ad esempio un utente sostiene che alla coach dell'U15 (Valentina Canali) mancava l'esperienza mentre a quello dell'U17 (Rota) la fantasia... :wacko: Facezie a parte, bisogna fare un discorso più complesso e premettere, innanzitutto, che il Geas quest'anno ha già vinto 4 titoli regionali e potrebbe incamerare domenica il quinto, anzi sarebbe il sesto contando anche il Join The Game, quindi è ancora il numero 1 in Lombardia come vivaio complessivo; non sta riuscendo però a duplicare i picchi assoluti degli anni scorsi.
E' più una questione di cicli: sia a livello lombardo - dove dopo gli splendori delle '94-95-96 si è evidenziato un riflusso, e quindi primeggiare in Lombardia non è più garanzia di farlo anche a livello nazionale -, sia all'interno della società, nel senso che quando vivi un'epoca sensazionale con un gruppo di giocatrici, è quasi inevitabile che chi viene dopo faccia peggio. E quelli che in condizioni normali sarebbero risultati buoni, dopo 6 scudetti in 6 anni vengono visti come "così così". Forse è anche un peso per le ragazze, dover essere all'altezza di chi le ha precedute.
A mio parere se n'è accorto Rota che in un comunicato di un mese fa sottolineava: "Si corre il rischio di dare per scontato che il Geas debba sempre esserci in queste occasioni, ma non è così. Finita l'era della generazione di fenomeni che ha caratterizzato gli ultimi successi giovanili, è bene rimodulare gli obiettivi sulle reali forze in campo". -_- E in effetti io credo che quasi sempre, alle finali giovanili, le squadre ottengono quello che vale il loro parco-giocatrici: il coach incide ma molto meno di chi va in campo. La categoria dove sono maggiormente possibili le oscillazioni è l'Under 15, e infatti lì il Geas ha fatto meno di quanto poteva fare, se si considera che Costa, battuta nella fase regionale, è giunta in finale travolgendo proprio le sestesi. Ma in U17 e U19 al massimo il Geas poteva arrivare un gradino più in là, cioè quarti di finale e semifinale rispettivamente.
La chiusura del discorso, però, verte proprio sulle giocatrici, questione forse un attimino più preoccupante per il club. E cioè: se mi chiedessero "chi è la prossima giovane del vivaio Geas che potrebbe sfondare ad alto livello?", al momento non saprei cosa rispondere, guardando le annate '97, '98 e '99 (le altre sono troppo piccole per dirlo). :unsure: Forse la lunga del '99 Decortes se matura. Al momento non si vede la nuova Zandalasini né la nuova Gambarini, cioè talenti assoluti, ed è logico; ma neanche una nuova Zanoni, o Colico, o Arturi, o Maiorano, o Crippa, cioè quelle lanciate verso l'A1 nell'epoca di Natalino Carzaniga.
D'altra parte, se non hai la sorte di avere il diamante in casa, o nei dintorni di casa, l'unica soluzione è arraffarlo da più lontano, e visto che la politica del Geas non lo prevede, l'obiettivo è difficile. Tanto più che adesso il club è tornato in A1 e quindi produrre una giocatrice "da prima squadra" è un compito titanico. E' anche, però, una sfida stimolante e quindi vedremo come il club saprà affrontarla.

Mercoledì 10/6 - Ci sono dei momenti in cui si può essere fieri del nostro Paese. Il Mondiale di calcio femminile, da poco iniziato, sta avendo un successo spaventoso in giro. Si parla di oltre 7 milioni di audience in Germania per la prima partita della loro nazionale; il quotidiano spagnolo "Marca" ha dedicato un'intera prima pagina nel giorno del debutto della propria rappresentativa; anche "L'Equipe" francese sta dando ampio spazio. Per non parlare degli Usa, dove il calcio muliebre è già un fenomeno da almeno 15 anni.
E da noi? Una mazza, solo qualche trafiletto. Ma che bellezza. :yes: Qualcuno, cavalcando l'ondata di sdegno per il famoso autogol delle "quattro lesbiche" da parte di quel dirigente federale, lo dipinge come sintomo d'arretratezza culturale italica. Ma tu immagina se la marea calcistica, che qui da noi già sommerge quasi tutto - al punto che le panzane di calciomercato hanno 10 volte più rilevanza di eventi sportivi cruciali di altre discipline - :angry: s'arricchisse pure del lato femminile della faccenda. Dio ne scampi. Anche perché, come m'avvisò il grande Bicio Ranieri di Costa (e da allora non ho più pace), ce ne rapisce quasi di più il calcio, che attrae le ragazze propense a correre e menare, rispetto al volley, dove vanno le femminucce allergiche al contatto fisico e alle corse sfiancanti. E che minchia. Se oltre alle giganti perdiamo pure le nane aggressive, chi mandiamo in campo? :sick:

Giovedì 11/6 - Torniamo al basket. Ultime ore di sfibrante attesa degli Europei. E' stato apprezzato in giro il video promozionale delle azzurrre su Sky, con lo slogan "Impavide". Si apprende che Claudia Corbani e Silvia Gottardi (duello a distanza con Alice Pedrazzi che sta commentando i playoff maschili sulla Rai) saranno le spalle tecniche per due telecronisti di spessore come De Rosa e Trigari. Insomma Sky farà una bella confezione, speriamo di metterci il contenuto. :)
Ma dell'Italia abbiamo già parlato; chi vince l'oro? Sulla carta sono le solite Spagna e Francia in prima fila.
Due anni fa vinsero le mangia-paella. Forse stavolta è la Francia la numero uno. Ha sempre le colonne Dumerc e Gruda e ritrova Yacoubou, italiana d'adozione; solo immaginare il nostro pacchetto-lunghe contro quel mostruoso reparto formato da Isabellona, Gruda, l'emergente Ciak, due alettone come Miyem e Tchatchouang, più volendo Chitiga che è l'ultima della panca ma è una cristona di 1.95, fa piangere. E' come se Valentino Rossi corresse contro un triciclo. :cry:
La Spagna campione in carica, e argento ai Mondiali 2014, è più forte nelle esterne, con Torrens, Dominguez, Palau, ma sotto le manca Sancho Lyttle e non è poco, anche se la senegalese naturalizzata Ndour, del '94, è una stella nascente.
La Turchia, spauracchio del nostro girone, viene da due medaglie di fila e, come tutti i movimenti che funzionano, mescola veterane (Yilmaz, Alben) con una bella batteria di giovani (6 nate negli anni '90) e naturalmente non si fa mancare la naturalizzata (Sanders); obiettivo bronzo, per l'oro non ce la vedrei.
La Russia è la grande incognita. Dopo il fiasco totale di 2 anni fa, costato l'esclusione dai Mondiali, è nuova di zecca; dei grossi nomi del passato è rimasta solo Osipova più le comprimarie Kuzina e Vieru; e la media di centimetri di queste tre è oltre l'1.95 per cui pure qui c'è da piangere se le affrontiamo. C'è ovviamente l'americana (Prince) ma tante nuove stellucce, compresa la 16enne prodigio Vadeeva (lunga di 1.90). Siccome è la prima vera prova per questo gruppo, può saltar fuori sia un fiasco sia una medaglia.
La Serbia è la quinta candidata. Petrovic, le due Dabovic, Milovanovic e altre, tutta gente che gioca da protagonista in Europa. E' una squadra in crescita sin da quando ci negò la semifinale nel 2013. Poi, vergogna delle vergogne per un popolo nazionalista come quello serbo, ha naturalizzato l'americana Page (fatto che ha suscitato polemiche), che comunque fa brodo.
Ma nel mega-calderone delle 20 squadre potrebbe benissimo saltar fuori dell'altro.

Nella foto: le azzurre fanno facce dure, si proclamano "impavide" ma la concorrenza fa paura.

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