domenica 30 maggio 2021

[3x3] Preolimpico Graz: giornata finale, passano Francia, Usa e Giappone

Il Nippone ha legnato la Svizzera 20-13 nei quarti, cioè la Svizzera che aveva legnato noi... o siamo stati veramente sotto il nostro livello oppure spiace dirlo ma non siamo da Olimpiadi, salvo miracoli.

Fischia, la Francia di 1 punto sull'Ungheria.

Negli altri due quarti, Stati Uniti sul velluto con la Bielorù, e la Spagna, fì, 14-12 sull'Australia. Come fanno a non fallire mai, quelle? Anche se adesso in semi hanno gli Usa, voglio vedere.

Le Usa, che schierano nientemeno che Kelsey Prugna (Plum), cioè una semi-stella Wnba, e sotto canestro la mastodonte Dolson che ha frequentato i nostri parquets, per ora avanti sulle iberiche.

Quello che è micidiale in 'sto gioco è che se tu ti danni l'anima per fare un canestro acrobatico da sotto, uccellando tutta la difesa, ma poi sei lento a uscire sul perimetro per la nuova azione avversaria, ti trovi con 1 punto segnato e 2 subiti.

Nella prima semifinale la Francia ha strimpellato di 1 il Giappo.

Bestiali gli ultimi secondi della semifinale Francia-Giappone. La Francia ha segnato in entrata il 15-14 a 7" dalla fine, ma le mandorlate hanno avuto l'ultima palla per andare a Tokyo (da notare che a differenza del maschile, qui non hanno dato il "pass" automatico alla nazione ospitante): tripla allo scadere, parabola che viaggia nel cielo per un tempo infinito e poi... clang, ferro. Francesi a Tokyo. Vedi come il confine tra successo e fallimento è sottile.

Bestialissima la finale terzo posto, chi vince passa. Supplementare dopo il pareggio delle gialle di pelle a 5" dalla fine e la tripla sbagliata dalle mangia-paella allo scadere.

Giappone! Col golden-canestro nel supplementare! Spagna per ora eliminata.

Un concentrato di emozioni esaltante. Svegliamoci e diamoci dentro, anziché avere la puzza sotto il naso, soprattutto noi che non combiniamo niente di grosso nel basket 5 vs 5 senior da 20 anni. La Spagna magari può fare spallucce, noi no.

Nota sull'mvp del torneo: è la giapponese Mawuli, ragazza di origine ghanese, non naturalizzata come si potrebbe ipotizzare non conoscendone la storia, ma figlia di immigrati africani cresciuta in Giappone, un po' come Antetokounmpo, la nota stella Nba greco-africana. Il tipo di fisico adatto al 3x3, cioè un mix di potenza, agilità e tiro.

sabato 29 maggio 2021

[3x3] Preolimpico Graz: cause della mancata qualificazione

 Così Capobianco su Tuttosport di sabato:

"La partita con l'Austria ha segnato il nostro cammino. Non siamo stati bravi a mordere sul perimetro come sappiamo fare. Subire 6 canestri da oltre l'arco da una squadra che non aveva avuto grandi percentuali fino a quel momento è stato deleterio. Ogni volta che ci siamo riavvicinati le austriache sono state brave a trovare la giusta giocatrice che ci ha fatto male. In attacco abbiamo giocato discretamente, trovando anche ottimi tiri piedi per terra, ma non è bastato.
Il k.o. con l'Austria ha influenzato anche la partita contro la Svizzera. Anche qui abbiamo subito troppo dall'arco, soprattutto da chi sapevamo ci avrebbe fatto male, e così ci sono venute meno le energie mentali necessarie per rimanere a contatto. (...) Dobbiamo ricaricarci sia mentalmente che fisicamente. (...) Dobbiamo essere noi a forzare le scelte dei nostri avversari, cosa che ci è mancata in troppi momenti nel torneo di Graz".

In effetti (aggiungo io) anche con la Spagna abbiamo subìto troppo da 3 (o meglio da 2, insomma dalla lunga). Siamo parsi poco "settati" sul meccanismo di punteggio, per cui la bomba vale doppio e quindi se ne subisci troppe ti tagliano le gambe. Se nel basket canonico concedere una tripla può essere più vantaggioso che lasciare scoperta l'area, qui piuttosto conviene il contrario: lasciarsi pure bucare in penetrazione, tanto vale solo 1, anziché farsi butterare da dietro l'arco, che 2 punti su una partita che finisce ai 21 sono una botta.

venerdì 28 maggio 2021

[3x3] Preolimpico Graz: resoconto live di Austria-Italia

 In corso la partita contro l'Osterregno, detta anche Austria, padrona di casa. Sul canale Fiba 3x3.


Va male, cazzo di Budda. Sotto 16-12 a 3' dalla fine.

D'Alie, impagabile folletto, segna in slalom. Ma Madera casca banalmente su una finta e l'Austria segna. 18-15. Ai 21 finisce, oppure allo scadere dei 10 minuti.

D'Alie! Divina da 8 metri.

Ma c'inchiappettano subito da 3 (ovvero da 2) pure loro.

Porca puttana, con un passo d'incrocio ben eseguito in area segnano il canestro della vittoria.

Brutta difesa nostra nel complesso. Non siamo mai riusciti a fermarle per due azioni di fila. Poi probabilmente il fattore ambientale ha dato la carica alle semi-teutoniche.

giovedì 27 maggio 2021

[A2] Commenti live a G2 Vicenza-Milano (semif.)

In corso un'intensissima gara-2 Vicenza-Milano. Fine 3° quarto 57-50 Vicenza ma era +14 dopo un parziale di 14-0, ha risposto Milano con uno 0-7.

Botte da orbi, imprevisti come un paio di contusioni e Tagliapietra che tutta sola su rimessa da fondo pesta la riga e regala palla al Sanga a -1"5 dalla fine del 3° quarto, anche se non viene punita dal canestro.

Come già successo, le due squadre si accendono e si spengono a turno. Sono due organici che vanno più d'istinto e cuore che di razionalità, diciamo.

Percentuali migliori da 3 che da 2 perché in area è peggio che una tonnara, più facile rimanere incolumi attraversando un'autostrada.

Ancora una volta Milano corona una rimonta da svantaggio in doppia cifra e va in finale: 62-71.

Clamoroso parziale di 0-22 a cavallo tra 3° e 4° quarto. Vicenza resta a secco per oltre 10 minuti. Toffali micidiale nell'ultimo quarto, un coltello nella piaga.

Per il sodalizio mediolanense è la seconda finale di A2 della storia dopo quella del 2013 che perse contro S. Martino. Aveva allora un quintetto di veterane "all stars" (Stabile, Gottardi, Frantini, Zanon, Calastri), quello di adesso è un organico meno blasonato ma ha una fame della madonna.

martedì 25 maggio 2021

[A2] Le eliminazioni di Udine, Brescia, Crema

 Riscaldo una minestra di 9 giorni fa, ma non ho pace senza scrivere qualcosa sulle eliminazioni brutali nel primo turno di playoff di A2.

Fra le 5 serie finite con la vittoria della peggio classificata, scartiamo subito quelle di Alpo su Castelnuovo e di Patti su Umbertide, giacché quarta vs quinta è sempre un accoppiamento 50-50%, specie se la quinta arriva più in forma, com'è successo in questi due casi.

Vicenza che fa fuori Udine è senza dubbio più sorprendente. Ma guardando le parabole recenti delle due squadre, quella delle ex tricolori era in ascesa, dopo aver superato la crisi di mezza stagione (caso Vella, cambio allenatore, risultati in flessione) e poi il Covid; mentre le friulane, mirabile rivelazione dei primi mesi, stavano andando bene ma non più benissimo.
L’uovo di Colombo, per chi affronta Udine, come s’era visto in finale di Coppa Italia, è che se riesci a mettere la museruola a Peresson, le altre sono buone giocatrici ma nessuna in grado di sopperire a livello di guida, nemmeno Cvijanovic che ha messo 21 punti in G2 ma non è bastata.
Per Vicenza martello Villarruel in ambo le gare; Mioni (recente rivelazione 2001) ottima in G1 con 18+11, Tibè in G2 con 22 puntozzi. Anche Tagliapietra, che ha mano morbida a dispetto del cognome.

Brescia era seconda e Selargius settima, quindi a rigor di classifica lo 0-2 è un botto. Ma le est-lombarde erano andate oltre il pronosticabile, mentre le sud-sarde avevano ceduto un paio di posizioni nel finale, con qualche sconfitta evitabile (dovuta forse all'organico un po' corto), ma avevano collezionato alcuni scalpi importanti tra cui la capolista Faenza. Mentre Brescia, pur avendo battuto tutte le più forti almeno una volta (salvo Umbertide), aveva denotato la tendenza a finire le partite in volata punto a punto (Coppa Italia compresa). Il che rappresenta un terreno sdrucciolevole, soprattutto nei playoff e soprattutto se hai una squadra di esordienti su quel palcoscenico e la leader tecnica è una 16enne. Sì, anche Selargius era all'esordio nei playoff, come società, ma ha elementi di maggiore esperienza.
Tutto questo per dire che il divario seconda-settima non corrispondeva a un divario reale tra le due squadre.

L'andamento delle due partite dice che le due squadre si sono equivalse, stando sempre incollate l'una all'altra nel punteggio; ed entrambe le volte Selargius se l'è giocata meglio nel finale. Il tiro da 3 ha tradito Brescia in gara-1, mentre Ceccarelli (mvp nettissima della serie) ha messo dentro delle triple di gran peso.
E' stato rinfacciato, da alcuni utenti social, al coach bresciano Zanardi di non aver riconosciuto meriti alle avversarie nell'intervista del dopopartita a Directa Sport, attribuendo la sconfitta esclusivamente al "non aver giocato" da parte delle sue discepole. Forse è stato un po' radicale, ma penso che l'intenzione fosse quella di non cercare alibi e inculcare nelle sue la convinzione che fosse tutto in mano propria. 

Fatto sta che in gara-2 (giocata per l'occasione nel sontuoso PalaLeonessa, quello della A maschile, anziché nel solito palazzuccio) si ripete l'andamento a vantaggi minimi per l'una o per l'altra, dopo un illusorio scatto iniziale bresciano guidato dalla torre Turmel. Che poi però si è spenta o è stata poco cercata. Questo è il gran dilemma stagionale su questa giocatrice, che quando riceve palla domina ma non troppo spesso la riceve. Nella già citata intervista di Zanardi dopo G1, quando il temerario intervistatore sardo gli ha fatto notare: "Turmel poco cercata dalle compagne", lui l'ha freddato: "No, è lei che non si è fatta vedere". Forse più facile dire se viene prima l'uovo o la gallina.
E dunque si arriva anche stavolta alla volatona punto-a-punto, l'ennesima della stagione di Brescia. Succede che Zanardi, dopo essere uscita momentaneamente per una botta dura in entrata, e aver segnato fin lì poco o nulla, rientra e mette assieme uno sprazzo siderale con una tripla, un 2/2 e poi un 2/3 ai liberi, riportando avanti la compagine di casa. A lei però rispondono Ceccarelli con una tripla e Simioni con un assist per El Habbab che appoggia da sotto il 56-57.
Sugli ultimi due possessi di Brescia, lavora molto bene la difesa di Selargius, che provoca un “cross” di De Cristofaro e poi, dopo un libero di Manzotti (56-58), un difficile arresto-e-tiro di Rainis da 6 metri allo scadere, che va sul ferro.
Zanardi finisce la sua prima serie-playoff da senior con 4/26 dal campo nella sommatoria delle due gare per 17 punti totali; però anche 13 rimbalzi e 10 assist, a conferma di una completezza di gioco che va al di là della giornata al tiro. A proposito di tiro, Brescia ha fatto 6/29 da 3 in G1 e 8/36 in G2: troppi tentativi? Sì, ma Selargius ha scoccato 33 triple in G1 e 27 in G2: la differenza è che ne ha messi 10 ambo le volte. Insomma, è stato un gran sparacchiamento generale ma le sarde l'hanno fatto con più costrutto.

Un discorso che vale sia per Brescia sia per Udine è la delusione è tale solo perché aver fatto molto bene in stagione regolare aveva alzato le aspettative. A settembre avremmo considerato positiva (soprattutto per Brescia) un’uscita al primo turno di playoff.

Discorso diverso, ovviamente, per Crema, caduta con fragore di tuono dopo le due Coppe Italia vinte, il primato nel girone a lungo detenuto prima di cederlo a Moncalieri quasi all’ultimo ostacolo.
Zero a due secco nel derby con Milano, dopo aver gettato due vantaggi abbondanti in ambo le gare: +14 in G1 (dopo 2’ del terzo quarto), +15 in G2 (verso metà del 2° quarto). Due collassi alla distanza dopo aver dato l’impressione di dominare; due finali in volata perduti nonostante l’esperienza di mille battaglie d’alto livello.
Cosa c’è nella scatola nera dello schianto cremasco? Innanzitutto i meriti di un Sanga che è cresciuto esponenzialmente sul piano dell’interpretazione della partita, nella convinzione di poter rimontare qualsiasi svantaggio. Una vittoria mentale prima ancora che tecnica e tattica, anche se la zona ha influito nel ricucire lo strappo in G2. I due finali sono stati gestiti alla perfezione, cercando e trovando soluzioni da sotto, fosse con Toffali (mvp della serie) in penetrazione oppure con le lunghe, tra cui è cresciuta d'importanza Meroni, è stata la solita gladiatrice Guarneri, ha fatto bene soprattutto in G1 Novati. Ma tutte le pedine manovrate dallo scacchista Pinotti hanno funzionato, compresa una Cicic spesso enigmatica in stagione ma affidabile in questa serie.

Mentre Crema si è ritrovata un po’ nuda alla meta, ovvero con Gatti costretta a fare la boia e l’impiccata, cioè gestire sia la regia sia la finalizzazione, e non era un buon segnale per la squadra se lei si è dovuta prendere una ventina di tiri in ambo le partite.
L’assenza di Melchiori ha pesato, ovviamente, ma senza di lei avevano pur sempre vinto la Coppa Italia. E’ mancata Caccialanza, per le triple ma ancor più per l’anima che dà alla squadra. Dobrowolska (nonostante una tripla del pareggio nel finale di G1, prima della stoccata vincente di Guarneri con un 2+1 su rimessa da fondo) lascia con l’idea di un potenziale poco tradotto in efficacia. Pappalardo ha fatto una buona G1, meno in G2. Rizzi ha fatto 4 punti con 2 tiri in 37’ in G1, poi 0/7 in G2. E Nori non è stata la solita forza, ingabbiata dalle avversarie ma forse anche da un suo calo di condizione.
Insomma Crema si è ritrovata vulnerabile nel momento-chiave della stagione e Milano ne ha approfittato con grande killer-instinct, assorbendo resiliente le sfuriate dell’avversaria in ambo le partite per poi, sorniona, infilzarla in dirittura d’arrivo, mostrando di avere più benza nel serbatoio.

lunedì 24 maggio 2021

Commento sulla convocazione in Nazionale di Santucci anziché Verona

 Le giocatrici elencate sono tutte dello stesso pianeta di Santucci, ovvero c'è chi può pensare che siano meglio e chi può pensare che siano peggio di lei, ma com'è che dopo anni siamo ancora avvitati sulle discussioni tipo "Gina è più forte di Pina per cui va convocata Gina"?

Dopo le prime 7-8 giocatrici indispensabili, le altre non sono le migliori in astratto, e nemmeno chi ha giocato meglio nell'ultimo campionato, ma quelle che secondo il c.t. portano qualche caratteristica, tecnica e/o caratteriale, che si completa nel miglior modo possibile con gli elementi-cardine.
Evidentemente Lardo pensa che Santucci vada meglio di Verona o chi altra per un ruolo da gregaria a fianco di quelle che giocheranno di più.

domenica 23 maggio 2021

[A1] Venezia domina G5 e vince lo scudetto

 E' ormai passata una settimana e l'argomento s'è raffreddato, ma mi era rimasta in canna gara-5 Venezia-Schio e non vivo bene se non la metto nero su bianco.


Il ritorno della serie nei pressi della laguna ha ripristinato le condizioni dei primi due episodi, cioè il dominio fisico di Venezia che soffoca Schio, impedendole di sviluppare gioco, mentre al contrario la difesa scledense faticava moltissimo a mettere pezze contemporaneamente alle soluzioni interne di Howard e Fagbenle e alle triple delle esterne, e cioè nuovamente Pan e stavolta anche una ritrovata Carangelo.
Detto questo c'è già l'essenziale di una partita a senso unico. Difficile dire se Schio abbia più demerito nell'essersi sciolta in gara-5, o più merito per aver vinto due partite in evidenti condizioni d'inferiorità. La stranezza è stata che Venezia, nelle due gare in trasferta, abbia regalato due quarti abbondanti, iniziando a giocare sul serio solo dopo essere sprofondata a svantaggi pesanti, poi rimontati con facilità impressionante, ma senza completare l'opera.
Forse con Anderson in campo in G3 e G4, Venezia avrebbe avuto più intensità dall'inizio, in partite in cui lo strapotere delle lunghe s'era attenuato e serviva qualche carta diversa. Ma è lana caprina, che sia finita 3-2 anziché 3-0 o 3-1 conta assai poco. Tutto sommato meglio così per l'interesse, per quanto veder vincere lo scudetto davanti a tribune deserte sia un po' surreale.

La partita è esistita davvero poco. Dopo la metà del 1° quarto si era sul 16-9 col dominio in area di Venezia; solo due triple di Sottana lenivano lo scarto al 10' (18-15).
Già nel secondo si decide tutto, una spallata dopo l'altra. Prima Pan con una gran tripla e Petronyte con un 2+1 fanno 26-17; poi dal 27-21 arriva negli ultimi 4 minuti la botta da k.o. La avvia la solita Howard ma il segnale lo dà una stoppata di Attura su contropiede di Mestdagh, da cui scaturisce un contro-contropiede delle suddite del doge (o di Brugnaro) in cui Howard commette un sospetto passi, ma riesce a scaricare per Pan che infila un'altra tripla.
Infine Carangelo, sulla sirena, colpisce con missile frontale per il 38-23 all'intervallo.

Schio non ne ha per recuperare. Gruda e Harmon fanno 3/19 una e 1/8 l'altra, persino dalle loro mattonelle. La difesa di Venezia continua ad essere feroce. Si arriva sul +20 con chi? Howard da 3. Giocatrice totale; inutile rivangare (ma lo facciamo lo stesso) sul fatto che con lei in campo nella finale di Coppa Italia, la Reyer starebbe celebrando il "triplete" su suolo italico (e se le andava più di fortuna in EuroCup persino il quadruplete).
Toccato il massimo vantaggio, Venezia stacca un po' la spina della difesa e Schio si riporta a -10 con 8' da giocare. Ma non c'è la sensazione che si riapra davvero. La Reyer infatti reagisce subito con un 8-0 (triple di Fagbenle e Penna) e sul 66-48 a 5' dalla fine il vecchio Peterson direbbe "well mama, butta la pasta, perché Reyer Venetsia vince suo secondo scudetto". Ma il precedente è talmente lontano (1946) che di fatto è come se fosse il primo.

A tal proposito, in telecronaca Giorgio Pomponi ha detto (pur ammettendo di non esserne sicuro) che la Reyer è la prima società a vincere lo scudetto sia nel maschile che nel femminile. Per la verità me ne risultano altre due: la Ginnastica Triestina e, strano a dirsi, l'Inter, ovvero il club calcistico, che fu campione di basket uomini negli anni '20 e donne negli anni '30, prima di sciogliersi.  Ma è materiale per archivisti.

Stando a quest'anno, sui meriti di Venezia nulla da eccepire anche se fin quando c'era Achonwa era forse Schio la migliore (almeno nel periodo della Coppa Italia). Come per Lucca nel 2017, fa piacere una novità nell'albo d'oro; vedremo se si apre una nuova epoca, magari con Venezia e la Virtus Bologna a dettare legge.

Sull'mvp delle finali, Pan è vincitrice credibile, ancora di più se la serie fosse finita in G4 dopo la sua grande prestazione; ma, obiettivamente, la migliore è stata Howard. Quella che fa di tutto; quella che mette in croce la difesa altrui e apre spazi per le compagne, compresa Pan.
Significativo però che Venezia abbia vinto anche grazie al fatto che ogni volta c'è stata almeno un'italiana sopra le righe; ad esempio Penna in G2, Attura in G3, Pan in G4, di nuovo Pan e, come detto, Carangelo in G5. Cosa che francamente per Schio non si può dire, anche se Sottana ha fatto il suo.

Curiosità finale: sulla pagina Facebook di Schio, nei commenti a gara-5, è intervenuta anche una leggenda del passato, Odile Santaniello,  l'ala francese ex Schio (una ventina d'anni fa circa), la quale ha accusato le Orange di non aver avuto carattere. Orbene, lei ne aveva da vendere, ma forse è stata un po' ingenerosa. Nell'arco della serie, il Famila di carattere ne ha avuto, altrimenti non portava a casa due partite in condizioni d'inferiorità come quelle palesate nelle 3 sconfitte. Nell'ultima partita non ne aveva proprio più.

giovedì 20 maggio 2021

Commento sull'ingaggio di Zandalasini alla Virtus Bologna

 Il combinato tra la sua popolarità e quella del club offre una grande opportunità, ma serve il ritorno del pubblico nei palazzetti e magari un'esposizione televisiva migliore di quella con MS Channel, con tutto il rispetto per un'emittente che offre spazio in discreta abbondanza.

mercoledì 19 maggio 2021

Commento sulla riforma delle partite U13

 Non è che mi esaltino le gare di abilità mescolate alle partite, ma mi pare che si usino toni da crociata per qualcosa che alle ragazze potrebbe anche piacere, soprattutto a quelle che nelle partite Under 13, approcciate da alcuni con spirito da finale della Coppa del Mondo, fanno la muffa in panchina mentre le più brave (magari non più futuribili ma solo più pronte) stanno fisse in campo e segnano il 99% dei punti, col risultato che l'anno dopo metà della squadra smette e l'altra metà si accasa alla solita "big" di turno che rastrella il meglio...

Visto che non è stato spiegato dalla Fip non lo so, ma immagino che si sia ravvisato che l'anno e mezzo perduto per la pandemia abbia danneggiato in maniera particolare la pratica delle femmine in quell'età, e quindi si cerchi di fare qualcosa di più simile al minibasket per recuperare i fondamentali. I maschi si presuppone che s'arrangino maggiormente con la pratica libera.
Comunque a me se i maschi giocano con 3 palloni e il canestro a 9 metri d'altezza, cioè con regole diverse dal femminile, m'interessa poco in ottica femminile. Guardo a cosa si fa da noi. E almeno per quanto riguarda i quintetti fissi nei primi 4 tempi, non mi dispiace.

sabato 15 maggio 2021

[A2] Riflessioni a caldo dopo le nuove sorprese in G2

C'è materiale per molta analisi, anche psico-analisi, ma non so se veniamo a capo...

Ripensando anche agli andamenti pazzi delle partite di Coppa Italia, sembra una costante quella per cui le squadre, anche le migliori, vanno incontro a minuti di blackout totale in cui bruciano vantaggi, fanno 4 punti in un quarto, non ci capiscono più niente.
Forse il Covid c'entra in qualche modo, non consentendo di avere allenamenti costanti e normali per tutta la stagione; poi non sappiamo ancora, nemmeno la scienza, se certe atlete contagiate e poi guarite sono realmente tornate al 100% o hanno strascichi.

Altro elemento di analisi è la formula: con la gara-1 in casa della peggio classificata ha dato un vantaggio iniquo? Ma in A1 con la stessa formula non s'è ribaltata manco una serie. E' vero che al piano di sopra, una Venezia batte la settima/ottava 10 volte anche se ne gioca 10 in trasferta, però un crollo delle favorite (vedremo poi se di massa o limitato ai 3 casi di oggi) era impensabile.

La strapotenza del roster di Crema è finita nel giorno dell'infortunio di Melchiori. Senza di lei sono riuscite a vincere con le unghie e coi denti la Coppa Italia, poi si era già visto un calo prima che arrivasse pure il Covid alla vigilia dei playoff, anche se di fatto è rimasta fuori solo Caccialanza. Ma lo squadrone non c'era più. Anche se quella di Milano resta un'impresa. Ma non è come se, per dire, Costa avesse eliminato Venezia...

Su Dobrowolska deludente d'accordo. Perlomeno in termini di apporto ai risultati di squadra.

venerdì 14 maggio 2021

[A1] Schio pareggia con Venezia dopo una G4 bestiale

 Dopo i primi due episodi non pirotecnici, la serie finale di A1 sta decisamente scoppiettando.

Anche in gara-4 Schio domina, poi si pianta, rischia ma alla fine vince. Anzi, a differenza di gara-3, quando il sorpasso non si era mai concretizzato, stavolta Venezia va vicinissima a mettere le mani sullo scudo, quando da 64-56 per il Famila a 3'10" dal termine confeziona un clamoroso 0-9 in meno di 2 minuti e mezzo (Fagbenle dalla media + Howard con giro dorsale e sottomano di sinistro + Penna 2 liberi + tripla frontale di Pan) e passa avanti 64-65 a meno 37 secondi.
In quel momento lo scudo sta cucendosi sulle maglie delle suddite di San Marco, e forse la targa dell'mvp sta per venire consegnata a Pan, sontuosa con 21 punti.
Schio sembra ripiombata fatalmente in uno di quei momenti di asfissia offensiva totale che già l'avevano colta nelle prime 3 partite. Tanto più quando Gruda affretta un tiro da 3, scheggia appena il ferro, Mestdagh si avventa su Carangelo e la stende.

Potrebbe starci l'antisportivo, ma è curioso che se in quelle situazioni gli arbitri lo fischiano, c'è sempre qualcuno che dice "non si può decidere la partita con un antisportivo, è contro lo spirito del giuoco!" (vedi caso Empoli-Ragusa), mentre se non lo fischiano, viene invocato come sacrosanto. Fatto sta che Carangelo sbaglia ambo i liberi. Non abbiamo idea di come sarebbe andata in caso di antisportivo, ma una cosa è certa: se la Debora nazionale faceva 2/2, al massimo Schio poteva acciuffare per i capelli il supplementare.

Invece che succede? Che dopo una buona difesa della Reyer, Harmon rischia di perdere palla ma trova Mestdagh a 8 metri e mezzo dal canestro; la belga spara e segna.
Venezia avrebbe 4" e 70 centesimi per replicare: a Valencia ne bastò appena 1 e rotti per fregarla, in finale di EuroCup, ma alla Reyer non va altrettanto bene. Pan raddoppiata trova Fagbenle per un tiro tutto sommato fattibile, da centro area pur con Harmon addosso; ma va fuori e non di poco.

Quindi 67-65 e pareggione nella serie. Con Venezia che a questo punto avrà una certa pressione, se non depressione, rischiando la terza sconfitta in una finale nel giro di 2 mesi, e dovendo giocare una gara-5 contro la squadra vincente per eccellenza.
Antidoti? Dovrà essere abile Ticchi a sgombrare la testa delle sue giocatrici. Ma soprattutto, Venezia non potrà regalare un'altra metà gara alle avversarie. Grandi rimonte, ok, ma se non prendi 15 punti all'inizio, forse non rischi di metterti nelle mani degli episodi pagando lo sforzo della rincorsa.
Va notato che se da una parte i numeri dicono che Venezia ha... +27 di differenza-canestri, ovvero ha vinto netto due volte e perso di un'unghia altre due, dall'altra dicono anche che in gara-3 e gara-4 Schio è stata davanti per 40 minuti, tranne 28" in G3 e 60" circa in G4. Difficile vincere lo scudetto facendo le succhiaruote.

giovedì 13 maggio 2021

[A2] Raffica di sorprese in G1 del 1° turno playoff

 In attesa di gara-4 di finale scudo, che dire della clamorosa mattanza di teste di serie in gara-1 dei playoff di A2, ovvero 6 su 8 nell'abboffata di partite di ieri?

Chiaramente molto si deve alla formula con gara-1 in casa per la peggio classificata, ma i playoff di A1 non avevano visto alcuna delle prime 4 teste di serie cadere per questo, salvo Bologna a Sesto ma era una sorpresa molto limitata, anzi alla fine è stata quasi una sorpresa che sia finita con due vittorie di fila per le felsinee.
Curioso poi che questo dominio di chi ha giocato in casa sia avvenuto nell'anno in cui si pensava che il fattore-campo senza pubblico contasse poco.
Naturalmente sono tutti k.o. ribaltabili; magari tra una settimana parleremo di un 2-1 generalizzato per le favorite.

Bisogna però analizzare, senza banalizzare ma piuttosto canalizzare,  quali siano le sorprese reali e quali invece i risultati che ci potevamo attendere, stante la miglior forma della squadra peggio classificata, o comunque i valori molto ravvicinati, come sempre succede quando giocano 4^ vs 5^. Ad esempio, Alpo 1-0 su Castelnuovo e Patti 1-0 su Umbertide ci stavano ampiamente. Grande Galbiati con 28 punti e 33 di valutazione, ma le sicule si vedeva già da tempo che erano in ascesa.

La sorpresona è Sarcedo su Moncalieri, che veniva da un periodo lunghissimo di dominio, 13 partite. Sarcedo senza Pieropan e Santarelli, Moncalieri senza Cordola ma comunque con un po' po' di organico. Invece la compagine torinese ha scuffiato, quasi come in Coppa Italia contro Faenza. Ma Sarcedo ha già ampiamente dimostrato di avere una figa così (equivalente femminile di "due attributi così", in nome della parità di genere): Zimerle tra gli allenatori dell'anno, senza dubbio.

In ordine decrescente di sorpresa, segue Milano su Crema. Subito prima della Copp'Italia, Crema pur senza Melchiori appena infortunatasi, e ancora senza il rinforzo Dobrowolska, aveva dominato sul medesimo campo, ma Milano è riuscita a livellare il gap, portare la partita al testa-a-testa in volata e lì se l'è giocata meglio. Gatti ha fatto i numeri nel finale ma, a parte lei e Pappalardo, il resto della squadra (senza la bandiera Caccialanza ma non certo a corto di risorse) ha giocato tra l'appena sufficiente e il sottotono. Una coperta inaspettatamente corta. Per il Sanga invece bene in tante, la solita coppia Toffali-Guarneri su tutte. E' già la seconda volta in stagione che batte Crema. C'era già stato qualche campanaccio d'allarme per la regina di Coppa, ultimamente, ma era lecito pensare a un cambio di marcia ora che si faceva sul serio. Vedremo se arriverà da gara-2.

Selargius su Brescia è sorpresa solo parziale; sfida tra due esordienti nei playoff di A2 ma le sarde hanno elementi più navigati, nel complesso. E quel campo è duro per chiunque; in stagione hanno già collezionato scalpi illustri. Non quello di Brixia, finora, ma hanno provveduto adesso. Decisiva Ceccarelli con un'esplosione nell'ultimo quarto. Zanardi mostra di essere umana con una prova negativa, almeno al tiro; nel confronto tra adolescenti prodigio diventa ancora più disumana la prova da 23 punti sciorinata da M.Villa all'esordio nei playoff di A1. Curioso di vedere come reagirà in gara-2.

Vicenza che batte Udine ci stava; chiaramente non con questo scarto. Vicenza si è spompata di partite, nell'ultimo mese, Udine invece ha finito prima di tutte le altre le sue 26 di regular; ma evidentemente non era stanca Vicenza ed era arrugginita Udine. Nei playoff è ingannevole però guardare lo scarto e pensare di trarne conclusioni; conta solo l'1-0 ed è ribaltabile come le altre gare-1 decise per pochi punti.

Infine le uniche due serie dove ha vinto la viaggiante: Faenza su Spezia, Valdarno su Nico. No surprise in entrambi i casi. Valdarno reagisce bene alla perdita di Miccio; Nico ha buoni punti da Frustaci e Ramò ma ben poco d'altro.

mercoledì 12 maggio 2021

[A1] Schio scampa alla rimonta di Venezia in G3

 Gara-3 Schio-Venezia: nettamente la miglior partita della serie, forse anche una delle migliori degli ultimi anni a livello di finali, seppure ambo le squadre non abbiano convinto del tutto. Grandi fiammate ma anche lunghi minuti di amnesia paurosa. Certo il divertimento non è mancato, con un 90-89 frutto anche di un metro arbitrale finalmente propenso a non andare a casa il prima possibile, concedendo quindi i tiri liberi che andavano dati (27 per parte).

Schio era chiamata a reagire e lo ha fatto, riuscendo per 3 quarti in due aspetti fondamentali che erano mancati nelle due gare precedenti: tirare con alte percentuali e limitare i rimbalzi offensivi di Venezia, oltre che i canestri subiti da sotto. Al primo fattore ha contribuito la rinascita di Mestdagh (19 punti con 4/8 da 3), ma anche una Cinili (3/4 dall'arco) che, come sempre in questi casi, è delizia ma anche croce, perché ti chiedi come mai non faccia sempre così, visto che le viene tutto in scioltezza quando ha la luna giusta. Gruda sontuosa (25 punti) ma non è che fosse mancata finora; semplicemente ha fatto ancora meglio del solito.
E Venezia - con Fagbenle e Petronyte al minimo di produzione - incassava passivamente, così sembrava: 49 punti nei primi 20 minuti, poi reazione a inizio ripresa ma brutalmente spenta dal 12-0 di Schio per un +20 che pareva pietra tombale. Archiviare e passare a gara-4; ci sta. Questo il pensiero inevitabile.
Invece, nell'ultimo quarto, tra i problemi di falli delle lunghe scledensi che sguarnivano l'area, tra il cambio di pedale di Howard (da frenata conservativa ad accelerata turbo) e soprattutto l'indemoniamento di Attura, che rubava palloni e sciorinava canestri acrobatici e triple (probabilmente si è assicurata una maglia agli Europei stasera, se c'erano dubbi tra lei e altre pari-ruolo), Venezia mangiava lo scarto a pieni bocconi. Si rivedeva anche la difesa feroce delle prime due partite, e Schio ripiombava in quei minuti di siccità che le erano costate le sconfitte.
Da 71-53 si passava a 71-64; a quel punto Schio si ripigliava in attacco ma ancora due fiondate di Attura e un contropiede di Penna portavano addirittura all'80-79 con 2'45" sul cronografo.

In quel momento pareva che la Reyer stesse per cucirsi lo scudetto sulle maglie. Invece proprio lì, forse tirando inconsciamente il fiato dopo lo sforzo bestiale, ha commesso una manciata di distrazioni sui due lati del campo, punite da una rediviva Schio.
Dotto e Mestdagh hanno segnato l'86-80. L'ultima magia di Attura valeva l'86-84, ma Dotto, dopo aver fatto 0/2 ai liberi, si riscattava con un 2/2, imitata da Mestdagh. Sul 90-86 inutile la tripla di Howard sulla sirena, se non a poter dire che "per un punto Brugnaro perse la coppa" (dello scudetto). Almeno per ora.

Pazzeschi i 36 punti di Venezia nell'ultimo quarto. Howard 25 totali, Attura 21.
Da capire se questo finale così anomalo lancia la Reyer verso un ritrovato predominio in gara-4, oppure conta solo l'esito e quindi sarà Schio a guadagnare morale e convinzione di aver trovato il bandolo della matassa tattica.

lunedì 10 maggio 2021

[A2] Conto infortuni per le squadre-playoff

 Mi pare che non abbiamo ancora riportato qui la notizia dell'infortunio di Miccio che proprio alla vigilia dei playoff priva S.G. Valdarno della sua miglior marcatrice. Il derby toscano con la Nico sarà dunque senza di lei da una parte e senza Carlotta Gianolla dall'altra.

Sempre al Sud sono fuori Giudice per Umbertide, Franceschini per Faenza; al Nord soprattutto Melchiori per Crema e credo ancora Pieropan per Sarcedo, forse pure Santarelli.

domenica 9 maggio 2021

[A1] Venezia travolge Schio in G2

 E' un parziale di 13-0, brutale, nel giro di 2 minuti e mezzo (3 triple Howard-Carangelo-Penna + 2 assist per Petronyte dentro l'area), quello con cui Venezia spazza Schio in gara-2.

Come in gara-1, ma con un quarto d'anticipo, la Reyer azzera l'attacco avversario per un tempo inaspettatamente lungo. Una sensazione d'impotenza che raramente s'era visto nelle arancioni nell'ultimo decennio. In entrambe le gare è successo che nel momento in cui Venezia, continuando il dominio fisico (rimbalzi e canestri dentro l'area), ha ribaltato con un'aumentata pressione difensiva la bilancia dei recuperi (inizialmente favorevole a Schio, che restava a galla così), Schio si è trovata totalmente senza armi.
Al di là di una Howard che fa la differenza più di Gruda, un fattore di entrambe le partite è stato che Venezia ha avuto un'italiana in grado di salire in cattedra, cioè Pan in gara-1 e ancora più Penna oggi (20 punti con percentuali boja), mentre Schio ha solo avuto prove tra il discreto e l'insufficiente dalle sue indigene. E quanto alle straniere, mancano due elementi che hanno sempre fatto le fortune di Schio: una centrona che domini l'area (Bubù Yacoubou il massimo esempio) e una tiratrice che spacchi da fuori (Mestdagh sembra vapore in questa serie; forse non ha assorbito bene la botta-Covid).

Venezia è a una vittoria dallo scudetto come non è mai stata nella sua storia. Ora vediamo se con l'invertirsi del campo cambia anche il vento della serie; guardando solo alla partita di oggi lo si dubiterebbe fortemente, ma non è raro che nei playoff sia ingannevole una vittoria larga, dato che vale quanto una vittoria di uno. Se memoria non mi falla, però, da quando la finale scudetto è a 5 gare, non succede dal 1992 (Comense su Cesena) che la serie venga ribaltata da 0-2.

giovedì 6 maggio 2021

[A1] Venezia batte Schio in G1 di finale

Venezia vince gara-1 su Schio: 69-59.

Momento chiave verso i 7 minuti dalla fine, quando Schio, sempre indietro fin lì ma con l'inerzia a favore, ha più volte la palla del sorpasso, sul 58-57, ma non concretizza. Ticchi opta per un quintetto con Bestagno, Attura, Pan, Fagbenle e Howard che abbassa la serranda in difesa e sblocca l'impasse in attacco. Schio segna appena 2 punti negli ultimi 7 minuti, una controprestazione rara per le plurititolate.
Il plus-minus, statistica non sempre veritiera, stavolta fotografa bene chi ha avuto l'impatto migliore per Venezia: Pan +17, Bestagno +10, Attura +8.
Altra cifra atroce il 56-30 a rimbalzo per la Reyer, che aveva il quintetto pesantissimo con Howard, Fagbenle e Petronyte, nessuna delle quali ha problemi ad afferrare ciò che sta in alto, magari di più sulle palle basse, visto che a lungo le perse sono state una zavorra. Ma non nel finale.
Howard 16 punti e Pan 12; per Schio Gruda 16 e Sottana 11 ma nulla per entrambe nel finale (Sottana anche perché fuori a lungo). Mestdagh poco o nulla, nel giorno in cui in assenza di Anderson poteva far pendere la bilancia perimetrale dalla parte di Schio.
Ovviamente tutto ancora ribaltabile ma per Venezia era importante togliersi il ricordo delle ultime 2 sconfitte con Schio.

La front-line di Venezia con Howard, Petronyte e Fagbenle contemporaneamente era dominante rispetto a Gruda-Cinili-Harmon contrapposta da Schio. In più, c'era Penna come quarto elemento del quintetto intorno all'1.90.
In compenso Schio aveva un vantaggio nel trattamento-palla, come si è visto nel conto delle palle perse e recuperate, ma negli ultimi 7 minuti Venezia è riuscita a turare la falla in questo aspetto, recuperando anzi alcune preziose sfere, sicché Schio si è trovata senza più armi. Troppi elementi sottotono in attacco: ieri nominavo una mestatrice Mestdagh ma anche una poco armonica Harmon ha pesato (2/11).

[A1] Bilancio su Broni

 Progetto coraggioso in partenza, senza dubbio, ma di fatto la salvezza di Broni è arrivata prendendo un buon rinforzo come Reimer a stagione in corso e soprattutto trovando nei playout una Battipaglia rimasta totalmente italiana, per cui paradossalmente Broni si è trovata in vantaggio 1-0 nel numero delle straniere...

La prova del nove per la bontà tecnica del progetto era la serie con Sassari, ma è stata persa.
Comunque, contava la salvezza e la salvezza è arrivata.

mercoledì 5 maggio 2021

[A1] Valori non falsati dal Covid

 Intanto, per quanto riguarda l'A1: finale scudetto Venezia-Schio, retrocesse Vigarano e Battipaglia. Secondo me, se a settembre davano un foglietto a 100 di noi, dicendo "scrivi le due finaliste e le due retrocesse", i nomi erano quelli su almeno 95 foglietti. Per cui, Covid o non Covid, i valori sono quelli. Idem per le altre 6 squadre che hanno fatto i playoff, tranne, direi, Lucca al posto di Costa Masnaga. Ma Costa ha fatto i playoff e Lucca no perché Costa ha giocato meglio di Lucca durante l'anno, non per il Covid.


sabato 1 maggio 2021

[A2] Recuperi: Moncalieri prima al Nord

Sembra che Crema abbia scacciato l'incubo-focolaio Covid. Oggi assente solo Caccialanza.

E attenzione che Moncalieri è sotto di 10 con Bolzano (ma manca ancora molto). Se perde, torna davanti Crema.
Moncalieri 22 punti in 27 minuti, forse per qualche motivo ha pensato che il primo posto porti sfiga... 

Risveglio di Moncalieri ma è ancora davanti Bolzano.

Patti batte Selargius 47-44 (punteggi in ribasso, evidentemente pesano le mille partite di questo periodo) e la raggiunge in classifica. In teoria entrambe possono ancora raggiungere la Nico che ha chiuso a 32, mentre sia sicule che sarde hanno una partita rimasta. Debbo andare a controllare gli scontri diretti.

Altrettanto risicato, ma prezioso, il 48-43 di Moncalieri su Bolzano per il primo posto al Nord. Prepotente ascesa con 14 vittorie di fila.

Castelnuovo vince 69-60 dopo overtime lo scontro diretto col Sanga. Ancora viva la lotta tra il 4° e il 6° posto (Alpo - Vicenza - Caste) mentre Milano a questo punto è settima e avrà un sugoso derby con Crema nei playoff.