venerdì 26 febbraio 2016

[A1] - Resoconto di Geas-Lucca

Arretrati, vi smaltirò. Siamo a Geas-Lucca, addirittura di 12 giorni or sono. Ma per fortuna c'è stata la sosta del campionato, quindi non siamo superati dagli eventi. E poi è stata una delle partite più divertenti che ho visto quest'anno, spiacerebbe sottacerla.
Vista non per intero, verità sia detta, giacché entravo nel palazzetto sestese esattamente nel mini-intervallo tra il 1° e il 2° quarto, sull'elevato punteggio di 20-27 per la capolista.
Avendo seguito l'andamento dalla macchina, sapevo che Lucca aveva già provato la fuga sul +11 ma il Geas aveva ricucito almeno in parte, con Mandache già a 13 punti. Sarà il tema di tutta la partita, questo fuggire toscano e questo indomito rincorrere sestese. Una squadra più forte contro una caparbia e in miglior serata al tiro: ecco come mai Lucca conduceva sì, ma non la chiudeva mai anzitempo.

Tribune non pienissime ma nemmeno troppo vuote, considerando che in questa uggiosa serata di metà febbraio la tv propinava due avvenimenti di richiamo quali la finale di Sanremo e la disfida calciocratica Juve-Napoli. :sick:
L'arrivo ritardato m'impediva purtroppo di vedere come sia stata l’accoglienza a Martina Crippa, geassina purosangue (dai 12, se non erro, ai 23 anni vestendo la maglia decorata col tondo rossonero), il prodotto del vivaio dei tempi di Nat Carzaniga che ha fatto più carriera, al pari di Iaia Zanoni, la quale però se ne andò via prima, a 19 anni.
Un talento naturale non da A1, Crippa, a mio immodesto parere (anche se dotata di una solidità fisica pari a quella di un dolmen in movimento), :ph34r: ma con una straordinaria capacità di assorbire come una spugna ciò che serve per scalare un gradino dopo l'altro, superando così compagne e avversarie con più doni innati ma meno capaci di recepire e interagire con la squadra e l’allenatore.
Il tipo di giocatrice che fa la miglior pubblicità possibile al lavoro di un vivaio, perché se (quasi) chiunque avrebbe potuto far diventare elemento da Nazionale una Zandalasini, è molto più lodevole riuscirci con una Crippa, alla quale pochi avrebbero pronosticato la strada che ha fatto.
Insomma, onore a lei, ma in questo suo ritorno Martina era, come la sua Lucca (e come Laterza, l'altra ex di turno; o come Micia Gatti, la centrona ex Varese, Sanga eccetera che a sua volta era attesa da alcuni aficionados nostrani), una preda pregiata da azzannare con fame da lupe per quelle del Geas, rinfrancate dal +20 su Battipaglia ma consce di non poter campare solo sugli scontri diretti per agguantare la salvezza. Vigarano su Ragusa, il modello da imitare.

Il problema è che Lucca, delle quattro di testa, è forse quella con minor talento complessivo, ma anche quella che meno si concede serate di pausa, condizione necessaria affinché l'ultima in classifica possa sperare in un colpaccio. Harmon è un riferimento eccezionale, un martello pneumatico che abbina il "jumper" dalla media e il contropiede a un'energia inesauribile e una capacità di crearsi sempre l'occasione di tiro. Nel 2° quarto è lei, con 10 punti sui soli 14 di Lucca, a sostenere compagne per il resto in blackout collettivo. In particolare Templari falliva più volte triple con spazio contro la zona. Al contrario il Geas inanellava fiondate dall’arco, addirittura 5 in questa frazione, di cui 3 di fila per ricucire da -10 a -1: autrici Madonna, Arturi e Brown nell’ordine.
Un Geas insomma che iniziava a crederci. Ancor più quando Brown infilava ancora una tripla allo scadere del 20’, da ben dietro la linea dopo un cross-over in palleggio: troppa grazia, (Sesto) San Giovanni. 41-41 e immaginiamo che Diamanti, che 41 punti vuole subirli in tutta la partita, altro che in un tempo (anche se quest'anno si è in parte adeguato alla piacevole moda dei punteggi in rialzo), abbia detto due paroline sulla difesa delle sue in spogliatoio, di cui sono stati rinvenuti calcinacci nel dopopartita. :woot:

Com’era infatti scontato, Lucca ripartiva con un altro tipo d’intensità nella sua metà campo. A seconda dell’appartenenza all’una o all’altra sponda, si dirà che le toscane attuavano una difesa forte oppure scorretta. Io dico solo che mi ricordo di peggio, anni or sono, contro Lucca: gente che volava al suolo come birilli.
Fatto sta che il Geas segnava solo 2 punti nei primi 6’ del terzo quarto. Lucca però faticava a scappar via, stentando ancora nel tiro da fuori. Trovava però 3 iniziative da sotto per issarsi quantomeno a +7. Poi la solita Harmon due volte dalla media, infine Dotto due volte dall’arco, sbloccando l’impasse balistica delle ospiti. Al contrario il Geas non centrava più il bersaglio pesante. Giusta fotografia il +11 a fine 3° quarto (52-63).

A cavallo della penultima sirena si vedeva anche Laterza per 5 minutucci; catturava due rimbalzi in attacco ma in ambo i casi perdeva palla pochi istanti dopo. Ma cambiava poco. Il Geas si riavvicinava con 4 tiri liberi (ottimo 9/9 dalla lunetta nella quarta frazione per le rossonere), ma Templari si scuoteva con un’entrata in “reverse” e una tripla; l’ennesimo tiro dalla media di Harmon e un’entratona di Dotto rincaravano la dose sul 58-72 a -4’30”. Finita lì, virtualmente.
Merito del Geas era poi di non voler uscire con un passivo pesante sulla groppa, sicché con un 8-2 si riportava a -6 con 1’10” e qualche speranziella la nutriva; ma con personalità Dotto serviva un assist a Pedersen per la staffa definitiva (66-74 a -50”), sebbene la caparbietà sestese continuasse fino in fondo, riducendo a un onorevolissimo -3 (71-74) lo scarto finale con un contropiede di Brown sulla sirena.
Brown 16, Mandache 15 (ma solo 2 dal 2° quarto), Correal 14, Barberis 12; di là Harmon 25 con 12/22, Pedersen 14, Dotto e Templari 11. Geas oltre il 45% da 2 e 40% da 3: si suol dire “segnali positivi”, e non è che non lo siano stati, quelli contro Lucca, ma a Cagliari sarà tutto un altro tipo di partita, una guerriglia nella giungla nemica, col triplo della pressione addosso, per giunta dopo la sosta a spezzare i rispettivi momenti. Altrimenti, contassero solo i “segnali”, un Geas che perde di 3 con la capolista sarebbe favorito su una Cagliari che fa ha fatto -41 con Parma. Insomma mi limiterei ad apprezzare la compagine di Zanotti per quanto fatto nella circostanza, ma non mi sbilancerei in pronostici sulla corrida del 28 febbraio.

Nella foto: Dotto riesce a sovrastare la difesa Geas, ma deve sudarsela.

Nessun commento:

Posta un commento