mercoledì 20 marzo 2024

A1: l’acuto di Campobasso e la stecca di Venezia. Battipaglia, non è fuoco di paglia

- Si può battere la capolista segnando 54 punti con il 34% dal campo? :blink: Sì, a patto di subirne solo 47, di cui 16 nella seconda metà e 4 nell’ultimo, in cui la suddetta capolista, al secolo Venezia, colleziona uno 0/16 al tiro (equamente suddiviso tra padelle da 2 e da 3) che è ai limiti dell’incredibile, per una squadra di A1, figurarsi per chi sta in cima alla classifica ed è fresca di semifinale di EuroCup. Proprio dopo l’eliminazione in coppa notavamo la tendenza, perniciosa e sconcertante, della Reyer ai blackout prolungati; ma stavolta ha superato ogni limite.

Sembrava, nei primi due quarti, una partita simile alle altre disputate da Campobasso in casa contro le “big”, stando lì aggrappata ma pur sempre sotto, col solito punteggio risicato (8-14 al 10’, 25-31 al 20’). Anche perché, all’indisponibilità di Kacerik, si sommava un precocissimo infortunio a Kunaiyi, che si rivelava poi soltanto temporaneo, non senza costare però qualche minuto di sbandamento alle compagne.
Invece dopo l’intervallo il team del pastificio trovava una quadra offensiva con le incursioni di Quinonez e con la stessa Kunaiyi, rediviva; e dopo l’aggancio sul 43-43 al 30’ innescava una difesa ancora più ferrea di quella già apprezzata più volte nell’arco della stagione. Da notare una Giacchetti incollata a Villa, lei che su “Basket Magazine”, qualche mese fa, aveva dichiarato di essersi ispirata, da piccola, al talento brianzolo, di tre anni più anziana (o meno giovane). E domenica ha contribuito a tenerla a 2 soli punti. Non unica, la Matilde da doppia cifra in Europa, a patire un digiuno quaresimale, chiaramente, in casa veneziana, dove ci hanno provato tutte, nell’ultimo quarto, a togliere il tappo dal canestro (da Gorini a Fassina a Pan alle straniere; non Cubaj uscita anzitempo per guaio fisico), ma invano.
E dunque 54-47 per il tripudio della plebe molisana, che per la prima volta quest’anno si gode lo scalpo di una “big”; Quinonez ha 13 punti, Kunaiyi 10+15 rimba; Kuier 13+13 rimba, Shepard 12+13 ma sono affondate insieme alla squadra nel finale.

- Campobasso con questo colpo di reni inverte una freccia che, dopo i fasti dell’andata, la stava facendo scivolare verso un possibile 6° posto (considerando il sorpasso già effettuato dal Geas e quello minacciato da Ragusa), e torna a sperare anche nel quarto. La Reyer brucia una delle due partite di margine di cui godeva su Schio, rimane padrona del suo destino ma va ricordato che prima di Pasqua ha una doppietta al caffè bollente (vedremo se anche amaro), seppure tutta in casa, ovvero Geas e Bologna. E pensando proprio a come l’Umana fu… disumana in casa della Virtus all’andata, con 80 punti segnati, già 29 nel 1° quarto e vittoria nitida di 11, c’è da chiedersi cosa si sia incrinato (anche se non certo definitivamente rotto) in quella magnifica macchina, e che cosa si possa fare per ripararla.
Alla seconda domanda potrebbe fornire risposta (visto che è omonima della nota assistente vocale elettronica, :ph34r: e soprattutto che ha un curriculum da realizzatrice cospicua), il rinforzo Alexa Held, appena sbarcato nelle lagunari lande.

- Le altre due “superbig” vivono un turno ben più gratificante. Schio, che senza più Europa sfoga ogni sua energia sul campionato, fa a brandelli, 90-37, una Faenza che s’adegua fin troppo supinamente al proverbio “è difficile combattere nella certezza di perdere”. :wacko:
Il problema delle romagnole non è averne beccati 53 di scarto anziché solo 15 o 20 con una prestazione migliore (a parte l'onore, non cambia nulla), ma il fatto che le dirette concorrenti (vedi sotto) sembrano migliorate, mentre loro no. Sorprendente rispetto a qualche tempo fa, quando sembrava invece la compagine di Seletti quella con più margine di crescita.

- Ci siamo sforzati di pronosticare, per mesi, margini di crescita anche per Roma; ma finora è stato come aspettare Godot. Ok, non è Bologna l’avversaria adatta a fare bottino; ok, mancavano ancora Czukor e Gilli; ma il posticipo di martedì ci mette poco, pochissimo, quasi nulla (11-25 al 6’) a prendere la direzione della Virtus, che poi chiude in scioltezza, 62-88 (Kalu 24 per le nipoti di Romolo e Remo; 17 Rupert e 15 Zanda per le figlie della Dotta) col 67% da 2 e il 50% da 3, indice di una difesa avversaria all’orzo. Peccato, perché i 1085 spettatori ufficiali, tanto più in un infrasettimanale, sono una cifra che meriterebbe di essere gratificata da migliori risultati.
Ma attenzione: il calendario del finale di stagione offre 4 occasioni abbordabili all’Oxygen. E’ la prova d’appello per evitare quantomeno i playout. Ricordiamo che Roma tuttora fruisce di quell’immeritato 20-0 con Sassari, che vale oro zecchino anche in un eventuale arrivo alla pari.

- Isole 2-Lombardia 0. Era prevedibile, ma qualcosa di meglio doveva fare Brescia, che invece si fa asfaltare per un quarto e mezzo da Ragusa, un tennistico 40-15 al 15’, prima con una serie di canestri da sotto, poi con una spingardata di triple. Toccato persino il meno 26, la compagine longobarda si sveglia, fa 6/9 da 3 nel 3° quarto e potrebbe persino riaprirla (solo meno 9 con 12’ da giocare), ma Ragusa fiuta il pericolo e si rimette al lavoro, prendendo il largo definitivamente (83-68) finendo con 11/22 da 3, anche se Brescia ha fatto quasi uguale, 10/24; è il tiro da 2 ad aver fatto più la differenza). 5 in doppia cifra per le Lardellose, che con la quinta vittoria in fila sperano ancora di riprendere Campobasso, anche se l’exploit molisano su Venezia non giova.
PS: proprio mentre scriviamo arriva la notizia della penalizzazione di 1 punto alla Passalacqua. Credo cambierà poco perché era comunque sotto negli scontri diretti sia con Campobasso che col Geas, le uniche due raggiungibili. Non bello per l'immagine, però.

Sassari, cui sta stretta la classifica attuale rispetto al valore perlomeno del quintetto, stacca nel finale una Milano che in precedenza ricuce vari breaks delle nuragiche (42-39 a metà gara), grazie soprattutto a una Dornstauder (che altri chiamano Urbaniak, avendo il doppio cognome; noi ci atteniamo al nome scritto sulla maglia) <_< che, alla sua seconda partita in nero-arancio (ma la prima dopo essersi allenata con la squadra), si palesa come una notevole capitalizzatrice di occasioni in area, dove segna addirittura 11 canestri (su 17 tentativi) cioè tutti i suoi 22 punti. Il Sanga manda a segno 10 elementi, anche se non basta a controbattere la spallata decisiva di Sassari, che giunge con un 13-2 a cavallo tra 3° e 4° periodo (finale 82-68). Raca... razza padrona con 18 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 14 falli subiti; anche Hollingshed 18 con 6/10 a 3.

- Certo però Milano, guardando Battipaglia, non dorme sonni tranquilli. Perché le campane… suonano a festa. :XD: Gara dall’escursione termica folle, tra un inizio in cui S. Martino domina e le ragazze di casa rischiano l’esilio in Siberia da parte di patron Rossini (17-36 dopo 13’, con una sorprendente Arado, 14 alla fine, top scorer delle sue), e il resto del tempo, in cui le salernitane producono una prestazione da standing ovation, addirittura 64-30 di parziale dopo il massimo svantaggio.
Tra i fattori, l’uscita di Turcinovic per problema muscolare che si somma all’assenza perdurante di Kostowicz; l’emergere di Johnson (24 punti e 14 rimbalzi) come dominatrice dell’area e di Ferrari come schiaffeggiatrice dal perimetro (6/10 da 3); ma anche l’impatto immediato di Smorto (10+7 rimba), all’esordio dopo lo svernamento in Germania, e la gran ficcanza di Seka, 15 con 6/6 dal campo. Alla fine è un 91-76 che, oltre a valere l’aggancio a Milano al penultimo posto (ma ancora dietro per scontri diretti), autorizza legittimi sogni di salvezza, perché la squadra adesso ha capo e coda.

- Personalmente, lasciandomi alle spalle la mostruosa conurbazione della Brianza nord, mi sono recato fra le soffici colline di Costa Masnaga, immerse nella temperatura né carne né pesce del tardo pomeriggio dell'ultima domenica d'inverno. V'era di scena lo scontro diretto per il 2° posto nel girone Ovest, tra le locali e S. Gianni Valdarno.
Si partiva da pari punti in classifica, ma in condizioni di forma quasi agli antipodi: lanciatissime le brianzo-lecchesi, imbattute nel ritorno, zoppicanti le tosche, al punto da essersi fatte rimontare 8 punti in 8 giornate da Costa, e reduci dall'inopinato blackout nel finale del primo turno con Matelica in Coppa (parziale di 0-15, ricordiamo). L'affosciarsi delle aretine rispetto all'andata conclusa col titolo d'inverno è dipeso, in tutto o in parte che sia, da un concatenarsi d'infortuni, tuttora non smaltiti, viste le assenze, nell'occasione, di Amatori e soprattutto di Nasraoui, costretta a limitarsi a fare riscaldamento, lei che sarebbe stata gustosa (e pericolosa) ex di turno. :(
Sommando tutto ciò all'imbattibilità casalinga di Costa, era lecito pronosticare vittoriosa la compagine di Andreoli; e così è stato, anche se per due quarti e mezzo Valdarno ha dato l'impressione di potersela giocare fino in fondo, con qualche sorpasso sia pur breve (all'intervallo 36-35 per le masnaghesi). Ma di fatto la prima vera stoccata di Costa, dopo la metà del 3° quarto, risultava già decisiva. L'attacco valdarnota, che fin lì aveva trovato buone soluzioni vicino a canestro con Mioni, e qualche guizzo perimetrale (o in penetrazione) da Streri e Rossini, entrava in siccità prolungata, appena 2 punti in 6'30", non riuscendo così a ribattere ai colpi avversari, soprattutto di Tibè e N'Guessan, che portavano sul 55-45 al 30'.
Nell'ultimo quarto, in cui s'alternavano minuti di discreta qualità ad altri di farragine, con varie palle perse su entrambi i fronti, i tentativi di rientrare in partita da parte di Valdarno non andavano oltre il meno 4, pagando la giornata così-così di due elementi di spicco come Reggiani e Rossini, oltre ai problemi di falli che hanno tenuto fuori Petrova quasi tutto l'ultimo quarto; mentre Costa dipende meno dalla vena realizzativa delle singole, perché ne ha tante in grado di produrre guizzi a turno; e ha due leaders come Allievi e Tibè le quali, anche quando segnano poco, fanno tante cose utili a vincere: rimbalzi, assist, giocate difensive, eccetera.
Nel finale, dopo due entrate di Bernardi e due triple di Caloro (gioventù di casa) a mettere al sicuro la vittoria di Costa, si continuava a lottare per la differenza-canestri: all'andata era stato +9 per le tosche. Le quali non riescono a proteggere il tesoretto: Reggiani sbaglia un tiretto dalla media, tutt'altro che impossibile, che sarebbe valso il meno 8; poi Ravelli fa 2/2 per il +12; di nuovo Reggiani, a tempo ormai quasi scaduto, procacciatasi due liberi, anziché segnare il primo e sbagliare il secondo per favorire un eventuale rimbalzo offensivo, tira una provola sul primo e segna il secondo, sicché termina 70-59 e Costa si piglia secondo posto solitario e saldo a vantaggio nel doppio confronto.

- Nel resto dell'A2, s'accende la lotta per scampare alla retrocessione diretta, primo vero verdetto senza appello: all'Ovest, guizzo di Moncalieri sul Basket Roma, guadagnando così un +2 sulla Stella Azzurra; all'Est grossa occasione persa da Abano che nel derby con Vicenza comanda all'inizio ma poi perde di 5 e non riesce ad agganciare Vigarano (la quale ha perso, da pronostico, a Roseto ma la curiosità è la "timidezza" di Siciliano, la quale ha fatto 11/41 al tiro). :woot:
Ai vertici, le semifinaliste di Coppa ripartono bene.

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