A differenza dei disfattisti, io sostengo:
a) che il basket non è "ridotto al lumicino". E' la classica frase dozzinale da depressi disfattisti. Cosa dovrebbero dire allora la maggioranza degli sport che hanno meno soldi, meno spettatori, meno praticanti del basket? Piantiamola con questo sentirci delle merde, superati dal Burundi e dalla pelota basca, non è la rappresentazione corretta della realtà.b) che l'importanza dei federali nell'andamento del basket è secondaria. I federali, come i politici, sono gente che mette la faccia negli eventi, occupa poltrone, ma le cose vanno avanti, bene o male che sia, indipendentemente da loro. Per questo non sono ossessionato da sapere se c'è Petrucci, Petrini o Petrelli. Un giorno se ne andrà e ne verrà un altro di cui ci si lamenterà e si dirà che è il diavolo come lo diceva il grande Aldo Giordani del presidente Vinci (quello degli anni Ottanta del boom), come lo si diceva del professor Maifredi una dozzina d'anni fa (ho recentemente postato il link al topic di Basketcafè al riguardo), eccetera.
Nessun commento:
Posta un commento