domenica 29 ottobre 2023

Perché non è il caso di fare a meno di Zanda in azzurro

C'è spesso l'illusione che col "gruppo compatto e coeso" si possa far meglio che con la "stella egoista e montata" (quale sarebbe Zandalasini a detta dei detrattori). Secondo me invece, salvo colpi di particolare fortuna/abilità, non si va lontano. Va bene se hai un obiettivo medio/mediocre, dove peraltro ci siamo già da anni. Ma se vuoi raggiungere qualcosa di importante, devi avere sia la massima qualità possibile, sia chiaramente l'unità di intenti, ma non l'una senza l'altra.

Ma nulla può smuovere di un millimetro chi pensa di aver capito più del 90% degli osservatori di basket internazionale, o per malafede (cioè astio personale) o per proprie teorie applicate al basket. Questo secondo caso lo rispetto, anche se non lo condivido, il primo caso chiaramente no.

Il problema che ci si deve porre (ma qui mi rivolgo ad altri utenti) è come fare in modo che il contesto di squadra non costringa Zandalasini a forzare e sbagliare, cosa che lei non fa (o fa esattamente come mille altre giocatrici di qualità) se il contesto non lo richiede. Quando in una squadra c'è un'individualità riconosciuta anche dai compagni come superiore, è normale che i palloni decisivi passino dalle sue mani.
Come abbiamo giocato l'azione finale del quarto U20 con la Francia, quest'estate? Palla a Matilde Villa che se la gioca in 1 contro 1. E' normale. Ma spesso si denigra questo tipo di giocatore come se s'impossessasse del pallone con la minaccia del mitra, anziché per meriti dimostrati sul campo. Casomai è l'allenatore che deve far giocare in modo diverso, se è un problema. Allora l'Olimpia Milano deve far fuori Mirotic e Shields perché monopolizzano la palla? Casomai devono far meglio gli altri, o l'allenatore deve trovare un equilibrio migliore.
Potremo fare a meno di Zanda quando avremo un numero sufficiente di giocatrici tali da dirle: grazie, non ci servi, abbiamo di meglio. Oppure: ok, sei ancora la migliore, ma hai 33-35 anni e dobbiamo rinnovarci. Oppure se si tira indietro lei come a volte succede con i giocatori/giocatrici (e in tal caso le si dà il benservito e stop). Non mi pare che queste tre situazioni siano attuali.

sabato 28 ottobre 2023

Coppe europee: Eurolega doppia legnata, Eurocup doppia magnata

 - Settimana ad elevata escursione termica per il nostro poker d'assi di Coppe: 4 partite a senso unico (curiosamente 3 con scarto finale di 16 punti), vinciamo quelle di Eurocup, perdiamo quelle di Eurolega. Per Schio contro l'ammazzasette Fenerbahce c'era solo da conteggiare lo scarto, salvo miracoli. Vero è che nell'ultimo confronto di diretto, la semifinale della scorsa edizione, le arancioni d'Italia se la giocarono più che degnamente, quasi fino in fondo, e non era un Fener più scarso di quello che sta facendo tutti a pizzette in questo scorcio di stagione. Il problema è che non è la stessa Schio. In più si giocava nella tana delle turche, anziché sul neutro praghense delle Final Four. Per 6-7 minuti ci si può ancora illudere che ci sia partita, poi si passa da +7 a +20 per il Fener a cavallo della prima sirena, ed è sipario. Il resto si trascina senza sussulti (50-34 al 20', 90-64 alla fine con arrotondamento ulteriore dello scarto). Meesseman divina come al solito (24 con 11/16, 9 rimbalzi, 4 assist), Natasha "ti sfascia" Howard 21; per Schio una dozzina di punti da Guirantes e Parks, ma senza incidere; benino Verona che si conferma in risalita (10), male invece Keys che fu protagonista pochi mesi fa in quella semifinale. Comunque non è qui che Schio si giocava le sue chances.

- Non meglio, in rapporto all'avversaria, Bologna che incoccia nella prima sconfitta; a Villeneuve anche per la Virtus imbarcata iniziale (29-16 al 10'); c'è un riavvicinamento a -5 a inizio 3° quarto ma una nuova botta da 10-0 chiude tutto troppo presto. Serata storta. Miglior marcatrice della partita un play tascabile che francamente non conoscevamo, Heriaud (15+6 assist). Zanda 14+6 assist per le felsinee che restano in testa in coabitazione. Da notare che è la prima sconfitta stagionale per la Virtus che finora era imbattuta su 3 fronti (9 partite fra Supercoppa, campionato ed Eurolega).

- In Eurocup volano Venezia a Bursa (64-80 con 9+16 rimba di Cubaj e 14 con 5/7 per Tilde Villa, 7 stoppate per Kuier) e Sassari in casa con la non scarsissima Szekszard (70-55 con 23 di Carangelo che decisamente ha ingranato dopo un avvio di stagione sottotono). In classifica Reyer 3-0 in testa, Dinamo ben messa nel suo gruppo con 2-1.
Su Villa da notare che su 3 partite ha 11,3 punti di media con un 75% da 2 tutto a suon di invenzioni in avvicinamento, suo marchio di fabbrica, mentre da 3 ha appena 0/2 su 3 gare. Sostanzialmente riesce a incidere in un contesto europeo senza tiro da 3, il che la dice lunga su cosa potrebbe essere se sviluppasse anche 'sto benedetto tiro dalla lunga.

venerdì 27 ottobre 2023

In Lombardia aumentano le squadre giovanili

"E quando torni facciamo festa, senza nessuno che ci lasci la testa" (cit. Jovanotti).

Ho estratto dal frigo la cassa di birra buona delle grandi occasioni (Beck's ovviamente), che tenevo per un'eventuale medaglia della nazionale, ma visto che campa cavallo che l'erba non cresce, meglio ubriacarsi per questo piccolo ma prezioso successo. Bisogna vedere però com'è nel resto d'Italia.
In Lombardia siamo tornati alle cifre di 6 anni fa (2017/18). Ovvero siamo andati oltre il semplice recupero delle perdite post-Covid.

 Come riporta FemBasket, in Lombardia circa +20% circa di squadre iscritte ai campionati giovanili rispetto allo scorso anno, con addirittura +70% nell'Under 13.

 

mercoledì 25 ottobre 2023

A1: Campobasso fa mattanza nella partita Rai; scatto Geas semina S. Martino: ecco le alternative alle "big 3"

- La torta c'è, mancata solo la ciliegia. Non riusciamo, cioè, a suggellare il ritorno su RaiSport dopo 9 anni (finali scudetto 2014), per giunta nel prestigioso orario serale di domenica, con una partita tale da tenere gli spettatori avvinti allo schermo. Giacché Campobasso-Ragusa si rivela una tonnara a senso unico in favore delle molisane, confermando il rispettivo momento delle due compagini: convincente per l'una, deficitario per l'altra. Vedremo se durerà in ambo i casi.
Ma, a parte il poco sugo della sfida (spettacolari però certe folate di Campobasso, con una sontuosa Kunaiyi-Akpanah in arte Pallas), la sostanza dell'agognato, invocato, idolatrato ritorno in Rai può solo rallegrare, se non altro perché rispetto a MS Channel si riescono a distinguere le giocatrici e la visione non va a scatti... :blink: Al commento tecnico ritrova i microfoni Rai Alice Pedrazzi, dopo aver attraversato le varie Sportitalia e MS Channel in questo periodo di lontananza dall'emittente principe.
Non è dato di sapere, al momento, quando sarà il prossimo "rendez-vous" su RaiSport, ma intanto va segnalato che MS Channel non è scomparsa del tutto per il nostro amato movimento, bensì trasmette anche quest'anno le differite di A2 il martedì alle 18.
Per quanto riguarda le produzioni di LBF, si fa apprezzare lo "speciale" sull'Oxygen Roma, seconda puntata dei video sulle metropoli debuttanti, dopo quello sul Sanga Milano.

- Se non c'è stato equilibrio dove lo si aspettava, ce n'è stato invece più del previsto in Sassari-Schio (dove Hollingshed soprattutto, 27 nel 1° tempo, ma anche Carangelo e Raca hanno tenuto testa quasi fino in fondo) e ancor più sorprendentemente in Bologna-Faenza, derby emilio. Positivo, ammesso che non sia un'eccezione, dopo l'eccesso di squilibrio che s'era riscontrato nei primi impegni delle 3 corazzate. :b:

- Personalmente, sempre domenica 22, mi sono recato nelle cementate lande di Sesto S. Giovanni per un altro dei clou di giornata, cioè Geas-S. Martino (clicca qui per una mini-sintesi video della partita).
Le suddite di Nonino, candidate a ripetersi come semifinaliste, contro le Lupe che dalla rifondazione estiva sembrano aver messo insieme del buon materiale sotto il neo-coach Piazza che s'è portato D'Alie e Conte dalla Crema che stupì ma sparì. In palio un posto nel gruppo delle terze.
Per cause, arrivo in loco quando si è all'intervallo. Avendo occhieggiato il live score, so che non mi sono perso nulla dal punto di vista dell'esito della partita, in quanto il punteggio è di 33-33. Con un inizio tambureggiante delle ospiti, 16-23 al 10', poi anche +10, e una replica delle locali con una stretta difensiva che ha concesso solo 10 punti nel 2° quarto, e un parziale di 13-0.

Subito all'ingresso m'imbatto nell'effervescente Garbo, il quale con evidenza ha preferito le luminarie dell'A1 nel Nord milanese alla ruspanza dell'A2 di Costa (dov'era presenza fissa ai tempi delle gemelle dorate) lassù nella Brianza lecchese. L'esimio cronista m'informa d'un dettaglio tecnico, ovvero che San Martino ha sprecato parecchio da sotto, con D'Alie in primis, e poi d'un imprevisto increscioso, non l'infortunio di Turcinovic (lo scoprirò successivamente), bensì che distribuivano pezzi di pizza gratis al pubblico, ma sono già andati esauriti. :cry:
In effetti la presenza di spettatori è massiccia: pieno il settore più vicino all'ingresso, quello degli aficionados Geas (e fin qui normale), ma piena anche la metà più lontana, dove di solito, se gli ospiti non portano stuoli di tifosi, si riempie solo in parte, con neutrali o sestesi meno accaniti. Credo ci sia stato un invito promozionale ai settori giovanili del territorio, perché vedo vari gruppi con divisa sociale. In ogni caso, bene così. Discreta anche la rappresentanza luparense. 320 gli spettatori ufficiali ma a occhio si superavano i 400. :B):

Il tabellone luminoso del PalaNat informa che Gwathmey è già a 11 punti, Trucco a 7, mentre per S. Martino ci sono Russo e Turcinovic a 7.

Riprende il giuoco; e l'equilibrio sembra destinato a durare: nessuna delle due compagini trova continuità in attacco. Il Geas, già orbo di Dotto e Begic, perde momentaneamente Moore che commette 3° e 4° fallo e deve mettersi in naftalina sulla panca; e in questo frangente c'è quasi solo Gwathmey a garantire punti, anche se batte un colpo Panzera con una tripla. Qualche palla persa di troppo impedisce alle sestesi di capitalizzare le migliori percentuali da 2.
Non meglio però fa S. Martino, la quale contro la zona non inquadra il canestro con le esterne (come detto, Turcinovic è out mentre Russo non segna più, e D'Alie e Conte non hanno buona mira oggi) né trova spazi buoni per le interne, ma tiene botta coi tiri liberi guadagnati soprattutto da Soule e Conte.
S'innervosiscono entrambe le parti con un tecnico a testa, prima alla panchina del Geas dopo uno sfondamento di Panzera a metà campo, ripartendo da palla rubata, poi a Russo (proteste un po' plateali per un fallo fischiatole a rimbalzo in attacco, ma sanzione un po' compensativa di quella precedente), la quale così esce anzitempo per 5 falli, altra tegola nel settore esterne delle luparensi.
E' onesto il 49-49 a fine 3° quarto che rimanda ogni verdetto all'ultima frazione.

Considerando che entrambe le squadre hanno la coperta corta, parrebbe che nessuna abbia la forza di chiudere la partita anzitempo con una fiammata. Impressione fallace, giacché nel 4° quarto il Geas con un improvviso sgrullone manda al tappeto le Lupe. Ad accendere i fuochi è Bestagno, che sale in cattedra dapprima fornendo un assist di pregio a Gwathmey, poi segnando due canestri notevoli in proprio. Poi tocca a Panzera con una tripla. Si è già sul +7 Geas senza che S. Martino riesca a reagire.
C'è spazio anche per la pennellata della capitana. L'antica Arturi, palesemente determinata a rifarsi di un paio di cose venute male (un passi e un cross su tripla dall'angolo), batte Conte in entrata e guadagna un canestro più fallo; esulta vistosamente dando la carica a tutte. Sbaglia l'aggiuntivo ma abbiamo apprezzato la reazione d'orgoglio, oltretutto col tempismo ideale perché dà ulteriore spinta al break. Che viene completato dall'appena rientrata Moore con due canestri da sotto: in tutto fa 13-0, micidiale gragnuola. Emblematica della resa luparense un'azione in cui Conte sbaglia da 3, D'Alie raccoglie il rimbalzo ma da centro area non trova nemmeno il ferro.
Sul 66-53 a 3' dalla fine, il resto è accademia.
Si arriva a +18 Geas con l'ennesima zampata di Gwathmey, poi S. Martino lenisce la ferita con uno 0-9 in suo favore, soprattutto grazie a una combattiva Kostowicz. Alla fine è un giusto +10, 73-63.

Le cifre fotografano degnamente la prestazione di Gwathmey: 27 punti, 8/12 da 2, 2/4 da 3, 5/6 ai liberi, 10 rimbalzi, 3 assist, 32 di valutazione. :B): Moore 17 nonostante i problemi di falli, solita solida. Poi Panzera con 12, personalità. Trucco 7+12 rimbalzi, s'è vista poco sul fronte offensivo nel 2° tempo ma prima sì. Bestagno 8 con 6 assist e, come detto, è venuta fuori nel momento cruciale.
Importante il 57% da 2 per il Geas contro 39% di S. Martino: la differenza è lì perché da 3 e ai liberi si sono equivalse.
S. Martino ha 16 punti da Kostowicz, 11 Conte e 10 D'Alie ma, come detto, ambo imprecise. Interessante quanto ha detto, l'indomani, Rae D'Alie ospite a "Passo e tiro": il piano di S. Martino era di alzare i ritmi, perché loro sono la squadra con più possessi a partita (o quasi) mentre il Geas quella con meno; ma hanno pagato i molti falli nel 2° quarto oltre all'uscita di Turcinovic; nel 3° sono rimaste in partita coi tiri liberi anche se il Geas ormai aveva il controllo dei ritmi grazie alla zona; non sono riuscite a sfruttare le palle perse del Geas; nel 4° hanno pagato la perdita di Russo e hanno imbarcato il parziale.

E dunque il Geas, che dopo l'imbarcata a Schio e la perdita di due elementi rischiava un ottobre nero, dovendo affrontare Sassari, Ragusa e S. Martino in fila, se ne esce rinforzato nella classifica e nella ricandidatura al 4° posto. Quando sarà al completo potrà dar fastidio anche alle primissime? Per ora non mi sento di prevederlo; la distanza era netta lo scorso anno negli scontri diretti, e il primo di quest'anno non autorizza ottimismi. Vedremo.

Nell'uscire dal palazzetto, purtroppo senza poter rendere il dovuto omaggio al padrone di casa Nonino, fendendo la folla che circondava festosamente le giocatrici, m'imbattevo in un altro utente illustre quale William Munny, in veste di accompagnatore di varie giovani giocatrici della sua società venute ad assistere. Mi salutava con grande cordialità, la stessa che ci siamo reciprocamente espressi per tutta l'estate qui sul forum (o forse no); :shifty: ricambiavo.

Nella foto: il festoso dopopartita a Sesto.

sabato 21 ottobre 2023

Coppe europee: Bologna prima da sola. Schio sciupa

- Primi test consistenti per il nostro duo d'Eurolega. Cade Schio contro Miskolc (imbattuta a sorpresa, senza grosse stelle) in una partita tignosa, a basso punteggio, di quelle che non si sbloccano mai da ambo le parti (poco più del 30% al tiro); dopo uno svantaggio minimo alla fine dei primi 3 periodi (ma mettendo anche la testa avanti di quando in quando), le bianco-arancio perdono l'attimo fuggente quando due difese porose consentono alle magiare di allungare su un +6 a 3' dalla fine. Spalle al muro il Famila estrae tre triple con Parks, Sottana e Guirantes, togliendo il tappo al canestro, ma in mezzo ci mette anche sbavature che non consentono di completare la rimonta, ovvero un altro paio di buchi difensivi per canestri da sotto, e soprattutto una rimessa mal eseguita a -17"sul meno 1. Finisce 55-59; Guirantes 15 ma nessuna sopra le righe per Schio. Per ora si conferma l'impressione che a questa squadra manchi la fuoriclasse che trascina.


Bologna la Dotta sdottora anche in Europa. Se non contabilizzo male è 8-0 fra Supercoppa, campionato ed Eurolega in questo scorcio. Big match vero, questo con Salamanca, che la Virtus comanda dall'inizio alla fine con 3 quarti e mezzo da applausi, subendo solo nel finale ma senza rischiare di perderla. In un Paladozza discretamente popolato (risultano 1500 anime), scatto già decisivo nel 1° quarto (26-14), un po' più stentato il secondo ma chiuso sul +10 con tripla di Rupert allo scadere, poi altra gran fiammata nel terzo, arrivando sul 66-47 all'inizio del quarto. Da lì Salamanca dà vita a un classico assalto "perso per perso" in cui improvvisamente ti riesce tutto quello che prima non veniva; sicché le spagnole fanno 28 punti in 7 minuti ma una tripla di Zandalasini (peraltro fin lì a secco) mette il sigillo sul +10 a 2' dalla fine, anche se poi le iberiche limano lo scarto (79-75). Dojkic 19, Rupert 15 e da sottolineare Pasa con 13 (e 20 di valutazione): se il supposto anello debole non è più tale, c'è il salto di qualità per la compagine intera.
E così la Virtus per la prima volta nella sua storia è prima da sola in Eurolega femminile. Servono altri tests per capire se può fare sul serio ma finora decisamente sì.

- In Eurocup ok sia Venezia a Pecs (52-67, 'Tilde Villa 18 con 9/12) sia Sassari a Chomutov, Rep. Ceca, 70-80 confermando che Carangelo (19) si è sbloccata come in campionato contro Roma.

WNBA: Las Vegas trionfo-bis; Wilson regina; una stagione (moderatamente) di successo

- Las Segas. :blink: Godono di nuovo, nella Città del Peccato, per il secondo titolo consecutivo delle Aces nell'Associazione nazionale di pallacanestro donne, meglio nota come WNBA. Nessuna squadra riusciva a ripetersi dal 2002, quando Los Angeles di Lisa Leslie si confermò sul trono. Da allora, anche le franchigie capaci di arraffare molteplici titoli (Detroit, Phoenix, Minnesota, Seattle) non l'avevano mai fatto in anni consecutivi.

Ma questa Las Vegas, allenata dalla grande Becky Hammon, è squadrone vero, tant'è che ha fatto a pezzi tutte sia in stagione regolare (34-6 di bilancio) sia nei playoff (8-1); l'unica rivale all'altezza è stata la nuova potenza New York, diventata tale grazie all'innesto di Breanna Stewart (mvp della stagione), la quale probabilmente, se giocasse in una delle compagini nostrane di bassa classifica, colmerebbe da sola l'attuale divario di 40 punti tra le suddette e le varie Bologna e Schio; figurarsi insieme a compagne come Ionescu, Jonquel Jones, Vandersloot (e, sia pur panchinara, la funambola francese Johannès). Ma nemmeno quest'armata sublime è riuscita a strappare più d'una partita all'ancor più formidabile Las Vegas di A'ja Wilson (mvp della finale), Kelsey Prugna (Plum), Alysha Clark, Chelsea Gray, quest'ultima infortunata nel corso della serie così come la lunga Stokes e la veneranda veterana Candace Parker (terzo titolo con 3 squadre diverse per lei). Contrattempi che rischiavano di ribaltare inopinatamente un esito che sembrava scritto dopo la mattanza per le Aces in gara-2; Nuova York guadagnava l'1-2 in casa e andava vicina ad impattare in gara-4, rimontando nell'ultimo minuto e mezzo da meno 6 a meno 1; Stewart (solo 3/17 al tiro, non da lei, ma 14 rimbalzi) con una stoppata regalava il possesso per vincere alle sue, ma lei stessa, venendo raddoppiata in attacco, era costretta a scaricare; ne veniva fuori un tiro per Vandersloot dall'angolo, che però non colpiva il ferro: 69-70 e titolo a Las Vegas (24 punti e 16 rimbalzi per Wilson).

- E' finita dunque con un "airball" (o un cross, come si diceva un tempo) la 27^ stagione della Lega, la più lunga della storia, sempre con 12 squadre ma con 40 partite a capoccia di sola "regular". La prima senza mostri sacri come Bird e Fowles, ritirate; ancora però con l'immensa Diana Taurasi, che alla tenera età di 41 anni ha ancora il cannone ben oliato (16 punti a partita; raggiunti i 10.000 in carriera, prima nella storia), ma ha giocato solo 26 gare e né lei né la rediviva (dalle carceri russe) Brittney Griner, la quale non è sembrata troppo scalfita, come rendimento, dalla prigionia (considerando anche che ormai ha 34 anni), sono riuscite a evitare a Phoenix l'ultimo posto. Peraltro, di fronte a quello che ha passato, il flop sul campo le sarà pesato davvero poco.
A stagione in corso avevamo già segnalato la performance leggendaria di Sabbri Ionescu nella gara di tiro da 3 punti, segnando 25 canestri su 27.
Semifinaliste-playoff sono state Dallas di Arike Ogunbowale e della tedesca Satou Sabally (eletta nel primo quintetto stagionale, una delle poche europee a riuscirci finora nella storia: appena la terza dopo Nemcova e Penicheiro, ma parliamo dei primissimi anni della Lega), e Connecticut di Alyssa Thomas.

- Esaurito il discorso sulle vicende del campo, c'è come di consueto da valutare la battaglia dell'interesse, che la WNBA combatte annualmente per guadagnare centimetri di terreno, o almeno non perderli. Lasciamo perdere la patafiacca di dati esibiti dalla Lega sui records d'interesse fatti registrare quest'anno sui social (saranno anche veri, ma viene il mal di testa nel vorticare di cifre, peraltro curiosamente simile agli entusiastici comunicati delle leghe nostrane...) e ci limitiamo a dire che gli spettatori in sala sono aumentati, o meglio risaliti, a circa 6.600 di media da 5.700 dello scorso anno (il picco storico rimane quello delle prime stagioni, anche oltre i 10.000), con apprezzabilissimi pienoni da 10.000 a Las Vegas e da 17.000 a Brooklyn nelle 4 gare di finale; e che l'audience tv risulta cresciuta di circa il 20%, registrando - sia in stagione regolare che in finale - le maggiori medie da 20 anni a questa parte.
Chiaramente non si tratta di numeri da sport di massa (728.000 di media per la finale; 889.000 per gara-4); e in generale definirei questi dati un moderato successo, non di più. La lega calcistica femminile statunitense, tanto per fare paragoni, ha toccato quest'anno quota 10.000 spettatori di media sugli spalti (ammesso che abbia senso confrontare uno sport da stadio con uno da palazzetto). Però, come dice il saggio, meglio un moderato successo che un moderato fiasco. -_-
La domanda è se ormai, dopo 27 anni, la WNBA abbia raggiunto il suo potenziale massimo (con oscillazioni positive o negative che non cambiano la sostanza, cioè che la Lega interessa solo gli appassionati di settore, per quanto non pochissimi, trattandosi degli USA) o se la sommatoria tra crescita costante dell'interesse per lo sport femminile e l'arrivo, magari, di qualche nuovo grosso personaggio (ovviamente tutti pensano a Caitlin Clark), possa portare la Lega in un'altra dimensione nel prossimo futuro, che vorrebbe dire farsi guardare anche dal grosso pubblico generico.
Per intanto, va sottolineato in chiosa, un'importante espansione si registra con l'arrivo, dal 2025, di una franchigia nuova, che fa capo a un brand classicissimo dell'NBA quale Golden State. E siccome in America non amano buttare soldi per mecenatismo puro o per fare un favore a qualcuno, evidentemente hanno valutato che il gioco valga la candela.

PS: aggiungo un'altra chiosa. Sapete quante sono le allenatrici donne in WNBA? 9 su 12, se non ho contato male. In A1 italiana? 1 su 13, sempre se non ho contato male. Non facciamone un'ottusa questione di genere, perché debbono contare le capacità, però saranno fessi loro o siamo indietro noi, nell'evoluzione dei ruoli? :huh:

mercoledì 18 ottobre 2023

Giorni di miracoli: una ragazzina ligure, i 55.000 dell'Iowa e l'A1 femminile sulla Rai

- Sogno o son pesto? :blink: Me lo chiedevo, nell'assolata e tardo-estiva domenica 15 ottobre, perché ero in Liguria, ma soprattutto perché stavo assistendo a un fatto inatteso e sconvolgente. Ero laggiù per una visita a una famiglia di conoscenti e costoro mi spiegavano che la figlia maggiore, di 11 anni, si è improvvisamente appassionata al basket e s'è iscritta a una società locale. Dico: "Brava, immagino che sia l'unica femmina in mezzo ai maschi". Risposta: "No, è una squadra solo femminile e sono pure in tante".

Dopodiché la tipa, dall'aspetto del tutto ordinario, cioè non di quelle che sembrano fatte apposta per lo sport, e nemmeno figlia di ex praticanti o appassionati, mostrava in effetti un irrefrenabile desiderio di maneggiare la sfera da basket, palleggiando per chilometri mentre s'andava a passeggio, e tirando a un canestro immaginario ogni volta che ci si fermava. <3
Quindi, riassumendo: una ragazzina qualunque di 11 anni, in Liguria (regione di marinai, di focacce, di sano risparmio ma non certo di basket), che pratica con passione il nostro umile ma dignitoso sport e non sembra nemmeno l'unica nel suo circondario. Ero talmente sorpreso che mi sono dimenticato di commuovermi.

Episodio piccolo, eccezione alla regola, rondine che non fa primavera, specchio di nulla? Può darsi; ma a me è parso invece un chiaro segnale che tirasse aria di miracoli, quella domenica 15. Infatti, poche ore dopo, su scala ben più grande, nelle beate lande d'America, 18.000 spettatori riempivano il Barclay's Center di Brooklyn per gara-3 delle finali Wnba tra New York e Las Vegas, ma soprattutto una folla immensa, biblica, epocale, riempiva lo stadio di football dell'Università dell'Iowa, per quella che con mirabile capacità di pensare in grande è stata trasformata da banale amichevole pre-stagionale di college, contro DePaul, in un evento storico. Giacché i 55.646 spettatori, contati precisi sino all'ultima unità, frantumavano il precedente record per il basket femminile, almeno quello ufficiale, attestato a 29.629 per la finale Ncaa del 2002.
Nonostante le condizioni particolari di giuoco, la diva Caitlin Clark è parsa aver mantenuto lo smalto del torneo Ncaa della scorsa primavera, che la lanciò come nuova eroina d'America: 34 punti, 10 rimbalzi, 11 assist.
Non so se si pagasse il biglietto o meno, ma nel secondo caso, fossimo stati in Italia, il commento più gettonato sarebbe stato probabilmente "Eh, ma c'era l'ingresso gratuito", come quando abbiamo umilmente stabilito il nostro primatuccio di 5.337 per la scorsa finale scudetto a Bologna. :huh: Si era invece, fortuna per loro, in America, e tra i commenti giornalistici che ho letto si sottolineava come l'evento di domenica s'inserisca nel contesto di un boom generale dello sport femminile. :yes: Si va diffondendo sempre più una cultura per cui, anziché smarrirsi in ottuse disquisizioni se lo sport femminile sia poco spettacolare rispetto a quello maschile, c'è sempre più voglia di vedere donne che competono. Senza guerricciole tra una disciplina e l'altra, ci si apre spazio a vicenda, così la prateria diventa sempre più vasta per tutte ed è ancora molto da esplorare.

Avevamo già notato come la novità degli ultimi tempi, grazie al cambio di regole che ha allentato l'ossessione dilettantistica dell'Ncaa, sia che ormai le stelle universitarie fanno dei bei soldi grazie ai diritti d'immagine. E' notizia di questi stessi giorni che Angel Reese, stelluccia di Louisiana State e grande rivale di Clark, che ha battuto nella finale 2023, ha firmato un contratto con la Reebok. Il tutto con molta meno fatica, sul piano agonistico, delle colleghe "senior" che sgomitano per farsi largo in Wnba, guadagnando bene ma non benissimo. Consideriamo che Reese ha giocato, quest'estate, gli Americani senior con la nazionale Usa, ma non è che abbia dominato. Questo per dire che attualmente è brava ma non bravissima. La stessa Clark, che fa miracoli contro le universitarie, farebbe più fatica a riprodurli contro le ben più fisicate cristone del campionato "pro". Si crea quindi un circolo virtuoso (a differenza dell'Ncaa maschile) per cui le migliori restano più a lungo possibile al college; l'interesse intorno ai loro personaggi sale; la gente è contenta; fioccano danari.

- Probabilmente schiatteremo prima di aver visto tutto ciò accadere anche dalle nostre parti; tuttavia possiamo dire di aver campato abbastanza per assistere all'annuncio del ritorno dell'A1 femminile nostrana sulla Rai. E' infatti ormai sicuro, se non ancora ufficiale in queste ore, che RaiSport trasmetterà un certo numero di partite, non ogni settimana ma insomma sputaci sopra, dopo anni di MS Channel o addirittura nulla... (e prima, Sportitalia non era male ma la Rai è la Rai). Durante la trasmissione "Passo e tiro" è stato anticipato che la prima trasmissione sarà Campobasso-Ragusa del weekend in arrivo. E' proprio un periodo di miracoli.

Nelle foto: due momenti dello storico evento dell'Iowa.

martedì 17 ottobre 2023

A2 Ovest: le lacrime di Usuelli e i sorrisi di Giussano contro le 2005 di Roma

- Il finale di Empoli-Costa Masnaga, big match domenicale di A2 Ovest, è stato avvincente (sorpasso tosco nell'ultimo quarto da meno 12 dell'intervallo), ma quello di La Spezia-Carugate (stesso girone) addirittura drammatico, oltre che rocambolesco. Le ospiti, prive di una giocatrice fuori dalla...Norma come Rizzi, >_< hanno coronato una lunga rimonta pervenendo al sorpasso a 2'30" dalla fine con una tripla della piccola-grande tascabile Sara Usuelli (20 anni da compiere a dicembre; 1.60 di statura a occhio), la quale s'era infortunata in precedenza ma è riuscita a rientrare stringendo i denti. Si notava anche una Caccialanza "vintage", scrollandosi di dosso le ragnatele accumulate in due anni di panchina sotto i feroci Diamanti e Piazza (15 punti con 5/11 da 3).

La Spezia riusciva però a riportarsi a +4 con una ventina di secondi da giocare. Incredibilmente si capovolgeva tutto in un amen con due liberi di Usuelli, una rubata di Carugate sul pressing e tripla di Rulli per il sorpasso. A 6 secondi però Templari inventava una tripla dal lato sinistro con mano in faccia del difensore, una pennellata: 76-74.
Mentre il pubblico di casa già festeggiava la vittoria, ancora Usuelli si beveva il campo con la sua velocità da Speedy Gonzales (ammesso che i giovani sappiano chi sia, ma qui tanto siamo tutti dai 40 in su) e si procacciava fallo a 9 decimi dalla fine. Doveva dunque fare 2/2 per mandare la partita all'overtime, ma dopo aver segnato il primo mandava sul ferro il secondo.
La sfortunata quanto eroica giocatrice scoppiava in lacrime, consolata dalle compagne: poteva essere una storia a lieto fine, lei che s'infortuna, rientra e salva la squadra dalla sconfitta, invece ha commesso l'errore decisivo anche se i liberi se li era procurati esclusivamente per suo merito, con uno slalom a tutto campo fra le avversarie. Chiunque sia capace d'empatia si sarà commosso. :cry:

- Personalmente, la sera prima ossia sabato, ho assistito a Giussano-Basket Roma, altro match del ben fornito girone occidentale di A2 (clicca qui per una videosintesi di 2 minuti). "Rendez-vous" importante, la prima volta del club brianzolo in casa dopo la promozione; e anche prima volta a Desio, comune di forte tradizione cestistica avendo avuto la serie A maschile per vari anni (tra fine '80 e inizio '90), e dove attualmente gioca Cantù uomini.
Sempre interessante poi poter vedere dal vivo le 2005 capitoline dalle uova d'oro, che costituiscono l'intero quintetto base dell'altrettanto neopromossa compagine di coach Bongiorno: Aghilarre, Lucantoni, Benini, Cedolini, Fantini, ormai sono come quelle vecchie formazioni di calcio che s'imparavano a memoria perché erano sempre fisse negli anni. :rolleyes: Chiaro che la scelta di non prendere rinforzi "senior", né tantomeno una straniera, sarà pagata in termini di risultati immediati che scarseggeranno, però così le giovani avranno tutto per crescere senza ciambelle di salvataggio cui aggrapparsi. Come del resto stanno facendo già da vari anni.
Giussano ha fatto scelte diverse ma, direi, ottimali per le risorse a disposizione: in modo molto simile al Sanga Milano di A1, ha portato al piano di sopra una buona metà del gruppo della promozione (di cui solo Lalla Meroni aveva già esperienza di A2; per ora è il play Bonadeo, scuola Geas, la più utilizzata), poi ha preso 4 senior di cui un "crac" per l'A2 come Niedzwiedzka e tre di sicuro valore come Diotti, Manzotti e Miciona Gatti; e infine due 2005 dall'Ororosa Bergamo di Monica Stazzonelli, ovvero Lussignoli (compagna delle romane nella nazionale U18 quest'ultima estate) e Martina Crippa, solo omonima della veterana di Schio (la quale peraltro è una guardia mastina, mentre questa giovine è una lunga leggera).
Il tutto affidato a un grande pastore di giocatrici come Aldo Corno, il romano più vincente della storia davanti a Giulio Cesare e Ottaviano Augusto. -_- I primi risultati, vittoria a Carugate e poi questa sul Basket Roma, sono decisamente incoraggianti anche se il valore andrà misurato sulla distanza, che è spesso il banco di prova per una matricola.

Per farla breve sulla partita, che è stata godibile e intensa anche se con molta imprecisione nei tiri da sotto da ambo le parti: c'è stato un minibreak di Giussano nel 2° quarto (in cui Corno ha dato spazio a tutta la panchina, salvo la promettente 2007 Celeste Colico, nipote della grande Roberta :inchino: al pari della sorella Cecilia, che ha giocato), poi una fiammata di Roma a inizio ripresa (0-10 per il +5), una contro-fiammata guidata da Niedzwiedzka che ha portato sul +10 le "Foxes" brianzole; nell'ultimo periodo Roma non è più tornata avanti anche se si è riavvicinata tante volte, sfruttando una pressione aggressiva che metteva in difficoltà le avversarie.
Decisivo un jolly pescato dalla matadora polacca giussanese: tripla di tabella sullo scadere dei 14" quando si era sul +1 nell'ultimo minuto, siglando quindi il +4. Senza quel colpo gobbo poteva anche finire diversamente, considerando che Giussano aveva perso Manzotti per falli e ne aveva 4 Gatti. I conti li ha chiusi poco dopo la rapidissima Lussignoli con una penetrazione. Finale 60-55, con 30 punti di Niedzwiedzka, cioè la metà tonda della squadra.
Per il Basket Roma ottima Fantini (19 punti), con gran movimenti in area, davvero rari da vedere fra le lunghe italiane (anche perché ha lei ha una fisicità quasi più da slava o nordica che da italica); nell'ultimo quarto ha anche segnato 6 liberi consecutivi sotto pressione (a tal proposito: 25 liberi per parte, tanti). Buoni sprazzi per Aghilarre, un po' sottotono ma non negativa Lucantoni; così così Cedolini e Benini.
Nota finale sul pubblico: bel pieno e atmosfera entusiasta con tante ragazzine del settore giovanile, nonostante la relativa lontananza dalla sede (Giussano non è vicinissima a Desio). :b:

Nella foto: qui Fantini appoggia a canestro, ma la match-winner alla fine sarà Niedzwiedzka.

sabato 14 ottobre 2023

Altra doppietta in Eurolega; Venezia bastona le sue ex-suddite; Roma senza PalaTiziano

- Telegrafica sulla settimana di coppe europee. In Eurolega ancora a braccetto Bologna e Schio: la scorsa settimana avevano fatto doppietta sulle polacche in casa, stavolta cucinano altre due orientali (Ungheria-Romania) in trasferta. Devono ancora arrivare le partite più difficili; è presto per cullare sogni di gloria; ma "so far so good", fin qui tutto bene, come dicono oltreoceano e anche oltremanica, presumo.

La Virtus viola 74-85 il campo di Gyor con un'André indemoniata (24 punti in 25', 11/14 da 2), ma anche Rupert (17), Dojkic (16) e Zanda in quasi tripla doppia (9 punti, 11 rimbalzi, 9 assist). Vincent ha trovato spazio per tutte e 10 le effettive, anche se solo 4' per Orsili e Consolini; il timore è che rispetto al livello delle "bigs" manchi profondità. Quintetto e primi cambi, però, sono da zona-playoff.
Schio s'impone con scarto quasi identico (ma andamento anche più dominato), 58-70, a Sfantu Gheorghe contro il Sepsi; gran democrazia nelle rotazioni e nei punti con 12 utilizzate (solo Sivka e Chagas sotto i 10 minuti) e 11 a segno; Guirantes con 13 la top.

- Primo turno di EurocupVenezia fa ragù di... Ragusa, anzi "del" Ragusa, ovvero non la compagine sicula ma quella croata di Dubrovnik, il cui club si fregia dell'antico nome della città; non capita spesso di giocare contro un proprio ex-territorio, considerando che quella Ragusa fu sottomessa proprio alla Repubblica di Venezia. C'è più da dire su queste reminiscenze storiche che sulla partita, terminata con un 91-38 poco degno della competizione. Da segnalare che si è rivista a referto (ma non entrata) Kuier, reduce dalla Wnba, mentre è ancora fuori l'infortunata Shepard.
Sassari invece continua nel suo sofferto inizio di stagione cedendo, di misura ma non proprio in volata, tra le mura nuraghiche amiche, 65-72 contro l'Estudiantes Madrid, una delle varie emanazioni di società maschili presenti in questa coppa; ci sono anche Besiktas, Galatasaray, Panathinaikos, Olympiacos, tanto per nobilitare. Segnali di sblocco da parte di Hollingshed (22) e Raca (15), le punte designate, che contro il Geas erano parse alquanto... spuntate.

- Giunge intanto notizia dalla Città Eterna, al secolo Roma, che è stato riaperto lo storico PalaTiziano, anche se i lavori non sono del tutto terminati (capienza ridotta temporaneamente); si apprende però che almeno per ora l'Oxygen di A1 donne non avrà l'usufrutto della struttura, concesso solo alla pallavolo donne di A1 e alla Luiss di basket maschile (A2). Se ne riparla forse a gennaio, a quanto si può ricavare da qui. Quindi per ora la neo-società capitolina della massima serie femminile gioca fuori città, non l'ideale per cominciare ad attrarre un pubblico da zero.
A quanto pare si celebra, laggiù a Roma, questa riapertura dell'impianto come un grande successo, nonostante ritardi boja per una ristrutturazione non certo della cattedrale di Notre-Dame; del resto ricordiamo l'Allianz Cloud a Milano (ex Palalido) rimesso a nuovo in... appena una decina d'anni, quindi tutta Italia è paese. Non a caso si legge che a Tortona doveva giocarsi nel nuovo impianto l'attesa Derthona-Broni ma "purtroppo ciò non avverrà nella splendida cornice dell’impianto della Cittadella dello Sport, in realtà già pronto, il cui utilizzo è momentaneamente inibito a causa di problemi burocratici". :angry:

giovedì 12 ottobre 2023

Milano, Batti...paglia e fai la storia: prima volta per il Sanga in A1, prima per la città dal '92

Clicca qui per una videosintesi della partita


Potevo mancare all'esordio in casa del Sanga Milano nella sfida fra neopromosse con Battipaglia? Certo che potevo; ma non volevo. Prima partita casalinga di A1 per la società, ma anche prima di A1 nel capoluogo dopo ... anni. I puntini da completare sono voluti, giacché ammetto di non sapere quanto tempo sia passato. Sì, è noto che da 31 anni (e mezzo) una squadra della città di Milano non giocava in casa in A1, ma a quanto mi risulta, l'allora Gemeaz - e vari sponsors precedenti - era delocalizzato a Cinisello Balsamo, nello stesso palazzetto che ospitò il Geas dal 2008 al 2012. Questione per archivisti del basket. :unsure:

Era anche la prima volta per il basket femminile di A1 (di campionato, essendoci già stato il Trofeo Lombardia in settembre fra Geas e Sanga) al Bocconi Sport Center di viale Toscana, nella semi-periferia sud della metropoli, lungo la circonvallazione esterna.
La struttura fa parte d'un campus recentemente realizzato su un'area ex-industriale: sembra d'essere in America, tra edifici dalle forme avveniristiche e l'idilliaco verde d'un parco tutt'attorno; un perfetto esempio di quello che i soldi dei privati, nella fattispecie quelli della celebre università commerciale, possono creare in poco tempo e con una qualità che per gli impianti pubblici (quando ogni morte di papa ne viene realizzato uno) è utopia assoluta, almeno a Milano.
Se il primo impatto all'ingresso del campus è di stupore, la mandibola s'allunga vieppiù entrando nel centro sportivo, dove t'imbatti, come se fosse normale, in una piscina olimpica da 50 metri (!); poi sali al secondo piano e trovi il palazzetto per gli sport al coperto, non capientissimo, 400 posti, ma spazioso, ben illuminato, nuovo di pacca. Madonna che lusso, tanto per nominare invano Nostra Signora, omonima di una giocatrice del Sanga. :ph34r:

Superato l'iniziale spaesamento per la nuova cornice, s'entrava nel vivo di una disfida che, al di là del valore storico, simbolico, menzionato all'inizio, era un probabile scontro-salvezza, se saranno veri i rankings pre-stagionali che vedevano Milano e Battipaglia negli ultimi 2-3 posti e quindi avversarie dirette per evitare l'unica retrocessione.
Non è stata una partita noiosa, tutt'altro. Sembrava, verso fine 1° quarto, con un break aperto da Madonna e Toffali ma alimentato soprattutto da Tulonen con 7 punti di fila, che il Sanga potesse anticipatamente prendere il largo (21-11). Invece Battipaglia ha risposto bene, con le sue 4 straniere che hanno fatto tutte una buona impressione (Ferrari la si conosceva già, una maestra del gioco; Johnson è una colossa d'area; Mbandu un'ala grande con centimetri ma anche mano morbida da 3; Monteiro forse la più sorprendente, un'ala piccola agile e ficcante in avvicinamento e dalla media), così come la veterana Potolicchio; mentre Milano nel 2° quarto si mangiava qualcosa di troppo da sotto e denotava qualche poro difensivo. Si aveva così un breve sorpasso, cui però le meneghine reagivano leste per il 39-35 all'intervallo.

Il terzo e l'ultimo periodo ripetevano un copione simile: partenza migliore per Battipaglia, che rimetteva la capoccia avanti; reazione per Milano che contro-sorpassava. Si era sul 55-60 al 33' dopo una delle non poche pennellate di Ferrari; da lì però saliva in cattedra Pellington, esterna creativa di piccola taglia ma indubbio atletismo e funambolismo; capace di ingenuità ma anche di fiammate esaltanti: ne sfoderava una al momento giusto, inventandosi un 8-0 tutto suo per il contro-contro-controsorpasso (63-60). Non era ancora sufficiente perché Monteiro e Ferrari avevano ancora frecce in serbo (63-66), ma negli ultimi 3 minuti le campane non segnavano più. Così Tulonen da 3, Diallo su assist di Pellington e infine Toffali in entrata mancina confezionavano l'ennesimo parziale, 7-0, stavolta decisivo (70-66 il finale).

Si avevano 24 punti di Pellington e 23 di Tulonen per Milano (anche 7 + 8 assist di Toffali), mentre per Battipaglia 18 di Monteiro, 16 di Ferrari, 12 di Mbandu, 9 a testa per Johnson e Potolicchio.
Nelle cifre di squadra, a fronte di percentuali al tiro abbastanza simili (Sanga un po' meglio da 2, Battipaglia da 3), spicca il saldo pari nelle perse-recuperate per Milano contro un meno 14 delle ospiti, il che significa più possessi per le vittoriose.

Ambiente festoso, 350 spettatori secondo il dato ufficiale; presente il manipolo (anche più di manipolo) di famiglie Sanga che formavano il grosso del pubblico nelle avventure di A2; se non ci fosse stata la contemporaneità col Geas sarebbe probabilmente giunta qualche manciata di neutrali in più. A tifare Battipaglia, in assenza di campani veri, hanno provveduto la sorella di Jessica Milani e le sue compagne delle giovanili di Vittuone.

Debbo dire, in chiosa finale, che ambo le squadre mi sono piaciute, per come se la sono giocata a viso aperto e con sprazzi di qualità pur nei loro logici limiti. Il Sanga ha comandato per la maggior parte del tempo, ma Battipaglia era sorniona nell'approfittare dei momenti di appannamento delle milanesi, più discontinue. Potevano vincere entrambe, ma credo che alla fine siano tornati i conti per Milano in virtù delle maggiori rotazioni a disposizione (nonostante la quasi indisponibilità della guerriera Guarneri), che hanno fatto spremere qualche energia in meno a chi poi ha fatto la differenza. Mentre per Battipaglia c'è stato il contrattempo non da poco della defezione di Bonasia, il designato play titolare: così ora come registe sono rimaste la 2004 Milani e le 2005 Lombardi e Pragliola, oppure si adatta Potolicchio a portar palla, con il supporto di Ferrari. Sta di fatto che Potolicchio al momento è l'unica italiana senior nel roster. Vedremo se patron Rossini correrà ai ripari; così com'è rischia, ma la formula senza retrocessioni dirette toglie un po' d'ansia di far subito risultato.

Nelle foto: l'ingresso del Bocconi Sport Center; il Sanga festeggia la vittoria con un giovane tifoso che ha regalato un disegno alle ragazze.

mercoledì 11 ottobre 2023

Sale la marea a Venezia, Schio imbarca acqua. Campionato sulla Rai?

- Qualcosa va detto, seppur in differita, sul megaclassico veneto. Non è una novità che Schio perda con Venezia al Taliercio, ma colpisce il modo in cui è successo. Una Reyer senza Kuier e Shepard avrebbe legittimamente recriminato per un calendario che la metteva in condizione di giocare ad armi impari: dall'altra parte c'era il quartetto straniero al completo. Un primo messaggio però l'ha mandato il pubblico orogranata, che evidentemente ci credeva, visto che si sono presentati in 2532 (secondo la cifra ufficiale).

Ma per due quarti l'andamento sembrava volgere verso il copione più piatto, con Schio rapidamente in controllo (12-21 al 10') e puntuale nel ribattere ai tentativi di rimonta di una Venezia sbloccatasi in attacco nel 2° quarto, ma con poca tenuta difensiva (32-43 all'intervallo).

- Nel 3° periodo è successo l'inopinato. Ha acceso la luce M. Villa con due entrate, passando il testimone alle due maggiori protagoniste del frangente (e della giornata nel complesso), cioè Makurat e una Fassina forse alla sua miglior partita da quando è tornata sui suoli italici. La difesa di Schio ha imbarcato clamorosamente acqua, concedendo una riffa di canestri da sotto a difesa schierata, cui se ne sono aggiunti altri in contropiede, giacché Venezia s'è messa a mordere con grande efficacia.
Rapidamente lo svantaggio di 11 punti è stato annullato, tra l'entusiasmo generale dell'ambiente; un'ondata simile a quella che aveva portato la Reyer a battere Bologna in semifinale di Coppa Italia. Sono state appunto Makurat (tripla) e Fassina (tripla, poi 2+1) a firmare il sorpasso in tromba, cioè talmente rapido che Schio è rimasta come stordita, senza riuscire a riprendere il controllo, nonostante ce ne fosse tutto il tempo. Poi quando la squadra che è già in gas pesca un jolly come la tripla da 9 metri di Makurat sulla sirena del 3° quarto, è chiaro che i rispettivi stati d'animo agli antipodi - euforia e depressione - s'estremizzano.
Tant'è che all'inizio dell'ultimo periodo, anziché la reazione di Schio, è giunta una dose ulteriore di legnate con cui Venezia ha preso definitivamente il largo (71-58 a 5' dalla fine). Modesta, rispetto al vantaggio tecnico di cui godeva, la risalita scledense, che ha solo limato qualche lunghezza, terminando peraltro con scarto tondo in doppia cifra (78-68).

- Tornando al 3° quarto, la chiave di volta della partita, va sottolineato oltre al parziale di 27-10 la mappa di tiro delle due squadre: per la Reyer ben 6 canestri da sotto, 3/6 da 3 e 6 liberi, per Schio invece 4 canestri da sotto (e fin qui ok) ma 0/4 dalla media e 0/3 da 3, con molti meno tentativi per via delle palle perse.

- Fassina matadora con 22 punti (5/8 da 2, 3/4 da 3), Makurat e M. Villa 14, e fa specie che Berkani abbia chiuso con 0 punti e 0/6 al tiro, il che significa in sostanza, per la Reyer, aver battuto Schio col contributo concreto di una sola forestiera. :o:
Per il Famila, solo qualche sufficienza stiracchiata, a parte direi Bestagno (12 con 5/5 al tiro), che però non poteva sopperire all'anonimato delle protagoniste designate. Al di là del fare le pulci a questa o a quella, si conferma l'impressione sulla mancanza di una trascinatrice "fuori categoria" come Schio ha sempre avuto negli anni. Per ora Juhasz è brava ma fa il suo e non di più; Reisingerova, Guirantes e Parks idem. Se nell'ambiente arancione c'era nervosismo per aver perso il torneo precampionato casalingo, figurarsi dopo lo 0 su 2 nelle sfide contro le altre big italiche (Supercoppa con Bologna + campionato con Venezia). Pepe che va a beneficio dell'interesse.

- Un big match che sarebbe stato bello mostrare in tv ma, attenzione, sembra che qualcosa si muova. Dopo la spiata dell'utente "Giraffe" qui sul forum, ne hanno scritto anche il bollettino distribuito alla partita del Sanga Milano e poi Eduardo Lubrano su Pianetabasket. Si parla di un accordo con RaiSport, almeno per una manciata di gare, più le fasi salienti della stagione. Se son rose catodiche, fioriranno.