- ASTIER, Pauline: la play-guardia francese del 2002 è l'mvp della Supercoppa europea, vinta da Praga in casa di Villeneuve (77-86): con una prova ipercinetica totalizza 17 punti, 15 assist e 7 rubate. Pensare che nella finale 3° posto di Eurobasket, contro di noi, il coach non le ha concesso nemmeno un minuto. O è maturata all'improvviso d'estate oppure dobbiamo ringraziare il c.t. transalpino, per quanto, in quel giorno di grazia, nemmeno lei in versione-Supercoppa ci avrebbe battuto...
- COLLIER, Napheesa: due settimane d'inferno. L'avevamo lasciata due settimane fa come probabile mvp della stagione Wnba e candidata al titolo con le sue Linci del Minnesota. Ebbene, è finita che il premio di mvp se lo è pappato Wilson (vedi sotto), lei si è scartavetrata una caviglia in una collisione contro Alyssa Thomas di Phoenix nell'azione decisiva di gara-3 (quella che ha provocato l'ira funesta di coach Reeve, entrata in campo per cazziare l'arbitro faccia-a-faccia e per questo squalificata e multata) e Minnesota, giocando senza di lei gara-4, è stata eliminata 1-3. C'è di peggio? Sì, che all'indomani dell'eliminazione, Collier si è prodotta in un "j'accuse" pesantissimo contro la commissioner Wnba, Engelbert, dicendo in sostanza che è la peggior manager sportiva sulla faccia della terra. Il che dà l'idea di che polveriera sia attualmente la lega, in attesa del probabile conflitto dei prossimi mesi tra proprietari e giocatrici per la spartizione dei ricavi. Purché non rompano il giocattolo un attimo dopo che aveva iniziato a funzionare...
- CONDE, Maria: mvp della nostra Supercoppa al suo primo grande evento con la maglia di Schio, e dopo che a gennaio si era fracassata un ginocchio (la Spagna sarebbe probabilmente stata d'oro a Eurobasket se l'avesse avuta). Con 21 punti in finale contro Venezia sciorina il suo repertorio completo, vicino e lontano da canestro, e la sua personalità di primo livello.
- DOJKIC, Ivana: in finale di Supercoppa stava scrivendo un copione col ruolo di protagonista assoluta e lieto fine, ovvero l'ex di turno che si vendica nel primo trofeo stagionale in palio, pigliandosi pure l'mvp, oltretutto in versione supereroe mascherato, e invece succede quello che coach Mazzon ha definito "tranquillità completamente spezzata" per le sue nel secondo tempo. Quintessenza ne è appunto la croata, che incassa una botta al naso già acciaccato (vedi sotto) ed esce da una partita che stava dominando. Finisce comunque con 22 punti, una delle sue migliori prove in Italia, ma con accenno di rissa nel dopoagara. Inizio dolceamaro per la terza tappa del suo personale giro dei top teams italici dopo Bologna e Schio.
- GERINI, Emma: e chi è? Una 2010 toscana che la scorsa settimana, al torneo internazionale U16 di Sopron, con la maglia della Futurosa Trieste, ha messo 20 punti contro Costa e 24 contro il Vasas Budapest. Trieste ha battuto anche le padrone di casa. Gerini non è stata convocata per il Torneo dell'Amicizia di quest'estate, per cui non saprei valutarla nell'ambito della nostra annata 2010, tuttavia si merita l'occasionale citazione.
- MAVUNGA, Stephanie: decisamente la più "sul pezzo" fra i nuovi arrivi della Reyer. Nei preliminari di Eurolega contro la Stella Rossa fa 16 punti all'andata (8/9 al tiro) e 15 al ritorno (5/6). In Supercoppa, nella feroce mattanza veneziana contro S. Martino, spadroneggia con 20 punti (8/11), mentre in finale con Schio cala come il resto della squadra dopo un buon inizio, ma comunque fa 11 con 5/8. Quindi su 4 partite ufficiali ha per ora un bestiale 26/34 dal campo.
- MESTDAGH, Kim & STEINBERGA, Anete: supplenti di lusso. Tengono il posto in caldo a Laksa e Shepard, impegnate in Wnba (ora la lunga è stata eliminata con Minnesota, sarà la prima a tornare fra le due), e fanno la loro egregia parte nella vittoria in Supercoppa. In finale con Venezia, per la belga (oltre alla soddisfazione di vincere un altro trofeo insieme alla partner di vita Sottana) due triple, in chiusura di 3° e apertura di 4° periodo, che contribuiscono al parzialissimo di 35-6 (se non abbiamo perso i conti) con cui la partita si ribalta più d'un calzino; per la lèttone 12 punti anche se, forse, la sua azione più incisiva è quando rifila una botta sul naso alla rovente Dojkic, mettendola momentaneamente fuori causa.
- MITCHELL, Kelsey: eroica e sfortunata. Trascina Indiana a un passo dalla qualificazione alla finale Wnba, quasi miracoloso se si considera la falcidie d'infortuni che ha tartassato le Fever per tutta la stagione (Clark in primis), ma lei stessa cade vittima di uno stiramento ed esce sul più bello di un'epica gara-5 che finisce 107-98 per Las Vegas. Sfiga micidiale ma Indiana, se raccatta i pezzi, l'anno prossimo è da titolo, e Mitchell si è consacrata stella assoluta con 20 di media in regular e 22 nei playoff.
- ORTIZ, Mariona: la sorte toglie, la sorte dà. La guardia spagnola che commise quel criminoso errore nella finale di Eurobasket (retropassaggio sconsiderato con intercetto di Delaere e canestro della vittoria belga) si rifà tre mesi dopo, con una prestazione da 26 punti (6/8 dal campo e 11/14 ai liberi) nell'impresa con cui Saragozza, dinnanzi a 5.831 spettatori, fa +23 su Brno ribaltando il -21 dell'andata del preliminare. Probabilmente Ortiz avrebbe preferito fare scambio tra i due eventi (un oro europeo gettato nel cesso non si cancella, un'Eurolega mancata sì), ma intanto è un bel riscatto per lei.
- SAMMARTINO, Ludovica: non che sia stata la migliore, nei preliminari di EuroCup che hanno qualificato Sassari, ma va apprezzata l'intraprendenza della debuttante 2005, che all'andata fa 6 punti in 16', al ritorno 4 in 19', spadellando in realtà con 1/8, e un tragico -17 di plus/minus, ma a costo di essere eretici diciamo: meglio così che fare la solita parte del pupazzo italico che smista palla alle straniere e tira una volta o due, ma solo se ha 4 metri di spazio...
- SANTUCCI, Mariella: ottima nel ritorno del preliminare di Eurolega, quando è top scorer con 17 punti in una partita tutt'altro che semplice contro l'ambiziosa Stella Rossa di coach Maljkovic e Yvonne Anderson. Poi però in Supercoppa è anonima: 2 punti in finale con 0/6 al tiro. In assenza di Villa, e senza più Berkani, il suo ruolo cresce d'importanza quest'anno (pur con l'arrivo di Pasa in regia), e deve fornire più continuità: non basta far la parte di quella che entra dalla panca e se è in serata dà un po' di gas a tutte, altrimenti si risiede e amen.
- SOTTANA, Giorgia: meriterebbe la citazione automatica, anche se non combinasse nulla, ogni volta che allarga il suo faraonico palmarès, arrivato a 28 fra scudetti, Supercoppe e Coppe Italia. Ma lei combina ancora, eccome. In finale di Supercoppa contro Venezia fa 11 punti con la solita chirurgia nei momenti importanti. Sarà probabilmente questo il suo ruolo anche quest'anno, e se oltre a rimpinzare l'appena citato palmarès italico giungesse la grande soddisfazione europea che finora manca...
- STEWART, Breanna & IONESCU, Sabrina: serpi o ignare? Le due superstars di New York, dopo l'eliminazione per mano di Phoenix già al 1° turno di playoff (nonostante, in gara-3, 30 punti di Breanna e 20 di Sabrina; evaporato il resto della squadra), e quindi la detronizzazione dopo il titolo 2024, reagiscono sdegnate, in conferenza stampa, alla domanda se fosse vero che coach Brondello stesse per essere segata con il loro assenso: "What the fuck? Noi abbiamo il suo pieno supporto e lei ha il nostro", o qualcosa del genere. Due giorni dopo: Brondello segata. E difficilmente si taglia un coach campione l'anno prima, se non c'è l'assenso delle due top players della squadra e se non c'è già qualcosa sotto da un po' di tempo...
- THOMAS, Alyssa: Phoenix sta giocando playoff sontuosi, avendo eliminato ambo le finaliste dello scorso anno, e lei (con l'ottimo supporto di Satou Sabally) è la leader massima con medie che flirtano con la tripla doppia. L'intervento in "tackle" su Collier (vedi sopra) che decide gara-3 e virtualmente anche la serie, in effetti, è un po' al limite ma dà l'idea della donna in missione che è la veterana delle Mercury. Le quali ora disputano la loro prima finale dell'era post-Taurasi (e Griner).
- WILSON, A'ja: l'altra supertop dei playoff '25, nonché l'altra finalista con la sua Las Vegas. Nel frattempo si pappa il suo quarto mvp stagionale in carriera (record) a suon di 23 punti e 10 rimbalzi di media; poi con 35 punti nell'epica gara-5 contro Indiana trascina le Aces all'approdo in finale, seppur con molta più fatica del dovuto, di fronte alle povere martoriate Fever. Lei comunque è la numero uno dell'epoca attuale, poco da discutere.
- COLLIER, Napheesa: due settimane d'inferno. L'avevamo lasciata due settimane fa come probabile mvp della stagione Wnba e candidata al titolo con le sue Linci del Minnesota. Ebbene, è finita che il premio di mvp se lo è pappato Wilson (vedi sotto), lei si è scartavetrata una caviglia in una collisione contro Alyssa Thomas di Phoenix nell'azione decisiva di gara-3 (quella che ha provocato l'ira funesta di coach Reeve, entrata in campo per cazziare l'arbitro faccia-a-faccia e per questo squalificata e multata) e Minnesota, giocando senza di lei gara-4, è stata eliminata 1-3. C'è di peggio? Sì, che all'indomani dell'eliminazione, Collier si è prodotta in un "j'accuse" pesantissimo contro la commissioner Wnba, Engelbert, dicendo in sostanza che è la peggior manager sportiva sulla faccia della terra. Il che dà l'idea di che polveriera sia attualmente la lega, in attesa del probabile conflitto dei prossimi mesi tra proprietari e giocatrici per la spartizione dei ricavi. Purché non rompano il giocattolo un attimo dopo che aveva iniziato a funzionare...
- CONDE, Maria: mvp della nostra Supercoppa al suo primo grande evento con la maglia di Schio, e dopo che a gennaio si era fracassata un ginocchio (la Spagna sarebbe probabilmente stata d'oro a Eurobasket se l'avesse avuta). Con 21 punti in finale contro Venezia sciorina il suo repertorio completo, vicino e lontano da canestro, e la sua personalità di primo livello.
- DOJKIC, Ivana: in finale di Supercoppa stava scrivendo un copione col ruolo di protagonista assoluta e lieto fine, ovvero l'ex di turno che si vendica nel primo trofeo stagionale in palio, pigliandosi pure l'mvp, oltretutto in versione supereroe mascherato, e invece succede quello che coach Mazzon ha definito "tranquillità completamente spezzata" per le sue nel secondo tempo. Quintessenza ne è appunto la croata, che incassa una botta al naso già acciaccato (vedi sotto) ed esce da una partita che stava dominando. Finisce comunque con 22 punti, una delle sue migliori prove in Italia, ma con accenno di rissa nel dopoagara. Inizio dolceamaro per la terza tappa del suo personale giro dei top teams italici dopo Bologna e Schio.
- GERINI, Emma: e chi è? Una 2010 toscana che la scorsa settimana, al torneo internazionale U16 di Sopron, con la maglia della Futurosa Trieste, ha messo 20 punti contro Costa e 24 contro il Vasas Budapest. Trieste ha battuto anche le padrone di casa. Gerini non è stata convocata per il Torneo dell'Amicizia di quest'estate, per cui non saprei valutarla nell'ambito della nostra annata 2010, tuttavia si merita l'occasionale citazione.
- MAVUNGA, Stephanie: decisamente la più "sul pezzo" fra i nuovi arrivi della Reyer. Nei preliminari di Eurolega contro la Stella Rossa fa 16 punti all'andata (8/9 al tiro) e 15 al ritorno (5/6). In Supercoppa, nella feroce mattanza veneziana contro S. Martino, spadroneggia con 20 punti (8/11), mentre in finale con Schio cala come il resto della squadra dopo un buon inizio, ma comunque fa 11 con 5/8. Quindi su 4 partite ufficiali ha per ora un bestiale 26/34 dal campo.
- MESTDAGH, Kim & STEINBERGA, Anete: supplenti di lusso. Tengono il posto in caldo a Laksa e Shepard, impegnate in Wnba (ora la lunga è stata eliminata con Minnesota, sarà la prima a tornare fra le due), e fanno la loro egregia parte nella vittoria in Supercoppa. In finale con Venezia, per la belga (oltre alla soddisfazione di vincere un altro trofeo insieme alla partner di vita Sottana) due triple, in chiusura di 3° e apertura di 4° periodo, che contribuiscono al parzialissimo di 35-6 (se non abbiamo perso i conti) con cui la partita si ribalta più d'un calzino; per la lèttone 12 punti anche se, forse, la sua azione più incisiva è quando rifila una botta sul naso alla rovente Dojkic, mettendola momentaneamente fuori causa.
- MITCHELL, Kelsey: eroica e sfortunata. Trascina Indiana a un passo dalla qualificazione alla finale Wnba, quasi miracoloso se si considera la falcidie d'infortuni che ha tartassato le Fever per tutta la stagione (Clark in primis), ma lei stessa cade vittima di uno stiramento ed esce sul più bello di un'epica gara-5 che finisce 107-98 per Las Vegas. Sfiga micidiale ma Indiana, se raccatta i pezzi, l'anno prossimo è da titolo, e Mitchell si è consacrata stella assoluta con 20 di media in regular e 22 nei playoff.
- ORTIZ, Mariona: la sorte toglie, la sorte dà. La guardia spagnola che commise quel criminoso errore nella finale di Eurobasket (retropassaggio sconsiderato con intercetto di Delaere e canestro della vittoria belga) si rifà tre mesi dopo, con una prestazione da 26 punti (6/8 dal campo e 11/14 ai liberi) nell'impresa con cui Saragozza, dinnanzi a 5.831 spettatori, fa +23 su Brno ribaltando il -21 dell'andata del preliminare. Probabilmente Ortiz avrebbe preferito fare scambio tra i due eventi (un oro europeo gettato nel cesso non si cancella, un'Eurolega mancata sì), ma intanto è un bel riscatto per lei.
- SAMMARTINO, Ludovica: non che sia stata la migliore, nei preliminari di EuroCup che hanno qualificato Sassari, ma va apprezzata l'intraprendenza della debuttante 2005, che all'andata fa 6 punti in 16', al ritorno 4 in 19', spadellando in realtà con 1/8, e un tragico -17 di plus/minus, ma a costo di essere eretici diciamo: meglio così che fare la solita parte del pupazzo italico che smista palla alle straniere e tira una volta o due, ma solo se ha 4 metri di spazio...
- SANTUCCI, Mariella: ottima nel ritorno del preliminare di Eurolega, quando è top scorer con 17 punti in una partita tutt'altro che semplice contro l'ambiziosa Stella Rossa di coach Maljkovic e Yvonne Anderson. Poi però in Supercoppa è anonima: 2 punti in finale con 0/6 al tiro. In assenza di Villa, e senza più Berkani, il suo ruolo cresce d'importanza quest'anno (pur con l'arrivo di Pasa in regia), e deve fornire più continuità: non basta far la parte di quella che entra dalla panca e se è in serata dà un po' di gas a tutte, altrimenti si risiede e amen.
- SOTTANA, Giorgia: meriterebbe la citazione automatica, anche se non combinasse nulla, ogni volta che allarga il suo faraonico palmarès, arrivato a 28 fra scudetti, Supercoppe e Coppe Italia. Ma lei combina ancora, eccome. In finale di Supercoppa contro Venezia fa 11 punti con la solita chirurgia nei momenti importanti. Sarà probabilmente questo il suo ruolo anche quest'anno, e se oltre a rimpinzare l'appena citato palmarès italico giungesse la grande soddisfazione europea che finora manca...
- STEWART, Breanna & IONESCU, Sabrina: serpi o ignare? Le due superstars di New York, dopo l'eliminazione per mano di Phoenix già al 1° turno di playoff (nonostante, in gara-3, 30 punti di Breanna e 20 di Sabrina; evaporato il resto della squadra), e quindi la detronizzazione dopo il titolo 2024, reagiscono sdegnate, in conferenza stampa, alla domanda se fosse vero che coach Brondello stesse per essere segata con il loro assenso: "What the fuck? Noi abbiamo il suo pieno supporto e lei ha il nostro", o qualcosa del genere. Due giorni dopo: Brondello segata. E difficilmente si taglia un coach campione l'anno prima, se non c'è l'assenso delle due top players della squadra e se non c'è già qualcosa sotto da un po' di tempo...
- THOMAS, Alyssa: Phoenix sta giocando playoff sontuosi, avendo eliminato ambo le finaliste dello scorso anno, e lei (con l'ottimo supporto di Satou Sabally) è la leader massima con medie che flirtano con la tripla doppia. L'intervento in "tackle" su Collier (vedi sopra) che decide gara-3 e virtualmente anche la serie, in effetti, è un po' al limite ma dà l'idea della donna in missione che è la veterana delle Mercury. Le quali ora disputano la loro prima finale dell'era post-Taurasi (e Griner).
- WILSON, A'ja: l'altra supertop dei playoff '25, nonché l'altra finalista con la sua Las Vegas. Nel frattempo si pappa il suo quarto mvp stagionale in carriera (record) a suon di 23 punti e 10 rimbalzi di media; poi con 35 punti nell'epica gara-5 contro Indiana trascina le Aces all'approdo in finale, seppur con molta più fatica del dovuto, di fronte alle povere martoriate Fever. Lei comunque è la numero uno dell'epoca attuale, poco da discutere.
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