Mercoledì 17/6 - Il mondo continua anche senza l'Italia. Inizia la seconda fase degli Europei, che grazie a Sky si potrà seguire per intero (18 partite su 18, belìn), anche se per guardare proprio tutto-tutto servirebbero 5 ore al giorno, fuori portata per i comuni mortali.
Bene comunque finora le commentatrici di lusso Corbani e Gottardi (nate a 3 giorni di distanza nell'aprile '78, tanto per curiosità), che ora saranno integrate da coach Fabio Fossati; Corbani, già all'opera a Londra 2012, ha un timbro vocale piacevolissimo e un tempismo impeccabile negli interventi; Gottardi, esordiente al microfono, offre qualche spunto frizzante in più (d'altronde è nota già da tempo come la "Frizzantissima").
Il gruppo B era il nostro, e il primato bielorusso è il più sorprendente, ma la Turchia sulla carta era la più debole delle "teste di serie numero 1". Finora le islamiche hanno convinto poco, già lo dicevamo; mentre le altre "big" impressionano in attacco, loro faticano a toccare i 60 anche se la difesa è una garanzia (20 punti subiti nel 2° tempo contro la Grecia). Netta la scoppola presa dalla Bielorussia (52-67), che quindi va in seconda fase col bottino pieno. La Grecia, che è piaciuta molto per l'atteggiamento tosto, ha guadagnato la qualificazione nelle prime due partite, con noi e con la Polonia, ma oltre al -11 con la Turchia ha incassato un -25 dalla Bielorussia (oltretutto -31 a fine 3° quarto), che a mio parere aumenta i nostri rimpianti, visto come ce la giocammo noi con Leuchanka e compagne.
Girone C molto interessante, e infatti è terminato con 4 squadre raccolte in 2 punti, nessuna a punteggio pieno. L'ha vinto la Russia, che però per tradizione non può evitare la scivolata di turno per apparente deconcentrazione, e infatti ha ceduto 62-68 alla Lettonia. La quale però non è passata, pagando il -4 nel match d'esordio con una Croazia generosa e competitiva a dispetto delle molte assenze per infortunio. Abbiamo visto il loro derby con la Serbia, in cui hanno retto per due quarti, prima che la maggior caratura delle belgradesi venisse fuori. La Serbia, che ci fece piangere 2 anni fa, è in crescita continua da allora; le varie Petrovic, A. Dabovic, Milovanovic sono talenti offensivi di prim'ordine, però… sono anche loro slave e quindi discontinue (tanto per alimentare gli stereotipi), sicché nell'ultima giornata si sono fatte bastonare dalla Russia (77-53), in cui la lunga Osipova ha smistato addirittura 13 assist, forse un record per il suo ruolo.
La Russia sembra tornata in auge, dopo il disastro del 2013: il trio Prince-Kirillova-Belyakova sul perimetro è di prim'ordine, le lunghe sono… lunghe lunghe, ha potenziale da medaglia ma i dubbi dipendono dal fatto che sono diventate leader alcune giocatrici che in passato erano "spalle" e quindi andrà sondata la loro consistenza quando il giuoco si farà duro.
Infine il gruppo D dove la Spagna ha fatto percorso netto ma ha sofferto con Slovacchia (82-81) e Svezia (+4). L'assenza di Lyttle non può non pesare, specie in difesa (in attacco di realizzatrici a sufficienza ve n'è, da Torrens in poi), anche se la giovane senegalese Ndour fa la sua parte. La Slovacchia (che ha in Toliver una delle naturalizzate di maggior spessore, anche se a proposito di spessore, nel senso di mole, nessuna in Europa può competere con la mastodonte dalle mani di velluto Krc-Turbova…)
A proposito di padrone di casa: abbiamo già parlato del pubblico fantasma, spettacolo misero sulle tribune soprattutto romene (gironi A e B). In Ungheria qualche anima di più s'è vista, specie a Sopron dove 2000 persone (almeno ufficialmente) hanno seguito il team magiaro. Del resto è una piazza avvezza all'Eurolega.
L'impressione è che il mega-Europeo a 20 squadre (peraltro per noi benedetto, perché a 16 faremmo molta più fatica a qualificarci) porti una dilatazione eccessiva di tempi e spazi: troppo lungo seguire tutto e troppo decentramento, 7 sedi diverse, tra cui alcune in cui il basket femminile interessa poco.
Anche se è come paragonare mele con pere, in questi giorni le folle del Mondiale di calcio femminile sono un contrasto aspro con i vuoti pneumatici di questo Eurobasket. Certo non è facile attrarre la gente in pomeriggi feriali di giugno a chiudersi nei palazzetti, fatto sta che mostrare tribune deserte non è il massimo, ed è un peccato perché in campo si sta vedendo del bel basket: a parte un paio di squadre, non di più, tutte hanno qualcosa di interessante da offrire. Ma quando la tv inquadra i pochi sparuti fans, spesso becca quello semi-addormentato, quell'altra che si trastulla col cellulare anziché guardare il campo, eccetera.
Giovedì 18/6 - Il Geas ha annunziato la conferma di capitan Arturi - prima mossa per la nuova stagione del club neopromosso (che dovrà reperire un cambio per la capitana, stante la perdita di Gambarini per i primi mesi) - e allora m'è suonata la sveglia su un mercato che, finora, avevamo sottaciuto. In contemporanea con la notizia di cui sopra, Silvia Gottardi ha fatto sapere sul suo blog che lascia il Sanga per la B del Basket Femm. Milano, ma anche che una società di A1 le aveva offerto un posto: chi sarà mai? Secondo Meurlock Holmes, è una che sta non lontana dalla residenza della Silvia nazionale.
Quanto alle trattative andate in porto, lasciando perdere il vorticare di straniere che vengono annunciate in questi giorni (e di cui non fingeremo di conoscere vita, morte e miracoli; ma almeno Erkic che va a Ragusa e Harmon a Lucca le conosciamo già bene), gli spostamenti più rilevanti sono quelli di Consolini e Milica Micovic a Ragusa, di F. Dotto a Lucca. Nei prossimi giorni saranno annunziate C. Dotto a Venezia e Bestagno a Schio, dove ha rinnovato Sottana, che nei mesi scorsi sembrava valutare l'ipotesi di cambiare aria. Altri nomi: Zara, De Pretto e Spreafico a Parma, Crudo, D'Alie, Vian e Nicolodi a Vigarano, Diene a Lucca, Ngo Ndjock a Ragusa.
Problemi per Cagliari, non una novità: e purtroppo quando suonano troppi campanelli d'allarme, il rischio che prima o poi sia vero è forte.
In A2 spicca l'attivismo di Vicenza, con operazioni di fascino quali i ritorni di Aldo Corno e Zimerle, la riattivazione di Ramon e l'arrivo anche di Pegoraro: puro Veneto e pura nobiltà. C'è Broni che firmerà Galbiati e Soli, inoltre Zampieri sarà come un acquisto. Anche Spezia si fa notare (Reke e Costa, in pratica dei ritorni). Difficoltà per Genova che ha chiesto aiuto al patron calcistico Ferrero.
Sabato 20/6 - "E chi non ha mai visto nascere una dea / non lo sa / che cos'è / la felicità", cantava Cesare Cremonini. Oggi l'abbiamo vista e infatti siamo abbastanza felici. Aveva le sembianze di una ragazzona un po' curva nel portamento e con l'espressione tutta seria, come quella di una bimba prodigio che fa il saggio di pianoforte. Si chiama Maria Vadeeva, è un'ala-pivot del luglio '98 e agli Europei ha fatto 22 punti contro la Slovacchia, in 19 minuti. Li ha segnati in mille modi, ma con un comune denominatore: una meravigliosa capacità di trovare la via più diretta verso il canestro, l'essenza del basket. E qui c'è una differenza grossa con Zandalasini, l'altra adolescente-prodigio che ci ha ammaliato di recente: Zanda ha casomai la capacità di fare le cose nella maniera più difficile, tipo salire in cielo con balzo carpiato e tirare in controtempo cadendo all'indietro; situazioni che poi risolve col suo talento unico, ma non sempre. Vadeeva sta piantata al suolo ma è tutta concretezza. Movimenti in post basso, appoggi in rovesciata, rimbalzi offensivi, pick and roll con tagli rapidi verso il canestro, contropiedi corsi con rapidità da esterna. Mano destra e mano sinistra con uguale agio. Grande Madre Russia, ti credevamo insterilita e invece guarda cosa ci hai partorito.

Ancor più sorprendenti: a) la naturalezza con cui - come se niente fosse, come se fosse semplice fare la differenza con e contro giocatrici di 10-15 anni più esperte - Vadeeva s'è presa un ruolo da protagonista in una squadra piena di grossi nomi come la Russia; b) la costanza con cui le compagne l'hanno cercata, cosa tutt'altro che normale fra delle veterane e un'esordiente. Segno che tra preparazione e prime partite ha già convinto tutte ad accettare il suo talento. Se no, col c... che le boss della squadra cedevano il proscenio all'ultima bebè arrivata.
Vadeeva ha anche un vantaggio: che le sue colleghe di ruolo, Vieru, Osipova e Kuzina, sono sì delle rispettabili perticone, ma hanno pochi punti nelle mani. Infatti finché c'era la grande Stepanova erano le sue oneste scudiere. Sicché coach Mishkin (ex miglior giocatore d'Europa a inizio anni '80) si trova quasi costretto a gettare l'adolescente nella mischia, per risolvere momenti d'asfissia offensiva che il suo umorale team attraversa.
Certo, come fa notare Claudia Corbani, per lei confermarsi sarà ancor più difficile che sorprendere, perché le avversarie le prenderanno le misure e magari lei non avrà più questa incredibile spontaneità; ma intanto ci siamo goduti questa inattesa gemma. Non l'unica di queste giornate d'abbuffata televisiva con gli Europei, anche se per parlare d'altro rimandiamo a dopo i verdetti della seconda fase. Intanto ringraziamo il cielo che Vadeeva faccia solo la terza superiore, così non ha dovuto restare a casina sua per fare l'esame di maturità.
Nella foto: San Paolo fu folgorato da Gesù Cristo sulla via di Damasco, noi siamo rimasti folgorati da Maria Vadeeva sul divano di casa.

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