Così Capobianco su Tuttosport di sabato:
"La partita con l'Austria ha segnato il nostro cammino. Non siamo stati bravi a mordere sul perimetro come sappiamo fare. Subire 6 canestri da oltre l'arco da una squadra che non aveva avuto grandi percentuali fino a quel momento è stato deleterio. Ogni volta che ci siamo riavvicinati le austriache sono state brave a trovare la giusta giocatrice che ci ha fatto male. In attacco abbiamo giocato discretamente, trovando anche ottimi tiri piedi per terra, ma non è bastato.Il k.o. con l'Austria ha influenzato anche la partita contro la Svizzera. Anche qui abbiamo subito troppo dall'arco, soprattutto da chi sapevamo ci avrebbe fatto male, e così ci sono venute meno le energie mentali necessarie per rimanere a contatto. (...) Dobbiamo ricaricarci sia mentalmente che fisicamente. (...) Dobbiamo essere noi a forzare le scelte dei nostri avversari, cosa che ci è mancata in troppi momenti nel torneo di Graz".
In effetti (aggiungo io) anche con la Spagna abbiamo subìto troppo da 3 (o meglio da 2, insomma dalla lunga). Siamo parsi poco "settati" sul meccanismo di punteggio, per cui la bomba vale doppio e quindi se ne subisci troppe ti tagliano le gambe. Se nel basket canonico concedere una tripla può essere più vantaggioso che lasciare scoperta l'area, qui piuttosto conviene il contrario: lasciarsi pure bucare in penetrazione, tanto vale solo 1, anziché farsi butterare da dietro l'arco, che 2 punti su una partita che finisce ai 21 sono una botta.
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