lunedì 18 gennaio 2016

[A2] Resoconto di Sanga Milano-Broni

Sabato ho assistito a Sanga-Broni di A2. Echi di sfide vibranti negli scorsi anni, dalla serie playoff del 2013 in cui la giovane Zandalasini fu sconfitta dalla marpiona Zanon, fino all'anno scorso in cui Milano vinse all'ultimo tiro ed entrambe erano in lotta per l'allora poule-promozione.
A quei tempi, però, si giocava nella palestra Giordani mentre ora al PalaIseo della sterminata periferia nord; e a proposito di "echi", l'etere che gli anni passati vibrava dei cori contrapposti degli ultras delle due sponde, stavolta era predominio assoluto dei Viking di Broni, giacché i loro dirimpettai avevano vissuto l'ultima turbolenta apparizione proprio all'andata, quando contestarono il loro patron Pinotti, che gli aveva dichiarato guerra, per poi scomparire nel buio della campagna pavese e nessuno li ha più rivisti. :o:
Perché così è la caducità delle vicende umane: un giorno canti "siamo sempre con voi, non vi lasceremo mai", e il giorno dopo sei polvere, vago ricordo per pochi, oblio assoluto per gli altri. -_- Ma Meurlock Holmes ha scoperto che il possente manipolo, noto come Gradinata Agitata, sta preparando un grande ritorno. Non nel femminile, bensì in D maschile, perché il loro nuovo glèb è ora il Politecnico di Milano. :woot:

Come di consueto, tirare in lungo le premesse mi serve a coprire un pezzo di partita saltato. Nella fattispecie, arrivavamo poco dopo la metà del 2° quarto sul +6 per Broni che, apprenderemo poi, aveva appena iniziato quello che, con largo anticipo, era destinato ad essere il parziale decisivo.
A differenza dello scoppiettante Sanga-Costa di 10 giorni prima, stavolta l'andamento è stato piuttosto lineare: equilibrio iniziale, break di Broni, inseguimento del Sanga ma mai oltre il -6.

Quando la prima va in casa della terza, ci può scappare la caduta ma in questo girone il divario tra Broni e la concorrenza, a parte Crema, sembra piuttosto netto. Quest'anno le pavesi hanno azzeccato gli equilibri di squadra. Direi che rispetto all'anno scorso, in cui il talento non mancava ma era probabilmente mal distribuito, il quintetto è perfettamente bilanciato, con una forte per ruolo: Soli, Pavia, Galbiati, Zampieri (mvp di giornata con 20 punti, davanti a Galbiati con 18 e Pavia con 17) e Bratka, che a parte un buon inizio stavolta non ha combinato granché (ma contro Da Silva si divertono pochissimo tutte) ma resta autrice di una solidissima stagione. Dalla panchina in quest'occasione non è arrivato nulla, ma c'era Landi indisponibile, non ha giocato Vanin (se è scelta tecnica mi sento di approvarla) e Bonvecchio + Dettori hanno inanellato solo errori (rima).

Milano, da parte sua, aveva i grandi ritorni di Ruisi e Rossi ma ha rinunciato per stavolta a Rossini e Tibè (positive nella vittoria a Selargius) per poterle impiegare in serata con la B del "satellite" Canegrate. E Ruisi e Rossi, in campo proprio mentre c'assidevamo in tribuna, avevano un po' di ruggine da scrollarsi. Rossi, evidentemente vogliosa di fare dopo la lunga inattività post-separazione dal Geas, non lesinava tiri, ma collezionava uno 0/5 in pochi minuti, finendo con -8 di valutazione. Ruisi invece iniziava in modo più timido, poi avrebbe segnato due liberi nell'ultimo quarto. Insomma ci vorrà tempo perchè siano d'impatto.

Il Sanga quindi, nel giro di cambi, pagava dazio finendo sotto di 12 all'intervallo (22-34, prima anche -13). Ma era anche colpa degli 0 punti di Maffenini al riposo. La pasticciera di Erba si scaldava invece nel 3° quarto, in cui infilava due triploni siderali di quelli che stanno diventando il suo marchio di fabbrica. E la squadra s'accendeva dietro di lei, in particolare Picotti, ficcante con 13 punti (migliore per le sue). Un dato eloquente: valutazione di squadra Sanga nel 2° quarto: -1; 3° quarto: +35. Con 23 punti segnati; ma Broni rispondeva colpo su colpo, infilando 3 triple contro la zona, una a testa da Galbiati, Soli e Pavia. Contro le pavesi, del resto, la coperta difensiva è inevitabilmente corta: chiudi su una tiratrice e ti colpiscono le altre; blindi l'area e ti puniscono da fuori o viceversa.
Quindi a fine 3° quarto era 45-52, comunque rimontabiler per il Sanga. Che però perdeva Martelliano per 5 falli già al 34'. Nonostante un terzo triplone incredibile di Maffenini, sembrava che la partita scivolasse liscia fino in fondo (51-61 al 35'); ma Milano sfruttava il bonus precoce raggiunto da Broni, portandosi sul -6 a 4' dalla fine (55-61).
La difesa di casa viveva il suo momento migliore con una serie di buone chiusure e recuperi. Ma l'attacco gettava 3 palle dorate e passavano così più di 2' senza che si segnasse: fatale per il Sanga, perché poi Zampieri sbloccava le sue da assist di Soli. Replicava Picotti, anche lei ben servita su un taglio; ma dopo un recupero di Ruisi su Galbiati, Pozzecco mandava sul ferro la tripla del -3 ed era la resa, specie dopo un altro paio di occasioni sprecate da Milano.

Finiva quindi 57-66 con la sensazione che, se avesse sfruttato quel frangente di supremazia a metà ultimo quarto, il Sanga poteva arrivare punto a punto in volata. Ma se Broni ha fatto 15 vittorie su 15 è evidentemente perché sa sempre come vincerla.

A fine partita gran saltellamenti e balli delle ragazze di Broni con i Viking. I quali poi si producevano in uno dei loro cori preferiti: "Pinotti, Pinotti, vaffanculo", rivolti verso il campo, non si sa bene guardando chi, visto che Pinotti era alle loro spalle, nella zona interviste in cima alle tribune, che se la ghignava. Improvvisamente si vedeva il suo vice, Piccinelli, passare sotto lo spicchio dei Viking, forse dire qualcosa, fatto sta che due o tre ultras gli abbaiavano "Cazzovuoi? Vieniquiadirlo! Pezdimerd!", o roba simile. Dopodiché qualcuno di loro andava a salutare Paolo Fassina (ex allenatore di Broni), che in realtà era Stefano (in veste di commentatore tecnico per il canale Sanga). Ma i due si sono scambiati la barba e ci cascano quasi tutti. E dopo questa nota tecnica si poteva tornare nel freddo non gelido ma abbastanza pungente della limpida serata milanese di metà gennaio.

Nella foto: Galbiati deposita in contropiede contro il Sanga sullo sfondo degli eccitati Viking.

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