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Potevo mancare all'esordio in casa del Sanga Milano nella sfida fra neopromosse con Battipaglia? Certo che potevo; ma non volevo. Prima partita casalinga di A1 per la società, ma anche prima di A1 nel capoluogo dopo ... anni. I puntini da completare sono voluti, giacché ammetto di non sapere quanto tempo sia passato. Sì, è noto che da 31 anni (e mezzo) una squadra della città di Milano non giocava in casa in A1, ma a quanto mi risulta, l'allora Gemeaz - e vari sponsors precedenti - era delocalizzato a Cinisello Balsamo, nello stesso palazzetto che ospitò il Geas dal 2008 al 2012. Questione per archivisti del basket.
Era anche la prima volta per il basket femminile di A1 (di campionato, essendoci già stato il Trofeo Lombardia in settembre fra Geas e Sanga) al Bocconi Sport Center di viale Toscana, nella semi-periferia sud della metropoli, lungo la circonvallazione esterna.
La struttura fa parte d'un campus recentemente realizzato su un'area ex-industriale: sembra d'essere in America, tra edifici dalle forme avveniristiche e l'idilliaco verde d'un parco tutt'attorno; un perfetto esempio di quello che i soldi dei privati, nella fattispecie quelli della celebre università commerciale, possono creare in poco tempo e con una qualità che per gli impianti pubblici (quando ogni morte di papa ne viene realizzato uno) è utopia assoluta, almeno a Milano.
Se il primo impatto all'ingresso del campus è di stupore, la mandibola s'allunga vieppiù entrando nel centro sportivo, dove t'imbatti, come se fosse normale, in una piscina olimpica da 50 metri (!); poi sali al secondo piano e trovi il palazzetto per gli sport al coperto, non capientissimo, 400 posti, ma spazioso, ben illuminato, nuovo di pacca. Madonna che lusso, tanto per nominare invano Nostra Signora, omonima di una giocatrice del Sanga.
Superato l'iniziale spaesamento per la nuova cornice, s'entrava nel vivo di una disfida che, al di là del valore storico, simbolico, menzionato all'inizio, era un probabile scontro-salvezza, se saranno veri i rankings pre-stagionali che vedevano Milano e Battipaglia negli ultimi 2-3 posti e quindi avversarie dirette per evitare l'unica retrocessione.
Non è stata una partita noiosa, tutt'altro. Sembrava, verso fine 1° quarto, con un break aperto da Madonna e Toffali ma alimentato soprattutto da Tulonen con 7 punti di fila, che il Sanga potesse anticipatamente prendere il largo (21-11). Invece Battipaglia ha risposto bene, con le sue 4 straniere che hanno fatto tutte una buona impressione (Ferrari la si conosceva già, una maestra del gioco; Johnson è una colossa d'area; Mbandu un'ala grande con centimetri ma anche mano morbida da 3; Monteiro forse la più sorprendente, un'ala piccola agile e ficcante in avvicinamento e dalla media), così come la veterana Potolicchio; mentre Milano nel 2° quarto si mangiava qualcosa di troppo da sotto e denotava qualche poro difensivo. Si aveva così un breve sorpasso, cui però le meneghine reagivano leste per il 39-35 all'intervallo.
Il terzo e l'ultimo periodo ripetevano un copione simile: partenza migliore per Battipaglia, che rimetteva la capoccia avanti; reazione per Milano che contro-sorpassava. Si era sul 55-60 al 33' dopo una delle non poche pennellate di Ferrari; da lì però saliva in cattedra Pellington, esterna creativa di piccola taglia ma indubbio atletismo e funambolismo; capace di ingenuità ma anche di fiammate esaltanti: ne sfoderava una al momento giusto, inventandosi un 8-0 tutto suo per il contro-contro-controsorpasso (63-60). Non era ancora sufficiente perché Monteiro e Ferrari avevano ancora frecce in serbo (63-66), ma negli ultimi 3 minuti le campane non segnavano più. Così Tulonen da 3, Diallo su assist di Pellington e infine Toffali in entrata mancina confezionavano l'ennesimo parziale, 7-0, stavolta decisivo (70-66 il finale).
Si avevano 24 punti di Pellington e 23 di Tulonen per Milano (anche 7 + 8 assist di Toffali), mentre per Battipaglia 18 di Monteiro, 16 di Ferrari, 12 di Mbandu, 9 a testa per Johnson e Potolicchio.
Nelle cifre di squadra, a fronte di percentuali al tiro abbastanza simili (Sanga un po' meglio da 2, Battipaglia da 3), spicca il saldo pari nelle perse-recuperate per Milano contro un meno 14 delle ospiti, il che significa più possessi per le vittoriose.
Ambiente festoso, 350 spettatori secondo il dato ufficiale; presente il manipolo (anche più di manipolo) di famiglie Sanga che formavano il grosso del pubblico nelle avventure di A2; se non ci fosse stata la contemporaneità col Geas sarebbe probabilmente giunta qualche manciata di neutrali in più. A tifare Battipaglia, in assenza di campani veri, hanno provveduto la sorella di Jessica Milani e le sue compagne delle giovanili di Vittuone.
Debbo dire, in chiosa finale, che ambo le squadre mi sono piaciute, per come se la sono giocata a viso aperto e con sprazzi di qualità pur nei loro logici limiti. Il Sanga ha comandato per la maggior parte del tempo, ma Battipaglia era sorniona nell'approfittare dei momenti di appannamento delle milanesi, più discontinue. Potevano vincere entrambe, ma credo che alla fine siano tornati i conti per Milano in virtù delle maggiori rotazioni a disposizione (nonostante la quasi indisponibilità della guerriera Guarneri), che hanno fatto spremere qualche energia in meno a chi poi ha fatto la differenza. Mentre per Battipaglia c'è stato il contrattempo non da poco della defezione di Bonasia, il designato play titolare: così ora come registe sono rimaste la 2004 Milani e le 2005 Lombardi e Pragliola, oppure si adatta Potolicchio a portar palla, con il supporto di Ferrari. Sta di fatto che Potolicchio al momento è l'unica italiana senior nel roster. Vedremo se patron Rossini correrà ai ripari; così com'è rischia, ma la formula senza retrocessioni dirette toglie un po' d'ansia di far subito risultato.
Nelle foto: l'ingresso del Bocconi Sport Center; il Sanga festeggia la vittoria con un giovane tifoso che ha regalato un disegno alle ragazze.
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