mercoledì 12 maggio 2021

[A1] Schio scampa alla rimonta di Venezia in G3

 Gara-3 Schio-Venezia: nettamente la miglior partita della serie, forse anche una delle migliori degli ultimi anni a livello di finali, seppure ambo le squadre non abbiano convinto del tutto. Grandi fiammate ma anche lunghi minuti di amnesia paurosa. Certo il divertimento non è mancato, con un 90-89 frutto anche di un metro arbitrale finalmente propenso a non andare a casa il prima possibile, concedendo quindi i tiri liberi che andavano dati (27 per parte).

Schio era chiamata a reagire e lo ha fatto, riuscendo per 3 quarti in due aspetti fondamentali che erano mancati nelle due gare precedenti: tirare con alte percentuali e limitare i rimbalzi offensivi di Venezia, oltre che i canestri subiti da sotto. Al primo fattore ha contribuito la rinascita di Mestdagh (19 punti con 4/8 da 3), ma anche una Cinili (3/4 dall'arco) che, come sempre in questi casi, è delizia ma anche croce, perché ti chiedi come mai non faccia sempre così, visto che le viene tutto in scioltezza quando ha la luna giusta. Gruda sontuosa (25 punti) ma non è che fosse mancata finora; semplicemente ha fatto ancora meglio del solito.
E Venezia - con Fagbenle e Petronyte al minimo di produzione - incassava passivamente, così sembrava: 49 punti nei primi 20 minuti, poi reazione a inizio ripresa ma brutalmente spenta dal 12-0 di Schio per un +20 che pareva pietra tombale. Archiviare e passare a gara-4; ci sta. Questo il pensiero inevitabile.
Invece, nell'ultimo quarto, tra i problemi di falli delle lunghe scledensi che sguarnivano l'area, tra il cambio di pedale di Howard (da frenata conservativa ad accelerata turbo) e soprattutto l'indemoniamento di Attura, che rubava palloni e sciorinava canestri acrobatici e triple (probabilmente si è assicurata una maglia agli Europei stasera, se c'erano dubbi tra lei e altre pari-ruolo), Venezia mangiava lo scarto a pieni bocconi. Si rivedeva anche la difesa feroce delle prime due partite, e Schio ripiombava in quei minuti di siccità che le erano costate le sconfitte.
Da 71-53 si passava a 71-64; a quel punto Schio si ripigliava in attacco ma ancora due fiondate di Attura e un contropiede di Penna portavano addirittura all'80-79 con 2'45" sul cronografo.

In quel momento pareva che la Reyer stesse per cucirsi lo scudetto sulle maglie. Invece proprio lì, forse tirando inconsciamente il fiato dopo lo sforzo bestiale, ha commesso una manciata di distrazioni sui due lati del campo, punite da una rediviva Schio.
Dotto e Mestdagh hanno segnato l'86-80. L'ultima magia di Attura valeva l'86-84, ma Dotto, dopo aver fatto 0/2 ai liberi, si riscattava con un 2/2, imitata da Mestdagh. Sul 90-86 inutile la tripla di Howard sulla sirena, se non a poter dire che "per un punto Brugnaro perse la coppa" (dello scudetto). Almeno per ora.

Pazzeschi i 36 punti di Venezia nell'ultimo quarto. Howard 25 totali, Attura 21.
Da capire se questo finale così anomalo lancia la Reyer verso un ritrovato predominio in gara-4, oppure conta solo l'esito e quindi sarà Schio a guadagnare morale e convinzione di aver trovato il bandolo della matassa tattica.

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