Ieri, in una mite serata di fine gennaio, mi sono recato tra gl'immensi palazzoni d'Affori, estremo nord di Milano, per assistere a Sanga-Pordenone di A2. Partita delicata per la compagine di casa, reduce da 5 sconfitte in 6 gare, ma soprattutto da un -30 a Vicenza con l'encefalogramma piatto (i precedenti risultati, salvo la caduta a Bolzano, ci potevano stare). Anche Pordenone in periodo di ribasso: ma per un team-fattoria la questione è diversa, anche se di questo passo rischia i playout. Solo 5 giocatrici delle 11 impiegate ieri dalla succursale Reyer avevano giocato la partita precedente: contro Costa si puntava su Pinzan, Pan e Cubaj, stavolta ecco Porcu, Castello e la 2000 prodigio Madera a fare da vedettes. Troppa grazia Sant'Antonio, schiaffo alla miseria eccetera, però è difficile trovare una continuità.
Giungevamo sul 16-15 a inizio 2° quarto, notando al microfono della "Sanga tv" nientemeno che Mario Castelli, telecronista di Sportitalia, in sostituzione dell'abituale commentatore, l'utente Dafighter di questo forum. In tribuna anche Giulia Rossi: il neo-acquisto, dopo 2 partite, è già in stampelle: stagione jellata. :cry: Sul campo, Pordenone allungava sino a +7 (22-29) con due triple, di cui una di Madera: il suo tabellino all'intervallo recitava già 16 punti, imbarazzando una navigata straniera come Da Silva. Milano però ricuciva con spunti dalla panca di Albano e Rossini (29-31 all'intervallo).
Nel 3° quarto s'assisteva a un cambio di passo di Milano, con una zona adattata che imbrigliava Madera (solo 5 punti nella ripresa, di cui 3 nell'ultimo minuto e mezzo) e non veniva punita dalla mira scentrata di Porcu e compagne di reparto. Vari palloni rubati fruttavano ripartenze veloci con Maffenini, mentre Martello Martelliano, un po' appannata nel recente periodo, ritrovava ficcanza con una serie di penetrazioni. Inoltre Milano dominava a rimbalzo d'attacco: ben 23 alla fine. Scattava così sul +9 (46-37).
Ficcava però i bastoni tra le ruote una Da Silva che disperava tutti con errori clamorosi da mezzo metro (4/17 alla fine): e chi si metteva le mani nei capelli quando Calastri si mangiava qualche appoggio da sotto (suo storico tallone d'Achille) ora la rimpiange amaramente. Coach Pinotti accusava nel frattempo un lieve malessere (dovuto alla febbre) che lo costringeva a seguire il resto della partita seduto, mentre il vice Piccinelli s'alzava al suo posto. Pordenone ricuciva con uno 0-8 nel finale di 3° quarto, coronato dal riscatto di Porcu con tripla siderale sulla sirena (49-49).
Nonostante questo sussulto pordenonese, però, la supremazia nel gioco restava nelle mani di Milano, che dopo 3 minuti di stallo piazzava il decisivo break, ancora con le incursioni di Martelliano (8 punti di fila) e un contropiede di Maffenini (61-53 a -2'30"), la quale poi infilava anche una tripla da 8 metri sullo scadere dei 24" per il sigillo. Pordenone appariva stanca (erroracci anche da sotto, perse banali e rientri lenti sulle transizioni), non ricavando qualità dalla quantità, ovverosia, imbrigliata Madera, dalle rotazioni profonde non emergeva chi potesse dare qualcosa in più. Finiva 65-56 con rilancio Sanga a +4 sulle quinte, vista la sconfitta di Albino.
Martelliano 22 + Maffenini 19, gran coppia d'esterne per il Sanga; di là Madera finiva con 21 punti, 11 rimbalzi, 34 di valutazione: a 15 anni e mezzo s'è visto di peggio. Che impressione mi ha fatto? Opposta a quella di Zandalasini quando debuttò in A2 a Broni: l'airone pavese naturalizzato sestese era tutta leggiadria e potenziale apparentemente infinito, sebbene a volte tendente più allo svolazzo che all'efficacia; la massiccia toscana è tutta concretezza, va al sodo, ovvero dritta al canestro, e a dispetto di una mole un attimino da assottigliare ha una notevole rapidità nelle partenze in palleggio, oltre a una mano morbida anche dalla lunga distanza.
Insomma è una che in A1 ci andrà di sicuro, non so però se possa diventare un elemento di valore internazionale assoluto. Adesso è di sicuro una delle migliori 2000 d'Europa (l'ha già dimostrato l'anno scorso), però dà l'idea di una precocità nella maturazione persino eccessiva. Ma è solo un'impressione di una notte di fine gennaio.
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