Le nostre due alfiere d'Eurolega erano in casa contro l'ultima in classifica: occasione sfruttata. Bologna aveva da scrollarsi di dosso le scorie di reiterate sconfitte sia in campionato che in coppa; lo fa con una certa autorità, pur senza Dojkic, comandando "wire to wire", ovvero dall'inizio alla fine contro le ungheresi di Gyor. Gran scatto iniziale per la Virtus, 15-3 in 5'30" tra i migliori della stagione. Poi le magiare, che sono scarsine ma non inette, entrano in partita; una tripla di Peters però conclude allo scadere sul 28-17 un super 1° quarto bolognese, con Zanda già a quota 11 e la squadra a 9/15 da 2 e 3/5 da 3.
Il resto della partita è un elastico fra ricuciture ospiti, mai coronate dall'aggancio, e riallunghi felsinei, mai definitivi (46-40 a 20', 64-53 al 30'), sinché l'ennesima spallata, con un 8-0 firmato Peters-Orsili-Peters, è il colpo di grazia, 71-53 all'inizio del 4° periodo. Ancora a 2' dalla sirena è +14 Bologna, poi un finale un po' distratto, ma comunque ininfluente, provoca uno 0-8 con cui Gyor lenisce lo scarto (76-70). André mvp con 14+13 rimba, molto bene anche Peters con 18, Zanda s'accontenta di 13+6 assist, Cox 12.Bologna spezza così una sequenzaccia di 5 sconfitte e si rimette in corsa: è sesta ma a una sola vittoria di distanza dalle 3 appaiate al 3° posto.
- Schio, contro le rumene di Sepsi, fa una partita simile nell'andamento, salvo che non si concede nemmeno il calo finale. Anche per il Famila scatto iniziale, 18-6, con Guirantes mortivora da fuori, e 28-16 a fine 1° quarto (pressoché una fotocopia della Virtus). Si fa sentire anche Penna con due triple. Il vantaggio rimane stabile nei due quarti centrali; le arancioni vengono braccate più strette sul perimetro ma ne approfittano per colpire puntualmente da dentro l'area. Mai nessun riavvicinamento significativo per le ospiti; nell'ultimo quarto altra botta che porta a +18, solo ritoccato a +16 sul tabellone conclusivo (88-72). C'è spazio anche per l'esordio in Eurolega della bebè Mutterle.
Tanta roba per Schio: Parks 22, Guirantes 15, Reisingerova 14, Penna e Verona 11. Certo non l'avversaria più probante, però continua la sensazione che la maionese scledense, mal amalgamata a inizio stagione, stia ora montando bene.
- Per chiudere con l'Eurolega, clamorosa sconfitta del "dream team" Fenerbahce, che non perdeva da 51 partite di fila (!), e contro chi cade? Contro Lione che naviga nei bassifondi (complici gli infortuni che l'hanno martellata da inizio stagione) e che era stata battuta due volte di una cinquantina di punti dalle turche (in Supercoppa europea e all'andata di Eurolega). Stavolta invece è 89-81 per le francofone, con 19 a testa per Chery (ex Chartereau) e Gabby Williams.
- Andata del 1° turno di Eurocup. Anche qui la nostra coppia disputa una partita d'andamento simile, cioè tirata per 3 quarti e allungo prepotente all'inizio dell'ultimo. Ma c'è una differenza non da poco: Venezia spinge fino in fondo e concretizza un rotondo 63-83 a Friburgo che vale al 99% la qualificazione (23 punti dell'incostante ma talentuosa Berkani; 20 di Shepard; 14 di Fassina), mentre Sassari sul più bello, in casa contro Namur, si fa rimontare da +15 a +6 negli ultimi 2'40". Per cui il 79-73 è tutt'altro che tranquillizzante in vista del ritorno in Belgio. Il fatto è che le sarde, cui va dato merito di aver sviluppato un'identità offensiva che usa scientificamente il martellamento da 3, si espone a rischi quando le triple cessano d'entrare e il rientro difensivo non è impeccabile. Nell'occasione Sassari si ferma a 8/32 da 3, diciamo 2 o 3 triple realizzate in meno di quanto sarebbe ideale con quel numero di tentativi. Carangelo gran volume, 28 punti con 7/12 ma anche 4/14 da 3; Raca 20 con 10/11 ai liberi, Joens 14 ma 4/11 da 3. Il rovescio della medaglia è che Kaczmarczyk non vede un pallone (2 tiri in 20'). Senza dubbio è squadra divertente ma, scoprendo l'acqua calda, non è da top d'Eurocup come Venezia.
Nelle altre partite da segnalare un roboante 124-92 per Bourges su Antalya.
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