E' un parziale di 13-0, brutale, nel giro di 2 minuti e mezzo (3 triple Howard-Carangelo-Penna + 2 assist per Petronyte dentro l'area), quello con cui Venezia spazza Schio in gara-2.
Come in gara-1, ma con un quarto d'anticipo, la Reyer azzera l'attacco avversario per un tempo inaspettatamente lungo. Una sensazione d'impotenza che raramente s'era visto nelle arancioni nell'ultimo decennio. In entrambe le gare è successo che nel momento in cui Venezia, continuando il dominio fisico (rimbalzi e canestri dentro l'area), ha ribaltato con un'aumentata pressione difensiva la bilancia dei recuperi (inizialmente favorevole a Schio, che restava a galla così), Schio si è trovata totalmente senza armi.Al di là di una Howard che fa la differenza più di Gruda, un fattore di entrambe le partite è stato che Venezia ha avuto un'italiana in grado di salire in cattedra, cioè Pan in gara-1 e ancora più Penna oggi (20 punti con percentuali boja), mentre Schio ha solo avuto prove tra il discreto e l'insufficiente dalle sue indigene. E quanto alle straniere, mancano due elementi che hanno sempre fatto le fortune di Schio: una centrona che domini l'area (Bubù Yacoubou il massimo esempio) e una tiratrice che spacchi da fuori (Mestdagh sembra vapore in questa serie; forse non ha assorbito bene la botta-Covid).
Venezia è a una vittoria dallo scudetto come non è mai stata nella sua storia. Ora vediamo se con l'invertirsi del campo cambia anche il vento della serie; guardando solo alla partita di oggi lo si dubiterebbe fortemente, ma non è raro che nei playoff sia ingannevole una vittoria larga, dato che vale quanto una vittoria di uno. Se memoria non mi falla, però, da quando la finale scudetto è a 5 gare, non succede dal 1992 (Comense su Cesena) che la serie venga ribaltata da 0-2.
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