domenica 31 dicembre 2023

A1: Bologna e Venezia, acuti di fine anno. Sorrisi per Campobasso e Brescia

Il turno più strambo dell'anno, che si chiama settimo ma di fatto è stato il tredicesimo, posticipato da novembre a dicembre con spezzatino (anzi, cotechino con lenticchie e purea, visto l'imminente San Silvestro) di partite fra il 20 e il 30, ha offerto un big match assoluto e un mini-big match, quest'ultimo in diretta mondiale sulla Rai.


- Giovedì 27, con poco tempo per smaltire gli eccessi natalizi, ci servivano in tavola la prelibata pietanza di Schio-Bologna. Rivincita della finale scudetto o, se vogliamo, della più recente Supercoppa. La classifica, in virtù delle tre scivolate felsinee (San Martino, Sassari e quella più accettabile ma troppo netta contro Venezia), metteva maggior pressione sulle spalle di queste ultime, attardate di 4 punti. Il che significava non avere quasi più speranze di raggiungere le due di testa, in caso di sconfitta.
Assenti Juhasz e Reisingerova da una parte, Dojkic dall'altra; tuttavia non è che il materiale umano di qualità scarseggiasse. L'andamento è stato schizofrenico nei primi due quarti, salvo poi assestarsi nell'equilibrio e condurre a un volatone all'ultimo tiro. Nel complesso, entrambe hanno mostrato il meglio e il peggio di se stesse a fasi alterne; per questo forse non è considerabile una partita-capolavoro, però certo fra le migliori dell'anno e senza dubbio imprevedibile fino in fondo. -_-
Per non tirare mezzanotte con le premesse, andiamo al dettaglio: clamoroso scatto iniziale di una Virtus che non veniva certo da un buon periodo, mentre Schio sì; invece nel 1° quarto le arancioni sono punching-balls percosse a piacimento dalle bianconere, con Zandalasini a menare le danze sia in fase realizzativa che di assists: 1-15 dopo 3'30" (!), poi 6-20, 11-27, 15-30 alla prima sirena, che arriva come un provvidenziale gong di fine round per un pugile suonato. Bologna ha 8/10 da 2 e 4/6 da 3 nella frazione.
Non ti aspettavi un break del genere, non ti aspettavi il controbreak altrettanto drastico per le scledensi. Le quali in 4'30" di fuoco cancellano tutto il divario con un 17-2 in cui ci mette la... firma Penna (ah ah) insieme alle più attese Parks e Keys. Tocca alla Virtus ora subire legnate senza reagire. Ancora Penna scrive il sorpasso, 35-34. Clamoroso per com'era iniziata. Schio è indemoniata e, sulla scia, potrebbe dilagare. La fortuna/bravura di Bologna è di azzeccare un paio di triple che limitano i danni alla sosta (47-44), confidando che al riattaccar della spina, la vampa avversaria sia sbollita.
Cosa che in effetti avviene, giacché Schio, dopo aver dato idea all'inizio di avere ancora il vento alle spalle (ma non oltre il +7, 57-50 su coast-to-coast di Sottana), si sgasa. Il barometro è Guirantes, che forza una serie di arresto-e-tiro non impossibili, ma che venendo sbagliati dalla portoricana mettono il freno a tutta Schio. La Virtus, che arraffa rimbalzi offensivi pregiati, coglie che è l'attimo buono per riprendere la partita prima che le sfugga definitivamente; lo fa con uno 0-7 firmato da Cox (57-57). Sottana riaccende poi la luce sulla sirena con un arcobaleno di classe (61-59), ma ormai la fuga scledense è abortita. Vistoso il calo delle percentuali su ambo i fronti dopo che si era intorno al 50% da 2 e 60% da 3 all'intervallo.
Ultimo quarto: tocca a Bologna tentare la fuga: buone palle in area per André, contribuisce anche Orsili, poi soprattutto due triple di Rupert e, ciliegia, contropiede di Pasa che scippa un'opaca Verona e deposita il 67-73 a 5'30" dalla fine.
La partita però non ha ancora finito di cambiare direzione. Mossa di Dikaioulakos che toglie Verona e mette Bestagno: quintetto alto, senza play di ruolo; funziona. Si svegliano Parks e Guirantes; un tecnico non frena l'impeto rimontatorio di Schio che pareggia sul 74-74 a 3' dalla fine. Poi va anche avanti con Bestagno che trasforma un fallo subìto a rimbalzo difensivo (76-74). Virtus in apparente stato confusionale.
Ma ecco l'ultima giravolta della sfida: negli ultimi 2'30" abbondanti, il Famila non segna più un punto, così non sferra il k.o. alle avversarie, le quali hanno modo di scuotersi e uscire dalla buca. Lo fanno con un giro-e-tiro di Zanda, rimasta a lungo silente in fase realizzativa: 76-76 a -1'50".
Segue una serie di errori ed erroracci da entrambe le parti, sinché Bologna ha l'occasione di vibrare il colpo vincente, gestendo palla con 25" sul cronometro. Schio spende un fallo tattico non in bonus, ma non può nulla quando Zanda penetra verso il centro, attira il raddoppio e trova molto bene Pasa appostata sui 45° lato sinistro. Tripla dell'assai migliorata giocatrice veneta ed è canestro: 76-79 a -4".
Timeout, rimessa per Parks che tenta un difficile siluro dall'arco, ampiamente fuori. Festa Bologna anche se resta davanti Schio al giro di boa. La Virtus la vince tirando leggermente meglio sia da 2 che da 3 (54% e 48% contro 52% e 38%), a dispetto dei soli 7 liberi a favore contro 23 per Schio. Ma non è tanto nelle cifre che si coglie la differenza a vantaggio delle V nere, tant'è che la valutazione è 94-89 per le arancio. E' stata questione di episodi che potevano anche finire all'opposto. Però se lo scorso anno nei finali punto-a-punto c'erano Mabrey e Howard a decidere per Schio, quest'anno ci sono Parks e Guirantes che sono brave ma meno affidabili quando la palla scotta.
Zanda 17 punti con 6/10 al tiro e 11 assist; mvp senza fare cose eclatanti ma giuste per la squadra; e infatti vittoria di collettivo è stata, con Cox e André a 16, Rupert a 14, mattoncini delle altre. Schio ha 19 da Parks, 15 con 8/8 ai liberi da Keys, 10 da Penna come "plus" ma solo 9 da Guirantes e 5 da Verona.

- Ieri sera, sabato 30, il derbissimino veneto (essendo derbissimone quello tra Schio e Reyer) ha messo il coperchio sulla perfetta pentola veneziana del girone d'andata e in generale dell'autunno. 12 vittorie su 12 in campionato, 8 su 8 in Eurocup: 'cezziunale. :B): Unico k.o. in semifinale di Supercoppa, ma ormai sembra lontana. La Reyer è la squadra da battere, oggi come oggi; e grazie alla caduta di Schio ha 4 preziosi punti da difendere nel ritorno per avere il fattore-campo in tutti i playoff.
S. Martino ci ha provato, meritoriamente. Il meno 15 finale (che era pure meno 17 a pochi secondi dalla fine) è punitivo. A metà era 32-29, a fine 3° quarto 48-48; le Lupe difendevano tosto, non consentendo mai alle gondoliere (guidate dal giovane Dall'Ora per influenza di Mazzon) di trovare ritmo. Un canestro qua, uno là, mai un break consistente. Dopo lo scoppiettante 21-22 del 1° quarto, si aveva un rognoso 11-7 nel secondo.
Il problema di SML è che solo D'Alie (peraltro calata di precisione nel finale), Turcinovic (21 punti) e Kostowicz hanno giocato bene in attacco. Soule nulla, Conte pochino, dalle altre non ci si poteva attendere prodigi. Troppo poco per resistere fino in fondo contro una Reyer che, quando c'è stato da cambiare marcia, lo ha fatto ferocemente: 7-22 l'ultimo quarto. Staffilate spacca-partita di Berkani (13) e Pan (14), ma le più continue sono state Villa (12) e Cubaj (10); utili senza strafare Shepard e Kuier. Logico che se metti sul piatto 6 elementi così, la brava ma non corazzata S. Martino o fa un capolavoro o perde. Le Lupe scivolano dal quinto al settimo posto, in virtù di questo risultato, pagando gli scontri diretti persi con Geas e Ragusa: piazzamento che non ripaga pienamente le ottime cose fatte dalle giallonere.

- Archiviate infine le vittorie da pronostico per Brescia su Battipaglia e di Campobasso su Milano, si ha la classifica di fine andata, che sciorina una situazione a più fasce, ciascuna separata da 4 punti: le top-4, Venezia su tutte, poi Schio tallonata da Bologna e Campobasso (quest'ultima l'outsider migliore); le medio-alte, altro quartetto col Geas davanti per scontri diretti sulle appaiate S. Martino e Ragusa, poi Sassari subito dietro; poi una mini-fascia da due compagini, Brescia e Roma, le quali potrebbero recuperare sulla zona-playoff ma anche restare impegolate nella zona a rischio; infine le 3 pericolanti, Faenza-Milano-Battipaglia, per ora non in grado di battere le altre e, per via della formula del campionato, ormai proiettate verso i playout, con limitata urgenza di vincere ora, essendoci in palio solo il fattore-campo nelle sfide-salvezza.
Milano intanto ha preso il torrione francese Turmel ma anche Battipaglia sembra aver tratto giovamento dall'aver ingaggiato proprio dalle meneghine Yurkevichus, la quale ha raccattato 19 rimbalzi contro Brescia.

mercoledì 27 dicembre 2023

A1: Roma sì, Roma no. Venezia regina d'inverno, Geas di misura nel derby

 Roma capoccia a metà. Nell'anticipo dell'ultima di andata (formalmente anticipo del posticipo del 7° turno, per via dello spostamento del medesimo in fondo al calendario d'andata), mercoledì 20 dicembre, l'Oxygen doveva riscattare la sconfittaccia contro Brescia, e in generale una stagione finora sotto le attese, almeno in termini di crudi risultati, che purtroppo o per fortuna sono quello che conta di più. Di fronte v'era un Geas che, invece, aveva speso molto nella trasferta a Bologna, in cui aveva, quasi eroicamente, resistito fino all'ultimo nonostante mancasse Moore (oltre alla solita Begic). Stavolta Moore c'era, e ha fatto il suo, ma la squadra nel complesso non ha avuto energie sufficienti per ribattere fino all'ultimo alla serata gagliarda delle capitoline, oppure per spegnerla abbassando il punteggio per giocarsela in volata. Tant'è che Roma ha segnato 75 punti, bottino che di solito il Geas non concede. La partita è stata un bel batti-e-ribatti alla pari per quasi 3 quarti. L'equilibrio s'è iniziato a rompere sul finire del terzo: protagonista, con 17 punti in 21' (4/6 da 2 e 9/10 ai liberi) la sventurata Sventoraite, che dopo un inizio stagione da cui ci si aspettava di più (almeno in rapporto alle più che discrete prestazioni offerte quando ha rimpiazzato Ndour negli scorsi playoffs per Schio) stavolta fa ampiamente valere i suoi centimetri: segna, carica di falli Moore (che va in panca con 4 penalità, dove già Panzera si trovava da metà 3° quarto), dà il via alla fuga di Roma che si concretizza pienamente verso metà ultimo quarto, in cui le triple di Czukor e Romeo non trovano replica da un Geas che col rientro di Panzera e Moore riesce solo ad avvicinarsi salvo venire respinto sino al 76-65 finale.


- Ci provava poi Roma, ma era ben più dura, anche sabato 23 nel match di RaiSport contro l'intrattabile Venezia, davanti a 1643 spettatori secondo il dato ufficiale, che non è poco. Terrificanti però, dal punto di vista televisivo - anche se si tratta di un dettaglio - i riflessi luminosi su tutta la zona centrale del campo: fenomeno già notato nelle riprese di Oxygen-Geas. :woot: Se nemmeno i tecnici Rai sono riusciti a ovviare al problema, si vede che gli esecutori dei brevi (si fa per dire: durati anni) lavori di restauro dell'impianto non hanno provato le luci in condizioni di partita serale... Ma tant'è. Di sicuro Venezia brilla di luce propria, e disinnesca l'inizio garibaldino delle romane con un 2° quarto da 9-19 che le manda al comando già definitivamente. Al termine è 62-73 con 21 punti di Shepard. Si conferma Sventoraite con 17, fanno il loro Kalu e Dongue, ma l'Oxygen ha poco... ossigeno realizzativo da Czukor e dai cambi mentre la Reyer, pur priva di Makurat, ha la coppia Berkani-Villa a 12 cadauna, con giocate d'elevata destrezza con la palla, e una Pan da 11 punti dalla panchina.
E quindi Venezia è campione d'inverno senza aspettare l'ultima giornata.
Del turno prenatalizio si era già disputata un mese fa Campobasso-Bologna, il big match (che ha assegnato allora il 3° posto alle felsinee, ma occhio che se la Virtus non batte Schio, saranno le molisane a prendersi la terza piazza, a meno di perdere in casa con Milano).

-Tra le partite disputate sabato 23, la più importante era Sassari-S. Martino. Le nuragiche arrivavano in forte crescita ma probabilmente erano stanche per l'impegnativo ritorno di Eurocup disputato in Belgio due sere prima, mentre le Lupe azzannano ferocemente, con 33 punti nel 1° quarto e 98 alla fine, contro 80 di Sassari, di cui 33 di Raca ma nessuno di Carangelo (0/6 al tiro). Clamorosa D'Alie con 17 punti, 10 rimbalzi e 15 assist, tripla doppia con 36 di valutazione. Chi ama pigliare la partita di turno come pretesto per dire "Ecco! Dovrebbero convocare lei al posto di Tizia in nazionale", dovrebbe ora caldeggiare la Rae Rae più amata dagli italiani. :shifty: Alla quale però auguriamo di essere a Parigi 2024 con i colori azzurri nel 3x3.

- C’è stato il duello a distanza tra Milano e Battipaglia per andare in Coppa Italia. Bastava non essere ultime. Bisogna dire che entrambe hanno perso con dignità. Il Sanga a Schio era più debole (nomi alla mano) di quanto fosse lo scorso anno in A2: una sola straniera (Tulonen) e il gruppo italiano della passata stagione meno Madonna (infortunata) e Novati (attualmente a Mantova). Beretta era l’unico cambio senior disponibile. Ok che il Famila non era al completo, però se hai dalla panchina Verona, M. Bestagno, Guirantes e Crippa, c’erano 50 punti di scarto teorico, non i 26 che ci sono stati alla fine. Giornata balistica da ricordare per Bonomi, 5/8 da 3 per 17 punti, dopo che non era mai andata oltre i 7 quest'anno.
Ancora più osso duro Battipaglia per Ragusa, che pur senza Milazzo e Jakubcova aveva passeggiato con Faenza nell’altro anticipo di mercoledì 20 (tra parentesi, a forza di dire “Faenza crescerà, vedrete”, non vorrei che aspettassimo Godot…), mentre con le campane l’ha risolta nell’ultimo quarto. Ha esordito per Batti l’ucraina Yurkevichus appena divorziata dal Sanga; bizzarramente indicata però come “Monteiro” (cioè una delle due ex straniere di Rossini) nel tabellino peraltro buono per lei, 9 punti, 12 rimbalzi e 6 assist. Al tirar delle somme, comunque, Milano in Coppa e Battipaglia unica esclusa, restando a zero in classifica.

- Personalmente, sabato 23, nell’insolito tepore da 15 gradi di giorno e una decina di gradi di sera, che ha avvolto il Nord nei giorni intorno a Natale, mi sono recato a Sesto S. Gianni per il derby longobardo Geas-Brescia. Auspicavo una partita viva fino all’ultimo e così è stato. Dinnanzi a un pubblico né scarso né foltissimo, le Zanottiane, alla terza partita in 8 giorni, pur essendo più forti non avevano lo smalto necessario per vincere per k.o., ma sono riuscite a farlo di misura. Le Zanardiane (libera scelta se intendere Carlotta o coach Stefano), a seconda delle prospettive, possono essere contente per essere rimaste in partita fino all’ultimo tiro (sbagliato nettamente da Garrick allo scadere, per il pareggio, ma era molto difficile per via della buona difesa del Geas) o rimpiangere un’occasione persa.
Fatto sta che Brescia ha dominato il 1° quarto, 6-17, poi 12-23, segnando 5 triple. Poi però il Geas, che è squadra da parziali, ha messo a posto la difesa, attivato qualche realizzatrice (le solite Moore e Gwathmey, ma anche Bestagno, Trucco e nel primo tempo Dotto; non, invece, Panzera che è stata panchinata per gran parte del secondo tempo) prendendo man mano il controllo sinché sembrava che l’avesse chiusa, sul +10 a 4'30" dalla fine, dopo un'azione controversa in cui Zanardi, difendeva, subiva un colpo che la costringeva a restare bloccata sul posto, sicché Conti tagliava a canestro e riceveva indisturbata, depositando due punti. Il che faceva scattare imbufalita dalla tribuna Laura Marcolini, madre della giovine stella bresciana ed ex giocatrice, che indirizzava dolci parole all'indirizzo degli arbitri. :] Sui quali basterebbe dire che il Geas ha avuto 2 tiri liberi in tutta la partita, Brescia 5. Vero che si è giocato molto sul perimetro (23 triple Sesto, 30 Brixia) ma non è che in area si stendesse il tappeto rosso... Spesso gli arbitri, quando non fischiano nulla per 3 quarti, mettono a posto le cifre diventando fiscali nell'ultimo; stavolta nemmeno quello. Ci risulta che il cenone natalizio si faccia il 24, non il 23; altri motivi per accorciare il più possibile la durata del match non vengono in mente. :angry:
Tuttavia non era finita, anzi. Inopinatamente Sesto, dopo un elegante "jumper" di Gwathmey dall'altezza del tiro libero, per il 68-59 a 3'50" dalla sirena, non segnava più e Brescia, pur sbagliando 3 triple di fila che potevano riportarla a contatto con uno o due minuti d’anticipo, si ritrovava a meno 3 dopo un’entrata di Zanardi (la quale ha segnato 15 punti, imprecisa da 3, ma comunque un fattore positivo, anche se meglio di lei Louka). Errore di Moore dalla media distanza e palla a Brixia per andare al supplementare, ma come detto la difesa era buona e concedeva solo un tiraccio (68-65 il finale).

Il Geas ha già chiuso l’andata, 7 vinte-5 perse, aspetta il risultato di S. Martino con Venezia per sapere se è quinto o… Sesto; Brescia ha un’opportunità da non mancare con Battipaglia per scavalcare di nuovo Roma al 9° posto.

domenica 24 dicembre 2023

Coppe europee: colpaccio Bologna a Salamanca; Schio lotta ma è sempre sotto. Avanti le due di Eurocup

Negli ultimi fuochi d'Eurolega prima della sosta è stavolta Bologna a ridere. Grasso che cola per la Virtus, che veniva da un periodo opaco, ed era ancora senza Dojkic, ma espugna Salamanca nello scontro diretto per il 5° posto. Conduce, in realtà, solo per pochi momenti la compagine felsinea, che però ha il merito di stare sempre lì attaccata, e finalmente di portare a casa un finale in volata, dopo averne perse tanti: non brillante nel complesso la Segafredo, ma guerriera.
Le iberiche, sostenute da un pubblico massiccio, azzannano la partita (9-2, 16-9); la Virtus spegne la fiammata avversaria, tiene basso il punteggio e mette la freccia subito prima dell'intervallo con una tripla di Zandalasini allo scadere (26-28).
Salamanca però riprende a correre nel 3° quarto, in cui tocca all'attacco bolognese incepparsi; ancora Zanda allo scadere mette una pezza ma è 43-37 al 30' per le ispaniche guidate in regia dall'iper-veterana Dominguez (36 anni ma mi sembrano 20 che è sulla breccia). Nell'ultimo quarto sale di qualità l'attacco da ambo le parti; le si dà e le si prende con notevole brio agonistico; sembra cambiare poco però nell'andamento, con Salamanca avanti 55-50 a 4' dalla fine. Invece è proprio da lì la svolta: le padrone di casa falliscono il k.o., Bologna pesca un jolly inatteso quando Zanda segna in entrata subendo fallo, sbaglia il libero, palla toccata fuori dalle iberiche; rimessa da fondo con Pasa che uccella la difesa, riceve e segna da sotto. In un colpo solo, tutto riaperto; poco dopo ancora viene pescata con assist, 56-56 a 2' dalla fine.
Tocca poi a Peters, fin lì anonima, ergersi a protagonista con due piazzati per altrettanti vantaggi della Virtus, inframmezzati da un pareggio di Kone da sotto. Sul 58-60 a -40", Salamanca sbaglia da 3, ha un'altra chance ma perde palla. Pasa salta il pressing e trova André libera come uccel di bosco sotto canestro per il 58-62 della staffa. Zanda 17 punti con 8/14, Pasa e Cox 11.
In classifica ora la Virtus è quinta ma ad appena una vittoria di distanza dal trio insediato fra il secondo e il quarto posto: tutto apertissimo a 4 turni dalla fine.

- Non altrettanto bene va per Schio (senza Keys e Juhasz) a Miskolc, contro la seconda del suo gruppo. C'è equilibrio per un quarto e mezzo, poi una sciabolata da 11-0 affonda il Famila a meno 15, ritoccato a meno 13 (45-32) all'intervallo. Nel terzo, generosi tentativi scledensi di rimonta, in cui si fa viva anche una Penna che si conferma in ripresa, con un paio di triple, ma le magiare respingono (62-53 al 30'). Sfiora invece l'aggancio l'ennesima risalita ospite a inizio ultimo quarto. Ma Miskolc, fiutando il pericolo, reagisce e di fatto non si lascia più avvicinare (72-64); lo 0-5 negli ultimi 20 secondi la fa sembrare una sconfitta di misura ma non lo è stata (73-69). Guirantes 16, Penna 13 con 5/6, Sottana 12 per le battute. Jovanovic 17 per le trionfanti.
Chiave tecnica, a fronte di percentuali simili, è stata la supremazia a rimbalzo di Miskolc: 14 offensivi contro 5, tradotti in 73 tentativi dal campo contro 55.
Schio resta quarta con 2 vittorie di vantaggio su Valencia, demolita in casa da Lione. Le francesi, ora che hanno svuotato l'infermeria, stanno cercando una furiosa rimonta ma dovrebbero recuperare su Schio 3 partite in 4 turni.

- Tutto bene nel ritorno del 1° turno playoff di Eurocup. C'era timore per Sassari, che doveva proteggere un sottile +6 a Namur. Well, le nuragiche aggrediscono la partita con grande autorità, quello che deve fare una squadra in trasferta per impedire che le casalinghe si gasino e credano nel ribaltamento dello scarto. Preso un +11 a fine 1° quarto, la Dinamo lo conferma quasi identico alla fine degli altri periodi; chiude 52-63 senza che le avversarie (fra cui le ex "italiane" Zelnyte e Perisa) minaccino anche solo vagamente di cambiare l'andazzo. Hollingshed 19 punti, Carangelo 18.
Per Venezia dopo il +20 in trasferta, c'era solo da evitare improbabili suicidi. Cosa che peraltro, dopo il 1° quarto, non era del tutto da escludere, giacché Friburgo era inopinatamente a +9. Nel 2° quarto però la Reyer chiudeva virtualmente il discorso-qualificazione (39-40) per poi scudisciare duramente le tedesche con un 27-4 di parziale nel terzo, quasi a punirle di aver voluto provarci con quell'inizio baldanzoso. Finale 72-51; Shepard 18+14 rimba, Cubaj 13+14 carambole pure lei ma anche 6 assist.
Dagli ottavi si farà sul serio (francamente poco selettiva per ora questa coppa, anche se ad esempio le due greche ci hanno lasciato le penne): Venezia-Gdynia e Lattes-Sassari. Facile non sarà.

mercoledì 20 dicembre 2023

Perché non faccio crociate anti-Fip (segue)

 A differenza dei disfattisti, io sostengo:

a) che il basket non è "ridotto al lumicino". E' la classica frase dozzinale da depressi disfattisti. Cosa dovrebbero dire allora la maggioranza degli sport che hanno meno soldi, meno spettatori, meno praticanti del basket? Piantiamola con questo sentirci delle merde, superati dal Burundi e dalla pelota basca, non è la rappresentazione corretta della realtà.

b) che l'importanza dei federali nell'andamento del basket è secondaria. I federali, come i politici, sono gente che mette la faccia negli eventi, occupa poltrone, ma le cose vanno avanti, bene o male che sia, indipendentemente da loro. Per questo non sono ossessionato da sapere se c'è Petrucci, Petrini o Petrelli. Un giorno se ne andrà e ne verrà un altro di cui ci si lamenterà e si dirà che è il diavolo come lo diceva il grande Aldo Giordani del presidente Vinci (quello degli anni Ottanta del boom), come lo si diceva del professor Maifredi una dozzina d'anni fa (ho recentemente postato il link al topic di Basketcafè al riguardo), eccetera.

Bologna e Campobasso, siete voi nelle "top 4": battuti Geas e S. Martino. Scossa Brescia su Roma. A2: infortunio a Ronchi

- Il turno d'A1 di metà dicembre era imperniato sulla doppia sfida fra le contenders al terzo posto, dietro le imprendibili Venezia e Schio. Partivano tutte praticamente alla pari avendo 3 sconfitte al passivo, anche se S. Martino e Geas con una disputata in meno. Gli scontri, risolti solo in dirittura d'arrivo, premiano Bologna e Campobasso che così scappano momentaneamente a +4 sulle battute, le quali possono risalire a meno 2 se sfrutteranno la partita in più da giocare di qui a fine andata. Piazzamenti tra le "top 4" che valgono anche, rammentiamo, la qualificazione diretta al 2° turno della Coppa Italia "new format".

- Nel sabato pomeriggio felsineo, dinanzi a un pubblico per la verità non oceanico, la Virtus, pur senza Dojkic, aveva un grosso vantaggio d'organico di fronte un Geas orbo all'ultim'ora di Moore, in aggiunta alla cronica assenza dell'ex di turno Begic. Le sestesi debbono farsi benedire: da inizio stagione hanno sempre avuto almeno 2 infortunate per volta, ovvero Begic più Dotto fino a 2 giornate fa, poi Trucco che s'è fatta male nella partita scorsa (lievemente) e adesso Moore. :woot: Ciò nonostante, le Zanottiane sono rimaste in corsa fino all'ultimo minuto, tornando caparbiamente a contatto ogni volta che le V nere provavano a scrollarle via. Pensare che dopo 7'30" si era sul 22-7 e sembrava un "no contest". Brave invece Panzera (12 tutti nel 1° tempo) e Trucco a guidare la rimonta insieme a Gwathmey e poi Conti, anche se solo per un brevissimo momento nel 2° quarto le ospiti hanno messo la capoccia avanti.
Nell'ultimo minuto, in cui Bologna è entrata sul +6 grazie a una tripla cruciale di Pasa, Trucco ha messo 2 liberi, André ha fatto 1/2, Gwathmey ha segnato una tripla impiccata per il meno 2 ma Zanda, grande ex, ha sigillato con due liberi (71-67). André mvp per Bologna (13+17 rimbalzi) anche se la squadra si conferma non in un periodo brillantissimo. Il Geas ne ha 17 da Trucco e Gwhathmey, 15 da Conti; torna in campo già mercoledì 20 a Roma, poi ha il derby il 23 con Brescia, insomma due insidie sulla via del Natale.

- Domenica è toccato all'altro clou, tra Lupe e "Fiori d'acciaio". Partita non per amanti dei punteggi alti; dopo 3 quarti si è sul 32-35 per Campobasso. Sembra trovare l'abbrivio vincente S. Martino con un 12-3 nei primi 5' dell'ultimo (triple di Russo e Conte che poi segna anche il +6). Da 44-38, invece, gran reazione delle molisane con la mossa di una box-and-one (Kacerik su D'Alie) e clamoroso ribaltone da 0-11 con due canestri di Dedic, poi Kacerik, Quinonez e una tripla di Mistinova, che fa il paio con quella decisiva infilata contro Brescia la settimana prima.
Finisce 46-49 ed è l'ennesima vittoria di misura per Campobasso, che conferma di essere collettivo con tante opzioni; stavolta opaca Pallas (4+3 rimba, 5 falli in 13'30") ma vince lo stesso. Trimboli 10 punti e 4 assist. Per SML ficcante Kostowicz, 19+18 rimba, bene Conte con 15, ma tradisce la mano solitamente calda di Turcinovic (0/13!) e nemmeno D'Alie riesce a fare la differenza (2/10 e 6 perse).

In zone meno nobili, ma non ignobili, di classifica, era interessante Brescia-Roma. Sia perché metteva in palio il 9° posto (ovvero la salvezza diretta, ovviamente solo per ora), sia perché s'affrontavano due squadre dal potenziale considerato buono, ma finora concretizzato poco. Ebbene, sono le lombarde a rilanciarsi, con un netto 74-62 che nasconde un testa a testa durato tutta la partita.
Scatto delle capitoline in avvio, recupero di Brescia con Zanardi e Louka; scambi di colpi di pregio e di mini-parziali (giocata-top un terzo tempo in corsa della Carlotta nazionale sulla sirena del 3° quarto da 9-10 metri), sinché verso i 4 minuti dal termine le padrone di casa trovano il break vincente con Garrick che si scuote dal torpore con una tripla, Zanardi che continua a imperversare, Tassinari che fa il suo, ma la chiave tattica è Skoric con la sua polivalenza: arraffa rimbalzi offensivi, serve assist, recupera palloni. Finalmente per Brescia hanno giocato contemporaneamente bene in tante (anziché un paio sì e le altre latitanti) e sono stati limitati i momenti di calo. Zanardi chiude con 23 punti e 30 di valutazione.
Roma ha una prova d'appello domani contro il Geas; senza dubbio le manca qualcosa che va al di là dei nomi a disposizione, tutt'altro che... Scarsi (chiedo venia per la freddura, m'è venuta spontanea): :blink: la difesa concede troppo, ma soprattutto la sensazione è che se gira tutto bene, allora l'Oxygen vince e convince; se invece la situazione si fa complessa e si va punto-a-punto, allora perde.

Faenza, come già varie altre volte, va vicina a fare la sorpresa ma si ferma al "quasi". Sua mancata vittima di turno è Sassari, che si conferma in ascesa; scatenata Raca, 27 con 10/14 e 32 di valutazione; meno spari del solito dall'arco per le sarde (8/23). Faenza ha Tagliamento da 16, Cvijanovic da 15 e Peresson da 14 con 4/5 da 3, ma ha poco da Dixon e Booker. Quella di Seletti sembra una torta che, aspettando e sperando, può venir fuori croccante dal forno, ma per ora manca il lievito.

- C'erano poi le due partite con esito già scritto per via dello sbilancio di forze: Battipaglia contro Schio Milano contro Ragusa.
Personalmente mi sono recato a vedere quest'ultima, nel sontuoso Bocconi Sport Center che, al piano inferiore, ospitava un'affollata "Swim Cup" nella sua piscina olimpica, mentre al piano di sopra il Sanga - davanti a un pubblico di 180 presenze ufficiali - cercava di tener testa alle sicule, prive sì di Milazzo e Jakubcova, ma pur sempre meglio messe delle locali, orbe di Diallo, Vintsilaiou e Madonna, vale a dire 3 potenziali elementi da quintetto.
Nel 1° quarto la vena di Tulonen (23 punti alla fine) teneva in qualche modo aggrappata Milano, costretta ad arrangiarsi in regia con Toffali spalleggiata da Penz (ovvero due guardie); nel secondo già si scavava un solco (bene Miccoli) ma siccome Ragusa tirava male da 3 mentre il Sanga trovava qualche tripla con Bonomi, con la bebè di casa Finessi (2006) e sulla sirena del 2° quarto con Toffali, c'erano "solo" 15 punti di divario a metà gara (22-37).
Poi nel terzo Chidom s'accorgeva di poter andare a canestro a piacimento, e Ragusa veleggiava a +30. Per Chidom alla fine 24 punti con 10/10 da 2 e 40 di valutazione, ma francamente non è stata un'impresa titanica. Apprezzabile il tentativo di Milano di ridurre lo scarto nel finale, almeno in parte riuscito, ma la sostanza è che va in archivio un 52-76 con pochissima storia. Con questa formula, già dicevamo, c'è peraltro poca urgenza per chi sta nei bassifondi; è un lungo allenamento fino a marzo, come già dicevamo, e non è nemmeno detto che le facce in campo saranno le stesse di ora, visto che si vocia di manovre di mercato.

- In A2 sembra purtroppo che Sara Ronchi in Udine-Bolzano abbia riportato un infortunio serio. :cry: Ci auguriamo che venga smentito; sarebbe il secondo dopo quello patito nell'estate 2021 in azzurro. [Aggiornamento: purtroppo è confermata la rottura del crociato]
Intanto sempre avanti Valdarno e Derthona, con Broni terza, nell'Ovest; prima da sola Roseto, con Udine e Matelica subito dietro e poi una gran mischia per il 4° posto, nell'Est.

sabato 16 dicembre 2023

Coppe europee: è Ital-poker ma Sassari ha qualche rimpianto. Caduto il Fener!

Le nostre due alfiere d'Eurolega erano in casa contro l'ultima in classifica: occasione sfruttata. Bologna aveva da scrollarsi di dosso le scorie di reiterate sconfitte sia in campionato che in coppa; lo fa con una certa autorità, pur senza Dojkic, comandando "wire to wire", ovvero dall'inizio alla fine contro le ungheresi di Gyor. Gran scatto iniziale per la Virtus, 15-3 in 5'30" tra i migliori della stagione. Poi le magiare, che sono scarsine ma non inette, entrano in partita; una tripla di Peters però conclude allo scadere sul 28-17 un super 1° quarto bolognese, con Zanda già a quota 11 e la squadra a 9/15 da 2 e 3/5 da 3.

Il resto della partita è un elastico fra ricuciture ospiti, mai coronate dall'aggancio, e riallunghi felsinei, mai definitivi (46-40 a 20', 64-53 al 30'), sinché l'ennesima spallata, con un 8-0 firmato Peters-Orsili-Peters, è il colpo di grazia, 71-53 all'inizio del 4° periodo. Ancora a 2' dalla sirena è +14 Bologna, poi un finale un po' distratto, ma comunque ininfluente, provoca uno 0-8 con cui Gyor lenisce lo scarto (76-70). André mvp con 14+13 rimba, molto bene anche Peters con 18, Zanda s'accontenta di 13+6 assist, Cox 12.
Bologna spezza così una sequenzaccia di 5 sconfitte e si rimette in corsa: è sesta ma a una sola vittoria di distanza dalle 3 appaiate al 3° posto.

Schio, contro le rumene di Sepsi, fa una partita simile nell'andamento, salvo che non si concede nemmeno il calo finale. Anche per il Famila scatto iniziale, 18-6, con Guirantes mortivora da fuori, e 28-16 a fine 1° quarto (pressoché una fotocopia della Virtus). Si fa sentire anche Penna con due triple. Il vantaggio rimane stabile nei due quarti centrali; le arancioni vengono braccate più strette sul perimetro ma ne approfittano per colpire puntualmente da dentro l'area. Mai nessun riavvicinamento significativo per le ospiti; nell'ultimo quarto altra botta che porta a +18, solo ritoccato a +16 sul tabellone conclusivo (88-72). C'è spazio anche per l'esordio in Eurolega della bebè Mutterle.
Tanta roba per Schio: Parks 22, Guirantes 15, Reisingerova 14, Penna e Verona 11. Certo non l'avversaria più probante, però continua la sensazione che la maionese scledense, mal amalgamata a inizio stagione, stia ora montando bene. :woot: Occhio, care Venezia e Bologna che a settembre-ottobre vi leccavate i baffi: non è detto che si lasceranno scalzare, queste. Ma qui non parliamo d'Italia; in chiave europea il Famila ha un buon quarto posto (6-3) con due vittorie di vantaggio sulla quinta (Valencia).

- Per chiudere con l'Eurolega, clamorosa sconfitta del "dream team" Fenerbahce, che non perdeva da 51 partite di fila (!), e contro chi cade? Contro Lione che naviga nei bassifondi (complici gli infortuni che l'hanno martellata da inizio stagione) e che era stata battuta due volte di una cinquantina di punti dalle turche (in Supercoppa europea e all'andata di Eurolega). Stavolta invece è 89-81 per le francofone, con 19 a testa per Chery (ex Chartereau) e Gabby Williams.

- Andata del 1° turno di Eurocup. Anche qui la nostra coppia disputa una partita d'andamento simile, cioè tirata per 3 quarti e allungo prepotente all'inizio dell'ultimo. Ma c'è una differenza non da poco: Venezia spinge fino in fondo e concretizza un rotondo 63-83 a Friburgo che vale al 99% la qualificazione (23 punti dell'incostante ma talentuosa Berkani; 20 di Shepard; 14 di Fassina), mentre Sassari sul più bello, in casa contro Namur, si fa rimontare da +15 a +6 negli ultimi 2'40". Per cui il 79-73 è tutt'altro che tranquillizzante in vista del ritorno in Belgio. Il fatto è che le sarde, cui va dato merito di aver sviluppato un'identità offensiva che usa scientificamente il martellamento da 3, si espone a rischi quando le triple cessano d'entrare e il rientro difensivo non è impeccabile. Nell'occasione Sassari si ferma a 8/32 da 3, diciamo 2 o 3 triple realizzate in meno di quanto sarebbe ideale con quel numero di tentativi. Carangelo gran volume, 28 punti con 7/12 ma anche 4/14 da 3; Raca 20 con 10/11 ai liberi, Joens 14 ma 4/11 da 3. Il rovescio della medaglia è che Kaczmarczyk non vede un pallone (2 tiri in 20'). Senza dubbio è squadra divertente ma, scoprendo l'acqua calda, non è da top d'Eurocup come Venezia.
Nelle altre partite da segnalare un roboante 124-92 per Bourges su Antalya. :o:

mercoledì 13 dicembre 2023

Bologna cade a Sassari, è corsa a quattro per il terzo posto

 Bologna, tu godi, ché tra mille località d'Italia t'hanno scelta per Eurobasket 2025, anche se campa cavallo. Ma intanto Bologna, tu rodi, perché incassi già la terza sconfitta di questo girone d'andata; :woot: e a questo punto il terzo posto al giro di boa è contendibilissimo. E' una lotta selvatica fra quattro squadre a quota 3 sconfitte, di cui due con 7 vittorie (la stessa Virtus e Campobasso) e due con 6 (Geas e S. Martino). E cosa ci regala la calenda nel prossimo turno? Proprio Bologna-Sesto e Campobasso-S. Martino.


- Intanto una Virtus pallida, senza sapore, reduce da un'altra beffa in volata in Eurolega, si fa impegolare da una Sassari che al contrario sta macinando bene dopo l'avvio di stagione a rilento. Dal 54-54 a fine 3° quarto decide un 8-0 in avvio dell'ultimo, con due triple sarde; le V nere, sorprendentemente, non riescono più a recuperare questo minibreak, riportandosi due o tre volte a un possesso, ma nulla più. Alla fine chiude Raca (74-69).
L'aspetto interessante di Sassari è che col passare delle giornate, pur rimanendo corta, riesce a trovare "matadoras" differenti; stavolta Joens 19 punti con 5/6 da 3, cui s'aggiunge Hollingshed con 18. Solito diluvio di triple tentate per le nuragiche, le quali fanno registrare un 11/31 che è sopra quella soglia del 33% che rende decisamente efficace la loro tattica di martellamento. La Virtus tira meglio come percentuale, sempre da 3, ma fa 7/14, e quindi raccoglie meno. Ma non è lì, o solo lì, la causa del danno; c'è anche un dato di 16 perse e solo 4 recuperi che dà l'idea di pile scariche. Nonostante André (13 punti) sembri ormai pienamente recuperata. Zanda però solo 7 punti e mancava Dojkic, mentre Rupert ha giocato solo 10'30". Ma non è Sassari l'avversaria contro cui puoi legittimamente accampare le assenze come alibi. E infatti Vincent non le ha invocate; ha detto "Facciamo fatica a gestire gli ultimi momenti delle partite, specialmente quando siamo sotto pressione. Manca una guida". :woot: Pesantuccio.

- C'è da notare che tutte e 6 le partite di giornata si sono chiuse con una vittoria della squadra di casa segnando 70 punti e qualcosa. Ma l'unica sorpresa è rimasta quella dell'anticipo in terra nuragica. L'altro clou di giornata era la classica veneta Schio-SML: ebbene, si vede ancora un Famila intermittente ma capace di portare, in Europa come in Italia, di portare a casa il risultato. A 8' dalla fine si era solo sul 62-61, ma poi il "breakkino" scledense è sufficiente a non farsi più riprendere, in un ultimo quarto dalle segnature stitiche (74-67). Parks 21 punti; D'Alie e Kostowicz 16. 1800 gli spettatori ufficiali.

- Poteva scaturire qualche incertezza da Venezia-Ragusa, ma in perdurante assenza di Milazzo sarebbe servita una prova sopra le righe delle sicule e una sotto le righe delle lagunari. Il che non è successo. Tra 2° e 3° quarto la Reyer ha chiuso la pratica pur senza dilagare (73-62). E sono 16 su 16 tra campionato ed Eurocup.

- Detto che Roma-Faenza e Geas-Sanga hanno avuto poca storia (vedi sotto per il derby; a Roma da segnalare i 1100 spettatori ufficiali), i cercatori d'emozioni a basso prezzo (o alto, secondo Giovanna Smorto, comunque intendo quello di LBF Tv) ne hanno trovate là dove probabilmente non se ne aspettavano molte, cioè in Campobasso-Brescia. Sembra una partita morta sul nascere con lo scatto delle favorite sul 18-4 in 6 minuti; invece le longobarde recuperano e sorpassano a inizio 3° periodo (Louka e Garrick produttive); contro-reazione molisana, alimentata da una tripla clamorosa di "Lady K" Kacerik da dietro metà campo allo scadere del 3° quarto. Sulla scia Campobasso riallunga, ma Brescia risale di nuovo; nel finale Zanardi segna 6 punti quasi di fila ma non basta, perché una tripla fortunosa di Mistinova (fuori equilibrio allo scadere dei 24" con l'aiuto del ferro) chiude i conti a -11". Finisce 78-75.

- Personalmente mi sono recato al derbissimo dell'area milanese: Geas-Sanga, l'hinterland contro la metropoli, la tradizione contro la novità; per la prima volta in A1. A questo link puoi vedere una video-sintesi personale: clicca.
Gli 8 precedenti a livello senior, tutti in A2 (l'ultimo nel 2018, anno della più recente promozione sestese), erano sempre andati alle suddite di Nonino; e così è stato nuovamente. Era difficile pensare a un risultato diverso, per quanto le rossonere di Zanotti avessero sudato a Faenza, parendo un po' appannate. Ma stavolta c'era anche il rientro di Caterina Dotto ad allungare una coperta che dalla sua assenza in poi (contando che Begic non è ancora scesa in campo quest'anno) era stata forzatamente corta, per quanto pagata solo in piccola parte sul piano dei risultati. Unica stonota (= nota stonata) è l'uscita per infortunio, però credo leggero, a Trucco già sul finire del 1° quarto.
Per il Sanga, all'opposto, non era della sfida l'ex di turno Madonna, per leggero infortunio; c'era l'esordio della greca Vintsilaiou, la quale per via dell'assenza della compagna di reparto si è trovata fin troppi compiti sulle spalle, per essere una neo-arrivata: ha dovuto gestire la regia e anche finalizzare per 32 minuti; la seconda "mission" le è riuscita male (0/8 dal campo), nella prima invece ha mostrato segnali incoraggianti per il futuro della stagione milanese.
Il problema maggiore di Milano, però, non è legato a questa o quella singola, ma all'attuale difficoltà a fare due cose buone di fila, per dirla in modo un po' grezzo. Fa un bel canestro? La volta dopo si mangia un appoggio da sotto. Recupera palla con una difesa ficcante? Azione successiva, dormita a difesa schierata o rientro al rallentatore dal contropiede, e le avversarie segnano indisturbate. Che poi non è un difetto così strano: è semplicemente la differenza tra chi è forte e chi meno. Chiaro che contro una squadra come il Geas, questa differenza di continuità nelle esecuzioni non ha tardato a costare uno svantaggio presto incolmabile, 41-25 all'intervallo con Dotto autrice di 6 punti in pochi minuti (presente in tribuna la gemella Francesca, ormai ritirata) Gwathmey a 9, Moore con 4 canestri da sotto di fila.
Per il Sanga un'apprezzabile Penz, nessuna pessima ma anche nessuna in vena particolare. C'è stato un tentativo di ritorno in singola cifra di svantaggio, a inizio 3° quarto, ma sfumato quello, il Geas ha ripreso ad affondare i colpi, stavolta con Conti, e alla sirena del terzo si poteva già segnare due punti in più alle Zanottiane in classifica. Finale 77-53. Per le Pinottiane invece settima sconfitta di fila, e calendario poco amico nel finale di andata, ma tant'è, come ci si ripete (non a torto) da inizio d'anno, con la formula di quest'anno, per le pericolanti la regular season è una lunga preparazione ai playout, a meno di riuscire a evitarli, ma al momento è difficile per Milano.

- In A2 Est spicca la vittoria di Alpo su Udine con un gran duello tra Frustaci, scuola Costa (e in precedenza svezzata, per dare a Cesare quel che è di Cesare, dal burbero ma capace Fulvio Paganelli insieme a Nasraoui in quel di Mariano Comense), e Ronchi, scuola Geas. Ora Roseto è in testa da sola. A Ovest sempre Valdarno e Derthona al comando, tallonate da Broni e Costa.

domenica 10 dicembre 2023

La percezione di Cubaj sul seguito del nostro campionato

Non cominciamo con i soliti disfattismi per cui saremmo il peggio del peggio mondiale, superati anche dalla pelota basca... Pallanuoto? Macché, al massimo qualcuno ha visto il "Setterosa" ogni tanto. Il basket femminile ha un suo seguito limitato, diciamo pure molto limitato se il paragone è la pallavolo femminile o il basket maschile, ma ce l'ha.


A tal proposito è stato interessante un momento dell'ultima puntata di "Passo e tiro", lunedì, in cui c'era Lorela Cubaj, la quale ha più volte detto che "il campionato è sempre più seguito" dal pubblico, e sì, parlava proprio della nostra umile A1 femminile di basket. Impazzita? Parla per difendere la bottega? Non credo proprio. E' semplicemente che, essendo una ragazza del '99, quindi priva di ogni memoria storica, ha una percezione diversa da chi è nostalgico della (vera o presunta) età dell'oro che abbiamo vissuto.
Se guardiamo gli ultimi 5 anni, una crescita dell'interesse c'è stata. Venezia, dove gioca Big Lorela, è ritornata ai picchi di pubblico dei tempi belli, dopo che per un certo periodo andavano a vederla quattro gatti. E' arrivata Bologna che, al di là dei picchi occasionali da record tipo i 3.500 dello scorso anno, ha una media ben superiore a quella che aveva il campionato prima dell'arrivo della Virtus.
Ultimamente abbiamo visto anche Roma debuttare al PalaTiziano con 1500 persone. Ok, non torneranno tutte, però abbiamo avuto anni in cui eravamo pieni di piazze da 100-200 spettatori massimo.
Sì, ci sono anche delle piazze dove una volta c'era più seguito (soprattutto Faenza, da cui il senso di decadenza, sorry per la rima, che trapela ogni tanto dai forumisti locali), ma sono meno di quelle dove c'è più gente rispetto a pochi anni fa.

E' chiaro che se uno misura tutto con un ideale irraggiungibile ("dovremmo fare 2000 spettatori a partita") o col mitico passato (che se poi uno rintraccia i dati veri su Superbasket dell'epoca, si accorge che erano un po' superiori ma nemmeno tanto), o pretende che al supermercato le massaie parlino dell'ultimo Virtus-Reyer, è chiaro che se sarà sempre scontento e disfattista.

In attesa di Geas-Sanga, amarcord di 10 anni fa

La Lombardia cestistica si prepara a fremere, domenica, per il derby tra Geas e Sanga, che dopo aver fatto epoca in A2 nel decennio scorso si ripropone per la prima volta al piano superiore. Milano proporrà il nuovo innesto Vintsilaiou ma è annunciata senza una delle ex di turno, Tatax Madonna. C'è Olimpia Milano-Virtus Bologna, big match maschile, in quasi contemporanea ma non se la filerà quasi nessuno, tanto sarà l'interesse per la corrida del PalaNat.

I precedenti della disfida vedono il Geas in vantaggio 8 a zero (stagioni 2013/14, '14/15, 16/17 e 17/18).
Il primo confronto, esattamente 10 stagioni fa (autunno 2013) fu marchiato da una prestazione da annali da parte di Zandalasini, forse la sua prima grande partita a livello senior (aveva 17 anni): fece 27 punti con 5/7 sia da 2 sia da 3. In una delle azioni più belle che io abbia mai visto dal vivo nel femminile, ricevette un lancio a tutto campo da Arturi e lo depositò al volo; c'è una foto di quel canestro in cui si vede Michela Frantini, ai tempi fra le stelle del Sanga, che la guarda a bocca aperta, quasi un simbolo di un ricambio generazionale.

Ecco, ho ripescato ora la foto dagli abissi del tempo.


sabato 9 dicembre 2023

Coppe europee: due volate, due destini opposti? Sottana fa felice Schio

Entrambe in Polonia, entrambe all'ultimo tiro le nostre due portacolori d'Eurolega: ma una ride e l'altra piange. E forse è l'esito che separa i due destini, Schio verso i playoff e Bologna verso l'eliminazione. :unsure: Ma non mettiamo i buoi davanti al carro, mancano ancora 6 giornate. Certo però sono punti pesanti che entrano da una parte ed escono, ancora una volta, dall'altra, giacché Bologna incassa la quinta sconfitta di fila (3-5), mentre Schio sale a un buon 5-3.


- Partiamo da chi ha perso. La Virtus Polkowice dà vita a un lungo testa-a-testa con scarti minimi nei primi due quarti, in cui è perlopiù la compagine polacca a condurre (24-22 al 10', 39-35 al 20'); rischia poi di spaccarsi la partita a inizio ripresa con lo strappo di Polkowice sul 47-37, cui Bologna mette una pezza (53-49 al 30') recuperando poi ancora da meno 7 nel 4° periodo: da 59-52 a 61-61 col contributo di André (al rientro dopo un mese) e una tripla di Peters per il pareggio. Sulla spinta, Bologna scappa fino a +6 a -2'35", con un'altra tripla di Peters; sul più bello, però, errori pesanti di Pasa dalla lunetta, di Zanda dal campo e Polkowice si rianima e pareggia (69-69). Caotico l'ultimo minuto con un doppio errore in lunetta di Fraser per le locali; resta l'ultima palla a Bologna per vincere ma ne viene fuori solo un tiro difficile, dalla media, per Dojkic che sbaglia.
Nell'overtime Polkowice prende subito le redini e pur senza mai chiuderla in anticipo non dà più l'occasione alla Virtus di vincere (81-78). Per le V nere, 19 di Dojkic, 18 di Zanda, 12+11 rimba Cox, 11 Peters, 9 per Pasa e André ma zero tutte le altre, mentre Polkowice ha 27 da Fraser.

- Spostamento a Lublino dove Schio, priva di Juhasz e Guirantes, arranca nel primo quarto e mezzo (22-15 al 10', 34-29 al 15') ma mette la freccia con Reisingerova e una tripla di Sottana all'intervallo (39-40). Da lì altra storia, Famila padrone del campo con uno strappo avviato da Keys, Verona e Sivka, alimentato poi da Reisingerova, Sottana e, infine, Bestagno con una tripla a inizio 4° periodo (53-64).
A questo punto inizia un'altra partita; Lublino si trincera a zona e Schio s'inceppa quasi del tutto, segnando solo 3 punti nei successivi 9 minuti. Inevitabile che le polacche, pur senza scintillare, alla lunga pareggino (67-67). E' una zampata di Sottana, tripla frontale a -20 secondi, a salvare la vittoria di Schio, che poi concede 3 triple nell'ultima azione, tutte sbagliate. E' dunque 67-70 per un team arancione che, come già nelle recenti uscite sia europee che italiane, alterna fasi brillanti e lunghi blackouts, ma trova il modo di prevalere.
Reisingerova 14 punti, Bestagno 10, Keys e Sottana 9 ma la nota da sottolineare è che segnano 9 scledensi, sintomo che l'organico è profondo anche senza due straniere-top, mentre Bologna pur al completo si conferma corta quando il livello sale.