domenica 31 gennaio 2016

[A2] Resoconto Sanga Mi-Pordenone

Ieri, in una mite serata di fine gennaio, mi sono recato tra gl'immensi palazzoni d'Affori, estremo nord di Milano, per assistere a Sanga-Pordenone di A2. Partita delicata per la compagine di casa, reduce da 5 sconfitte in 6 gare, ma soprattutto da un -30 a Vicenza con l'encefalogramma piatto (i precedenti risultati, salvo la caduta a Bolzano, ci potevano stare). Anche Pordenone in periodo di ribasso: ma per un team-fattoria la questione è diversa, anche se di questo passo rischia i playout. Solo 5 giocatrici delle 11 impiegate ieri dalla succursale Reyer avevano giocato la partita precedente: contro Costa si puntava su Pinzan, Pan e Cubaj, stavolta ecco Porcu, Castello e la 2000 prodigio Madera a fare da vedettes. Troppa grazia Sant'Antonio, schiaffo alla miseria eccetera, però è difficile trovare una continuità.

Giungevamo sul 16-15 a inizio 2° quarto, notando al microfono della "Sanga tv" nientemeno che Mario Castelli, telecronista di Sportitalia, in sostituzione dell'abituale commentatore, l'utente Dafighter di questo forum. In tribuna anche Giulia Rossi: il neo-acquisto, dopo 2 partite, è già in stampelle: stagione jellata. :cry: Sul campo, Pordenone allungava sino a +7 (22-29) con due triple, di cui una di Madera: il suo tabellino all'intervallo recitava già 16 punti, imbarazzando una navigata straniera come Da Silva. Milano però ricuciva con spunti dalla panca di Albano e Rossini (29-31 all'intervallo).

Nel 3° quarto s'assisteva a un cambio di passo di Milano, con una zona adattata che imbrigliava Madera (solo 5 punti nella ripresa, di cui 3 nell'ultimo minuto e mezzo) e non veniva punita dalla mira scentrata di Porcu e compagne di reparto. Vari palloni rubati fruttavano ripartenze veloci con Maffenini, mentre Martello Martelliano, un po' appannata nel recente periodo, ritrovava ficcanza con una serie di penetrazioni. Inoltre Milano dominava a rimbalzo d'attacco: ben 23 alla fine. Scattava così sul +9 (46-37).

Ficcava però i bastoni tra le ruote una Da Silva che disperava tutti con errori clamorosi da mezzo metro (4/17 alla fine): e chi si metteva le mani nei capelli quando Calastri si mangiava qualche appoggio da sotto (suo storico tallone d'Achille) ora la rimpiange amaramente. Coach Pinotti accusava nel frattempo un lieve malessere (dovuto alla febbre) che lo costringeva a seguire il resto della partita seduto, mentre il vice Piccinelli s'alzava al suo posto. Pordenone ricuciva con uno 0-8 nel finale di 3° quarto, coronato dal riscatto di Porcu con tripla siderale sulla sirena (49-49).

Nonostante questo sussulto pordenonese, però, la supremazia nel gioco restava nelle mani di Milano, che dopo 3 minuti di stallo piazzava il decisivo break, ancora con le incursioni di Martelliano (8 punti di fila) e un contropiede di Maffenini (61-53 a -2'30"), la quale poi infilava anche una tripla da 8 metri sullo scadere dei 24" per il sigillo. Pordenone appariva stanca (erroracci anche da sotto, perse banali e rientri lenti sulle transizioni), non ricavando qualità dalla quantità, ovverosia, imbrigliata Madera, dalle rotazioni profonde non emergeva chi potesse dare qualcosa in più. Finiva 65-56 con rilancio Sanga a +4 sulle quinte, vista la sconfitta di Albino.

Martelliano 22 + Maffenini 19, gran coppia d'esterne per il Sanga; di là Madera finiva con 21 punti, 11 rimbalzi, 34 di valutazione: a 15 anni e mezzo s'è visto di peggio. Che impressione mi ha fatto? Opposta a quella di Zandalasini quando debuttò in A2 a Broni: l'airone pavese naturalizzato sestese era tutta leggiadria e potenziale apparentemente infinito, sebbene a volte tendente più allo svolazzo che all'efficacia; la massiccia toscana è tutta concretezza, va al sodo, ovvero dritta al canestro, e a dispetto di una mole un attimino da assottigliare ha una notevole rapidità nelle partenze in palleggio, oltre a una mano morbida anche dalla lunga distanza.
Insomma è una che in A1 ci andrà di sicuro, non so però se possa diventare un elemento di valore internazionale assoluto. Adesso è di sicuro una delle migliori 2000 d'Europa (l'ha già dimostrato l'anno scorso), però dà l'idea di una precocità nella maturazione persino eccessiva. Ma è solo un'impressione di una notte di fine gennaio.

sabato 30 gennaio 2016

Riassunto A2

Turno scorso di A2, che stan già per cominciare le partite nuove.
Nel girone A, Broni fa pizzette di Castelnuovo, che in questo momento, senza la leader Gabba e con Cagliari risorta, credo che sia la squadra più debole del lotto: 51 di scarto.
Crema, altra che non perde colpi da mesi, si sbarazza d'Alpo improvvisamente svuotatasi di Richter e Fumagalli, e allunga a +6 sul 3° posto: Vicenza infatti trita una Milano non pervenuta. E' la quinta sconfitta nelle ultime 6 gare per Milano, ma è la prima rovinosa. Scatenata Benko (21 punti in 25'), c'è da capire però come mai Vicenza, squadra non certo di giovani inesperte (ancor meno il loro coach), sia tanto micidiale in casa quanto titubante fuori (in casa ha +21 di diff. canestri media, in trasferta è pari). In attesa di capirlo, le suddite di Corno sono comunque terze, avendo appaiato il Sanga ma con scontri diretti ora a favore.
Molto interessante quanto succede dietro. Cagliari certifica la sua rinascita sbancando Marghera e a questo punto è una mina vagante. Sarni 20 punti + 14 rimbalzi: ok, viene dall'A1, ma non mi pare avesse mai giocato così quand'era in A2.
C'è poi la risalita di Costa e Carugate verso la zona salvezza/playoff. Costa è già ora al 9° posto (agganciata Selargius ma 1-0 negli scontri diretti), Carugate è a -2 da codesta coppia.
Costa passa a Pordenone con "Lazzaro" Maiorano che passa dall'assenza quasi sicura al titolo di mvp della partita: 21 punti con 5/12 da 3. Per Pordenone c'erano Pan e Cubaj ma l'impressione è che continuando a cambiare roster ogni volta, i risultati ne risentano, anche se presumo che alla casa madre Venezia non interessino come priorità.
Carugate fa un'impresa a Selargius senza Frantini e Zanon: oggettivamente non poco, se si considera che Milano quasi al completo aveva sì vinto laggiù, 2 settimane prima, ma soffrendo sino all'ultimo, invece Carugate ha fatto +13. Gran protagoniste le giovani Beretta e Colli (16 punti per la prima, 20 per l'ex G...., anzi no ex S...., volevo dire ex Novara) accanto alla sempiterna Stabile (15). L'unico neo è che nell'ultima azione, come abbiamo constatato in streaming, Stabile ha congelato la palla e così Carugate non ha provato a ribaltare il -14 dell'andata. Ma se i rispettivi trend continuano, Carugate può puntare al sorpasso sulle sarde.
Insomma il borsino del girone indica un possibile prossimo ribaltamento dei valori rispetto a quelli espressi dall'andata. Le uniche certezze sono per Broni e Crema, penso poi che Vicenza s'assesterà giungendo terza, il resto è tutto da definire.

Con consueta parità di trattamento parliamo del girone B per dire che Ferrara è caduta a Stabia e quindi Spezia ha allungato a +4.

venerdì 29 gennaio 2016

Riassunto A1 + difficoltà Geas

Lo scorso turno di A1, prima che scada. Per le partite delle prime 4, l'interesse sta solo nel conteggiare gli scarti, 'ché l'esito già si sa. Nella fattispecie il tassametro (della tariffa rifilata alle malcapitate di giornata) assomma +99.
Venezia doppia (anzi di più) Cagliari, dà spazio a 12 elementi per almeno 7' ciascuno (ma avrebbe di che schierarne 25 o 30, con tutte le giovani che alleva nelle sue scuderie), tra cui Lorellona Cubaj, il nostro pivot del futuro, che però riesce in appunto 7' a fare 0/4 da 2 e 5 falli.
Schio fa +17 su Umbertide, con 30 punti (e 8/11 da 3 + 10 rimbalzi) di Anderson.
Stesso scarto per Ragusa su Battipaglia, peraltro anche davanti all'inizio e staccata solo nell'ultimo quarto della partita trasmessa su Sportitalia. Qualità delle immagini non esattamente simile a Sky (sembrava uno streaming societario e probabilmente lo era, cioè "le telecamere di Sportitalia" mi sa che stavolta era solo un modo di dire). Ma con due talenti del microfono come Mario Castelli e Silvia Gottardi ci si è divertiti lo stesso. Bisogna in realtà dire che il merito va anche al gioco gradevole. L'abbiamo già detto: c'è un modo di giocare, quest'anno, che anche nelle partite senza pathos per il risultato offre quantomeno divertimento. Si corre, si segna, non ci si ruzza in maniera troppo abominevole, non si producono degli orridi 50-45 che piacciono solo ai cultori del tatticismo. :yes:
I risultati interessanti vengono dalle retrovie. Parma espugna Napoli, dove si continua a non trovare la quadra fra nomi e risultati. Decisiva Spreafico ed è un passo avanti interessante per una ragazza che sinora ha vissuto soprattutto di gregariato.

Il colpaccio di giornata è però di Orvieto su S. Martino (74-70). Ivezic ne fa 24 ma anche Baldelli 16. Le umbre confermano di poter cambiare aria (dal fetore della lotta salvezza all'onest'odore di pianura del nono-decimo posto o giù di lì), mentre alle venete, pur sempre quinte, sembra mancare un tassello per essere una vera grande e non una medio-buona.
C'era poi uno scontro-salvezza a mio parere solo apparente, quello tra Torino e Geas. E' finito 86-53 con un monologo piemontese; indemoniate Anderson e Smith, santabarbara Puliti con 5 triple, ecc. ecc. Ma dico "apparente" perché, a mio parere, Torino come Orvieto vale più del piazzamento che aveva finora. Al completo e con un calendario meno ostico (all'andata ha avuto, per 4 partite casalinghe di fila, le top 4, ovvero, di riflesso, quasi tutte quelle abbordabili in trasferta) per me non ne sentiremo più parlare come di una pericolante. -_-

Restano quindi Geas, Cagliari e Vigarano a giocarsi una salvezza sola. Campanacci d'allarme suonano a Sesto dopo aver fatto, se possibile, quasi peggio con Torino che con Orvieto, arrivando a 5 sconfitt'in fila. E' intervenuto anche Bibi Velluzzi sulla Gazzetta (edizione Lombardia), analizzando le debolezze congenite di un organico allestito con mezzi limitati, le difficoltà di aver giocato il girone d'andata con 2 straniere, il rendimento di qualcuna che potrebbe essere migliore, ecc. ecc.
Tutto sensato, ma resta poco spiegabile, o quantomeno contraddittorio, il fatto che a dicembre il Geas, con 2 straniere, fosse cresciuto al punto da vincere a Umbertide e quasi a Parma, per poi battere Vigarano di 15 e, il 3 gennaio, perdere solo in volata con Napoli. Mentre con Correal i due scontri diretti sono andati malissimo. O si è patita la tensione del dover vincere (il che però non si concilia con l'ottimo rendimento contro Vigarano), o forse il lungo periodo a organico ridotto ha prosciugato le energie di qualcuna. Anche se non saprei dire chi di preciso; mi pare più questione di collettivo che di singole.
Ma anziché filosofeggiare, preferisco guardare al pratico e cioè: 1) il Geas è a soli 2 punti dalla zona salvezza alias playoff; 2) come detto, Orvieto e Torino col senno di poi non saranno più avversarie dirette e quindi i recenti rovesci saranno derubricati a normali sconfitte contro squadre più attrezzate; 3) alla fine, perdere di 1 o di 60, salvo che per l'onore, è indifferente, purché si battano Cagliari e Vigarano. Dice: e be', ma così giocando, si battono Cagliari e Vigarano? :unsure: Io non lo so ma i famosi "segnali", quelli che spesso si tirano in ballo, in realtà sono bolle di sapone. Non è che se impegni Ragusa vuol dire che sarai pronto a battere Torino, o viceversa se hai fatto cagare oggi lo farai anche domani.

giovedì 28 gennaio 2016

Differenza basket/volley secondo una 12enne

Oggi ho chiesto a una tipa del 2004, che domenica ha debuttato nel basket in categoria Esordienti pur continuando a fare volley, quali differenze ha trovato fra le partite dei due sport. Mi aspettavo che parlasse del contatto fisico, invece ha detto: 1) nel volley le partite sono molto più lunghe (in effetti nel minibasket, giocando ciascuna 2 tempi da 8 minuti, non è che si stia in campo molto); 2) anche nel volley si corre tanto e ci si urta perché hanno degli schemi che le portano ad alternarsi le posizioni nel corso dell'azione e quindi sbattono anche tra di loro.
Volevo approfondire meglio questo secondo punto, che mi è parso poco chiaro, ma mi pareva di aver già scassato a sufficienza.

Per le femmine 12 anni non sono pochi, c'è già chi è vicina alla sua taglia fisica definitiva. D'altra parte le più brave giocano già in U13 se non U14, quindi penso che in Esordienti lo "stile minibasket" dei quintetti che si alternano sia giusto. Però un po' più di competitività nel campionato (dico a livello formale, non sostanziale perché poi in campo le ragazze non è che stanno a pensare se conta o non conta vincere) non guasterebbe.

venerdì 22 gennaio 2016

Riassunto del weekend (A2)

L'A2 non è contagiata dal ritorno di fiamma dell'offensivismo, che forse è praticabile solo con una certa qualità delle interpreti e la possibilità di allenarsi due volte al dì anziché tre o quattro volte in tutta la settimana. :huh: Pullulano ancora i punteggi "under 60" se non "U50". Ma pazienza: l'A2 non è fatta per lo spettacolo ma per l'agonismo.

In A2 Nord si sta, da un lato, dilatando la fuga di Broni e Crema, l'una imbattuta, l'altra con 3 sconfitte ma solo una, con Broni, nelle ultime 11 partite); dall'altro, va riducendosi quel fossato che, abbastanza rapidamente, aveva separato le 5 pericolanti dalle 9 di zona playoff e salvezza. Nella fascia comprendente Milano, Vicenza, Marghera, Alpo, Albino, Pordenone e Selargius, nessuna sta trovando continuità nell'ultimo periodo; i risultati di un turno contraddicono quello precedente.
Così stavolta abbiamo Vicenza che cade a Carugate (46-44 con canestro di Scarsi a -2"), zoppicando nuovamente in trasferta dopo aver dilagato in casa; abbiamo Marghera che dopo essere parsa in ascesa è infilzata in casa da Albino (Fumagalli 28) che sembrava invece in calo; Alpo che dopo aver vinto a Pordenone trova in Cagliari (0 vinte-14 perse sinora) una buccia di banana che potrebbe rimpiangere. In questo caso però c'è il trucco, ovvero che Cagliari schierava il nuovo acquisto Big Silvia Sarni, la quale ha timbrato 19 punti e 7 rimbalzi: se prima le nuragiche erano, in attacco, solo Masic-Scibelli più sprazzi di Pacilio, ora con 3 punte e una buona è un altro paio di maniche. A sua volta Pordenone, dopo un periodo sottotono, si rilancia pur senza Madera che ultimamente sembrava il fulcro d'ogni cosa. Ma stavolta i riflettori li merita Castello.

Insomma stanno meglio (nel complesso) le 5 in basso, cosa che potrebbe portare a un rimescolamento di posizioni nell'arco di un mese o due. Costa ha perso con Crema pagando anche gli infortuni ma prima aveva fatto 4 vittorie su 5. Carugate è a 3 su 4; contro Vicenza di Frantin dovè far senza (rima), e pure di Beretta, per cui aver strappato 2 punti è grasso. Anche Castelnuovo ha battuto un colpo importante battendo una Selargius che soffre nelle esterne: stavolta ne ha presi 20 da Porro e in attacco non bastano Ljubenovic e Manfrè.

Con la consueta equità di spazio, :ride: parliamo dell'A2 Sud: La Spezia imita Broni e fa 15 su 15 spazzando Bologna; Ferrara sempre 2 punti dietro; perde terreno Castel S. Pietro, uccellata da Palermo (15 punti per il bronzo U16 Verona) in casa.

Intanto Marina Fumagalli e Alice Richter rilasciate da Alpo. Potrebbero essere due pedine interessanti di mercato. Povera Marina: 3 righe di comunicato con la formula di circostanza, e fin qui vabbè, è la prassi; ma neanche la soddisfazione di leggere il suo cognome scritto giusto ("Fumangalli"). [NB: Richter si accasa poi a Broni]

Riassunto weekend - A1

Riepilogo weekend scorso, prima che diventi muffa.

In A1 giornata di punteggi frizzanti ed exploits individuali. E' una tendenza di cui abbiamo già parlato, ma che sembra vieppiù rafforzarsi. Non necessariamente è indice di un maggior tasso tecnico rispetto a qualche anno fa, anzi rispetto all'epoca delle 4 straniere e dei denari più abbondanti è probabilmente in calo; ma il giuoco si fa più garibaldino, con meno lacci e tatticismi; ovvero più potere alle giocatrici e meno agli allenatori, che spesso sono costretti a digerire improvvisazioni e tiri dopo 4 secondi dall'inizio dell'azione, anziché godere mentre le loro suddite s'involvono in schemi e controschemi; altrettanto avviene in difesa, dove le alchimie di Coppa e imitatori appaiono sbiadirsi nel ricordo. Talento e 1 contro 1, si tira alla prima occasione; un basket sicuramente più gradevole tranne che per la minoranza di cultori del giuoco. Prima in A1 sembrava di vedere le giocatrici al guinzaglio, tanto si giocava per distruggere e per eseguire anziché per costruire e divertire. Finché non si degenera nell'anarchia totale, a noi va bene così. :lol:

Concretizzando: nell'ultimo turno una squadra ha superato i 90 e altre 4 gli 80; a parte il Geas che doveva vedersela con Ragusa, tutte ne hanno segnati almeno 64 e, ripetiamo, anni fa c'erano turni in cui i 64 erano il top o quasi. Grandi prestazioni a grappoli: in Battipaglia-Orvieto, Treffers 22 punti + 17 rimba per 41 di valutazione, Boyd 25 per 25 di val, Wicijowski 29 punti per 37 di val; in Parma-Lucca la sempre mostruosa Harmon ne fa 27 per 32 di val; in Cagliari-Schio, Bam Bam Prahalis ne fa 36 con 11/24 dal campo, 13/13 ai liberi e 34 di val (a tal proposito, quando ne fece 50 al Geas venne da pensare: "sì, brava, però vediamo se arriva a 20 contro Schio". Direi che ha risposto :yes: ); in Umbertide-Torino, Simmons 32 punti per 35 di val, Anderson 25 per 27 di val; in Geas-Ragusa, Brunson 32 di val; in Vigarano-Napoli, Ostarello 27 di val e Tognalini 25 di val, Burdick 26 di val; in Venezia-S. Martino, è... Natale per Christmas con 30 punti e 43 di val.

Lo so, è un rutilare di nomi e numeri, ma è proprio per dar l'idea delle vacche grasse (dal punto di vista statistico, s'intende; economico mica tanto...) di cui finalmente godiamo dopo anni di stitichezza. E le dirette su Sportitalia sono cominciate col piede giusto, perché il derby S. Martino-Venezia ha offerto belle cose.

Sul piano dei risultati, meno frizzi e lazzi perché è andato tutto secondo pronostico tranne il colpaccio di Vigarano su Napoli, che dopo la serie di vittorie sembra aver ripreso a zoppicare, complice probabilmente la fatica per gli ottavi di Coppa. Vittoria pesante per le ferraresi che lasciano per ora la zona-retrocessione, dove rimangono Geas e Cagliari. Domenica peserà molto Torino-Geas: se vincono le piemontesi, vanno a +6 ed escono forse definitivamente dalla zona a rischio; se vincono le nord-milanesi vanno a -2 e si riapre tutto.
In vetta sempre Ragusa-Lucca a braccetto, Schio 2 punti sotto e Venezia attardata di 6 dalla cima ma anche ormai cementata al 4° posto visto il +6 sull'appena sconfitta S. Martino.

giovedì 21 gennaio 2016

[A1] Resoconto di Geas-Ragusa

Domenica ho assistito a Geas-Ragusa di A1. Streaming o non streaming, sempre meglio vedersele dal vivo. La distanza d'altronde non ha impedito a numerosi ragusani di presenziare, anziché starsene a casa per poi lagnarsi che non si vedeva nulla. Se ci tieni non hai scuse, ragusardo.
Partita con andamento lineare: Geas a contatto fino all'intervallo, poi Ragusa cambia marcia e se ne va. Quello che si poteva pronosticare, confidando che Sesto avrebbe avuto voglia di riscattare la giornataccia con Orvieto e quindi non si sarebbe fatto asfaltare fin dall'inizio. Una zona piuttosto attenta negava, soprattutto nel 2° quarto, ingressi facili in area alla capolista, anche se in quel frangente si esponeva a 3 triple di Milica Micovic, antica frequentatrice del palazzetto sestese fin dai tempi in cui, giovane e un po' più rotonda dell'attuale forma tirata a lucido, duellava con Frantini e Censini in accesi derby di A2 con la maglia di Carugate.
Si produceva così un riavvicinamento del Geas a -1 (20-21) dopo che nel 1° quarto Ragusa (sulla cui panchina coach Molino appariva ringiovanito, salvo poi scoprirsi che era il suo vice: lutto familiare per il capo) aveva dato una zampatuccia iniziale (4-12) senza poi però affondare i colpi. Non erano in giornata né Erkic né Consolini, per cui fino alle triple di Micovic le siciliane non aprivano la scatola sestese. Per il Geas piacevano un'intraprendente, anche se non precisa, Kacerik (che in difesa non sfigura neanche contro il top dell'A1), e una Correal che, alla sua seconda partita, mostra quello che Cinzia Zanotti e consorzio sperano di ottenere di qui a fine campionato, cioè una presenza importante in area, riportando Ercoli al più consono ruolo di cambio.
All'intervallo era 26-32, quindi partita aperta, tra l'altro con qualche rimpianto da parte del Geas per alcune errori apparentemente banali, tipo un paio di distrazioni difensive, un 5 secondi su rimessa e un contropiede sfumato per un "extra-pass" di troppo. Ma forse è normale quando ti tiri il collo per reggere contro una squadra più forte. Peggio fanno gli arbitri quando, su fallo subito da Nadalin, l'italo-canadese tirava solo il primo libero, rientrando in difesa come se pensasse di aver segnato il canestro, e né le altre giuocatrici né gli arbitri trovavano da eccepire. Solo una decina di secondi dopo, mentre il Geas già attaccava, gli arbitri si ravvedevano e riportavano tutte in lunetta per il secondo libero. :lol:

Terzo quarto, dicevamo, altra musica: parzialaccio di 4-21 per Ragusa e partita chiusa (rima). Aumentava il numero di incursioni in area per le vice-campioni e lì il Geas non poteva più reggere: prova tu a fermare Brunson (19 punti) quando va a canestro come un panzer; personalmente io mi sposto o finisco in orbita come i romani centrati da Obelix. :woot: Dall'altro capo del campo, il problema di Sesto era la giornata negativa al tiro per Brown e Mandache (3/19 complessivo), uniche due che potessero, in un'eventuale serata brillante, trascinare il Geas a competere sino in fondo. Dieci minuti effettivamente bui per il team di casa.

Nell'ultimo quarto il Geas faceva del suo meglio per contenere lo scarto. Si apprezzavano ancora Correal, che finiva in doppia-doppia, e Galli, autrice di due triple e del suo miglior bottino-carriera in A1 (8), proprio ora che saluta la squadra per un periodo di studio altrove. Nel finale entrambe le squadre schieravano la panchina, solo che quella sestese (n.e. Madonna) era farcita di giovani, mentre Ragusa, anche quando mette l'ottava e la nona, sono fior di giocatrici. Insomma un 46-67 onesto.

Cinzia Zanotti si è dichiarata insoddisfatta della prestazione delle sue. Credo potesse andare molto peggio; ma il problema non è quante ne prendi da una squadra che, prima o poi, trova il modo di staccarti e con cui, sostanzialmente, non puoi competere, bensì, banale dirlo, come rendi contro le dirette avversarie.
Domenica contro Torino sarà tutto un altro tipo di partita, quindi "segnali" incoraggianti o preoccupanti avrebbe poco senso coglierli da una gara come quella con Ragusa, se non per quanto riguarda Correal che è la novità recente. Finora il Geas ha fornito rendimenti alterni nelle sfide dirette (cioè con Torino, Cagliari, Orvieto, Vigarano), vincendone 2 e perdendone 3. Perciò è difficile prevedere come se la caverà contro l'ormai classica rivale piemontese; certo è che con l'ultimo posto causato dalla vittoria a sorpresa di Vigarano su Napoli c'è molto meno margine d'errore.

Saluto finale di ambo le compagini.

mercoledì 20 gennaio 2016

L'ira di tifosi ragusani contro il Geas

Notevole esempio d'arroganza da parte di alcuni tifosi di Ragusa che sulla pagina Facebook del Geas sbraitano perché, a causa di inconvenienti tecnici, lo streaming in diretta non ha funzionato. La società risponde in modo signorile scusandosi, ma i siculi rincarano la dose, qualcuno scadendo pure nel razzismo territoriale (la storia della nebbia). Ma che mondo è, dove una società storica viene vilipesa dagli ultimi arrivati nel basket femminile che conta? Okkio, Totò, Peppe e compagnia, che se un giorno (non voglia Iddio) :amen: finisce la cuccagna che vi porta in casa le Brunson e le Little, si torna alla polvere di provenienza.

A Sesto "avete solo la nebbia". E a Ragusa che minghia hanno, a parte la Passalacqua Spedizioni che tutto il mondo conosce e invidia?

Da ricordare che Sesto ha dato i natali a Gino Strada, per dirne uno; oppure a Walter Alasia, il celebre brigatista rosso. A Ragusa chi è nato, sentiamo? Va' un po' su Wikipedia a vedere i nativi "famosi" di Ragusa, c'è da ridere.

E poi nel basket Sesto è la storia, Ragusa la cronaca.

Dimostrazione che la tecnologia non semplifica la vita dell'uomo ma anzi lo costringe a fare sempre più sforzi. Un tempo ti erano grati se fornivi il tabellino della partita entro qualche ora, adesso se non fai la diretta streaming e in alta definizione ti saltano addosso.

lunedì 18 gennaio 2016

[A2] Resoconto di Sanga Milano-Broni

Sabato ho assistito a Sanga-Broni di A2. Echi di sfide vibranti negli scorsi anni, dalla serie playoff del 2013 in cui la giovane Zandalasini fu sconfitta dalla marpiona Zanon, fino all'anno scorso in cui Milano vinse all'ultimo tiro ed entrambe erano in lotta per l'allora poule-promozione.
A quei tempi, però, si giocava nella palestra Giordani mentre ora al PalaIseo della sterminata periferia nord; e a proposito di "echi", l'etere che gli anni passati vibrava dei cori contrapposti degli ultras delle due sponde, stavolta era predominio assoluto dei Viking di Broni, giacché i loro dirimpettai avevano vissuto l'ultima turbolenta apparizione proprio all'andata, quando contestarono il loro patron Pinotti, che gli aveva dichiarato guerra, per poi scomparire nel buio della campagna pavese e nessuno li ha più rivisti. :o:
Perché così è la caducità delle vicende umane: un giorno canti "siamo sempre con voi, non vi lasceremo mai", e il giorno dopo sei polvere, vago ricordo per pochi, oblio assoluto per gli altri. -_- Ma Meurlock Holmes ha scoperto che il possente manipolo, noto come Gradinata Agitata, sta preparando un grande ritorno. Non nel femminile, bensì in D maschile, perché il loro nuovo glèb è ora il Politecnico di Milano. :woot:

Come di consueto, tirare in lungo le premesse mi serve a coprire un pezzo di partita saltato. Nella fattispecie, arrivavamo poco dopo la metà del 2° quarto sul +6 per Broni che, apprenderemo poi, aveva appena iniziato quello che, con largo anticipo, era destinato ad essere il parziale decisivo.
A differenza dello scoppiettante Sanga-Costa di 10 giorni prima, stavolta l'andamento è stato piuttosto lineare: equilibrio iniziale, break di Broni, inseguimento del Sanga ma mai oltre il -6.

Quando la prima va in casa della terza, ci può scappare la caduta ma in questo girone il divario tra Broni e la concorrenza, a parte Crema, sembra piuttosto netto. Quest'anno le pavesi hanno azzeccato gli equilibri di squadra. Direi che rispetto all'anno scorso, in cui il talento non mancava ma era probabilmente mal distribuito, il quintetto è perfettamente bilanciato, con una forte per ruolo: Soli, Pavia, Galbiati, Zampieri (mvp di giornata con 20 punti, davanti a Galbiati con 18 e Pavia con 17) e Bratka, che a parte un buon inizio stavolta non ha combinato granché (ma contro Da Silva si divertono pochissimo tutte) ma resta autrice di una solidissima stagione. Dalla panchina in quest'occasione non è arrivato nulla, ma c'era Landi indisponibile, non ha giocato Vanin (se è scelta tecnica mi sento di approvarla) e Bonvecchio + Dettori hanno inanellato solo errori (rima).

Milano, da parte sua, aveva i grandi ritorni di Ruisi e Rossi ma ha rinunciato per stavolta a Rossini e Tibè (positive nella vittoria a Selargius) per poterle impiegare in serata con la B del "satellite" Canegrate. E Ruisi e Rossi, in campo proprio mentre c'assidevamo in tribuna, avevano un po' di ruggine da scrollarsi. Rossi, evidentemente vogliosa di fare dopo la lunga inattività post-separazione dal Geas, non lesinava tiri, ma collezionava uno 0/5 in pochi minuti, finendo con -8 di valutazione. Ruisi invece iniziava in modo più timido, poi avrebbe segnato due liberi nell'ultimo quarto. Insomma ci vorrà tempo perchè siano d'impatto.

Il Sanga quindi, nel giro di cambi, pagava dazio finendo sotto di 12 all'intervallo (22-34, prima anche -13). Ma era anche colpa degli 0 punti di Maffenini al riposo. La pasticciera di Erba si scaldava invece nel 3° quarto, in cui infilava due triploni siderali di quelli che stanno diventando il suo marchio di fabbrica. E la squadra s'accendeva dietro di lei, in particolare Picotti, ficcante con 13 punti (migliore per le sue). Un dato eloquente: valutazione di squadra Sanga nel 2° quarto: -1; 3° quarto: +35. Con 23 punti segnati; ma Broni rispondeva colpo su colpo, infilando 3 triple contro la zona, una a testa da Galbiati, Soli e Pavia. Contro le pavesi, del resto, la coperta difensiva è inevitabilmente corta: chiudi su una tiratrice e ti colpiscono le altre; blindi l'area e ti puniscono da fuori o viceversa.
Quindi a fine 3° quarto era 45-52, comunque rimontabiler per il Sanga. Che però perdeva Martelliano per 5 falli già al 34'. Nonostante un terzo triplone incredibile di Maffenini, sembrava che la partita scivolasse liscia fino in fondo (51-61 al 35'); ma Milano sfruttava il bonus precoce raggiunto da Broni, portandosi sul -6 a 4' dalla fine (55-61).
La difesa di casa viveva il suo momento migliore con una serie di buone chiusure e recuperi. Ma l'attacco gettava 3 palle dorate e passavano così più di 2' senza che si segnasse: fatale per il Sanga, perché poi Zampieri sbloccava le sue da assist di Soli. Replicava Picotti, anche lei ben servita su un taglio; ma dopo un recupero di Ruisi su Galbiati, Pozzecco mandava sul ferro la tripla del -3 ed era la resa, specie dopo un altro paio di occasioni sprecate da Milano.

Finiva quindi 57-66 con la sensazione che, se avesse sfruttato quel frangente di supremazia a metà ultimo quarto, il Sanga poteva arrivare punto a punto in volata. Ma se Broni ha fatto 15 vittorie su 15 è evidentemente perché sa sempre come vincerla.

A fine partita gran saltellamenti e balli delle ragazze di Broni con i Viking. I quali poi si producevano in uno dei loro cori preferiti: "Pinotti, Pinotti, vaffanculo", rivolti verso il campo, non si sa bene guardando chi, visto che Pinotti era alle loro spalle, nella zona interviste in cima alle tribune, che se la ghignava. Improvvisamente si vedeva il suo vice, Piccinelli, passare sotto lo spicchio dei Viking, forse dire qualcosa, fatto sta che due o tre ultras gli abbaiavano "Cazzovuoi? Vieniquiadirlo! Pezdimerd!", o roba simile. Dopodiché qualcuno di loro andava a salutare Paolo Fassina (ex allenatore di Broni), che in realtà era Stefano (in veste di commentatore tecnico per il canale Sanga). Ma i due si sono scambiati la barba e ci cascano quasi tutti. E dopo questa nota tecnica si poteva tornare nel freddo non gelido ma abbastanza pungente della limpida serata milanese di metà gennaio.

Nella foto: Galbiati deposita in contropiede contro il Sanga sullo sfondo degli eccitati Viking.

domenica 17 gennaio 2016

Aggiornamento coppe europee

Eurolega: a 4 giornate dalla fine della stagione regolare, Schio è messa molto bene dopo aver battuto, giovedì, la Dynamo Kursk e aver così conquistato il 2° posto solingo, con 7 vinte-3 perse, dietro solo al Fenerbahce (9-1) che, peraltro, non ha un organico spaziale come in anni recenti (Verameyenka, Hollingsworth, Lavender, Vardarli, roba così, cioè tutte buone ma non coi miti americani che in buona parte sono migrati in Cina). Passano le prime 4 e Schio ha 4 punti di vantaggio sul 5° posto, attualmente detenuto da Villeneuve, mentre due temibili come Salamanca e Sopron sono ormai fuori dai giuochi.

Nell'altro girone è in testa, come al solito, Ekaterinburg regina dell'opulenza (ma che poi non riesce quasi mai a quagliare il titolo), che con 8 vinte-2 perse non ha nemmeno troppo dominato nonostante abbia una coppia di aliene quale Taurasi e Brittney Griner (quest'ultima alla prima apparizione in Europa) e poi Torrens, Gruda, Lyttle e altre. Seconda è Orenburg, poi le campionesse uscenti di Praga, non collezione di campionesse ma squadra vera, indi Cracovia e Kayseri a contendersi il cruciale 4° posto.

Sintesi: bisogna capire se c'è uno squilibrio nei gironi, ma potrebbe essere l'anno buono per Schio per andare alle Final Four, e come organico il Famila non è peggio di quello di Praga che vinse a sorpresa lo scorso anno. Caratteristica di Schio è non avere una o due superstars ma un collettivo tra i più profondi e bilanciati, come dimostra il fatto che la sua top scorer, Yacoubou, con 13,9 di media è solo tredicesima nella classifica marcatrici, capeggiata manco a dirlo da Taurasi.

Eurocup: quest'anno ci siamo riaffacciati con Napoli e Venezia dopo una troppo lunga astinenza. Nella fase a gironi, disputata prima di Natale, Venezia si è piazzata prima con 4 vinte-2 perse; Napoli seconda con identico bilancio, ma dietro a Miskolc.
In queste due settimane dopo le feste si sono giocati gli ottavi di finale, con andata/ritorno: fuori Napoli che è incappata nel glorioso Spartak Regiondimosca, dove gioca il giovin fenomeno Vadeeva che ne ha messi 20 al ritorno (classe '98, ricordiamo; le sue medie: 17 punti e 7 rimbalzi in 24 minuti); :o: caparbie le partenopee in questo secondo round, perso solo di 2 dopo il +12 all'intervallo, ma all'andata avevan perso di 22 in casa.
Avanza invece Venezia che ha battuto due volte il TTT Riga, altrettanto glorioso (è l'ex Daugawa che vinse mille volte la Coppa Campioni con Semenova). Duro adesso l'accoppiamento nei quarti con il Besiktas di Costantinopoli, che annovera gente come Pondexter, Milovanovic, Horasan, Ivegin e la mastodonte croata Ivankovic, che di nome fa Luca ma è una femmina.

Mini-riassunto A2

Aggiornamento in ritardo sul turno scorso di A2 (prima di ritorno), che ormai siamo già a metà di quello nuovo.

Nel gir. A nessuna sorpresa ma varie partite interessanti. Broni non ha avuto vita semplice con Marghera che si conferma in crescita, anche se in realtà era già a +17 dopo un quarto (78-73 con 20 di Galbiati).
Crema continua il suo periodo d'oro domando Carugate, cosa non facile in quest'ultimo periodo.
Alpo espugna nettamente Pordenone (stavolta "solo" 13 + 6 rimbalzi + 5 recuperi per Madera), che sembra pagare le oscillazioni d'organico: già 21 giocatrici impiegate da inizio anno, praticamente mai due volte di fila con le stesse.
Importante per Milano spezzare la striscia di 3 sconfitte con un colpo a Selargius (63-67 con 24 di Maffenini, più 13 rimbalzi e 36 di valutazione, e tripla decisiva di Pozzecco), così come Costa, con 24 di Canova e 17 di Ristic, fa bottino a Cagliari in una partita più sofferta di quanto dica il +10 finale, frutto di un parzialone di 1-19 negli ultimi 7 minuti; ma Costa era senza Maiorano (dito rotto) e Mistò (inguine stirato o qualcosa del genere) e ha perso Tagliabue dopo pochi minuti; per Cagliari però troppo poco a parte le ottime Scibelli e Masic (46 punti su 62 della squadra). Con questa vittoria Costa risale a -2 dalla zona-playoff, in cui Selargius, Albino e Pordenone appaiono in calo anche se in questo turno Albino ha vinto.
Cagliari corre ai ripari sul mercato, prendendo Silvia Sarni, dall'A1 di Umbertide; non male ma 6 punti da rimontare per non retrocedere direttamente non sono pochi.
A proposito di A1, ricordiamo che oggi iniziano le dirette su Sportitalia, ore 20 per S. Martino-Venezia. Gli appassionati fanno giusto a tempo a tornare a casa dalle partite delle 18 e affollarsi dinnanzi ai teleschermi; non possiamo fare una figuraccia con l'audience dopo che Criscitiello ha parlato di potenziale enorme. Successivamente la collocazione sarà al lunedì sera che è scomodo per il pubblico dei palazzetti ma opportuno per la tv, vista la poca concorrenza di altri eventi.

Nel gir. B, Ferrara vince 74-69 lo scontro diretto per il 2° posto su Castel S. Pietro, per la quale continuano a restare tabù i big matches; 26 di Rosset contro 22 di Visconti; Rulli rulla 16 rimbalzi per le estensi.
Palermo batte Empoli nella sfida per il 5° posto.
Iannucci continua a segnare a raffica per Viareggio; ne ha fatto 30 con 11/14 da 2.

Curiosità: campanilismo Basket Como vs Comense

Curiosità: com'è noto, i greci si rifiutano, per motivi politici, di chiamare "Macedonia" l'ex repubblica jugoslava che dalle altre nazioni è comunemente chiamata così. Ritengono infatti che codesto paese non abbia il diritto di usurpare quel nome.
Un caso simile è nel basket femminile lombardo dove, a quanto pare, il Basket Como rifiuta di chiamare "Comense" l'altra squadra cittadina, presumo perché non ritenga che la novella società di Guido Corti abbia titolo per fregiarsi di quel nome storico. :o:
Ad esempio ecco il comunicato sul derby Under 20 di qualche giorno fa (notare tra l'altro che "Larotonda", e non "La Rotonda", è sì sponsor della Comense ma solo della prima squadra, non anche delle U20).

CAMPIONATO UNDER 20/F

Ci aggiudichiamo il derby anche in Under 20 !!!

U.S. BASKET COMO 1956 60
LA ROTONDA POLISPORTIVA 59

Tabellini : Orlando 10, Travaglini (K) 6, Mirino n.e., Faverio 3, Fabris n.e., Younga, Valsecchi 14, Avanzi 4, Mauro, De Silva 7, Iasenza 16. All.: Oldani.

Parziali : 12-12; 18-20 (30-32); 20-11; 10-16
T.L. : U.S. Basket Como 1956 14/24; La rotonda Polisportiva 8/22
3P : U.S. Basket Como 1956 4 (Valsecchi, Avanzi, Orlando, Iasenza)
La rotonda Polisportiva 3 (2 Rusconi M., Vitali)

Basta una frazione di gioco alle nostre ragazze, la terza, per aggiudicarsi il secondo derby comasco con La rotonda Polisportiva.
[...]

lunedì 11 gennaio 2016

Mini-riassunto A1

A1, prima di ritorno: il colpo è di Parma su Venezia.
San Martino strapazza Napoli (che pure veniva da 5 vittorie in fila) nello scontro diretto per il 5° posto.

Ragusa, Lucca e Schio vincono in trasferta, non senza soffrire per quanto riguarda le ultime due nominate. D'altronde a Umbertide e Battipaglia non era compito scontato.
Nel confronto diretto tra le due top '96 d'Italia, Tagliamento fa 18 punti in 36' con 6/7 dal campo e 26 di valutazione, mentre Zandalasini si ferma a 4 punti in 16' con 1/3 per 2 di valutazione. Però Zanda vince e Taglia perde. Cos'è meglio?

Sfortunato Geas: incappa in Orvieto appena rinforzata da Ivezic che sembra dare tutt'altro spessore alla compagine umbra. Correal non riesce invece a dare immediato impatto. Da -30 a inizio ripresa, il Geas dà vita a una caparbia rimonta che però non si corona. Tuttavia in classifica il Geas resta in zona-playoff e non è un cattivo affare nella situazione in cui Correal s'inserirà sicuramente meglio e poi torneranno Gambarini e Laterza.

Nell'altra sfida caliente, Torino vince a Vigarano; ma credo che Torino, se tornata in salute, possa scappar via dalla mischia-salvezza.

domenica 10 gennaio 2016

[B lomb.] Resoconto di Mariano C.-Brixia

Ieri sera ho assistito a Mariano Comense (non Comense; trattasi di una cittadina tipicamente brianzola a sud di Cantù)-Brixia Brescia, prima giornata della fase promozione di B lombarda. Partita equilibrata nei primi due quarti (36-38), con Bossi ('91 ex vivaio Comense dove spalleggiava Spreafico-E. Bestagno-Pasqualin) gran protagonista a suon di arresto-e-tiro dalla media, fondamentale in via d'estinzione ma non da parte sua; però s'intravedeva già che le bresciane, con le veteranissime ex-A1 Frusca e Marcolini (la prima ancora micidiale con le triple dal palleggio, la seconda sempre sapiente in area, a suon di temibili gomitate ma anche di pregevoli 1 contro 1 spalle a canestro), avevano più sostanza, nel senso di maggior bilanciamento tra chi cantava e chi portava la croce, menando il giusto. Positive anche la tiratrice Castelli e la giovane e massiccia Pintossi. Mentre Mariano appariva ricca di fiorettiste (tecniche e stilisticamente gradevoli) ma poco di sciabolatrici, finendo per smarrire l'attacco nella ripresa, con troppe perse, e per farsi ripetutamente bucare dal perimetro (10 triple a segno). Terminava dunque 60-73 per Brescia.

Campionato interessante, quello lombardo, con varia gente ex serie A e giovani non di secondo piano; delle 9 squadre del girone "Gold" ne andranno 5 ai playoff nazionali, sperando di far meglio dello scorso anno quando non si cavò manco una promozione.

sabato 9 gennaio 2016

Commento alla classifica marcatrici A1 (fine andata)

Intanto la classifica marcatrici dell'andata in A1 è riportata qui sotto. Notevoli le medie realizzative delle prime 10: per fare un confronto con un recente passato, nel 2008/09 (ultima stagione prima della temporanea diminuzione delle squadre da 14 a 12: altrimenti il paragone non sarebbe corretto) la capocannoniera fu Tillis del Geas con 18,8 di media mentre ora Prahalis lo è con oltre 24; ma soprattutto, ci sono ben 15 giocatrici con almeno 15 di media, mentre 7 anni fa ce n'erano solo 6. Macchi era decima con 13,6, oggi sarebbe solo diciannovesima con quella cifra.
Spiegazioni? Una è che i punteggi si sono rialzati (vivaddio), si gioca in modo meno ossessivamente improntato alla difesa e alle alchimie dei coaches; il che a volte si risolve in uno sparacchiamento garibaldino, ma a noi profani della tecnica piace di più così. Un'altra causa può essere la riduzione da 4 a 3 straniere, e in generale l'accorciamento dei rosters per motivi economici, sicché le titolari giocano più minuti e quindi segnano più punti. Anche in questo caso ci piace di più così.

venerdì 8 gennaio 2016

[A2] Resoconto di Sanga Milano-Costa

Ci sarebbe molto da dire su Sanga-Costa (75-77)del 6 gennaio, ma il tempo stasera non c'è, e già nuovi avvenimenti incalzano. C'eravamo lamentati due anni fa che non si giocava mai (20 partite di stagione regolare in A2, 22 in A1), per cui non ci lagneremo certo ora che pullulano i doppi turni, anche se è dura tenere il passo. -_-
Così a mo' di riassunto:

- è stata la miglior partita che ho visto dal vivo quest'anno: cambi continui al comando, verdetto all'ultimo tiro e i canestri sono fioccati, anche se non di rado per demerito di difese a tratti tra le nuvole; così come in attacco le prodezze si sono alternate in egual misura alle atrocità; tenendo conto però che era la prima dopo la deleteria pausa di Natale, si può essere ampiamente soddisfatti;

- l'andamento, nei primi due quarti abbondanti, è stato un saliscendi impazzito, con la luce che s'accendeva e si spegneva a turno per entrambe: parziale di 15-6 all'inizio per il Sanga, poi parziale di 6-25 per Costa (21-31 massimo scarto al 14'), poi parziale di 24-10 per Milano (45-41 al 22'), poi finalmente un po' di stabilità con un punto a punto che è durato fino in fondo, anche se pure in questa parte di gara il vento è girato ora dall'una ora dall'altra parte;

- due protagoniste assolute, con folate offensive di talento superiore: Maffenini (29 punti con 11/20 dal campo, 9 rimbalzi di cui 6 presi in attacco volando in testa a tutte, 5 recuperi, 32 di valutazione) e Ristic (26 punti secondo lo scout ufficiale, 27 a mio modesto conteggio, 4/7 da 2, 3/6 da 3, 10/13 ai liberi, 5 recuperi, 26 di valutazione). Entrambe hanno anche commesso sbavature (6 perse l'una, 5 l'altra), in particolare Maffenini che s'è mangiata un paio di contropiedi per palle perse totalmente gratuite, quasi improvvisamente si trasformasse nella sua gemella immatura. Ma quando si accende, è capace di rimettere in piedi una partita da sola. Mentre Ristic mostra la sua vera faccia dopo l'esordio opaco; tutto sommato sembra andar bene per il gioco "garibaldino" di Costa, lei che è un cavallo pazzerello. Alla fine l'ha risolta lei con una tripla guadagnata generosamente da Maiorano che su errore di Longoni aggrediva con grinta e mestiere una Tibè che aveva già il rimbalzo in mano ma non l'ha protetto a dovere: la freccia dava palla a Costa e da lì scaturiva la triplona di Ristic;

- finora in volata il Sanga aveva quasi sempre vinto mentre Costa quasi sempre perso, e pure stavolta sembrava ripetersi l'opposto destino delle due: Costa entrava negli ultimi 2'30" sopra di 5 ma commetteva una serie di frenesie offensive e di buchi difensivi, con emblematica forzatura di Longoni da 3 (coi 24" a disposizione) e rientro fiacco sull'accelerazione di Pozzecco che segnava il 74-72 a 1' dalla fine. Cosa ha fatto saltare il banco? La magata di Ristic, la voglia di Costa di ribellarsi al copione ma anche la sorte che stavolta ha fatto tremare le mani di Pozzecco (0/2 pesantissimo in lunetta sul -1 a -28") e poi fatto finire sul ferro l'ultimo tiro di Tibè su rimbalzo in attacco strtappato dalla solita Maffenini su tiro libero sbagliato apposta da lei stessa. Sarebbe stato abbastanza da film che Tibè segnasse il canestro dell'overtime contro la sua società di provenienza ma stavolta la ruota non ha girato per il Sanga. Probabilmente, tanto per fare filosofia, non esistono vincenti e perdenti in volata, cioè eroine e coniglie, ma solo di volta in volta chi ha un pizzico di bravura in più e di buona sorte che la sfera finisce qualche centimetro più in qua e non più in là;

- le due squadre hanno evidenziato tanti pregi quanti difetti. Detto che per me, con questa Ristic, Costa è superiore al Sanga (il quale però a sua volta si sta rinforzando), per le lecchesi resta il problema della mancanza di peso sotto canestro, là dove sarebbe dovuta esserci Schieppati che però non ha nemmeno iniziato la stagione per infortunio; per il Sanga quello della panchina, almeno finché non saranno operative Ruisi e, chissà, Rossi: non sembra esserci un problema di stanchezza per le titolari che giocano 35' di media, ma se succede qualche contrattempo, come in quest'occasione coi problemi di falli di Picotti (una delle chiavi della partita), il calo di livello è brusco;

- infine mi è piaciuto l'atteggiamento di Maiorano, che valutata la gran vena di Ristic ha accettato intelligentemente un ruolo da spalla della slovena, pur senza rinunciare ai propri tiri quando c'era l'occasione. E con la già descritta giocata di combattività nel finale ha procacciato il canestro decisivo.

Nella foto [di M. Brioschi-Basketinside]: l'istante dopo l'errore decisivo di Tibè: esultanze e abbracci Costa, delusione Da Silva.

Aggiornamento A2 (fine andata)

Mercoledì c'è stata l'ultima di andata in A2. Per la Coppa Italia restava da decidere solo la seconda piazza del girone Nord, con Crema ampiamente favorita visto che veniva da 8 vittorie in 9 partite e affrontava la non osticissima Castelnuovo, dovendo solo vincere per tagliare il traguardo, senza curarsi di ciò che avesse fatto l'appaiato Sanga con Costamasnaga. La partita infatti si è chiusa quasi subito, con Veinberga a 31 punti con 13/18 al tiro e 10 rimbalzi.
Milano nel frattempo perdeva con Costa (75-77) e quindi non ce l'avrebbe fatta in ogni caso. Per quanto concerne questa partita, ho assistito e ne vorrei parlare in dettaglio, ma l'attualità incalza e sa Iddio se farò a tempo. Il Sanga rimane terzo ma ora Vicenza e Marghera tallonano dappresso. Notevole l'ascesa della compagine lagunare mentre bisogna vedere se la sosta è servita ad Aldo Corno per riorganizzare una truppa non del tutto convincente finora, anche se la classifica non piange.
I nuovi innesti possono cambiare le gerarchie. Costa con questa Ristic (26 punti, o 27 nel mio conteggio) può risalire sulla zona-playoff, dove Alpo, Pordenone e Selargius non appaiono imprendibili, ma già la zona-salvezza di Albino è solo 2 punti sopra. Albino ha perso con Carugate, altra squadra che dal rimescolamento di carte potrebbe aver tratto vantaggio. Ora che ha potato Koufogianni (che lascia l'Italia con la metà della valutazione media che stav avendo ora Zanon, ferma da due anni e mezzo) :woot: e lasciato partire Ruisi ci sarà più chiarezza nelle gerarchie, con la leadership in mano al trio Zanon-Frantini-Stabile (le ultime due erano state definite "utili come un tè caldo ad agosto", se non erro, da un operatore dell'informazione qui sul forum; ovviamente sono state decisive ad Albino) e le giovani in grado di esprimersi nell'ambito di binari più chiari. Ad esempio Beretta è quasi in doppia cifra di media nelle ultime 5 giornate.
Anche Milano si muove sul mercato. Le 3 sconfitte di fila hanno mostrato che finora s'era ottenuto sin troppo rispetto al valore dell'organico, che è buono ma non da secondo posto: la panchina continua a essere cortissima. In tal senso ha già fatto tornare Ruisi (che era a referto ma non ha esordito mercoledì) e vorrebbe fare lo stesso con Giulia Rossi. Ha dichiarato Pinotti nell'intervista televisiva dopo la partita di mercoledì (si veda sul canale Sangabasket di YouTubero): "Inseguiamo Giulia Rossi, si tratta di convincere Geas a non esagerare con quello che vogliono", dal che parrebbe dedursi che c'è una trattativa in corso. Rossi era presente in tribuna con l'aria di chi riprende confidenza con l'ambiente.
Nel volo d'uccello sulla giornata, infine, non può sfuggire l'ennesimo exploit di Madera, che solo a fine giugno compirà 16 anni (giova ricordare) e che contro un'avversaria di valore come Marghera ha fatto 24 punti con 8/9 da 2, 1/2 da 3, 5/7 ai liberi, 7 rimbalzi, 4 recuperi, 8 falli subiti e 35 di valutazione. Pronta per l'A1 e anche per l'Eurolega, direi, giusto perché non bisogna pompare troppo le giovani e quindi di Wnba non parlo. Però è il tipo di giocatrice che m'aggrada: niente voli in cielo da bocc'aperta, niente svolazzi più stilistici che pratici, ma una dannata concretezza, una fottuta efficacia.

Al Sud, o meglio al Nord-B vista la collocazione geografica delle prime 4 (in effetti si chiama "girone B", solo colloquialmente "Sud"), <_< c'è stato il big match tra Spezia e Ferrara, con vittoria ligure per 73-63. Reke 24 punti. Quindi Spezia finisce l'andata a 13-0 come Broni, però mentre le pavesi sembrano aver già ammazzato il girone (+6 su Crema), qui c'è una lotta a 3 che potrebbe durare sino alla fine, visto che Castel S. Pietro è 4 punti sotto e ha perso con le spezzine solo dopo 5 supplementari, nella mitologica partita dell'8 dicembre.

giovedì 7 gennaio 2016

Spunti dai media (Superbasket, Sportitalia, Basket Magazine)

Situazioni mediatiche. E' uscito il nuovo numero di Superbasket, che dal mese scorso ha lanciato un nuovo spazio per il femminile. Dato che c'eravamo lagnati (almeno, io) perché il nuovo corso della rivista (rinata a giugno 2014 dopo 2 anni e qualche mese di interruzione) snobbava quasi totalmente le donne, mi pare giusto sottolineare il cambiamento di rotta.
Sono stati affidati spazi fissi a Silvia Gottardi e Giulia Arturi. Nel numero di dicembre Gottardi ha pubblicato un'intervista a Macchi, Arturi una riflessione sul tema scottante della mancanza di professionismo tra le donne (citando il documentario della stessa Silvia, che ne parla).
Nel numero appena uscito, Gottardi parla dell'interazione maschile-femminile alla Reyer (anche questo un tema affrontato nel film), intervistando Bagnara, Formica e Thomas Ress (fratello di Kathrin e giocatore di Venezia maschile). Non male la frecciata iniziale dell'articolo: dice di aver chiesto a Massimo Bulleri (argento olimpico ad Atene e tuttora attivo in A2) "chi vince il campionato femminile" e lui ha risposto Taranto... peccato che non c'è più. :woot:
Arturi invece narra un suo ricordo personale di Meo Sacchetti, il coach di Sassari campione d'Italia testè esonerato con molto clamore. Da notare che su questo numero scrive anche Arturi Franco (un elogio di Dan Peterson in occasione dell'80° compleanno), sicché curiosamente padre e figlia compaiono sulla stessa pubblicazione, non so se ci sono precedenti. -_-
C'è poi una pagina di notizie varie sul femminile, per un totale quindi di 4 pagine. Insomma tutto molto positivo. Dunque l'eredità di Big Roberto Lurisi (ultimo responsabile dello spazio-donne su Superbasket prima della chiusura del 2012) è stata raccolta da due giocatrici; ci sarà quindi un approccio meno giornalistico/cronachistico e più "insider", ovverosia il mondo del femminile raccontato da chi lo conosce dall'interno in prima persona. E mi pare anche che l'idea sia di trattare temi in grado di interessare anche chi non segue il femminile, cioè (si presuppone) il 99% dei lettori di Superbasket, mentre Lurisi e i suoi predecessori si rivolgevano a cultori della materia. Differenze logiche nella misura in cui una volta la rivista era un settimanale di attualità mentre ora è una rivista di approfondimento.

E' un momento positivo per la comunicazione al femminile. Tra poco dovrebbero debuttare le dirette su Sportitalia, quindi in chiaro, dopo il misterioso affossamento della "tv del basket" su Sky. :unsure: C'è quantomeno una controtendenza rispetto a notizie poco simpatiche come questa della "tv del basket", o come la chiusura appena avvenuta della tv della Gazzetta, o l'annuncio della cancellazione del programma "SI basket" su Sportitalia.
Anche l'altro mensile in edicola, "Basket Magazine", ha uno spazio significativo per il femminile; non ho ancora pigliato il numero di questo mese, ma su quello scorso c'era un'intervista a Blake Dietrick (seppur curiosamente chiamata Dietrick Blake, cioè invertendo nome e cognome) e una al duo Santucci-Franceschelli di Castel S. Pietro.
C'è poi un testimonial brillante come Miss Italia, che come dicevamo qualche giorno fa sta promuovendo meglio che può il basket femminile, e non era certo tenuta a farlo, considerando che al di fuori della nostra cerchia non credo che le dia grossi vantaggi d'immagine, farsi vedere in vesti di cestista.

C'è poi in giro "She Got Game", che in qualche modo è riuscito a portare il femminile al di fuori della nicchia, tant'è che l'editore di Superbasket, Hruby, ha scritto che è stata la risonanza di questo film e di Miss Italia a indurlo a concedere il novello spazio alle donne.

Sempre su Superbasket, viene riportata la classifica dei "100 nomi più potenti del basket italiano", compilata dal sito Basketnet, ed è notevole che Silvia Gottardi abbia guadagnato la posizione numero 99 in qualità di "blogger e autrice di She Got Game"). Specie se si considera che l'unico altro nome legato al femminile è Capobianco, peraltro coinvolto anche nel maschile.
Un traguardo straordinario per Gottardi, anche se l'aggettivo "potenti" mi lascia un po' perplesso. Se fosse "significativi", "di tendenza", "popolari", non avrei da eccepire; ma "potente" per me è chi muove denaro e chi ha il potere di prendere decisioni importanti. Gottardi è più potente dei proprietari, dirigenti e procuratori del femminile, che montano e smontano le squadre? Più potente di chi decide formule e ripescaggi e può farti salire di due categorie in un colpo solo o farti scendere cancellando un campionato? Non vale solo per Gottardi ma per tutti gli operatori dell'informazione, cioè chi narra e descrive, rispetto a chi manovra in prima persona le cose.

lunedì 4 gennaio 2016

Mini-riassunto del weekend

Torno ora da un esilio di 3 giorni. Notizia già arrivatami la notte di Capodanno è il ritorno di Valentina Ruisi al Sanga Milano dopo che aveva iniziato la stagione a Carugate. Quindi Ruisi da ex Sanga si trasforma in ex Carugate.

Per quanto concerne l'A1, ieri turno di chiusura dell'andata. Gran prova di possanza per Ragusa che spazza Venezia 70-49 e si laurea campione d'inverno. Non c'è bisogno quindi di attendere il posticipo di domani tra Cagliari e Lucca.
Si accende ancor di più la lotta nella parte bassa della classifica. Colpi notevoli di Torino a Battipaglia (76-84), con 31 punti di Anderson, e di Vigarano su Parma (80-67), con 34 di valutazione per un'ostica (e ostile) Ostarello. Non riescono a rispondere Orvieto (e be', con Schio) e il Geas, che arriva punto a punto con Napoli ma incappa in una Petronyte da 52 di valutazione (23 punti, 18 rimbalzi, 11 falli subiti, 5 recuperi, 9/9 ai liberi). :woot: Il Geas però non ha ancora potuto schierare il rinforzo Correal che, c'è da supporre, impedirà siffatte prestazioni mostruose da parte di pivots avversari nel girone di ritorno.
Nella classifica c'è da notare un fatto curioso: apparentemente per il Geas è stato un turno sfavorevole (sconfitta sua e vittoria di 2 dirette rivali), eppure prima di questo turno era penultimo e quindi in zona-retrocessione, mentre ora chiude l'andata terzultimo e quindi ai playoff se il campionato finisse ora (il risultato di Cagliari è ininfluente a tal proposito).
Come si spiega ciò? Paradossi della classifica avulsa: s'è tolta Torino dal grumo a quota 6 mentre s'è aggiunta Vigarano. Quindi il Geas ora è in parità con due squadre battute e una da cui è stato battuto, salendo di un posto rispetto a prima.
Tutto ciò suggerisce che, complice la formula di quest'anno, se perdura l'equilibrio sino a fine stagione, tra retrocessione e playoff potrebbe passare un filo sottilissimo, magari semplicemente la fortuna di trovarsi a pari punti con una squadra battuta anziché con una da cui si è stati battuti. Sarà uno sprint selvaggio di 13 giornate tra almeno 5 squadre. :alienff: