domenica 23 maggio 2021

[A1] Venezia domina G5 e vince lo scudetto

 E' ormai passata una settimana e l'argomento s'è raffreddato, ma mi era rimasta in canna gara-5 Venezia-Schio e non vivo bene se non la metto nero su bianco.


Il ritorno della serie nei pressi della laguna ha ripristinato le condizioni dei primi due episodi, cioè il dominio fisico di Venezia che soffoca Schio, impedendole di sviluppare gioco, mentre al contrario la difesa scledense faticava moltissimo a mettere pezze contemporaneamente alle soluzioni interne di Howard e Fagbenle e alle triple delle esterne, e cioè nuovamente Pan e stavolta anche una ritrovata Carangelo.
Detto questo c'è già l'essenziale di una partita a senso unico. Difficile dire se Schio abbia più demerito nell'essersi sciolta in gara-5, o più merito per aver vinto due partite in evidenti condizioni d'inferiorità. La stranezza è stata che Venezia, nelle due gare in trasferta, abbia regalato due quarti abbondanti, iniziando a giocare sul serio solo dopo essere sprofondata a svantaggi pesanti, poi rimontati con facilità impressionante, ma senza completare l'opera.
Forse con Anderson in campo in G3 e G4, Venezia avrebbe avuto più intensità dall'inizio, in partite in cui lo strapotere delle lunghe s'era attenuato e serviva qualche carta diversa. Ma è lana caprina, che sia finita 3-2 anziché 3-0 o 3-1 conta assai poco. Tutto sommato meglio così per l'interesse, per quanto veder vincere lo scudetto davanti a tribune deserte sia un po' surreale.

La partita è esistita davvero poco. Dopo la metà del 1° quarto si era sul 16-9 col dominio in area di Venezia; solo due triple di Sottana lenivano lo scarto al 10' (18-15).
Già nel secondo si decide tutto, una spallata dopo l'altra. Prima Pan con una gran tripla e Petronyte con un 2+1 fanno 26-17; poi dal 27-21 arriva negli ultimi 4 minuti la botta da k.o. La avvia la solita Howard ma il segnale lo dà una stoppata di Attura su contropiede di Mestdagh, da cui scaturisce un contro-contropiede delle suddite del doge (o di Brugnaro) in cui Howard commette un sospetto passi, ma riesce a scaricare per Pan che infila un'altra tripla.
Infine Carangelo, sulla sirena, colpisce con missile frontale per il 38-23 all'intervallo.

Schio non ne ha per recuperare. Gruda e Harmon fanno 3/19 una e 1/8 l'altra, persino dalle loro mattonelle. La difesa di Venezia continua ad essere feroce. Si arriva sul +20 con chi? Howard da 3. Giocatrice totale; inutile rivangare (ma lo facciamo lo stesso) sul fatto che con lei in campo nella finale di Coppa Italia, la Reyer starebbe celebrando il "triplete" su suolo italico (e se le andava più di fortuna in EuroCup persino il quadruplete).
Toccato il massimo vantaggio, Venezia stacca un po' la spina della difesa e Schio si riporta a -10 con 8' da giocare. Ma non c'è la sensazione che si riapra davvero. La Reyer infatti reagisce subito con un 8-0 (triple di Fagbenle e Penna) e sul 66-48 a 5' dalla fine il vecchio Peterson direbbe "well mama, butta la pasta, perché Reyer Venetsia vince suo secondo scudetto". Ma il precedente è talmente lontano (1946) che di fatto è come se fosse il primo.

A tal proposito, in telecronaca Giorgio Pomponi ha detto (pur ammettendo di non esserne sicuro) che la Reyer è la prima società a vincere lo scudetto sia nel maschile che nel femminile. Per la verità me ne risultano altre due: la Ginnastica Triestina e, strano a dirsi, l'Inter, ovvero il club calcistico, che fu campione di basket uomini negli anni '20 e donne negli anni '30, prima di sciogliersi.  Ma è materiale per archivisti.

Stando a quest'anno, sui meriti di Venezia nulla da eccepire anche se fin quando c'era Achonwa era forse Schio la migliore (almeno nel periodo della Coppa Italia). Come per Lucca nel 2017, fa piacere una novità nell'albo d'oro; vedremo se si apre una nuova epoca, magari con Venezia e la Virtus Bologna a dettare legge.

Sull'mvp delle finali, Pan è vincitrice credibile, ancora di più se la serie fosse finita in G4 dopo la sua grande prestazione; ma, obiettivamente, la migliore è stata Howard. Quella che fa di tutto; quella che mette in croce la difesa altrui e apre spazi per le compagne, compresa Pan.
Significativo però che Venezia abbia vinto anche grazie al fatto che ogni volta c'è stata almeno un'italiana sopra le righe; ad esempio Penna in G2, Attura in G3, Pan in G4, di nuovo Pan e, come detto, Carangelo in G5. Cosa che francamente per Schio non si può dire, anche se Sottana ha fatto il suo.

Curiosità finale: sulla pagina Facebook di Schio, nei commenti a gara-5, è intervenuta anche una leggenda del passato, Odile Santaniello,  l'ala francese ex Schio (una ventina d'anni fa circa), la quale ha accusato le Orange di non aver avuto carattere. Orbene, lei ne aveva da vendere, ma forse è stata un po' ingenerosa. Nell'arco della serie, il Famila di carattere ne ha avuto, altrimenti non portava a casa due partite in condizioni d'inferiorità come quelle palesate nelle 3 sconfitte. Nell'ultima partita non ne aveva proprio più.

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