giovedì 7 gennaio 2016

Spunti dai media (Superbasket, Sportitalia, Basket Magazine)

Situazioni mediatiche. E' uscito il nuovo numero di Superbasket, che dal mese scorso ha lanciato un nuovo spazio per il femminile. Dato che c'eravamo lagnati (almeno, io) perché il nuovo corso della rivista (rinata a giugno 2014 dopo 2 anni e qualche mese di interruzione) snobbava quasi totalmente le donne, mi pare giusto sottolineare il cambiamento di rotta.
Sono stati affidati spazi fissi a Silvia Gottardi e Giulia Arturi. Nel numero di dicembre Gottardi ha pubblicato un'intervista a Macchi, Arturi una riflessione sul tema scottante della mancanza di professionismo tra le donne (citando il documentario della stessa Silvia, che ne parla).
Nel numero appena uscito, Gottardi parla dell'interazione maschile-femminile alla Reyer (anche questo un tema affrontato nel film), intervistando Bagnara, Formica e Thomas Ress (fratello di Kathrin e giocatore di Venezia maschile). Non male la frecciata iniziale dell'articolo: dice di aver chiesto a Massimo Bulleri (argento olimpico ad Atene e tuttora attivo in A2) "chi vince il campionato femminile" e lui ha risposto Taranto... peccato che non c'è più. :woot:
Arturi invece narra un suo ricordo personale di Meo Sacchetti, il coach di Sassari campione d'Italia testè esonerato con molto clamore. Da notare che su questo numero scrive anche Arturi Franco (un elogio di Dan Peterson in occasione dell'80° compleanno), sicché curiosamente padre e figlia compaiono sulla stessa pubblicazione, non so se ci sono precedenti. -_-
C'è poi una pagina di notizie varie sul femminile, per un totale quindi di 4 pagine. Insomma tutto molto positivo. Dunque l'eredità di Big Roberto Lurisi (ultimo responsabile dello spazio-donne su Superbasket prima della chiusura del 2012) è stata raccolta da due giocatrici; ci sarà quindi un approccio meno giornalistico/cronachistico e più "insider", ovverosia il mondo del femminile raccontato da chi lo conosce dall'interno in prima persona. E mi pare anche che l'idea sia di trattare temi in grado di interessare anche chi non segue il femminile, cioè (si presuppone) il 99% dei lettori di Superbasket, mentre Lurisi e i suoi predecessori si rivolgevano a cultori della materia. Differenze logiche nella misura in cui una volta la rivista era un settimanale di attualità mentre ora è una rivista di approfondimento.

E' un momento positivo per la comunicazione al femminile. Tra poco dovrebbero debuttare le dirette su Sportitalia, quindi in chiaro, dopo il misterioso affossamento della "tv del basket" su Sky. :unsure: C'è quantomeno una controtendenza rispetto a notizie poco simpatiche come questa della "tv del basket", o come la chiusura appena avvenuta della tv della Gazzetta, o l'annuncio della cancellazione del programma "SI basket" su Sportitalia.
Anche l'altro mensile in edicola, "Basket Magazine", ha uno spazio significativo per il femminile; non ho ancora pigliato il numero di questo mese, ma su quello scorso c'era un'intervista a Blake Dietrick (seppur curiosamente chiamata Dietrick Blake, cioè invertendo nome e cognome) e una al duo Santucci-Franceschelli di Castel S. Pietro.
C'è poi un testimonial brillante come Miss Italia, che come dicevamo qualche giorno fa sta promuovendo meglio che può il basket femminile, e non era certo tenuta a farlo, considerando che al di fuori della nostra cerchia non credo che le dia grossi vantaggi d'immagine, farsi vedere in vesti di cestista.

C'è poi in giro "She Got Game", che in qualche modo è riuscito a portare il femminile al di fuori della nicchia, tant'è che l'editore di Superbasket, Hruby, ha scritto che è stata la risonanza di questo film e di Miss Italia a indurlo a concedere il novello spazio alle donne.

Sempre su Superbasket, viene riportata la classifica dei "100 nomi più potenti del basket italiano", compilata dal sito Basketnet, ed è notevole che Silvia Gottardi abbia guadagnato la posizione numero 99 in qualità di "blogger e autrice di She Got Game"). Specie se si considera che l'unico altro nome legato al femminile è Capobianco, peraltro coinvolto anche nel maschile.
Un traguardo straordinario per Gottardi, anche se l'aggettivo "potenti" mi lascia un po' perplesso. Se fosse "significativi", "di tendenza", "popolari", non avrei da eccepire; ma "potente" per me è chi muove denaro e chi ha il potere di prendere decisioni importanti. Gottardi è più potente dei proprietari, dirigenti e procuratori del femminile, che montano e smontano le squadre? Più potente di chi decide formule e ripescaggi e può farti salire di due categorie in un colpo solo o farti scendere cancellando un campionato? Non vale solo per Gottardi ma per tutti gli operatori dell'informazione, cioè chi narra e descrive, rispetto a chi manovra in prima persona le cose.

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