- ATTURA, Beatrice: ondivaga come il Geas di cui è, inevitabilmente, un barometro (se non "il" barometro) essendole state date le chiavi della regia. Nella prima di campionato con 16 punti, molti nel finale, è decisiva nella vittoria sulla sua ex Derthona. Poi sembra bissare in coppa in casa di Szekszard, lei 12 punti, Geas a +17 nel 2° quarto, dopodiché calano le tenebre, difficile trovare una causa precisa, fatto sta che Sesto perde in Ungheria, poi perde a Roseto (Attura 2 punti con 0/5) e perde in casa con Mechelen (Attura 4 punti con 2/10). Mistero.
- CARANGELO, Debora: Sassari parte forte, in un'annata che sembrava all'insegna del ridimensionamento (chiaramente è presto per confermarlo o smentirlo), e il play ex Reyer è, come sempre, l'ago della bilancia. Contro S. Martino fa 19 punti con 3/6 sia da 2 che da 3, compresa una tripla da metà campo allo scadere del 3° quarto, vincendo il duello con D'Alie; poi fa 12 punti + 9 assist contro Derthona, e sono già due vittorie di lusso su avversarie di fascia medio-alta. Guarda caso, manca nella partita di coppa con Lattes-Montpellier e la Dinamo prende una scoppola (meno 29).
- COLLIER, Napheesa: ha parlato ancora, la "grande contestatrice", dopo l'attacco frontale a caldo contro la commissioner WNBA, Cathy Engelbert. Anche a bocce ferme ha ribadito che la leadership della boss della lega è pessima, che fa prendere salari da fame alle giocatrici, che l'ha sentita dire che Caitlin Clark dovrebbe solo ringraziare lei e la Lega se fa milioni di dollari di sponsorizzazioni perché se non giocasse in WNBA non ne vedrebbe l'ombra, eccetera. Ha ricevuto supporto da parecchie colleghe, ma, pare, anche borbottii (forse più sottobanco che dichiarati) da parte di chi non pensa che Engelbert sia così disastrosa, o comunque non trova limpide le manovre di Collier, la quale, va ricordato, è co-proprietaria della lega Unrivaled, quindi in qualche modo concorrente della "W". Giochi di potere in cui è difficile capire se ci siano buoni e cattivi. L'impressione è che Engelbert non sia il massimo nella diplomazia e nei rapporti umani, ma è una manager che viene dalla finanza e ha dimostrato di saper fare soldi alle aziende che guida. Sullo sfondo c'è anche un possibile "lockout" se non si trova l'accordo di spartizione dei proventi fra giocatrici e proprietari. Sarebbe un peccato veder guastarsi tutto proprio quando si era raggiunto il salto di qualità.
- CUBAJ, Lorela: archiviata la Supercoppa, Venezia riparte alla grande con una doppietta sia in campionato che in Eurolega, e la massiccia zampa della lunga umbro-albanese c'è eccome. Nella vittoria su Mersin in diretta Rai (troppo poco pubblico, però, 778 anime al Taliercio) non fattura molto ma mette il canestro che dà il via al parziale decisivo di 8-0 nel finale; poi nel big match a Campobasso fa 17 punti con 7/8 al tiro e 13 rimbalzi; infine altra vittoria di spessore in Eurolega, a Saragozza (5.098 spettatori: che confronto imbarazzante con Venezia), e lei fa 10 punti con 4/4 al tiro, anche se le mvp sono Holmes e Mavunga e la tripla-chiave è di Dojkic.
- DEL SOLE, Laura: il play abruzzese classe 2006, uno dei tanti talenti di Campobasso nel gruppo-dream team capeggiato da Quinonez e Giacchetti (e in cui quindi era facile finire un po' oscurata per una come lei, nonostante il cognome...), realizza con un pregevole arresto-e-tiro dal lato sinistro il canestro della vittoria per Umbertide a Rovigo. Non un lampo isolato ma la ciliegia sulla torta di una prestazione da 17 punti.
- GIACCHETTI, Emma: la Dinamo Zagabria è un nome illustre nel calcio, un po' meno del basket, e infatti Campobasso ne fa fricassea. Offrendo l'occasione al suo talentuccio del 2007 per prendersi una vetrina internazionale, visto che con i suoi 26 punti e 8 rubate (11/12 al tiro) si guadagna il quintetto ideale del 1° turno di EuroCup sul sito Fiba e, come si suol dire, mette il suo nome sulla mappa. Peccato poi che nel big match di campionato con la Reyer torni sul pianeta Terra con 0 punti in 12', ma tutto sommato ci sta.
- GIANOLLA, Carlotta: prima vittima stagionale (in A1) dell'ecatombe di crociati & affini che purtroppo temiamo di dover sorbire anche quest'anno. Le salta il ginocchio nel pur ottimo esordio di Broni a Battipaglia, in cui Diamanti porta una squadra totalmente rifatta da zero a sembrare già un collettivo con idee chiare ed esecuzioni puntuali. Solo che la figlia dell'iconico Rambo (Andrea il giocatore, non il guerrigliero interpretato da Stallone) s'accascia malamente nel 3° quarto in un contropiede contrastato da Cupido (ma forse si è fatta male prima dell'impatto con la campana). E quindi il team dell'Oltrepò perde una delle sue italiane di riferimento.
- JUHASZ, Angela: nel turbiglione di nuove straniere calate in massa nella nostra A2, la prima a produrre uno squillo possente è l'ungherese di Selargius, con un 42 di valutazione nella sconfitta, molto onorevole, contro una delle favorite come S.G. Valdarno. A dire il vero non si ripete nella seconda giornata (9+7 contro Salerno) ma rimane il biglietto da visita notevole, come a dire che il cognome Juhasz dalle nostre parti funziona (non risulta parente di Dorka, però, anche se le somiglia).
- MICCOLI, Costanza & Maria: le gemelle triestine classe '95, nella rispettiva categoria, sono partite forte. Maria è appena arrivata a Campobasso ma, come ha detto l'illustre Garbo Garbin, "sembra che sia lì da anni"; perfetto collante che fa quello che serve senza pretendere palloni ma anche senza limitarsi a fare tappezzeria come certune italiche esponenti. Costanza, giocando nella sua patria Trieste, ha iniziato con 25 punti contro Faenza, poi qualcosa meno contro Ragusa ma comunque 14 punti, anche se ha perso ambo le partite.
- MOSCARELLA, Marta: vedi alla voce "Juhasz" per la serie "biglietto da visita". La sua prima partita ufficiale in A2, con la nuova maglia di Costa Masnaga (viaggio lungo dalla Colombia a Campobasso, il suo, ma anche dal Molise al profondo Nord il passo non è breve), è un derby contro Giussano e la lunga del 2007 imperversa con 20 punti, 13 rimbalzi e 39 di valutzione in 25 minuti. Nella batteria di giovani del club masnaghese lei è, chiaramente, una senior con l'età di una junior. Peraltro nella seconda giornata incappa nella serataccia di squadra a Livorno.
- ONNELA, Lilli: Faenza è ripartita forte dopo l'auto-discesa in A2 e tra i motivi c'è questo talento finlandese classe 2006, che s'è presentato bene: 24 punti con 30 di valutazione contro Trieste, una gamma di movimenti elegante quanto efficace; poi un po' più tranquilla contro Vicenza ma comunque 15+8 rimbalzi. Una da seguire, senza dubbio.
- SABALLY, Satou: protagonista sfortunata della serie finale WNBA: la tedesca di Phoenix segna 24 punti in gara-3 (dopo averne fatti 19 e 22 nelle due precedenti, e 21, 23 e 24 nelle ultime 3 della semifinale con Minnesota, insomma era in forma pazzesca) ma rimedia una "concussion" (ovvero trauma cranico) che la costringe a stare fuori nella decisiva gara-4 in cui Las Vegas chiude i conti.
- SHEPARD, Jessica: mentre Zandalasini sembra aver bisogno di recuperare forma dopo la transizione dalla WNBA alle nostre latitudini, la slovena d'America, eliminata in semifinale piomba fresca fresca e fa 23 punti in campionato contro S. Martino (11/17 + 10 rimbalzi), anche se per la verità la sua prima partita è stata pochi giorni prima in Eurolega, meno squillante, con 10 punti nella sconfitta in casa del Galatasaray. Ma la sostanza è che l'ex veneziana, tornata da noi dopo l'anno in Turchia, sembra la solita che conoscevamo. L'incognita, però, è come s'adatterà nell'orchestra scledense dove in parecchie, come lei, vogliono la palla spesso e volentieri...
- TAGLIAMENTO, Marzia: quando un romanzo o un film finiscono bene, l'importante è l'esito, non quello che c'è nel mezzo. Chiaramente parliamo di esito cestistico (non entrando nei fatti privati, per quanto li abbia lei stessa parzialmente resi pubblici) ed è indiscutibile che per il campionato italiano ritrovare la sua miglior marcatrice dello scorso anno sia un grosso "plus". Per Brescia (disastrosa all'esordio) addirittura un miracolo. Fatto sta che la sua parentesi iberica al Jairis è durata quanto un fruscio d'ali, dato che la Marzia d'Italia s'è infortunata a una mano a fine settembre, fermandosi ai box da allora. Speriamo che duri di più la sua seconda vita bresciana.
- TAVA, Alessandra: la zampata della veterana sul big match Sanga-Valdarno della seconda giornata di A2: sul meno 1 a circa 5 secondi dalla fine, prende il centro dell'area, si trova chiusa, ne viene fuori alla grande con un passo e tiro di sinistro che s'insacca a 1" dalla sirena (poi le tosche replicheranno con Bernardi ma oltre il suono della sirena). Fin lì l'ex Geas, Bologna ecc. ecc. aveva 1/7 al tiro. In precedenza era stata protagonista a Torino con 14 punti + 9 rimbalzi. Il Sanga, nell'equilibratissimo girone A, è già primo da solo dopo due turni.
- USTBY, Alyssa: ogni anno c'è il "toto-straniere", nel senso che t'arriva 'sta valanga di nomi nuovi e cerchi di strologare chi sia un bidone e chi invece una pescata coi controfiocchi. A questa seconda categoria sembra decisamente appartenere l'ala di Roseto, classe 2002, che si è presentata con 20 punti + 13 rimbalzi contro Schio (mica un'avversaria qualunque) e ha bissato con 20 punti contro il Geas nella prima, storica vittoria delle Panthers in A1, dinnanzi a 1500 anime. Giocatrice che magari non ruba l'occhio al primo sguardo ma ha una gamma di movimenti completa ed è concretissima.
- WILSON, A'ja:se era già nella storia (e lo era), adesso è nella leggenda. Campione WNBA per la terza volta in 4 anni, bissando l'mvp di stagione regolare con quello delle Finals, marchiate a fuoco con 28,5 punti di media e il "game winner" nella cruciale gara 3: un "giro e tiro" magistralmente eseguito dal limite sinistro dell'area, che s'insacca a 3 decimi dalla fine per il 90-88 (qui il video), consegnando a Las Vegas il 3-0 su Phoenix (la quale aveva prodotto una gran rimonta) che di fatto chiude la serie. Da quest'anno la lega ha allungato a "best of 7" le finali ma ne sono bastate appena 4: dopo la mazzata in G3, Phoenix non ne ha più avuto per intralciare la marcia trionfale delle Aces. Il palmarès di A'ja, aggiornato, recita: 3 titoli; 4 mvp di stagione regolare; 2 mvp delle finali; 3 volte difensore dell'anno; 2 volte top scorer. Già, perché oltre al doppio mvp, la lunga classe '96 s'è pappata quest'anno sia il premio di miglior difensore che la corona delle realizzatrici, ovvero: la migliore su ambo i lati del campo. Far meglio è impossibile.