Approfitto per altri arretrati da smaltire. La scorsa settimana sono echeggiate due polemiche contro gli arbitri da parte di una società di A1 e una di A2 (o meglio, due di cui ci siamo accorti, perché a spulciare le rassegne stampa, è probabile che se ne trovino varie altre).
A Cagliari, sponda Cus, il vicepresidente Vasapollo ha contestato l'espulsione di Prahalis contro Torino [dall'Unione Sarda]: "Adesso basta, basta con questo atteggiamento da parte degli arbitri. Cosa possiamo fare perché la Federazione esamini il comportamento degli arbitri nei confronti della nostra squadra? Adesso hanno preso di mira la nostra giocatrice Samantha Prahalis, la miglior realizzatrice del torneo. Oggi è stata espulsa per aver esultato dopo aver realizzato una importante tripla. La settimana scorsa gli è stato fischiato un tecnico per uno sfogo, arrivato dopo aver subito tanti colpi. Addirittura dopo un'evidente spintone l'arbitro ha fatto finta di non vedere. (...) Ora basta. Chiediamo a chi di dovere, alla Federazione, che si verifichino i filmati così da stabilire se l'errore è nostro o degli arbitri. O forse è stato già deciso che il Cus Cagliari debba retrocedere? Visti i tanti errori arbitrali subiti finora sembrerebbe così. Se siamo scomodi, se la trasferta in Sardegna non è più gradita, basta dirlo e saremo noi a ritirarci".
Che dire? Prahalis un gesto l'ha fatto, un utente qui ha testimoniato che l'espulsione era probabilmente eccessiva; più complesso mi pare sostenere che ci sia un disegno ordito per eliminare Cagliari dall'A1, visto che la scorsa estate fu fatto di tutto per riammetterla dopo che, ricordiamo, fuori tempo massimo la società isolana tornò sui suoi passi dopo la rinunzia alla massima serie. :blink:
V'è da chiedersi se quando ci sono sfoghi di questo genere, lo sfogatario (= colui che si sfoga) pensi realmente quello che dice, oppure stia cercando di ottenere qualche vantaggio nelle partite a venire. Ma questo non possiamo saperlo.
In A2 s'è lamentata Carugate per l'arbitraggio avuto contro Pordenone. Nel comunicato stampa societario post-partita, dopo aver messo in guardia dal valutare il conto dei tiri liberi a favore (che sono 3 in più per le lombarde, ma sarebbe il frutto di un'astuta compensazione effettuata nel finale per non dare nell'occhio), si elenca una serie di torti arbitrali, concludendo: "Carugate pretende un minimo di imparzialità e non ci va giù di fare otto ore di pullmino per essere presi in giro dai Sigg. Andreatta e Corrias".
L'elemento interessante, qui, è soprattutto che la designazione della suddetta coppia sarebbe viziata in partenza dalla territorialità dei due fischietti, in particolare Corrias. Approfondisce con un retroscena il sito Fuoridalcomune.it, a firma Giorgio Bacchiega:
"Da questo punto di vista è apparsa particolarmente fuori luogo la presenza in maglia grigia di Chiara Corrias, arbitro nazionale da circa un anno e mezzo, della quale si leggono su La Nuova Venezia i dettagli della promozione: 'Il messaggio della Fip di abilitazione alla A3 e A2 è arrivato via sms a Corrias insieme alla sua ex compagna, Eleonora Carrer (questa stagione allenatrice delle under 14 e under 16 del Sistema Rosa Pordenone n.d.r.), quando si erano accordate con il Pordenone per giocare in B. Ma poi Chiara ha cambiato idea'."
Sostanzialmente, quindi, si tratterebbe di favoritismi alla squadra di casa da parte di arbitri che non possono essere imparziali in quanto non soltanto sono del luogo, ma avrebbero legami, stretti o meno, con la società medesima.
Non possiamo sapere se Carugate sia stata realmente danneggiata nella misura in cui dice di esserlo stata, ma il problema posto è concreto: può una partita di A2, e in particolare una che potrebbe pesare moltissimo sugli esiti della stagione (ora Pordenone è a +4 su Carugate: se vinceva Carugate erano pari, e stanno lottando tra playoff/salvezza/playout...), essere affidata ad arbitri sulla cui imparzialità - e non stiamo dicendo onestà, che non discutiamo, ma semplicemente equidistanza tra le due parti - ci sono inevitabilmente dei dubbi?
Ricordiamo che il grande Aldo Giordani aveva tra i suoi chiodi fissi quello degli "arbitri finitimi", ovvero confinanti con una delle due squadre arbitrate, e ogni tanto sciorinava statistiche che dimostravano una percentuale di vittorie maggiore coi "finitimi" che con quelli provenienti da più lontano.
La questione sarebbe valida, chiaramente, anche nel caso in cui l'arbitro locale avesse dei conti in sospeso con la società del posto (può benissimo succedere) e quindi fosse portato a danneggiarla anziché favorirla.
Insomma, questo degli arbitri locali è un problema serio, ma purtroppo la caciara anti-arbitrale che spesso sgorga a vanvera dai vari club fa sì che, anche quando c'è qualcosa da prendere realmente in considerazione, finisca nel calderone delle polemiche che, a mo' di sasso lanciato nello stagno, fanno un po' di ondine ma poi passano senza lasciar traccia alcuna.
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