- La torta c'è, mancata solo la ciliegia. Non riusciamo, cioè, a suggellare il ritorno su RaiSport dopo 9 anni (finali scudetto 2014), per giunta nel prestigioso orario serale di domenica, con una partita tale da tenere gli spettatori avvinti allo schermo. Giacché Campobasso-Ragusa si rivela una tonnara a senso unico in favore delle molisane, confermando il rispettivo momento delle due compagini: convincente per l'una, deficitario per l'altra. Vedremo se durerà in ambo i casi.
Ma, a parte il poco sugo della sfida (spettacolari però certe folate di Campobasso, con una sontuosa Kunaiyi-Akpanah in arte Pallas), la sostanza dell'agognato, invocato, idolatrato ritorno in Rai può solo rallegrare, se non altro perché rispetto a MS Channel si riescono a distinguere le giocatrici e la visione non va a scatti...
Al commento tecnico ritrova i microfoni Rai Alice Pedrazzi, dopo aver attraversato le varie Sportitalia e MS Channel in questo periodo di lontananza dall'emittente principe.
Non è dato di sapere, al momento, quando sarà il prossimo "rendez-vous" su RaiSport, ma intanto va segnalato che MS Channel non è scomparsa del tutto per il nostro amato movimento, bensì trasmette anche quest'anno le differite di A2 il martedì alle 18.
Per quanto riguarda le produzioni di LBF, si fa apprezzare lo "speciale" sull'Oxygen Roma, seconda puntata dei video sulle metropoli debuttanti, dopo quello sul Sanga Milano.
- Se non c'è stato equilibrio dove lo si aspettava, ce n'è stato invece più del previsto in Sassari-Schio (dove Hollingshed soprattutto, 27 nel 1° tempo, ma anche Carangelo e Raca hanno tenuto testa quasi fino in fondo) e ancor più sorprendentemente in Bologna-Faenza, derby emilio. Positivo, ammesso che non sia un'eccezione, dopo l'eccesso di squilibrio che s'era riscontrato nei primi impegni delle 3 corazzate. 
- Personalmente, sempre domenica 22, mi sono recato nelle cementate lande di Sesto S. Giovanni per un altro dei clou di giornata, cioè Geas-S. Martino (clicca qui per una mini-sintesi video della partita).
Le suddite di Nonino, candidate a ripetersi come semifinaliste, contro le Lupe che dalla rifondazione estiva sembrano aver messo insieme del buon materiale sotto il neo-coach Piazza che s'è portato D'Alie e Conte dalla Crema che stupì ma sparì. In palio un posto nel gruppo delle terze.
Per cause, arrivo in loco quando si è all'intervallo. Avendo occhieggiato il live score, so che non mi sono perso nulla dal punto di vista dell'esito della partita, in quanto il punteggio è di 33-33. Con un inizio tambureggiante delle ospiti, 16-23 al 10', poi anche +10, e una replica delle locali con una stretta difensiva che ha concesso solo 10 punti nel 2° quarto, e un parziale di 13-0.
Subito all'ingresso m'imbatto nell'effervescente Garbo, il quale con evidenza ha preferito le luminarie dell'A1 nel Nord milanese alla ruspanza dell'A2 di Costa (dov'era presenza fissa ai tempi delle gemelle dorate) lassù nella Brianza lecchese. L'esimio cronista m'informa d'un dettaglio tecnico, ovvero che San Martino ha sprecato parecchio da sotto, con D'Alie in primis, e poi d'un imprevisto increscioso, non l'infortunio di Turcinovic (lo scoprirò successivamente), bensì che distribuivano pezzi di pizza gratis al pubblico, ma sono già andati esauriti. 
In effetti la presenza di spettatori è massiccia: pieno il settore più vicino all'ingresso, quello degli aficionados Geas (e fin qui normale), ma piena anche la metà più lontana, dove di solito, se gli ospiti non portano stuoli di tifosi, si riempie solo in parte, con neutrali o sestesi meno accaniti. Credo ci sia stato un invito promozionale ai settori giovanili del territorio, perché vedo vari gruppi con divisa sociale. In ogni caso, bene così. Discreta anche la rappresentanza luparense. 320 gli spettatori ufficiali ma a occhio si superavano i 400. 
Il tabellone luminoso del PalaNat informa che Gwathmey è già a 11 punti, Trucco a 7, mentre per S. Martino ci sono Russo e Turcinovic a 7.
Riprende il giuoco; e l'equilibrio sembra destinato a durare: nessuna delle due compagini trova continuità in attacco. Il Geas, già orbo di Dotto e Begic, perde momentaneamente Moore che commette 3° e 4° fallo e deve mettersi in naftalina sulla panca; e in questo frangente c'è quasi solo Gwathmey a garantire punti, anche se batte un colpo Panzera con una tripla. Qualche palla persa di troppo impedisce alle sestesi di capitalizzare le migliori percentuali da 2.
Non meglio però fa S. Martino, la quale contro la zona non inquadra il canestro con le esterne (come detto, Turcinovic è out mentre Russo non segna più, e D'Alie e Conte non hanno buona mira oggi) né trova spazi buoni per le interne, ma tiene botta coi tiri liberi guadagnati soprattutto da Soule e Conte.
S'innervosiscono entrambe le parti con un tecnico a testa, prima alla panchina del Geas dopo uno sfondamento di Panzera a metà campo, ripartendo da palla rubata, poi a Russo (proteste un po' plateali per un fallo fischiatole a rimbalzo in attacco, ma sanzione un po' compensativa di quella precedente), la quale così esce anzitempo per 5 falli, altra tegola nel settore esterne delle luparensi.
E' onesto il 49-49 a fine 3° quarto che rimanda ogni verdetto all'ultima frazione.
Considerando che entrambe le squadre hanno la coperta corta, parrebbe che nessuna abbia la forza di chiudere la partita anzitempo con una fiammata. Impressione fallace, giacché nel 4° quarto il Geas con un improvviso sgrullone manda al tappeto le Lupe. Ad accendere i fuochi è Bestagno, che sale in cattedra dapprima fornendo un assist di pregio a Gwathmey, poi segnando due canestri notevoli in proprio. Poi tocca a Panzera con una tripla. Si è già sul +7 Geas senza che S. Martino riesca a reagire.
C'è spazio anche per la pennellata della capitana. L'antica Arturi, palesemente determinata a rifarsi di un paio di cose venute male (un passi e un cross su tripla dall'angolo), batte Conte in entrata e guadagna un canestro più fallo; esulta vistosamente dando la carica a tutte. Sbaglia l'aggiuntivo ma abbiamo apprezzato la reazione d'orgoglio, oltretutto col tempismo ideale perché dà ulteriore spinta al break. Che viene completato dall'appena rientrata Moore con due canestri da sotto: in tutto fa 13-0, micidiale gragnuola. Emblematica della resa luparense un'azione in cui Conte sbaglia da 3, D'Alie raccoglie il rimbalzo ma da centro area non trova nemmeno il ferro.
Sul 66-53 a 3' dalla fine, il resto è accademia.
Si arriva a +18 Geas con l'ennesima zampata di Gwathmey, poi S. Martino lenisce la ferita con uno 0-9 in suo favore, soprattutto grazie a una combattiva Kostowicz. Alla fine è un giusto +10, 73-63.
Le cifre fotografano degnamente la prestazione di Gwathmey: 27 punti, 8/12 da 2, 2/4 da 3, 5/6 ai liberi, 10 rimbalzi, 3 assist, 32 di valutazione.
Moore 17 nonostante i problemi di falli, solita solida. Poi Panzera con 12, personalità. Trucco 7+12 rimbalzi, s'è vista poco sul fronte offensivo nel 2° tempo ma prima sì. Bestagno 8 con 6 assist e, come detto, è venuta fuori nel momento cruciale.
Importante il 57% da 2 per il Geas contro 39% di S. Martino: la differenza è lì perché da 3 e ai liberi si sono equivalse.
S. Martino ha 16 punti da Kostowicz, 11 Conte e 10 D'Alie ma, come detto, ambo imprecise. Interessante quanto ha detto, l'indomani, Rae D'Alie ospite a "Passo e tiro": il piano di S. Martino era di alzare i ritmi, perché loro sono la squadra con più possessi a partita (o quasi) mentre il Geas quella con meno; ma hanno pagato i molti falli nel 2° quarto oltre all'uscita di Turcinovic; nel 3° sono rimaste in partita coi tiri liberi anche se il Geas ormai aveva il controllo dei ritmi grazie alla zona; non sono riuscite a sfruttare le palle perse del Geas; nel 4° hanno pagato la perdita di Russo e hanno imbarcato il parziale.
E dunque il Geas, che dopo l'imbarcata a Schio e la perdita di due elementi rischiava un ottobre nero, dovendo affrontare Sassari, Ragusa e S. Martino in fila, se ne esce rinforzato nella classifica e nella ricandidatura al 4° posto. Quando sarà al completo potrà dar fastidio anche alle primissime? Per ora non mi sento di prevederlo; la distanza era netta lo scorso anno negli scontri diretti, e il primo di quest'anno non autorizza ottimismi. Vedremo.
Nell'uscire dal palazzetto, purtroppo senza poter rendere il dovuto omaggio al padrone di casa Nonino, fendendo la folla che circondava festosamente le giocatrici, m'imbattevo in un altro utente illustre quale William Munny, in veste di accompagnatore di varie giovani giocatrici della sua società venute ad assistere. Mi salutava con grande cordialità, la stessa che ci siamo reciprocamente espressi per tutta l'estate qui sul forum (o forse no);
ricambiavo.
Nella foto: il festoso dopopartita a Sesto.