Il turno più strambo dell'anno, che si chiama settimo ma di fatto è stato il tredicesimo, posticipato da novembre a dicembre con spezzatino (anzi, cotechino con lenticchie e purea, visto l'imminente San Silvestro) di partite fra il 20 e il 30, ha offerto un big match assoluto e un mini-big match, quest'ultimo in diretta mondiale sulla Rai.
- Giovedì 27, con poco tempo per smaltire gli eccessi natalizi, ci servivano in tavola la prelibata pietanza di Schio-Bologna. Rivincita della finale scudetto o, se vogliamo, della più recente Supercoppa. La classifica, in virtù delle tre scivolate felsinee (San Martino, Sassari e quella più accettabile ma troppo netta contro Venezia), metteva maggior pressione sulle spalle di queste ultime, attardate di 4 punti. Il che significava non avere quasi più speranze di raggiungere le due di testa, in caso di sconfitta.
Assenti Juhasz e Reisingerova da una parte, Dojkic dall'altra; tuttavia non è che il materiale umano di qualità scarseggiasse. L'andamento è stato schizofrenico nei primi due quarti, salvo poi assestarsi nell'equilibrio e condurre a un volatone all'ultimo tiro. Nel complesso, entrambe hanno mostrato il meglio e il peggio di se stesse a fasi alterne; per questo forse non è considerabile una partita-capolavoro, però certo fra le migliori dell'anno e senza dubbio imprevedibile fino in fondo.
Per non tirare mezzanotte con le premesse, andiamo al dettaglio: clamoroso scatto iniziale di una Virtus che non veniva certo da un buon periodo, mentre Schio sì; invece nel 1° quarto le arancioni sono punching-balls percosse a piacimento dalle bianconere, con Zandalasini a menare le danze sia in fase realizzativa che di assists: 1-15 dopo 3'30" (!), poi 6-20, 11-27, 15-30 alla prima sirena, che arriva come un provvidenziale gong di fine round per un pugile suonato. Bologna ha 8/10 da 2 e 4/6 da 3 nella frazione.
Non ti aspettavi un break del genere, non ti aspettavi il controbreak altrettanto drastico per le scledensi. Le quali in 4'30" di fuoco cancellano tutto il divario con un 17-2 in cui ci mette la... firma Penna (ah ah) insieme alle più attese Parks e Keys. Tocca alla Virtus ora subire legnate senza reagire. Ancora Penna scrive il sorpasso, 35-34. Clamoroso per com'era iniziata. Schio è indemoniata e, sulla scia, potrebbe dilagare. La fortuna/bravura di Bologna è di azzeccare un paio di triple che limitano i danni alla sosta (47-44), confidando che al riattaccar della spina, la vampa avversaria sia sbollita.
Cosa che in effetti avviene, giacché Schio, dopo aver dato idea all'inizio di avere ancora il vento alle spalle (ma non oltre il +7, 57-50 su coast-to-coast di Sottana), si sgasa. Il barometro è Guirantes, che forza una serie di arresto-e-tiro non impossibili, ma che venendo sbagliati dalla portoricana mettono il freno a tutta Schio. La Virtus, che arraffa rimbalzi offensivi pregiati, coglie che è l'attimo buono per riprendere la partita prima che le sfugga definitivamente; lo fa con uno 0-7 firmato da Cox (57-57). Sottana riaccende poi la luce sulla sirena con un arcobaleno di classe (61-59), ma ormai la fuga scledense è abortita. Vistoso il calo delle percentuali su ambo i fronti dopo che si era intorno al 50% da 2 e 60% da 3 all'intervallo.
Ultimo quarto: tocca a Bologna tentare la fuga: buone palle in area per André, contribuisce anche Orsili, poi soprattutto due triple di Rupert e, ciliegia, contropiede di Pasa che scippa un'opaca Verona e deposita il 67-73 a 5'30" dalla fine.
La partita però non ha ancora finito di cambiare direzione. Mossa di Dikaioulakos che toglie Verona e mette Bestagno: quintetto alto, senza play di ruolo; funziona. Si svegliano Parks e Guirantes; un tecnico non frena l'impeto rimontatorio di Schio che pareggia sul 74-74 a 3' dalla fine. Poi va anche avanti con Bestagno che trasforma un fallo subìto a rimbalzo difensivo (76-74). Virtus in apparente stato confusionale.
Ma ecco l'ultima giravolta della sfida: negli ultimi 2'30" abbondanti, il Famila non segna più un punto, così non sferra il k.o. alle avversarie, le quali hanno modo di scuotersi e uscire dalla buca. Lo fanno con un giro-e-tiro di Zanda, rimasta a lungo silente in fase realizzativa: 76-76 a -1'50".
Segue una serie di errori ed erroracci da entrambe le parti, sinché Bologna ha l'occasione di vibrare il colpo vincente, gestendo palla con 25" sul cronometro. Schio spende un fallo tattico non in bonus, ma non può nulla quando Zanda penetra verso il centro, attira il raddoppio e trova molto bene Pasa appostata sui 45° lato sinistro. Tripla dell'assai migliorata giocatrice veneta ed è canestro: 76-79 a -4".
Timeout, rimessa per Parks che tenta un difficile siluro dall'arco, ampiamente fuori. Festa Bologna anche se resta davanti Schio al giro di boa. La Virtus la vince tirando leggermente meglio sia da 2 che da 3 (54% e 48% contro 52% e 38%), a dispetto dei soli 7 liberi a favore contro 23 per Schio. Ma non è tanto nelle cifre che si coglie la differenza a vantaggio delle V nere, tant'è che la valutazione è 94-89 per le arancio. E' stata questione di episodi che potevano anche finire all'opposto. Però se lo scorso anno nei finali punto-a-punto c'erano Mabrey e Howard a decidere per Schio, quest'anno ci sono Parks e Guirantes che sono brave ma meno affidabili quando la palla scotta.
Zanda 17 punti con 6/10 al tiro e 11 assist; mvp senza fare cose eclatanti ma giuste per la squadra; e infatti vittoria di collettivo è stata, con Cox e André a 16, Rupert a 14, mattoncini delle altre. Schio ha 19 da Parks, 15 con 8/8 ai liberi da Keys, 10 da Penna come "plus" ma solo 9 da Guirantes e 5 da Verona.
- Ieri sera, sabato 30, il derbissimino veneto (essendo derbissimone quello tra Schio e Reyer) ha messo il coperchio sulla perfetta pentola veneziana del girone d'andata e in generale dell'autunno. 12 vittorie su 12 in campionato, 8 su 8 in Eurocup: 'cezziunale.
S. Martino ci ha provato, meritoriamente. Il meno 15 finale (che era pure meno 17 a pochi secondi dalla fine) è punitivo. A metà era 32-29, a fine 3° quarto 48-48; le Lupe difendevano tosto, non consentendo mai alle gondoliere (guidate dal giovane Dall'Ora per influenza di Mazzon) di trovare ritmo. Un canestro qua, uno là, mai un break consistente. Dopo lo scoppiettante 21-22 del 1° quarto, si aveva un rognoso 11-7 nel secondo.
Il problema di SML è che solo D'Alie (peraltro calata di precisione nel finale), Turcinovic (21 punti) e Kostowicz hanno giocato bene in attacco. Soule nulla, Conte pochino, dalle altre non ci si poteva attendere prodigi. Troppo poco per resistere fino in fondo contro una Reyer che, quando c'è stato da cambiare marcia, lo ha fatto ferocemente: 7-22 l'ultimo quarto. Staffilate spacca-partita di Berkani (13) e Pan (14), ma le più continue sono state Villa (12) e Cubaj (10); utili senza strafare Shepard e Kuier. Logico che se metti sul piatto 6 elementi così, la brava ma non corazzata S. Martino o fa un capolavoro o perde. Le Lupe scivolano dal quinto al settimo posto, in virtù di questo risultato, pagando gli scontri diretti persi con Geas e Ragusa: piazzamento che non ripaga pienamente le ottime cose fatte dalle giallonere.
- Archiviate infine le vittorie da pronostico per Brescia su Battipaglia e di Campobasso su Milano, si ha la classifica di fine andata, che sciorina una situazione a più fasce, ciascuna separata da 4 punti: le top-4, Venezia su tutte, poi Schio tallonata da Bologna e Campobasso (quest'ultima l'outsider migliore); le medio-alte, altro quartetto col Geas davanti per scontri diretti sulle appaiate S. Martino e Ragusa, poi Sassari subito dietro; poi una mini-fascia da due compagini, Brescia e Roma, le quali potrebbero recuperare sulla zona-playoff ma anche restare impegolate nella zona a rischio; infine le 3 pericolanti, Faenza-Milano-Battipaglia, per ora non in grado di battere le altre e, per via della formula del campionato, ormai proiettate verso i playout, con limitata urgenza di vincere ora, essendoci in palio solo il fattore-campo nelle sfide-salvezza.
Milano intanto ha preso il torrione francese Turmel ma anche Battipaglia sembra aver tratto giovamento dall'aver ingaggiato proprio dalle meneghine Yurkevichus, la quale ha raccattato 19 rimbalzi contro Brescia.
