- Se Schio piange, non ride la conterranea Venezia, anche se può quasi sorridere di sollievo dopo aver rischiato l'affondamento precoce dei sogni di finale in EuroCup. Nell'andata di finale contro le London Lions, giunte imbattute al Taliercio (gremito da 2500 spettatori ufficiali) così come senza macchia era la Reyer sinora, dopo un 1° quarto frizzante, chiuso 21-20 con una tripla di Cubaj, scende improvvisa la notte, o se vogliamo sale alta l'acqua in piazza San Marco. Totale e sconcertante infatti la paralisi dell'attacco orogranata nel 2° periodo: 3 miserabili punti, realizzati da Pan dopo 9'43" di digiuno più che quaresimale, da traversata nel deserto. Digiuno di cui ovviamente approfittava Londra, con l'ex di turno Fagbenle sugli scudi, per volare su un +19, un pazzesco 0-20 di parziale, poi attenuato da quella tripla di Pan, ma comunque cospicuo +16 all'intervallo (24-40).
- Il tema della partita a quel punto diventava la forsennata rincorsa di Venezia, per ridurre il più possibile il passivo in vista del ritorno. Serviva più istinto che raziocinio, più incoscienza (nel senso positivo del termine) che costruzione meticolosa secondo l'ortodossia mazzoniana; necessità di cui si fa interprete Matilde Villa, guidando la risalita delle sue con una serie di invenzioni stile Costa Masnaga dei bei tempi. Quando segna persino da 3 è chiaro il segnale divino che il vento è cambiato. La segue bene Berkani, e le due rimettono in corsa Venezia a fine 3° quarto (43-50), mentre Londra, comprensibilmente ma in modo prematuro, tira un po' il fiato.
- L'ultimo periodo si apre con un 3/3 ai liberi di Pan, poi Kuier e Fassina alimentano l'entusiasmo veneziano siglando il meno 2 (54-56) a 5' dalla fine, clamoroso per come sembrava andare tutto a catafascio sul meno 19. A quel punto arriva il classico "rinculo da rimonta", ovvero quando arrivato vicino a completarla sei un attimo stanco, e le avversarie non possono continuare a subire inebetite; sicché le toste Samuelson e Gustafson siglano uno 0-7 che potrebbe uccidere di nuovo la Reyer (54-63 a 3'). Nel finale, per fortuna delle suddite di Brugnano, si sveglia Shepard e insieme a Villa, e a un 3/3 di Kuier ai liberi, nell'assalto tutto nervi dell'ultimo paio di minuti porta il punteggio allo scarto minimo (68-69), con stoppata finale di Villa su Winterburn, cui segue un tentativo di Pan da metà campo che non va nemmeno troppo lontano dal miracolo.
Per Venezia si ha Villa a 14 punti (5/13 al tiro e 4 assist), Kuier a 12, Shepard a 10; per Londra 24 di Fagbenle (anche se calata alla distanza), 14 di Gustafson, sottotono Samuelson.
- A fine gara nelle dichiarazioni da parte veneziana si cercherebbe invano una spiegazione al blackout del 2° quarto. Sia Mazzon che Villa hanno parlato, in sostanza, di un approccio timido, di un'incertezza iniziale, poi superata. Ma non è stato così, perché i primi 10' in realtà erano stati giocati più che discretamente (21-20 appunto).
- Nell'altra semifinale, massimo lucro per il Besiktas, che dopo 3 quarti in vantaggio di misura su Girona, affonda i colpi con un 25-7 nell'ultimo quarto che vale un 81-60 da mezza ipoteca sul passaggio del turno. Per le turche sono bastate 3 matadoras a fare quasi tutto: Evans 27, la torre cinese Yueru Li 20, Nogic 17; hanno giocato appena in 6.
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