- In attesa del turno del Sabato Santo, che di sicuro calamiterà grandi folle nei palazzetti di A1, erano oltre 2000 al Taliercio per il big match del weekend scorso, Venezia-Geas. Tutti s'aspettavano, credo, una partita incerta, considerando le due sudatissime vittorie della Reyer nei precedenti stagionali, di cui l'ultimo recentissimo in semifinale di Coppa (quindi partita "vera" a tutti gli effetti, cioè non condizionata da eventuali fatiche d'Europa, o sottovalutazione da parte della "big" eccetera); e considerando che Sesto in campionato non perdeva da 3 mesi e 8 partite, compresa quella con Schio, mentre le alfiere di San Marco e di San Brugnaro avevano inciampato in malo modo a Campobasso, segnando 4 miseri punti nell'ultimo quarto.
Dopo un altro paio di minuti, dal 15-22, inizia, inopinata, la valanga orogranata, che travolge un Geas improvvisamente inerme. La differenza, oltre a un paio di stoccate da fuori di Gorini e Pan, la fa soprattutto l'emergere di Shepard e Kuier dentro l'area: addirittura 7/7 da sotto per la Reyer nel 2° quarto. La difesa sestese, che all'inizio era solida, si sfarina quasi di botto, complice (ma non colpevole unica) una Begic che al suo ingresso abbassa l'intensità (o quantomeno l'efficacia) della retroguardia rossonera. Di colpo in colpo, il punteggio si ribalta e ci si trova sul 35-24 Venezia (20-2 di parzialaccio) dopo un arresto-e-tiro di Villa.
La lunga astinenza sestese, circa 6 minuti, è sbloccata da una tripla di Trucco, cui però risponde subito la neo-arrivata Held. La quale, come prima impressione, sembra alquanto minuta nel fisico, aggressiva in difesa, prematuro giudicarne l'impatto, ma non pare destinata a spostare radicalmente i valori (se questo era il timore nei clan bolognese e scledense); certo se Makurat come si ode ha problemi alla schiena, meglio aver inserito una sana che comunque il fatto suo lo sa.
Chiusa la parentesi, chiuso anche il primo tempo nel modo più galvanizzante per Venezia che va sul 40-28 con un lancio a tutto campo di Villa che Kuier abbranca e trasforma al volo in appoggio a canestro.
"Ocio, che queste c'han già recuperato due volte da scarti in doppia cifra", avrà raccomandato Mazzon alle sue tipe nell'intervallo. E infatti la Reyer sta ben attenta a non concedersi pause (quei blackout micidiali patiti nel periodo recente sia in Coppa che in campionato) e ammazza la partita prima che il Geas possa ambire a riaprirla. Micidiale il nuovo break di 21-5, ancora con Kuier ira d'Iddio. Sul 61-33 a -3'40" dalla fine del 3° quarto è bandiera bianca per le sestesi. Le quali però, se non altro, dimezzano il passivo nel "garbage time" (con Moore che rimpolpa il tabellino dopo una prestazione sotto il suo standard), chiudendo sul meno 13 (71-58); e il discorso vale nell'ottica del doppio confronto con Campobasso: ogni punto sarà decisivo.
Si hanno 18 punti di Kuier (29 di valutazione), 16 di Shepard, 10+6 assist di una Villa zero fronzoli e tutta sostanza; di là Moore 16 (però, come detto, rimpinguati nel finale), 13 Panzera e 12 di una Gwathmey non pessima ma nemmeno incisiva (rispetto al suo talento).
- Campobasso, dicevamo. Le molisane non sciupano l'assist offerto da Venezia, e dopo essere rientrate in corsa per il 4° posto battendo proprio le lagunari, strappano momentaneamente al Geas il suddetto 4° posto grazie al quoziente-canestri stagionale (anche se è materia per cultori dei regolamenti), che dopo il peraltro sofferto +6 a Faenza, e il -13 della rivale sestese, dà ragione al team del pastificio per 0,06 centesimi.
L'insidia faentina è scampata con un mini-allungo nell'ultimo quarto, protetto fino in fondo, dopo i primi 3 alla pari, anzi con le romagnole avanti anche di 7. Micidiali Dedic (23) e Trimboli (19 con 7/7 da 2 e 31 di valutazione); non bastano 19 di Tagliamento e 13 di Franceschelli con le straniere di Seletti tutte poco produttive in attacco (cioè, le tre presenti in mancanza di Cvijanovic). Faenza s'avvicina alla doppia cifra di partite stagionali perse con scarti entro i due possessi (cioè 6 punti); unghie che si macerano dal tanto mordere, per i supporters.
- Chi non avrà da calcolare differenze-canestri, essendo stata penalizzata di 1 punto, è Ragusa, che incamera la sesta pappa di fila approfittando dei guai di S. Martino (fuori Tutù e Kokò, alias Turcinovic e Kostowicz); coach Piazza coerentemente non snatura il suo gioco dispendioso ad alta intensità, ma quasi inevitabilmente dopo i 23 punti segnati nel 1° quarto, le Lupe hanno il serbatojo a secco e sono staccate da un break nemmeno troppo possente delle sicule, 13 punti segnati nell'ultimo periodo, ma più che sufficienti a fronte dei 4 delle giallonere. Spreafico matadora con 19; D'Alie fa 1/14. San Martino rischia addirittura i playoff? Per ora non diremmo, ma se perde a Roma sabato ha da preoccuparsi, perché il calendario non è benevolo.
- E da dietro si muovono. Persino Roma, che s'era cristallizzata a quota 12 da parecchio, ma finalmente... Oxygena (ah ah)
Ma non basta, perché comunque Roma ha qualcosa di più nel complesso; c'è Kalu guizzante in accelerazione; e c'è la donna-chiave Czukor con 5 triple nel 2° tempo. Un'azione che svolta la partita è quando Vintsilaiou getta malamente un pallone in zona d'attacco, lanciando involontariamente il contropiede di Kalu che segna con fallo. Da lì parte un break romano che Milano riesce a ricucire non oltre un meno 4, salvo scivolare poi a meno 13 (alla fine 60-71).
Dornstauder finisce con 28 punti e 38 di valutazione; Kalu, Czukor e Dongue 16 a testa.
- L'altra vittoriosa aspirante ai playoff è Sassari, che neutralizza le speranze di bis di Battipaglia (dopo la vittoria su S. Martino) con una partita alla sua maniera, cioè attacco garibaldino con uso tambureggiante delle triple, 10/35 alla fine (penso che siamo vicini a sfondare il muro dei 40, ormai); Battipaglia regge bene per 3 quarti e mezzo (65-67 al 35'), poi non più (72-83), nonostante 21 di Johnson, 16 di Policari e i soliti rimbalzoni di Yurkevichus (che stavolta segna pure); per Sassari 23 di Raca, 20 Joens e 19 Carangelo.
PS: si apprende per vie non ufficiali di un nuovo cambio di panchina a Battipaglia. L'imprevedibilità delle mosse del club campano è nota ma quest'anno sembra un... crescendo rossiniano, al riguardo.
- Non riesce invece, ma era prevedibile, il colpo da playoff a Brescia contro l'intrattabile Schio di questo periodo. Anche +7 all'inizio per Zanardi (16 punti contro la sua prossima squadra) e compagne, ma sono solo le schermaglie d'abbrivio; poi il Famila prende a martellare in area con Juhasz e Reisingerova (addirittura 48 i punti nel pitturato alla fine per le tricolori), e le lombarde resistono finché possono (34-40 a metà gara) ma inesorabilmente cedono, 68-87.
Bello sprint finale per i primi 3 posti. Se Venezia supera anche il secondo test-chiave, sabato contro Bologna, ormai è fatta. Schio, se perde la Virtus (la quale dovrà pure andare a Sesto), ha in mano il 2° posto, e quindi il fattore-campo nella preventivabile semifinale tra le due; ma probabilmente è così anche se la Virtus vince, perché Schio ha solo Ragusa ostica, in teoria, nel suo calendario finale.
- In A2 Ovest, mentre le prime 3 fanno bottino e le ultime 4 restano ferme, le notizie sono il sorpasso di La Spezia su Giussano per l'8° posto (cioè i playoff; ma alla penultima c'è lo scontro diretto) e la perdita di terreno della coppia Empoli-Selargius rispetto a quella Broni-Mantova nella corsa al 4° posto. A Selargius non prendono bene il -31 casereccio con Broni: esonerato coach Righi. Mantova vince a Carugate con una tripla di Bottazzi allo scadere.
In A2 Est, Udine si conferma in stato di grazia dominando (85-74, ma +23 dopo 3 quarti) lo scontro al vertice con Alpo; Gregori 24 punti con 6/10 da 3. Roseto, decimata, è travolta a Ponzano; spera ancora nella salvezza diretta Vicenza di Zara piegando Bolzano.
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