- Roma capoccia a metà. Nell'anticipo dell'ultima di andata (formalmente anticipo del posticipo del 7° turno, per via dello spostamento del medesimo in fondo al calendario d'andata), mercoledì 20 dicembre, l'Oxygen doveva riscattare la sconfittaccia contro Brescia, e in generale una stagione finora sotto le attese, almeno in termini di crudi risultati, che purtroppo o per fortuna sono quello che conta di più. Di fronte v'era un Geas che, invece, aveva speso molto nella trasferta a Bologna, in cui aveva, quasi eroicamente, resistito fino all'ultimo nonostante mancasse Moore (oltre alla solita Begic). Stavolta Moore c'era, e ha fatto il suo, ma la squadra nel complesso non ha avuto energie sufficienti per ribattere fino all'ultimo alla serata gagliarda delle capitoline, oppure per spegnerla abbassando il punteggio per giocarsela in volata. Tant'è che Roma ha segnato 75 punti, bottino che di solito il Geas non concede. La partita è stata un bel batti-e-ribatti alla pari per quasi 3 quarti. L'equilibrio s'è iniziato a rompere sul finire del terzo: protagonista, con 17 punti in 21' (4/6 da 2 e 9/10 ai liberi) la sventurata Sventoraite, che dopo un inizio stagione da cui ci si aspettava di più (almeno in rapporto alle più che discrete prestazioni offerte quando ha rimpiazzato Ndour negli scorsi playoffs per Schio) stavolta fa ampiamente valere i suoi centimetri: segna, carica di falli Moore (che va in panca con 4 penalità, dove già Panzera si trovava da metà 3° quarto), dà il via alla fuga di Roma che si concretizza pienamente verso metà ultimo quarto, in cui le triple di Czukor e Romeo non trovano replica da un Geas che col rientro di Panzera e Moore riesce solo ad avvicinarsi salvo venire respinto sino al 76-65 finale.
- Ci provava poi Roma, ma era ben più dura, anche sabato 23 nel match di RaiSport contro l'intrattabile Venezia, davanti a 1643 spettatori secondo il dato ufficiale, che non è poco. Terrificanti però, dal punto di vista televisivo - anche se si tratta di un dettaglio - i riflessi luminosi su tutta la zona centrale del campo: fenomeno già notato nelle riprese di Oxygen-Geas.
E quindi Venezia è campione d'inverno senza aspettare l'ultima giornata.
Del turno prenatalizio si era già disputata un mese fa Campobasso-Bologna, il big match (che ha assegnato allora il 3° posto alle felsinee, ma occhio che se la Virtus non batte Schio, saranno le molisane a prendersi la terza piazza, a meno di perdere in casa con Milano).
-Tra le partite disputate sabato 23, la più importante era Sassari-S. Martino. Le nuragiche arrivavano in forte crescita ma probabilmente erano stanche per l'impegnativo ritorno di Eurocup disputato in Belgio due sere prima, mentre le Lupe azzannano ferocemente, con 33 punti nel 1° quarto e 98 alla fine, contro 80 di Sassari, di cui 33 di Raca ma nessuno di Carangelo (0/6 al tiro). Clamorosa D'Alie con 17 punti, 10 rimbalzi e 15 assist, tripla doppia con 36 di valutazione. Chi ama pigliare la partita di turno come pretesto per dire "Ecco! Dovrebbero convocare lei al posto di Tizia in nazionale", dovrebbe ora caldeggiare la Rae Rae più amata dagli italiani.
- C’è stato il duello a distanza tra Milano e Battipaglia per andare in Coppa Italia. Bastava non essere ultime. Bisogna dire che entrambe hanno perso con dignità. Il Sanga a Schio era più debole (nomi alla mano) di quanto fosse lo scorso anno in A2: una sola straniera (Tulonen) e il gruppo italiano della passata stagione meno Madonna (infortunata) e Novati (attualmente a Mantova). Beretta era l’unico cambio senior disponibile. Ok che il Famila non era al completo, però se hai dalla panchina Verona, M. Bestagno, Guirantes e Crippa, c’erano 50 punti di scarto teorico, non i 26 che ci sono stati alla fine. Giornata balistica da ricordare per Bonomi, 5/8 da 3 per 17 punti, dopo che non era mai andata oltre i 7 quest'anno.
Ancora più osso duro Battipaglia per Ragusa, che pur senza Milazzo e Jakubcova aveva passeggiato con Faenza nell’altro anticipo di mercoledì 20 (tra parentesi, a forza di dire “Faenza crescerà, vedrete”, non vorrei che aspettassimo Godot…), mentre con le campane l’ha risolta nell’ultimo quarto. Ha esordito per Batti l’ucraina Yurkevichus appena divorziata dal Sanga; bizzarramente indicata però come “Monteiro” (cioè una delle due ex straniere di Rossini) nel tabellino peraltro buono per lei, 9 punti, 12 rimbalzi e 6 assist. Al tirar delle somme, comunque, Milano in Coppa e Battipaglia unica esclusa, restando a zero in classifica.
- Personalmente, sabato 23, nell’insolito tepore da 15 gradi di giorno e una decina di gradi di sera, che ha avvolto il Nord nei giorni intorno a Natale, mi sono recato a Sesto S. Gianni per il derby longobardo Geas-Brescia. Auspicavo una partita viva fino all’ultimo e così è stato. Dinnanzi a un pubblico né scarso né foltissimo, le Zanottiane, alla terza partita in 8 giorni, pur essendo più forti non avevano lo smalto necessario per vincere per k.o., ma sono riuscite a farlo di misura. Le Zanardiane (libera scelta se intendere Carlotta o coach Stefano), a seconda delle prospettive, possono essere contente per essere rimaste in partita fino all’ultimo tiro (sbagliato nettamente da Garrick allo scadere, per il pareggio, ma era molto difficile per via della buona difesa del Geas) o rimpiangere un’occasione persa.
Fatto sta che Brescia ha dominato il 1° quarto, 6-17, poi 12-23, segnando 5 triple. Poi però il Geas, che è squadra da parziali, ha messo a posto la difesa, attivato qualche realizzatrice (le solite Moore e Gwathmey, ma anche Bestagno, Trucco e nel primo tempo Dotto; non, invece, Panzera che è stata panchinata per gran parte del secondo tempo) prendendo man mano il controllo sinché sembrava che l’avesse chiusa, sul +10 a 4'30" dalla fine, dopo un'azione controversa in cui Zanardi, difendeva, subiva un colpo che la costringeva a restare bloccata sul posto, sicché Conti tagliava a canestro e riceveva indisturbata, depositando due punti. Il che faceva scattare imbufalita dalla tribuna Laura Marcolini, madre della giovine stella bresciana ed ex giocatrice, che indirizzava dolci parole all'indirizzo degli arbitri.
Tuttavia non era finita, anzi. Inopinatamente Sesto, dopo un elegante "jumper" di Gwathmey dall'altezza del tiro libero, per il 68-59 a 3'50" dalla sirena, non segnava più e Brescia, pur sbagliando 3 triple di fila che potevano riportarla a contatto con uno o due minuti d’anticipo, si ritrovava a meno 3 dopo un’entrata di Zanardi (la quale ha segnato 15 punti, imprecisa da 3, ma comunque un fattore positivo, anche se meglio di lei Louka). Errore di Moore dalla media distanza e palla a Brixia per andare al supplementare, ma come detto la difesa era buona e concedeva solo un tiraccio (68-65 il finale).
Il Geas ha già chiuso l’andata, 7 vinte-5 perse, aspetta il risultato di S. Martino con Venezia per sapere se è quinto o… Sesto; Brescia ha un’opportunità da non mancare con Battipaglia per scavalcare di nuovo Roma al 9° posto.
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