domenica 31 marzo 2024

Ncaa, Sweet 16: avanti le "big" tranne Stanford. Sarà "rivincita del secolo" Iowa-LSU

- Nuova doppietta ravvicinata di turni al torneo Ncaa. Per dirla all'americana, Sweet 16 ed Elite 8, cioè semifinali e finali dei "Regionals", i 4 tabelloni che mandano la vincente alle Final Four. Si gioca in due "concentramenti", Albany e Portland. A tal proposito, la notizia grottesca è che a Portland si è scoperto che uno dei due archi dei 3 punti era tracciato male ed era a distanza diversa dall'altro. :woot: Pressapochismo che stride col successo della Madness femminile più seguita di sempre.

- Nelle due notti scorse si sono giocate le 8 partite di Sweet 16. Sostanzialmente le "big" sono andate tutte avanti, chi più a fatica chi con agio, tranne un paio di casi.
Uno è Stanford che ha lasciato le penne per mano di North Carolina State (peraltro #3 del tabellone che batte una #2, quindi sorpresa relativa). Stanford già aveva rischiato contro Iowa State, battendola al supplementare. E la sua allenatrice VanDerveer, "santona" di lungo corso, aveva criticato il format delle finali dei Regionals, ovvero il fatto che si utilizzino solo due sedi anziché le quattro del maschile.
Forse non c'entra nulla, ma ho la sensazione che quando un allenatore critica la formula del campionato o torneo che sta giocando, non porti bene. E non per casualità, o per ripicca degli organizzatori, ma perché la critica riflette, consciamente o meno, sensazioni negative del coach sul momento che sta vivendo la propria squadra, per cui sposta l'attenzione su fattori esterni. Teoria pura, ribadisco. Sta di fatto che Stanford cede nettamente, 67-77.
Esce quindi una delle idole d'America, l'ala grande (ottima stoppatrice soprattutto; attaccante discreta, non eccelsa) Cameron Brink, con molto amaro perché commette il 5° fallo già all'inizio dell'ultimo quarto e, mesta e impotente, assiste dalla panca mentre la stagione della sua squadra va a puttane. Aziaha James con 29 punti la matadora per NC State, non un nome granché celebrato in mezzo a tante "starlettes" del momento.

- NC State se la vedrà con Texas, #1 di questo tabellone, che finora è andata a rullo, +40, +11 e adesso +22 su Gonzaga. Nonostante ciò, le Longhorns non paiono tra le maggiori candidate al titolo.

- Sempre venerdì, sull'altra costa, ovvero ad Albany, la corazzata South Carolina (lei sì tra le favoritissime, forse la prima assoluta) suda varie camicie per regolare una gagliarda Indiana, che rimonta un distacco in doppia cifra, con una bella prova collettiva (5 in doppia cifra). Sul +2 a circa 50" dalla fine, cruciale una tripla di Raven Johnson, seconda marcatrice per le Gamecocks dietro la brasileira Cardoso (22 con 10/12). Secondo campanuccio d'allarme per "SC" dopo la vittoria fortunosa in semifinale della sua conference (si ricorderà, con tripla tabellata di Cardoso sulla sirena). Il tutto nonostante il 50% sia da 2 che da 3. Difesa non impeccabile, ciò che costò già la sconfitta contro Iowa nel torneo 2023.

- Chi ci prova contro South Caro? L'outsider Oregon State che ha fatto fuori Notre Dame delle stellucce Citron (22 punti) e Hidalgo (quintetto ideale assoluto della stagione, ma solo 10 punti con 4/17 al tiro in questa sfida cruciale). Partita tirata, si entra negli ultimi 3 minuti con Notre Dame a +1, ma Oregon State imbuca due triple che orientano l'esito. L'ultima speranza di Nostradama naufraga su una stoppata subita da Citron su tentativo di tripla; 70-65.

- Piatto ancor più ricco nel sabato che ha avuto prestigiose vetrine tv sull'ABC, uno dei network principali di laggiù. Iowa, dopo lo spavento al 2° turno, stavolta non ha fatto tremare i venditori di gadgets e i bagarini, liquidando Colorado 89-68. La messianica Clark si "accontenta" di 29 punti e 15 assist con 10/11 da 2 e un modesto (per lei) 3/11 da 3. Alla faccia.

- E sarà rivincita del secolo (sulla finale dello scorso anno) giacché nell'altra semifinale del medesimo tabellone, ospitato da Albany, Louisiana State ha ragione di UCLA in una bella battaglia; 30-21 il parziale dell'ultimo quarto che decide tutto (78-69), essendosi in parità dopo tre frazioni. La ficcante esterna Flau'Jae Johnson è la primattrice con 24 punti e 12 rimbalzi. Solita solida la "bad girl" Reese (16+11), solo 7 con 1/8 per la celebrata biondina Van Lith. Per le californiane 14+17 rimba di Lauren Betts, torre di 2.01, figlia del cestista inglese Andrew che vedemmo anche in Italia. Sarà Clark contro Reese, l'acqua santa contro il diavolo; l'America già fibrilla. :woot:

- La Los Angeles che ride è USC, ovvero Southern California, che a Portland piega Baylor, 74-70 con un bel rush finale in rimonta; ne mette 30 la freshman prodigio Watkins.

- Sua avversaria sarà Connecticut della rinata Bueckers, 24 punti per trascinare le sue in una disfida a basso e rognoso punteggio contro Duke; le Blue Devils soffrono... pene dell'inferno nei primi due quarti, segnando appena 13 punti (contro 23, peraltro); poi si svegliano e mettono un po' di paura ma le discepole di Auriemma resistono, 53-45.



giovedì 28 marzo 2024

Ncaa: l'incredibile successo continua. La solita "cattiva" Reese, la fatica di Iowa e altri spunti del 2° turno

- Mentre la nostra umile e liofilizzata "March Madness" U19 sta entrando nella fase decisiva, continua l'incredibile successo di quella vera, oltreoceano, dove si è disputato il 2° turno del torneo Ncaa tra domenica e lunedì scorsi (in casa delle stesse squadre che avevano ospitato il primo turno nei due giorni precedenti).

E la Madness decisamente dilaga: record di audience per una partita di 2° turno (4,9 milioni), record di spettatori nelle arene, commenti entusiastici sia degli opinionisti di punta che della gente comune sui social (vedi collage di screenshotti allegato). In pochi anni, questo colpisce di più, i classici paragoni penalizzanti col basket maschile si sono ribaltati, al punto che molti adesso dicono che si divertono di più a guardare le donne.
Gli ingredienti essenziali sembrano semplici: gioco piacevole da guardare e personaggi che fanno venire voglia di seguirli. Oltre a un terreno fertile come gli Stati Uniti, culla del basket di college. Se hai l'equivalente di Caitlin Clark qui da noi, gioca davanti a 300 persone con diretta streaming. Ma in America quegl'ingredienti li hanno già avuti in passato, cioè fior di personaggioni nell'Ncaa donne, ma non c'era mai stato un interesse del genere. Si vede che il momento è propizio: lo sport femminile in generale sta sfondando; l'appannamento dell'Ncaa maschile lascia un bisogno insoddisfatto di college basketball, che gli appassionati stanno trovando nel femminile. :unsure:

- Inevitabilmente, il botto d'interesse moltiplica anche le cagnare, le polemiche che montano brezze in tempeste. Nel ciclone, come già altre volte, l'irrequieta LSU campione in carica. Kim Mulkey, la vulcanica coach, minaccia di querelare il "Washington Post" (se non erro, il prestigioso giornale che fece scoppiare il caso Watergate negli anni '70) se farà uscire alcune preannunziate notizie false (a detta di lei) su un presunto scandalo che la coinvolgerebbe, non meglio precisato. :angry:
Poi, sul campo, il match del 2° turno finisce in polemica per l'arbitraggio favorevole nella partita con Middle Tennessee State, che da +4 all'intervallo perde 56-83 con 37 tiri liberi a sfavore a fronte di 9 a favore. Sotto accusa soprattutto l'ennesimo episodio controverso di Angel Reese, la quale con un palese flopping (o quantomeno contatto accentuato ad arte) ottiene il 5° fallo della lunga russa Boldyreva (la quale finisce in lacrime in panchina) e la sfotte facendo il gesto di "ciao ciao" con la manuccia. :huh: I social s'inondano di attacchi nei suoi confronti, come già dopo la finale dello scorso anno quando irrise l'idolo delle masse Clark. Ma lei sembra goderci, a fare il ruolo della "cattiva" che scandalizza i benpensanti bianchi.

- Sempre al 2° turno, non facile per Iowa della Divina Clark il compito apparentemente non improbo contro West Virginia, che rimonta sino a mettere paura nel finale, sbagliando un layup per il meno 2; in qualche modo le Occhiodifalco (Hawkeyes) la sfangano con 32 punti (8/22 al tiro) della Caitlin d'America, su 64 della squadra. I capatàz di tv, merchandising e quant'altro avranno sudato varie camicie dallo spavento di perdere anzitempo la più gettonata delle starlettes. Ricordiamo che il tabellone prevedrebbe al 4° turno (cioè alla soglia d'ingresso delle Final Four) proprio lo scontro di fuoco tra lei e LSU.

- Ne mette 32 (per Connecticut contro Syracuse) anche Paige Bueckers, cioè la "Clark prima di Clark" (e della catena d'infortuni subiti), nel senso di fenomeno tecnico e personaggio che fa presa: importante rivederla a questi livelli. Per Connecticut del grande Auriemma è la 30esima volta di fila tra le "Sweet 16". E il Geno da Avellino la loda: "Per me è la miglior giocatrice in assoluto".

- La sorpresa del 2° turno è operata da Duke su Ohio State, che godeva d'una testa di serie #2 del suo tabellone ed era a +16 nel primo tempo; invece poi finisce +12 per le Blue Devils, alfiere d'un ateneo solitamente noto per le imprese della squadra maschile.

- La ruota degli eroi può girare a vortice. Finisce la corsa della possente Audi Crooks, salita alla ribalta con i 40 punti al primo turno; chi di quarantello ferisce, di quarantello perisce: mentre Crooks incappa in una serataccia da 3/21 al tiro, Stanford elimina la sua Iowa State dopo un supplementare con Kiki Iriafen, ala di 1.90, che ne mette 41 + 16 rimbalzi. Più in ombra, sempre per Stanford, Cameron Brink, ala che rientra nel novero delle "fidanzatine d'America" che stanno spopolando in quest'epoca d'oro del college basketball, ed è stata eletta nel quintetto ideale della stagione insieme a Clark, Bueckers, JuJu Watkins di Southern California e Hidalgo di Notre Dame.



mercoledì 27 marzo 2024

A1: Venezia-Geas, l'inattesa rullata. Campobasso e Ragusa "up". Sassari e Roma guizzo-playoff. A2: big Udine

 - In attesa del turno del Sabato Santo, che di sicuro calamiterà grandi folle nei palazzetti di A1, :unsure: erano oltre 2000 al Taliercio per il big match del weekend scorso, Venezia-Geas. Tutti s'aspettavano, credo, una partita incerta, considerando le due sudatissime vittorie della Reyer nei precedenti stagionali, di cui l'ultimo recentissimo in semifinale di Coppa (quindi partita "vera" a tutti gli effetti, cioè non condizionata da eventuali fatiche d'Europa, o sottovalutazione da parte della "big" eccetera); e considerando che Sesto in campionato non perdeva da 3 mesi e 8 partite, compresa quella con Schio, mentre le alfiere di San Marco e di San Brugnaro avevano inciampato in malo modo a Campobasso, segnando 4 miseri punti nell'ultimo quarto.

Pertanto, allorché erano le sestesi a proporre il primo break significativo, già dopo 5 minuti circa (7-15, confermato sul 12-20 al 9') sembrava la conferma delle aspettative. Panzera gran protagonista con 10 punti nel 1° quarto; una di quelle giornate (sembrava) in cui il suo ondivago tiro da 3 entra eccome, e le dà una dimensione in più. Ma poi l'ex adolescente-prodigio sarà tarpata dai falli precoci.
Dopo un altro paio di minuti, dal 15-22, inizia, inopinata, la valanga orogranata, che travolge un Geas improvvisamente inerme. La differenza, oltre a un paio di stoccate da fuori di Gorini e Pan, la fa soprattutto l'emergere di Shepard e Kuier dentro l'area: addirittura 7/7 da sotto per la Reyer nel 2° quarto. La difesa sestese, che all'inizio era solida, si sfarina quasi di botto, complice (ma non colpevole unica) una Begic che al suo ingresso abbassa l'intensità (o quantomeno l'efficacia) della retroguardia rossonera. Di colpo in colpo, il punteggio si ribalta e ci si trova sul 35-24 Venezia (20-2 di parzialaccio) dopo un arresto-e-tiro di Villa.
La lunga astinenza sestese, circa 6 minuti, è sbloccata da una tripla di Trucco, cui però risponde subito la neo-arrivata Held. La quale, come prima impressione, sembra alquanto minuta nel fisico, aggressiva in difesa, prematuro giudicarne l'impatto, ma non pare destinata a spostare radicalmente i valori (se questo era il timore nei clan bolognese e scledense); certo se Makurat come si ode ha problemi alla schiena, meglio aver inserito una sana che comunque il fatto suo lo sa.
Chiusa la parentesi, chiuso anche il primo tempo nel modo più galvanizzante per Venezia che va sul 40-28 con un lancio a tutto campo di Villa che Kuier abbranca e trasforma al volo in appoggio a canestro.
"Ocio, che queste c'han già recuperato due volte da scarti in doppia cifra", avrà raccomandato Mazzon alle sue tipe nell'intervallo. E infatti la Reyer sta ben attenta a non concedersi pause (quei blackout micidiali patiti nel periodo recente sia in Coppa che in campionato) e ammazza la partita prima che il Geas possa ambire a riaprirla. Micidiale il nuovo break di 21-5, ancora con Kuier ira d'Iddio. Sul 61-33 a -3'40" dalla fine del 3° quarto è bandiera bianca per le sestesi. Le quali però, se non altro, dimezzano il passivo nel "garbage time" (con Moore che rimpolpa il tabellino dopo una prestazione sotto il suo standard), chiudendo sul meno 13 (71-58); e il discorso vale nell'ottica del doppio confronto con Campobasso: ogni punto sarà decisivo.
Si hanno 18 punti di Kuier (29 di valutazione), 16 di Shepard, 10+6 assist di una Villa zero fronzoli e tutta sostanza; di là Moore 16 (però, come detto, rimpinguati nel finale), 13 Panzera e 12 di una Gwathmey non pessima ma nemmeno incisiva (rispetto al suo talento).

Campobasso, dicevamo. Le molisane non sciupano l'assist offerto da Venezia, e dopo essere rientrate in corsa per il 4° posto battendo proprio le lagunari, strappano momentaneamente al Geas il suddetto 4° posto grazie al quoziente-canestri stagionale (anche se è materia per cultori dei regolamenti), che dopo il peraltro sofferto +6 a Faenza, e il -13 della rivale sestese, dà ragione al team del pastificio per 0,06 centesimi.
L'insidia faentina è scampata con un mini-allungo nell'ultimo quarto, protetto fino in fondo, dopo i primi 3 alla pari, anzi con le romagnole avanti anche di 7. Micidiali Dedic (23) e Trimboli (19 con 7/7 da 2 e 31 di valutazione); non bastano 19 di Tagliamento e 13 di Franceschelli con le straniere di Seletti tutte poco produttive in attacco (cioè, le tre presenti in mancanza di Cvijanovic). Faenza s'avvicina alla doppia cifra di partite stagionali perse con scarti entro i due possessi (cioè 6 punti); unghie che si macerano dal tanto mordere, per i supporters. :woot:

- Chi non avrà da calcolare differenze-canestri, essendo stata penalizzata di 1 punto, è Ragusa, che incamera la sesta pappa di fila approfittando dei guai di S. Martino (fuori Tutù e Kokò, alias Turcinovic e Kostowicz); coach Piazza coerentemente non snatura il suo gioco dispendioso ad alta intensità, ma quasi inevitabilmente dopo i 23 punti segnati nel 1° quarto, le Lupe hanno il serbatojo a secco e sono staccate da un break nemmeno troppo possente delle sicule, 13 punti segnati nell'ultimo periodo, ma più che sufficienti a fronte dei 4 delle giallonere. Spreafico matadora con 19; D'Alie fa 1/14. San Martino rischia addirittura i playoff? Per ora non diremmo, ma se perde a Roma sabato ha da preoccuparsi, perché il calendario non è benevolo.

- E da dietro si muovono. Persino Roma, che s'era cristallizzata a quota 12 da parecchio, ma finalmente... Oxygena (ah ah) :wacko: la classifica. L'occasione era propizia, nel derbino fra matricole metropolitane a Milano, e viene sfruttata non senza soffrire per almeno 3 quarti e mezzo; vari vantaggi per le meneghine, massimo +6, con Dornstauder che si conferma di un altro livello rispetto alle 6 straniere precedentemente giunte quest'anno alla corte di Pinotti. La polacco-canadese sciorina un campionario di movimenti in area che fanno impazzire Dongue (la quale esce per infortunio, poi rientra) e Sventoraite; e non ha il vezzo di piazzarsi oltre l'arco come certe lunghe d'oggidì, ma va a sudarsi ogni canestro a prezzo di sportellate interne.
Ma non basta, perché comunque Roma ha qualcosa di più nel complesso; c'è Kalu guizzante in accelerazione; e c'è la donna-chiave Czukor con 5 triple nel 2° tempo. Un'azione che svolta la partita è quando Vintsilaiou getta malamente un pallone in zona d'attacco, lanciando involontariamente il contropiede di Kalu che segna con fallo. Da lì parte un break romano che Milano riesce a ricucire non oltre un meno 4, salvo scivolare poi a meno 13 (alla fine 60-71).
Dornstauder finisce con 28 punti e 38 di valutazione; Kalu, Czukor e Dongue 16 a testa.

- L'altra vittoriosa aspirante ai playoff è Sassari, che neutralizza le speranze di bis di Battipaglia (dopo la vittoria su S. Martino) con una partita alla sua maniera, cioè attacco garibaldino con uso tambureggiante delle triple, 10/35 alla fine (penso che siamo vicini a sfondare il muro dei 40, ormai); Battipaglia regge bene per 3 quarti e mezzo (65-67 al 35'), poi non più (72-83), nonostante 21 di Johnson, 16 di Policari e i soliti rimbalzoni di Yurkevichus (che stavolta segna pure); per Sassari 23 di Raca, 20 Joens e 19 Carangelo.
PS: si apprende per vie non ufficiali di un nuovo cambio di panchina a Battipaglia. L'imprevedibilità delle mosse del club campano è nota ma quest'anno sembra un... crescendo rossiniano, al riguardo. :woot:

- Non riesce invece, ma era prevedibile, il colpo da playoff a Brescia contro l'intrattabile Schio di questo periodo. Anche +7 all'inizio per Zanardi (16 punti contro la sua prossima squadra) e compagne, ma sono solo le schermaglie d'abbrivio; poi il Famila prende a martellare in area con Juhasz e Reisingerova (addirittura 48 i punti nel pitturato alla fine per le tricolori), e le lombarde resistono finché possono (34-40 a metà gara) ma inesorabilmente cedono, 68-87.
Bello sprint finale per i primi 3 posti. Se Venezia supera anche il secondo test-chiave, sabato contro Bologna, ormai è fatta. Schio, se perde la Virtus (la quale dovrà pure andare a Sesto), ha in mano il 2° posto, e quindi il fattore-campo nella preventivabile semifinale tra le due; ma probabilmente è così anche se la Virtus vince, perché Schio ha solo Ragusa ostica, in teoria, nel suo calendario finale.

- In A2 Ovest, mentre le prime 3 fanno bottino e le ultime 4 restano ferme, le notizie sono il sorpasso di La Spezia su Giussano per l'8° posto (cioè i playoff; ma alla penultima c'è lo scontro diretto) e la perdita di terreno della coppia Empoli-Selargius rispetto a quella Broni-Mantova nella corsa al 4° posto. A Selargius non prendono bene il -31 casereccio con Broni: esonerato coach Righi. Mantova vince a Carugate con una tripla di Bottazzi allo scadere.
In A2 EstUdine si conferma in stato di grazia dominando (85-74, ma +23 dopo 3 quarti) lo scontro al vertice con Alpo; Gregori 24 punti con 6/10 da 3. Roseto, decimata, è travolta a Ponzano; spera ancora nella salvezza diretta Vicenza di Zara piegando Bolzano.

sabato 23 marzo 2024

Ncaa: March Madness, il primo acuto è della massiccia Crooks. Da lunedì anche la "March Madness" nostrana (finali U19)

 - E' probabilmente il torneo Ncaa femminile più atteso di sempre, quello che è iniziato la notte scorsa e andrà avanti fino al 7 aprile. Il tangibilissimo (in termini numerici) aumento dell'interesse è stato trainato dalla divina Caitlin Clark ma anche da altri personaggi d'impatto presso la vasta platea, i quali con le nuove norme Ncaa possono fare soldi coi diritti d'immagine e quindi hanno dietro di sé gente che crea "battage" da commercializzare, alimentando ulteriormente il seguito.

Ma c'è polemica negli Usa contro chi ha fatto il tabellone del torneo, mettendo dalla stessa parte, cioè in rotta di collisione prima delle Final Four, i due massimi personaggioni, le duellanti della scorsa finalissima, con tanto di scintille, ovvero la stessa Clark e l'ala di Louisiana State, Angel Reese, che si vanta di venire dal ghetto e di essere rissosa e provocatoria (poi sa anche giocare, ed è una di sostanza, ma a mio parere non un talento di primissimo livello). In pratica, se superano i primi due turni, Iowa di Clark e LSU di Reese si scontreranno a fuoco nelle "Elite 8", il turno che precede le F4.
Chiaro che una F4 senza Clark sarebbe una botta dura per la bolla mediatica. Iowa in realtà non è uno squadrone, si regge sulle prodezze di Clark ma aveva di meglio lo scorso anno, come "supporting cast"; tant'è che qualcuno considera generosa la testa di serie #1 assegnata a Caitlin e comari nel loro tabellone, mentre LSU ha avuto solo la #3 (eppure rispetto allo scorso anno ha un'altra delle "fidanzatine d'America", ossia questi talenti bianchi molto commercializzabili, Hailey Van Lith).
Le altre #1 di tabellone sono South Carolina, massima favorita (specie dopo aver battuto LSU nella finale di Conference finita in rissa); TexasUSC, alias Southern California, dell'emergente Juju Watkins.

- La prima prestazione individuale di spicco nel torneo testè cominciato è stata ad opera di una giocatrice dal fisico ultra-possente (se non fosse ormai considerato body-shaming, diremmo sovrappeso di parecchio) :ph34r: e dal nome da automobile svedese, ovvero Audi Crooks. Trattasi di un centro di 1,91 per un numero imprecisato di chili, che ha un'abilità notevole nel prendere posizione (e fin qui, si dirà, non è difficile, vista la stazza), farsi recapitare palla dalle compagne e imbucarla con martellante costanza da sotto canestro. Così facendo ha realizzato 40 punti con 18/20 al tiro nella vittoria, in gran rimonta da meno 20, della sua Iowa State (vicina di casa di Clark, dunque) su Maryland. vedi qui le immagini. Vedremo se saprà ripetersi contro difese più arcigne.

- Nel precedente aggiornamento (vedi qui) non avevamo menzionato l'uscita di scena delle due italiane di spicco, Eleonora Villa e Vittoria Blasigh, abbastanza presto nel rispettivo torneo di Conference. Villa è stata eliminata già il 6 marzo con un secco 44-65 al primo turno da California; per lei 17 punti. Mentre Blasigh l'11 marzo è stata sconfitta con uno sfortunato 56-58 al 2° turno contro UTSA (Texas at San Antonio); per lei 23 punti. Entrambe nettamente top scorer della propria squadra, complice probabilmente l'abitudine a giocare partite importanti, più da giocatrici senior che da giovini studentesse. Villa però (non so Blasigh) ha un codazzo di fine stagione con il torneo "di consolazione" WBIT, iniziato in questi giorni.
Possiamo comunque dire, a mo' di bilancio, che ambo le nostre alfiere hanno disputato una stagione individualmente valida in seno a compagini di medio, non eccelso, livello.

- Sempre riguardo a giovani di casa nostra, ma rimaste sul glorioso suolo italico, da lunedì 25 a venerdì 29 vanno già in scena, anticipatissime rispetto al solito, le finali nazionali U19. Di solito nell'annata 2005 il duello principe è fra Basket Roma e Costa Masnaga, che per 3 volte su 3 (compreso lo scorso anno, quando c'erano anche le 2004) ha sorriso alle capitoline, sin dalla finalissima U14 del 2019. Sarà rivincita per le masnaghesi? L'assenza di Cedolini peserà sulle detentrici, che peraltro sono salite di livello grazie all'esperienza in A2 gestita del tutto con le proprie forze, a differenza delle ragazze di Costa che hanno alcune veterane (compresa la giovane-vecchia Allievi del 2003) a loro sostegno. Se ci fosse il duello in finale tra le varie Fantini, Lucantoni, Aghilarre, Benini, e dall'altra parte Bernardi, Osazuwa, Piatti, Gorini, e il rinforzo (già da inizio stagione) Edokpaigbe, sarebbe un bel vedere.
Però non c'è male anche tra le altre pretendenti: Campobasso delle stelle '06 e '07 Quinonez e Giacchetti; Venezia con Zuccon, Hassan e altre azzurrette; Geas in maggioranza U17 (con le medagliate U16 dello scorso anno Ostoni, Minora e Volpato); il pool bergamasco Ororosa con Lussignoli e Crippa che giocano in A2 a Giussano; il pool emiliano Sisters; Battipaglia padrona di casa con varie tipe del nucleo di A1.

mercoledì 20 marzo 2024

A1: l’acuto di Campobasso e la stecca di Venezia. Battipaglia, non è fuoco di paglia

- Si può battere la capolista segnando 54 punti con il 34% dal campo? :blink: Sì, a patto di subirne solo 47, di cui 16 nella seconda metà e 4 nell’ultimo, in cui la suddetta capolista, al secolo Venezia, colleziona uno 0/16 al tiro (equamente suddiviso tra padelle da 2 e da 3) che è ai limiti dell’incredibile, per una squadra di A1, figurarsi per chi sta in cima alla classifica ed è fresca di semifinale di EuroCup. Proprio dopo l’eliminazione in coppa notavamo la tendenza, perniciosa e sconcertante, della Reyer ai blackout prolungati; ma stavolta ha superato ogni limite.

Sembrava, nei primi due quarti, una partita simile alle altre disputate da Campobasso in casa contro le “big”, stando lì aggrappata ma pur sempre sotto, col solito punteggio risicato (8-14 al 10’, 25-31 al 20’). Anche perché, all’indisponibilità di Kacerik, si sommava un precocissimo infortunio a Kunaiyi, che si rivelava poi soltanto temporaneo, non senza costare però qualche minuto di sbandamento alle compagne.
Invece dopo l’intervallo il team del pastificio trovava una quadra offensiva con le incursioni di Quinonez e con la stessa Kunaiyi, rediviva; e dopo l’aggancio sul 43-43 al 30’ innescava una difesa ancora più ferrea di quella già apprezzata più volte nell’arco della stagione. Da notare una Giacchetti incollata a Villa, lei che su “Basket Magazine”, qualche mese fa, aveva dichiarato di essersi ispirata, da piccola, al talento brianzolo, di tre anni più anziana (o meno giovane). E domenica ha contribuito a tenerla a 2 soli punti. Non unica, la Matilde da doppia cifra in Europa, a patire un digiuno quaresimale, chiaramente, in casa veneziana, dove ci hanno provato tutte, nell’ultimo quarto, a togliere il tappo dal canestro (da Gorini a Fassina a Pan alle straniere; non Cubaj uscita anzitempo per guaio fisico), ma invano.
E dunque 54-47 per il tripudio della plebe molisana, che per la prima volta quest’anno si gode lo scalpo di una “big”; Quinonez ha 13 punti, Kunaiyi 10+15 rimba; Kuier 13+13 rimba, Shepard 12+13 ma sono affondate insieme alla squadra nel finale.

- Campobasso con questo colpo di reni inverte una freccia che, dopo i fasti dell’andata, la stava facendo scivolare verso un possibile 6° posto (considerando il sorpasso già effettuato dal Geas e quello minacciato da Ragusa), e torna a sperare anche nel quarto. La Reyer brucia una delle due partite di margine di cui godeva su Schio, rimane padrona del suo destino ma va ricordato che prima di Pasqua ha una doppietta al caffè bollente (vedremo se anche amaro), seppure tutta in casa, ovvero Geas e Bologna. E pensando proprio a come l’Umana fu… disumana in casa della Virtus all’andata, con 80 punti segnati, già 29 nel 1° quarto e vittoria nitida di 11, c’è da chiedersi cosa si sia incrinato (anche se non certo definitivamente rotto) in quella magnifica macchina, e che cosa si possa fare per ripararla.
Alla seconda domanda potrebbe fornire risposta (visto che è omonima della nota assistente vocale elettronica, :ph34r: e soprattutto che ha un curriculum da realizzatrice cospicua), il rinforzo Alexa Held, appena sbarcato nelle lagunari lande.

- Le altre due “superbig” vivono un turno ben più gratificante. Schio, che senza più Europa sfoga ogni sua energia sul campionato, fa a brandelli, 90-37, una Faenza che s’adegua fin troppo supinamente al proverbio “è difficile combattere nella certezza di perdere”. :wacko:
Il problema delle romagnole non è averne beccati 53 di scarto anziché solo 15 o 20 con una prestazione migliore (a parte l'onore, non cambia nulla), ma il fatto che le dirette concorrenti (vedi sotto) sembrano migliorate, mentre loro no. Sorprendente rispetto a qualche tempo fa, quando sembrava invece la compagine di Seletti quella con più margine di crescita.

- Ci siamo sforzati di pronosticare, per mesi, margini di crescita anche per Roma; ma finora è stato come aspettare Godot. Ok, non è Bologna l’avversaria adatta a fare bottino; ok, mancavano ancora Czukor e Gilli; ma il posticipo di martedì ci mette poco, pochissimo, quasi nulla (11-25 al 6’) a prendere la direzione della Virtus, che poi chiude in scioltezza, 62-88 (Kalu 24 per le nipoti di Romolo e Remo; 17 Rupert e 15 Zanda per le figlie della Dotta) col 67% da 2 e il 50% da 3, indice di una difesa avversaria all’orzo. Peccato, perché i 1085 spettatori ufficiali, tanto più in un infrasettimanale, sono una cifra che meriterebbe di essere gratificata da migliori risultati.
Ma attenzione: il calendario del finale di stagione offre 4 occasioni abbordabili all’Oxygen. E’ la prova d’appello per evitare quantomeno i playout. Ricordiamo che Roma tuttora fruisce di quell’immeritato 20-0 con Sassari, che vale oro zecchino anche in un eventuale arrivo alla pari.

- Isole 2-Lombardia 0. Era prevedibile, ma qualcosa di meglio doveva fare Brescia, che invece si fa asfaltare per un quarto e mezzo da Ragusa, un tennistico 40-15 al 15’, prima con una serie di canestri da sotto, poi con una spingardata di triple. Toccato persino il meno 26, la compagine longobarda si sveglia, fa 6/9 da 3 nel 3° quarto e potrebbe persino riaprirla (solo meno 9 con 12’ da giocare), ma Ragusa fiuta il pericolo e si rimette al lavoro, prendendo il largo definitivamente (83-68) finendo con 11/22 da 3, anche se Brescia ha fatto quasi uguale, 10/24; è il tiro da 2 ad aver fatto più la differenza). 5 in doppia cifra per le Lardellose, che con la quinta vittoria in fila sperano ancora di riprendere Campobasso, anche se l’exploit molisano su Venezia non giova.
PS: proprio mentre scriviamo arriva la notizia della penalizzazione di 1 punto alla Passalacqua. Credo cambierà poco perché era comunque sotto negli scontri diretti sia con Campobasso che col Geas, le uniche due raggiungibili. Non bello per l'immagine, però.

Sassari, cui sta stretta la classifica attuale rispetto al valore perlomeno del quintetto, stacca nel finale una Milano che in precedenza ricuce vari breaks delle nuragiche (42-39 a metà gara), grazie soprattutto a una Dornstauder (che altri chiamano Urbaniak, avendo il doppio cognome; noi ci atteniamo al nome scritto sulla maglia) <_< che, alla sua seconda partita in nero-arancio (ma la prima dopo essersi allenata con la squadra), si palesa come una notevole capitalizzatrice di occasioni in area, dove segna addirittura 11 canestri (su 17 tentativi) cioè tutti i suoi 22 punti. Il Sanga manda a segno 10 elementi, anche se non basta a controbattere la spallata decisiva di Sassari, che giunge con un 13-2 a cavallo tra 3° e 4° periodo (finale 82-68). Raca... razza padrona con 18 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 14 falli subiti; anche Hollingshed 18 con 6/10 a 3.

- Certo però Milano, guardando Battipaglia, non dorme sonni tranquilli. Perché le campane… suonano a festa. :XD: Gara dall’escursione termica folle, tra un inizio in cui S. Martino domina e le ragazze di casa rischiano l’esilio in Siberia da parte di patron Rossini (17-36 dopo 13’, con una sorprendente Arado, 14 alla fine, top scorer delle sue), e il resto del tempo, in cui le salernitane producono una prestazione da standing ovation, addirittura 64-30 di parziale dopo il massimo svantaggio.
Tra i fattori, l’uscita di Turcinovic per problema muscolare che si somma all’assenza perdurante di Kostowicz; l’emergere di Johnson (24 punti e 14 rimbalzi) come dominatrice dell’area e di Ferrari come schiaffeggiatrice dal perimetro (6/10 da 3); ma anche l’impatto immediato di Smorto (10+7 rimba), all’esordio dopo lo svernamento in Germania, e la gran ficcanza di Seka, 15 con 6/6 dal campo. Alla fine è un 91-76 che, oltre a valere l’aggancio a Milano al penultimo posto (ma ancora dietro per scontri diretti), autorizza legittimi sogni di salvezza, perché la squadra adesso ha capo e coda.

- Personalmente, lasciandomi alle spalle la mostruosa conurbazione della Brianza nord, mi sono recato fra le soffici colline di Costa Masnaga, immerse nella temperatura né carne né pesce del tardo pomeriggio dell'ultima domenica d'inverno. V'era di scena lo scontro diretto per il 2° posto nel girone Ovest, tra le locali e S. Gianni Valdarno.
Si partiva da pari punti in classifica, ma in condizioni di forma quasi agli antipodi: lanciatissime le brianzo-lecchesi, imbattute nel ritorno, zoppicanti le tosche, al punto da essersi fatte rimontare 8 punti in 8 giornate da Costa, e reduci dall'inopinato blackout nel finale del primo turno con Matelica in Coppa (parziale di 0-15, ricordiamo). L'affosciarsi delle aretine rispetto all'andata conclusa col titolo d'inverno è dipeso, in tutto o in parte che sia, da un concatenarsi d'infortuni, tuttora non smaltiti, viste le assenze, nell'occasione, di Amatori e soprattutto di Nasraoui, costretta a limitarsi a fare riscaldamento, lei che sarebbe stata gustosa (e pericolosa) ex di turno. :(
Sommando tutto ciò all'imbattibilità casalinga di Costa, era lecito pronosticare vittoriosa la compagine di Andreoli; e così è stato, anche se per due quarti e mezzo Valdarno ha dato l'impressione di potersela giocare fino in fondo, con qualche sorpasso sia pur breve (all'intervallo 36-35 per le masnaghesi). Ma di fatto la prima vera stoccata di Costa, dopo la metà del 3° quarto, risultava già decisiva. L'attacco valdarnota, che fin lì aveva trovato buone soluzioni vicino a canestro con Mioni, e qualche guizzo perimetrale (o in penetrazione) da Streri e Rossini, entrava in siccità prolungata, appena 2 punti in 6'30", non riuscendo così a ribattere ai colpi avversari, soprattutto di Tibè e N'Guessan, che portavano sul 55-45 al 30'.
Nell'ultimo quarto, in cui s'alternavano minuti di discreta qualità ad altri di farragine, con varie palle perse su entrambi i fronti, i tentativi di rientrare in partita da parte di Valdarno non andavano oltre il meno 4, pagando la giornata così-così di due elementi di spicco come Reggiani e Rossini, oltre ai problemi di falli che hanno tenuto fuori Petrova quasi tutto l'ultimo quarto; mentre Costa dipende meno dalla vena realizzativa delle singole, perché ne ha tante in grado di produrre guizzi a turno; e ha due leaders come Allievi e Tibè le quali, anche quando segnano poco, fanno tante cose utili a vincere: rimbalzi, assist, giocate difensive, eccetera.
Nel finale, dopo due entrate di Bernardi e due triple di Caloro (gioventù di casa) a mettere al sicuro la vittoria di Costa, si continuava a lottare per la differenza-canestri: all'andata era stato +9 per le tosche. Le quali non riescono a proteggere il tesoretto: Reggiani sbaglia un tiretto dalla media, tutt'altro che impossibile, che sarebbe valso il meno 8; poi Ravelli fa 2/2 per il +12; di nuovo Reggiani, a tempo ormai quasi scaduto, procacciatasi due liberi, anziché segnare il primo e sbagliare il secondo per favorire un eventuale rimbalzo offensivo, tira una provola sul primo e segna il secondo, sicché termina 70-59 e Costa si piglia secondo posto solitario e saldo a vantaggio nel doppio confronto.

- Nel resto dell'A2, s'accende la lotta per scampare alla retrocessione diretta, primo vero verdetto senza appello: all'Ovest, guizzo di Moncalieri sul Basket Roma, guadagnando così un +2 sulla Stella Azzurra; all'Est grossa occasione persa da Abano che nel derby con Vicenza comanda all'inizio ma poi perde di 5 e non riesce ad agganciare Vigarano (la quale ha perso, da pronostico, a Roseto ma la curiosità è la "timidezza" di Siciliano, la quale ha fatto 11/41 al tiro). :woot:
Ai vertici, le semifinaliste di Coppa ripartono bene.

sabato 16 marzo 2024

Coppe europee: il ruggito delle Lions sull'eterna incompiuta Venezia

- "London's burning": era già pronta la citazione musicale, anni '70, un pezzo forte dei Clash, per celebrare l'impresa di Venezia se avesse messo a ferro e fuoco la capitale britannica nel ritorno della semifinale di EuroCup.

E invece "Londra brucia" d'entusiasmo, anche se, nel vasto panorama sportivo degl'inglesi, solitamente refrattario al basket (casomai se si degnano di seguire il binomio donne & canestri, amano ben di più il netball, di cui sono vice-campionesse del mondo), è difficile che la prima qualificazione di una loro squadra di basket "canonico" a una finale europea abbia fatto onde. La BBC s'è quantomeno accorta del fatto, dedicando la bellezza d'una dozzina di righe in questo articolo (vedi).
Tuttavia è un evento storico e non erano pochissimi gli spettatori accorsi a spingere le Lions verso il traguardo, sebbene nel palazzone da 6000 posti fossero circa un terzo quelli occupati (forse 2500, volendo abbondare).

- Per un giudizio più chiaro su Venezia credo si debba aspettare l'esito della finale: se le suddite di re Carlo liquideranno anche il Besiktas, magari ancor più facilmente, si dovrà dedurre che le Mazzoniane hanno incocciato contro una squadra più forte e hanno fatto il massimo nell'uscire combattendo; altrimenti potrebbe risultare una grossa occasione persa contro il primo avversario duro, ma non durissimo, incontrato nella competizione.
"A pelle", cioè ora come ora, direi che Londra fosse forte quanto la Reyer, come potenziale; né di più né di meno. Alla serie di semifinale sono arrivate entrambe imbattute; la squadra dell'ex stella greca Kaltsidou ha fatto 2-0 nella serie, +12 di differenza canestri, quindi verdetto nitido, ma per l'andamento che le due partite hanno avuto resta l'impressione che le Lions abbiano giocato meglio le proprie carte in un confronto che se fosse finito con esito opposto non sarebbe stato clamoroso.
La sensazione, tale da lasciare più rimpianti rispetto allo scorso anno (quando la legnata contro il Galatasaray all'andata, meno 25, fu senza se e senza ma), è che la miglior Venezia, quella che brillava a inizio stagione, non si sia vista in questa serie di semifinale. Come del resto non s'è vista in Coppa Italia (faticaccia boia col Geas e sconfitta non umiliante ma netta con Schio).
Cosa c'è dietro questo calo? Si potrebbe indagare a livello tattico (trovando qualcosa che non funziona più nel modo in cui la squadra gira, e in come il coach la gestisce), ma mi soffermerei su un'analisi degli andamenti delle partite in questione, che fa più pensare a fattori mentali: ogni volta, la Reyer ha patito un clamoroso blackout.
Nel dettaglio: in semifinale di Coppa Italia contro il Geas, da +16 a +3, ovvero uno 0-13 in meno di 4' poco dopo la metà del 2° quarto (finendo poi anche sotto salvo rappezzarla in extremis); in finale con Schio, da +5 a -8, ancora in pochi minuti nel finale del 2° quarto. Poi nell'andata contro Londra, un assurdo 0-20 nei primi 9' del 2° periodo; al ritorno, superato indenne il tabù del 2° quarto, ecco però il crash nel terzo (vedi sotto per il dettaglio), e qualificazione alle ortiche. Non so da cosa dipenda e probabilmente non lo sa neanche Mazzon, altrimenti avrebbe già posto rimedio. :unsure:

- A livello di giocatrici penso (non solo io, credo) che manchi, in questa squadra pur ottima, un elemento d'esperienza che traini le altre nel momento in cui perdono la bussola. Villa ha 19 anni, Berkani ha più sregolatezze che lampi di genio quando le difficoltà salgono, Kuier e Shepard sono due che fanno la propria partita, spesso buona se non ottima, ma non si tirano dietro nessuna. Le altre non hanno la statura tecnica per essere leader assolute.
Manca poi la miglior Pan, reduce da problemi fisici; chiaro che lei non è né primo né secondo violino, però è un collante tra i reparti, è la tiratrice da 3 più affidabile in una squadra che per il resto ha gente che sa segnare da fuori ma non è specialista. Manca il brio di Santucci? Ok, ma non c'era neanche a inizio stagione eppure tutto andava bene; e non so se è al livello di cambiare le sorti di una semifinale europea.

- L'andamento della disfida. Le Lions ruggiscono in avvio, 10-2, poi 14-7, indi 19-13 a fine 1° quarto. Ma lì Venezia si è già ripresa dall'imbarcata iniziale; e nel 2° quarto pareggia con Kuier e Shepard, poi sorpassa con Berkani+Shepard, e poco dopo di nuovo con Berkani da 3; 27-28 che diventa 27-31 quando anche Villa segna da 3, un evento che va sempre festeggiato come un goal; è una partita in cui la scelta della difesa avversaria, più volte bucherellata dalle sue iniziative al Taliercio, è di negarle le scorribande e sfidarla al tiro, sfida che lei accetta, ma finirà con 2/7 (comunque record stagionale di triple tentate per lei, campionato compreso, e pareggiato quello di realizzate, solo altre due volte fatto registrare su 36 partite).
Dopo il 31-33 al 20' prosegue l'onda favorevole a Venezia anche dopo l'intervallo: Shepard sigla il +5, 32-37. Poco dopo, sul 36-39, c'è una difesa ammirevole della Reyer che costringe un'impacciata Londra a un'infrazione di 24". Siamo intorno al 23'30".
E che succede da lì in avanti? Che il vento gira di colpo e la Reyer, inopinatamente, si trova esposta alla folata senza trovare rifugio. La tempesta si materializza sotto forma di 4 triple quasi consecutive delle britanniche: Fagbenle, Winterburn, Meyers e di nuovo Winterburn; in mezzo solo un semigancio di Cubaj a mettere una pezza.
Poi, sul 48-41, l'azione simbolo della partita: Fagbenle forza dall'angolo, non prende il ferro, ma Gustafson di pura reattività e forza muscolare si mangia Pan a rimbalzo offensivo, costringendo la veneta a un fallo al lattemiele che non impedisce alla naturalizzata spagnola di segnare. Gustafson caccia un urlo selvaggio che esalta compagne e pubblico. :woot: Poco importa se poi sbaglia l'aggiuntivo: la partita finisce lì. Perché dopo quella giocata Londra è padrona mentalmente e Venezia è succube.
Arriva poi anche la quinta tripla della frazione, opera della veterana Snytsina; è 55-45 al 30' con parziale di 21-7 nel 3° quarto; all'inizio dell'ultimo, la Reyer spreca le ultime chances di invertire il trend, sia di punteggio che mentale, e anziché recuperare finisce ancor più sotto (64-49 a 4' dalla fine, ovvero solo 4 punti segnati in 6'); si sblocca Fassina e segna la sua seconda tripla Villa, ma nulla che rianimi una partita ormai sepolta, che termina 71-59.
Cifre: Gustafson ha 19 punti con 9/13, Winterburn 17, Fagbenle 14+9 rimba; Venezia ha un buon 50% da 2 ma 4/21 da 3; Shepard 21 con 9/16 e 13 rimbalzi, Berkani 13, Villa 12 pur con 5/15, ma le altre tutte insieme fanno 13 punti e non poteva finire diversamente.

- Senza storia il ritorno dell'altra semifinale. Il Besiktas godeva d'un +21 arraffato, per la verità, quasi tutto nell'ultimo quarto, ma Girona fa ben poco per alimentare speranze di rimonta: 23-32 per le turche all'intervallo e ciao peppa. Le spagnole provano almeno a regalare al pubblico la vittoria parziale, e trovano il sorpasso verso la fine, ma nell'ultima azione sul 66-66 una rubata del torrione cinese Yueru manda a canestro Lazic in contropiede e finisce quindi 66-68 per le istanbullote (Evans e Nogic 14, Lazic e Yueru 12, la cinese anche 15 rimbalzi, mvp).

- Insomma vedremo (almeno a chi interessa) se prevarranno britanniche o turche. Per quanto ci riguarda, al tirar delle somme, archiviamo l'ennesimo piazzamento di Venezia fra le prime 4 di EuroCup, il quarto di fila, senza alzare il trofeo; dopo due finali (di cui quella rocambolescamente persa, si ricorderà, con Valencia all'ultimo secondo) sono giunte due uscite in semifinale.
Ci tocca, come al solito in questo periodo, l'aggiornamento degli anni senza coppe europee vinte; saliamo a 16 (EuroCup di Schio nel 2008); con l'Eurolega a 29, anche se lo scorso anno rompemmo quantomeno il tabù delle Final Four (dopo 21). La primavera inizierà senza più squadre nostrane in corsa; e del resto per noi è sempre inverno. :cry: