Bologna, tu godi, ché tra mille località d'Italia t'hanno scelta per Eurobasket 2025, anche se campa cavallo. Ma intanto Bologna, tu rodi, perché incassi già la terza sconfitta di questo girone d'andata; e a questo punto il terzo posto al giro di boa è contendibilissimo. E' una lotta selvatica fra quattro squadre a quota 3 sconfitte, di cui due con 7 vittorie (la stessa Virtus e Campobasso) e due con 6 (Geas e S. Martino). E cosa ci regala la calenda nel prossimo turno? Proprio Bologna-Sesto e Campobasso-S. Martino.
- Intanto una Virtus pallida, senza sapore, reduce da un'altra beffa in volata in Eurolega, si fa impegolare da una Sassari che al contrario sta macinando bene dopo l'avvio di stagione a rilento. Dal 54-54 a fine 3° quarto decide un 8-0 in avvio dell'ultimo, con due triple sarde; le V nere, sorprendentemente, non riescono più a recuperare questo minibreak, riportandosi due o tre volte a un possesso, ma nulla più. Alla fine chiude Raca (74-69).
L'aspetto interessante di Sassari è che col passare delle giornate, pur rimanendo corta, riesce a trovare "matadoras" differenti; stavolta Joens 19 punti con 5/6 da 3, cui s'aggiunge Hollingshed con 18. Solito diluvio di triple tentate per le nuragiche, le quali fanno registrare un 11/31 che è sopra quella soglia del 33% che rende decisamente efficace la loro tattica di martellamento. La Virtus tira meglio come percentuale, sempre da 3, ma fa 7/14, e quindi raccoglie meno. Ma non è lì, o solo lì, la causa del danno; c'è anche un dato di 16 perse e solo 4 recuperi che dà l'idea di pile scariche. Nonostante André (13 punti) sembri ormai pienamente recuperata. Zanda però solo 7 punti e mancava Dojkic, mentre Rupert ha giocato solo 10'30". Ma non è Sassari l'avversaria contro cui puoi legittimamente accampare le assenze come alibi. E infatti Vincent non le ha invocate; ha detto "Facciamo fatica a gestire gli ultimi momenti delle partite, specialmente quando siamo sotto pressione. Manca una guida".
- C'è da notare che tutte e 6 le partite di giornata si sono chiuse con una vittoria della squadra di casa segnando 70 punti e qualcosa. Ma l'unica sorpresa è rimasta quella dell'anticipo in terra nuragica. L'altro clou di giornata era la classica veneta Schio-SML: ebbene, si vede ancora un Famila intermittente ma capace di portare, in Europa come in Italia, di portare a casa il risultato. A 8' dalla fine si era solo sul 62-61, ma poi il "breakkino" scledense è sufficiente a non farsi più riprendere, in un ultimo quarto dalle segnature stitiche (74-67). Parks 21 punti; D'Alie e Kostowicz 16. 1800 gli spettatori ufficiali.
- Poteva scaturire qualche incertezza da Venezia-Ragusa, ma in perdurante assenza di Milazzo sarebbe servita una prova sopra le righe delle sicule e una sotto le righe delle lagunari. Il che non è successo. Tra 2° e 3° quarto la Reyer ha chiuso la pratica pur senza dilagare (73-62). E sono 16 su 16 tra campionato ed Eurocup.
- Detto che Roma-Faenza e Geas-Sanga hanno avuto poca storia (vedi sotto per il derby; a Roma da segnalare i 1100 spettatori ufficiali), i cercatori d'emozioni a basso prezzo (o alto, secondo Giovanna Smorto, comunque intendo quello di LBF Tv) ne hanno trovate là dove probabilmente non se ne aspettavano molte, cioè in Campobasso-Brescia. Sembra una partita morta sul nascere con lo scatto delle favorite sul 18-4 in 6 minuti; invece le longobarde recuperano e sorpassano a inizio 3° periodo (Louka e Garrick produttive); contro-reazione molisana, alimentata da una tripla clamorosa di "Lady K" Kacerik da dietro metà campo allo scadere del 3° quarto. Sulla scia Campobasso riallunga, ma Brescia risale di nuovo; nel finale Zanardi segna 6 punti quasi di fila ma non basta, perché una tripla fortunosa di Mistinova (fuori equilibrio allo scadere dei 24" con l'aiuto del ferro) chiude i conti a -11". Finisce 78-75.
- Personalmente mi sono recato al derbissimo dell'area milanese: Geas-Sanga, l'hinterland contro la metropoli, la tradizione contro la novità; per la prima volta in A1. A questo link puoi vedere una video-sintesi personale: clicca.
Gli 8 precedenti a livello senior, tutti in A2 (l'ultimo nel 2018, anno della più recente promozione sestese), erano sempre andati alle suddite di Nonino; e così è stato nuovamente. Era difficile pensare a un risultato diverso, per quanto le rossonere di Zanotti avessero sudato a Faenza, parendo un po' appannate. Ma stavolta c'era anche il rientro di Caterina Dotto ad allungare una coperta che dalla sua assenza in poi (contando che Begic non è ancora scesa in campo quest'anno) era stata forzatamente corta, per quanto pagata solo in piccola parte sul piano dei risultati. Unica stonota (= nota stonata) è l'uscita per infortunio, però credo leggero, a Trucco già sul finire del 1° quarto.
Per il Sanga, all'opposto, non era della sfida l'ex di turno Madonna, per leggero infortunio; c'era l'esordio della greca Vintsilaiou, la quale per via dell'assenza della compagna di reparto si è trovata fin troppi compiti sulle spalle, per essere una neo-arrivata: ha dovuto gestire la regia e anche finalizzare per 32 minuti; la seconda "mission" le è riuscita male (0/8 dal campo), nella prima invece ha mostrato segnali incoraggianti per il futuro della stagione milanese.
Il problema maggiore di Milano, però, non è legato a questa o quella singola, ma all'attuale difficoltà a fare due cose buone di fila, per dirla in modo un po' grezzo. Fa un bel canestro? La volta dopo si mangia un appoggio da sotto. Recupera palla con una difesa ficcante? Azione successiva, dormita a difesa schierata o rientro al rallentatore dal contropiede, e le avversarie segnano indisturbate. Che poi non è un difetto così strano: è semplicemente la differenza tra chi è forte e chi meno. Chiaro che contro una squadra come il Geas, questa differenza di continuità nelle esecuzioni non ha tardato a costare uno svantaggio presto incolmabile, 41-25 all'intervallo con Dotto autrice di 6 punti in pochi minuti (presente in tribuna la gemella Francesca, ormai ritirata) Gwathmey a 9, Moore con 4 canestri da sotto di fila.
Per il Sanga un'apprezzabile Penz, nessuna pessima ma anche nessuna in vena particolare. C'è stato un tentativo di ritorno in singola cifra di svantaggio, a inizio 3° quarto, ma sfumato quello, il Geas ha ripreso ad affondare i colpi, stavolta con Conti, e alla sirena del terzo si poteva già segnare due punti in più alle Zanottiane in classifica. Finale 77-53. Per le Pinottiane invece settima sconfitta di fila, e calendario poco amico nel finale di andata, ma tant'è, come ci si ripete (non a torto) da inizio d'anno, con la formula di quest'anno, per le pericolanti la regular season è una lunga preparazione ai playout, a meno di riuscire a evitarli, ma al momento è difficile per Milano.
- In A2 Est spicca la vittoria di Alpo su Udine con un gran duello tra Frustaci, scuola Costa (e in precedenza svezzata, per dare a Cesare quel che è di Cesare, dal burbero ma capace Fulvio Paganelli insieme a Nasraoui in quel di Mariano Comense), e Ronchi, scuola Geas. Ora Roseto è in testa da sola. A Ovest sempre Valdarno e Derthona al comando, tallonate da Broni e Costa.
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