mercoledì 17 febbraio 2016

[A1] - Resoconto di Geas-Battipaglia

Arretrati da smaltire; partite viste. Cominciamo con Geas-Battipaglia del 7 febbraio. Dice: ormai è vecchia di 10 giorni, che bisogno c'è? Ma l'umanità lo richiede. -_-

Cinzia Zanotti aveva parlato di "quasi ultima spiaggia" alla vigilia; non so se per aumentare nelle sue l'urgenza di vincere, ma in effetti dopo il gennaio polare, da 5 sconfitte di cui le ultime due per un totale di 58 punti di scarto, era impellenza assoluta per il Geas smuovere la classifica. Giacché le rivali nel frattempo avevano battuto colpi, in particolare quello fragoroso e inopinato di Vigarano su Ragusa. E questo era il problema, ben più del -25 a S. Martino, ché perdere con onore o con disonore non cambia nulla ai fini della salvezza; invece se il terzultimo posto scappa via 4 punti sopra, quello sì che cambia.

Con questi foschi ragionamenti in un altrettanto cupa serata nord-milanese, percorrevamo la strada in lieve ritardo, seguendo però sul cellulare la partenza alla dinamite delle padrone di casa, che in breve si portavano sul 13-4 al 5' e sul 22-8 al 10'.
Entravamo nel palazzetto, popolato da un pubblico nella media stagionale di affluenza (cioè intorno alla duecentina di persone, forse 250), mentre ormai era il 18' e Brown siglava un +18 in contropiede tra l'esultanza generale (tranne, ovviamente, la dozzina ospite già in acuta depressione dalla parte opposta). Sembrava insomma l'anno scorso, quando se arrivavi in ritardo rischiavi di trovare la partita già in ghiaccio in favore del Geas.
Ancora Brown realizzava in contropiede sulla sirena dell'intervallo (43-26), sfruttando un tiro sbagliato da Orazzo lasciando troppi secondi al Geas per la replica. Rappezzavamo qualche numero per capire quanto accaduto: Geas con 17/37 al tiro, Battipaglia con 9/29, dati eloquenti non solo sulle migliori percentuali sestesi, ma anche sul maggior numero di conclusioni procacciatesi, grazie ai rimbalzi in attacco ai recuperi. Si configurava infatti come chiave della partita, anche nel secondo tempo, un'intensità largamente superiore da parte delle padrone di casa, che sovente sverniciavano in velocità le stranamente inebetite campane. Si rovesciava insomma la situazione che aveva visto il Geas dalla parte della vittima a Orvieto e a Torino.

Nel 3° quarto, probabilmente istruita da coach Riga in tal senso, Battipaglia appoggiava costantemente palla a Gray sotto canestro, con qualche risultato, e fruiva del risveglio di Tagliamento che all'intervallo aveva solo 2 punti, museruolata da Kacerik. Ma erano due (peraltro neanche sempre efficaci) contro un'intera squadra in spolvero. Apatiche soprattutto Boyd e una Treffers che riceveva palla ogni 5 o 6 minuti; in difficoltà Bonasia a macinar giuoco contro Arturi e Madonna. L'omonima della Vergine Maria completava un'ulteriore spallata da 11-0 con cui il Geas volava su un oceanico e insperato +26 (58-32 al 27'30"). Partita finita.

Battipaglia metteva una pezzulla con uno 0-7 nel finale di 3° quarto, ma questo Geas era troppo convinto e ispirato al tiro, quanto tagliaburro in entrata, per preoccuparsene, e infatti ecco, nel 4° periodo, contro un tentativo di zona campano, una serie di cose notevoli come un "jumper" di Brown di puri garretti, da fermissima sul gomito con Russo addosso; o un'entratona di Barberis con virata a 360° (o anche 720°, avvitandosi più volte su se stessa); o una Correal che dopo un colpo in faccia preso da Gray le rifilava un sottomano rovesciato uccellandola con piglio volitivo sulla linea di fondo; o infine un "quasi 3 punti" (piede sulla linea) infilato da Madonna con uno "steppuccio back" (versione femminile dello step back di gran moda oggigiorno) per il 78-54 al 38'.

Finiva 80-60 con Brown a 23, Correal a 21, di là Gray a 25 e Tagliamento a 15 ma 2/12 da 3 (meglio così, però, che far da vassalla alle americane). Il Geas a centrocampo festeggiava cantando [URL=https://www.youtube.com/watch?v=TbU7oVz0Uq0]"I am the resurrection"[/URL] degli Stone Roses e tornando a credere in una salvezza nuovamente distante solo 2 punti a 8 giornate dal giudizio finale. Quanto a Battipaglia, mi è parso di captare qualche umore non troppo lieto da parte di un distinto signore che mi veniva spiegato essere il patron Rossini. In effetti, andare in casa dell'ultima in classifica reduce da 5 sconfitte, ecc. ecc., e venire passati al pestacarne non è l'ideale per un ritorno a casa sereno. :ics:

Nessun commento:

Posta un commento