venerdì 31 gennaio 2025

Coppe europee: la dolce notte francese di Schio vale le "Final 6". Mazzon: eravamo nel girone più duro

Eurolega

- Bourges-Schio. Il periodo magico scledense si corona con la qualificazione alle Final Six. Bastava una sconfitta con meno di 5 punti di scarto nel "quasi spareggio" a Bourges; arriva una vittoria sonante, ancorché maturata negli ultimi minuti quando, come all'andata, le francesi si sono sciolte e l'alta marea di Schio le ha sommerse.
Giocare con un +5 da difendere può essere insidioso se si approccia morbidi cullando false sicurezze su quello scarto, in realtà davvero esiguo. Errore che le arancioni non commettono, partendo a testa bassa con una gragnolata di triple (5) che a partire da metà 1° quarto crivella le retìne casalinghe: avvia Laksa, la segue Keys, completano Salaun e Juhasz ed è già +13 (12-25).
Difficile però continuare così, e infatti Bourges si dà una regolata e con un 7-0 rapido si rianima (19-25 al 10') per poi dar vita a un frizzante botta-e-risposta che dura per tutto il 2° quarto, con Schio brava a trovare sempre il canestro che evita l'aggancio (32-36 al 15', 38-42 al 20').
Lo stesso canovaccio continua fino a metà 3° periodo, quando avviene una svolta col massimo sforzo di Bourges che fa per la prima volta vacillare Schio: vivace il duo indigeno Astier-Pouye, c'è il sorpasso e anche il mini-allungo francese sul 58-53 al 28'. Per la prima volta (ma sarà anche l'ultima) è pareggiato il doppio confronto. Al 30' è 62-58, ovvero tutto in bilico.
Schio è brava a riprendere le redini della partita quando stava pericolosamente scivolando in mani ostili, in un ambiente galvanizzato. Preziosa, guarda un po', Sottana che insieme ad André confeziona un controbreak di 1-8 a inizio ultimo quarto (63-66 al 33').
Poi il momento-chiave: Astier segna un pregevole "reverse" per il meno 1; in quel frangente l'attacco scledense è in sofferenza di fronte all'intensità profusa delle francesi; ma Bourges sciupa l'attimo buono, perdendo palloni da mani nei capelli e sbagliando anche conclusioni ghiotte.
Così il punteggio rimane cristallizzato sul 65-66, poi la prima a sbloccarsi è Schio con un libero di Salaun e soprattutto una tripla dall'angolo di Verona: sul 65-70 a 4' dalla fine equivale a un +10.
Ancora palle perse atroci di Bourges, micidiali Salaun e Juhasz nel punirle con altre fiondate dall'arco. Sul 67-76 a -2'15" i giochi sono fatti, c'è solo da fissare lo score finale che è 72-84.

- Nelle cifre la differenza emerge dal dato sulle triple (non casualmente): 6/15 per Bourges, 12/25 per Schio; e in second'ordine nelle palle perse, 21 delle locali, 16 per le visitanti. In generale, prova di maggior qualità da parte arancione, Bourges non ha mancato d'agonismo ma ha mostrato la corda sul piano tecnico.
Interessante osservare le top scorers: per le sconfitte, Diaby 19, Pouye e Astier 12; per le vittoriose, Salaun 19, Laksa e Juhasz 12, Dojkic 11. Dice: embè? Embè si nota che da una parte le migliori sono tutte indigene (cioè francesi), dall'altra tutte straniere. E quando le tue top scorer in una partita d'Eurolega sono tutte locali, è probabilmente una buona notizia per il tuo movimento, ma difficilmente vinci, perché vuol dire che le tue straniere sono così-così. -_-

- E dunque Schio è già sicura delle Final Six, anche se prima deve giocare un play-in contro il molosso Fenerbahce (10 W su 10, nel frattempo). Giacché la formula partorita dagli alambicchi di qualche alchimista Fiba s'è inventata questo quadruplo play-in, con due accoppiamenti che non eliminano nessuna, ma danno solo diritto a saltare un turno alle F6. In poche parole: Mersin prima gioca contro Valencia seconda; idem il Fener contro Schio. Chi vince va in semifinale diretta, chi perde va ai quarti (delle F6) contro chi? Contro chi vince gli altri due play-in, ovvero Bourges terza contro Saragozza quarta; e Praga terza contro Landes quarta. Chi perde queste due serie è eliminato. Fare i playoff normali come gli scorsi anni sembrava noioso, evidentemente.
Insomma è prevedibile (ma non diamolo per certo) che il Famila ceda all'imbattuto Fener ma poi si rigiochi le sue chances nella gara unica dei quarti alle F6.

- Intanto nell'altro girone, mentre Praga ha battuto Saragozza strappandole il 3° posto, Venezia era già in vacanza, dato che sarebbe stato il turno del ritorno (peraltro ininfluente) con la ritirata Polkowice. La Reyer ha chiuso quinta con 3 vinte-7 perse.
In conferenza-stampa post-partita col Geas, alla domanda (dell'utente Garbo, peraltro) se l'approccio feroce sciorinato contro Sesto fosse figlio d'una voglia di rifarsi dell'eliminazione europea, coach Mazzon ha risposto: "No, le ragazze non avevano nulla di cui riscattarsi. Abbiamo avuto un girone durissimo: è probabile che 3 delle 4 semifinaliste verranno da lì. Se avessimo avuto meno guai fisici avremmo ottenuto più risultati. A Valencia e Saragozza abbiamo fatto ottime partite ma è difficile giocare su certi campi davanti a 5000 spettatori e con elevata pressione fisica, alla quale non eravamo abituati".
E in effetti è in quelle due trasferte iberiche, iniziate bene ma poi perse con cali nel finale, che Venezia si è giocata la qualificazione (a Praga invece è stata più netta la sconfitta).
In sostanza Mazzon implicitamente sostiene che Schio è passata grazie a un girone più agevole di quello della Reyer, dato che, a intuito, prevede che l'unica semifinalista proveniente dal girone scledense sarà Mersin e non il Famila. :unsure:
Ha ragione il navigato coach lagunare? Well (o "ciumbia" se Nonino pretende intercalari più nostrani), in effetti, oltre alle due turche, Praga e Valencia hanno forse i galloni di favorite per gli altri due posti in semifinale. Ed è vero che Schio, a parte il successo su una Mersin rimaneggiata, non ha dovuto compiere imprese titaniche ma solo battere con buona puntualità avversarie alla portata, nell'ambito di un Eurolega in ribasso di stelle (come abbiamo già rilevato, complice la concorrenza di Unrivaled). Ma il Famila ha fatto ampiamente il suo, di più per ora non poteva fare.

- Infine alcuni dati sul pubblico (considerando, qui, solo le squadre che hanno giocato anche la seconda fase). Comanda Saragozza con 4.659 a partita; 2) Bourges con 3.736; 3) Salamanca 2.786; 4) Mersin 2.750; 5) Valencia 2.648; 6) Landes 2.583; 7) Schio 1.572; 8) Brno 1.215; 9) Venezia 1.143; 10) Fenerbahce 1.135 (manca il dato di una gara); 11) Praga 988.
In sintesi: dominano Francia e Spagna, e non sorprende, con Mersin unica eccezione; posizioni medio-basse (anzi, più basse che medie) per le italiane. Venezia poteva fare di meglio.
Credo che le dirette di RaiSport abbiano tolto qualcosa all'affluenza dal vivo, perché onestamente, specie d'autunno-inverno, qualcuno può cedere alla tentazione di seguire comodamente dal divano anziché scomodarsi ad andare al palazzo.

- Per chiudere: l'Italia piazza una squadra fra le prime 6 in Eurolega e una fra le prime 8 in EuroCup. La dignità c'è, temo che mancherà la gloria ma non neghiamo alle nostre due portacolori residue la possibilità di sorprenderci sino in fondo. :b:

mercoledì 29 gennaio 2025

Da Zanetti una frase postuma sull'addio alla Virtus femminile

Maximus Zanetti, patron Virtus Bologna, in una conferenza stampa di stamani sulle vicende societarie, ha dedicato una frase alla defunta sezione femminile:


" Da giugno si sono create mille cose che non sto a raccontare. Ricorderei una cosa che a me ha ferito molto. Però ho accettato. Abbiamo tolto la femminile alla quale tenevo tantissimo. E sembrava, in un budget da 23 milioni, 700mila euro delle donne fosse quello per cui non si potesse fare una grande squadra. Si è deciso di eliminare la femminile per 700mila euro. ".

A2: Broni con la punta di Diamanti perfora Milano; big Empoli su Costa; fuga Udine con super-Gianolla a Roseto

- Personalmente mi sono recato nella periferia nordorientale della metropoli milanese, teatro di un derby Sanga-Broni che avrebbe avuto pepe in condizioni normali, figurarsi dopo l'avvento di Diamanti sulla panchina, anzi al capezzale, delle pavesi, grandi malate della prima parte di stagione. Addirittura sconfortanti nell'ultimo k.o. interno con La Spezia che aveva 6 giocatrici in rotazione e che questa settimana ha perso col fanale Benevento.

Roster, quello delle oltrepadane, forse con troppe prime ballerine e poche spaccalegna, di sicuro anche tribolato da infortuni (Russo, Reggiani, Hartmann le principali, anche se la tedesca era stata sontuosamente rimpiazzata con Turcinovic), ma che soltanto sgambettandosi da sola poteva trovarsi così in basso, con 6 vinte e 9 perse.
Chiaro che, se era solo questione di manico, uno come Diamanti è il meglio possibile per una sterzata con sapiente uso del bastone laddove la precedente gestione era magari costretta a una diplomatica ma infruttuosa carota.
Di fronte si parava, in questo primo test diamantifero, una Milano che stava volando. Manco a dirlo, Broni rinasce e vince, anche se poteva finire in ambo i modi.

- Classici timpani a rischio per la possanza vocale dei Viking bronesi; ma le ragazze neo-Diamantifere sono già ben cariche di loro. Con un parziale di 0-12, a cavallo fra 1° e 2° quarto, prendono il comando delle operazioni costringendo Milano a una faticosa rimonta; protagonista in questo frangente (ma anche dopo) Nasraoui, che sciorina il suo repertorio dei giorni migliori, pericolosa sia con movimenti da pivot che con mano morbida da fuori. Buona anche la circolazione di palla per le bronesi con una ritrovata Baldelli a orchestrare e concludere; vispa Morra; discontinua al tiro Russo ma sempre col canestro pesante in canna. Importanti anche i rimbalzi offensivi, nettamente a favore di Broni nella prima parte.
Nel complesso, insomma, l'impressione di un gruppo che si è messo a remare dalla stessa parte e sa cosa fare, anche in difesa, dove riesce a frenare Toffali che era partita fortissimo.

- Dal massimo svantaggio, meno 14, si ricompatta la difesa delle Orange, a zona, tenendo Broni a secco negli ultimi 4' del 2° quarto: dimezzato lo scarto con le triple di Merisio e dell'ex Moroni, poi con un "arcobaleno" di Allievi sulla sirena (31-38).
Terzo periodo favorevole a Broni solo all'inizio, poi però si spegne l'attacco ospite; uno sprazzo di Tibè e le triple di Moroni e Zelnyte riaprono la partita sul finire della frazione (46-50 al 30').

- Gran battaglia per tutto l'ultimo quarto, che inizia con un duello Baldelli-Merisio (51-54 al 33').
Broni continua nel suo netto calo d'energie, anche oltre i meriti della difesa milanese (ora a uomo): lo si nota da un paio di buoni tiri delle lunghe che finiscono corti per mancanza apparente di forze. Cicic pareggia in contropiede su recupero di Toffali, poi Zelnyte segna un libero per il sorpasso (56-55 a -4'20").
Milano non riesce però a sfruttare l'onda per sommergere una Broni in apnea. Così finirà per perdere in una volata farcita di errori, prodezze e fischi contestati.
Baldelli con un bel giro e tiro e Nasraoui con un gancetto sbloccano Broni (56-59 a -2'). Gran risposta di Moroni con un gioco da 4 punti (60-59), altrettanto super la contro-replica di Russo con una tripla "impossibile" sullo scadere dei 24" (60-62 a -1'20").
Doppia occasione persa dal Sanga, lo punisce ma solo a metà Nasraoui che si procaccia fallo e realizza un libero (60-63 a -27").
Azione decisiva: Broni sceglie di non fare fallo sul +3, ma nega la tripla alle milanesi che vanno da due con Moroni: la palla entra, ma c'è sfondamento su Russo e gli arbitri annullano anche il canestro fra le proteste della panchina di casa, che prende tecnico. :ph34r:
Hartmann trasforma il libero a -8" e in sostanza finisce lì (60-64).
Sconfitta semi-indolore per Milano alla luce della sconfitta di Costa (vedi sotto), che la mantiene seconda anche se Valdarno ora rischia di essere imprendibile.
La risurrezione di Broni, ovviamente, andrà testata anche contro le medio-piccole, spesso causa di spine sotto la gestione-Magagnoli. Che, se ci si ricorda, aveva vissuto il suo momento migliore proprio contro il Sanga all'andata (+29).

- Sempre nel girone Ovest, big match a Empoli su Costa con un andamento a strappi: +14 tosco, sorpasso brianzolo nel 3° quarto, controsorpasso empolese. Così Valdarno vola a +4 sul ricompattato terzetto Milano-Empoli-Costa. C'è un abisso fra le prime 4 e il resto della compagnia.

- Nel girone Est, giornata tutta di vittorie esterne tranne una; non fa eccezione la supersfida Roseto-Udine, dinnanzi a 1.186 spettatori (risulta record per il basket femminile rosetano), che le friulane s'aggiudicano con una difesa al titanio nella seconda parte (14 punti concessi dopo i 43 nella prima). Pazzesca Gianolla: 30 punti, 11/15 da 2, 8/9 ai liberi, 16 rimbalzi, 45 di valutazione. :woot:
Esordio della nobilissima Mestdagh con Rovigo. La grande belga denota una comprensibile ruggine (2 punti) e le venete perdono, ma in prospettiva può solo andare meglio. È un girone bestialmente equilibrato anche se c'è frattura fra le prime 9 e le ultime 5.

Nella foto: la festa delle rianimate bronesi con gli ultras al seguito.


martedì 28 gennaio 2025

A1: "big 3" in carrozza (mamma che Reyer). Salgono S. Martino e Brescia

- Brescia-Derthona. Finisce per essere la partita più interessante della giornata. Con risultato a sorpresa ma non troppo: le longobarde erano già apparse, nel colpo a Sassari, più consistenti di quanto fossero state fino alla prima di ritorno compresa (coincidente con la seconda sconfitta stagionale contro Faenza); mentre le piemontesi, dopo aver coronato con la qualificazione alle F4 di Coppa Italia una prima metà di stagione oltre ogni sogno, avevano denotato un calo non lieve, venendo bastonate da Campobasso e Geas. E quindi vince Brixia, per la verità in una partita che poteva anche finire diversamente, essendo sempre stata tirata, ma Derthona è quasi sempre stata sotto, sia pur di poco (24-22, 38-37, 49-47 i finali dei primi 3 quarti, con qualche vantaggino saltuario per le ospiti).

Stavolta Tagliamento non in gran vena, e nemmeno Evans (dalla panchina come la scorsa settimana, forse non al top della forma) ma c'è Togliani frizzante, c'è una Yurkevichus rimbalzivora ancor più del solito, c'è una Johnson vicina alla versione di 2 anni fa (almeno a tratti), c'è un'Estebas cresciuta alla distanza.
Mentre per Derthona ritorna Penna e fa il suo, ma Zahui dopo un inizio promettente si spegne, Dotto e Attura sono intermittenti e la coperta si svela corta.
La partita regala interesse fino all'ultimo. Brescia scappa a +7 verso metà 4° periodo, Penna mette una tripla per il meno 2, poi si rispondono Togliani e ancora Penna (60-58), seguono errori da ambo le parti, poi Yurkevichus pesca il "goal" decisivo da centro area (62-58) a -45" circa, orientando definitivamente le sorti, giacché Penna fa solo 1/2, Johnson idem, Attura segna rapidamente in entrata (63-61) ma Togliani corona la sua prestazione coi due liberi del sigillo; finisce 66-61.
Si hanno: Togliani 21 (5/7 dal campo, 9/9 ai liberi, 31 di valutazione, davvero notevole anche per la personalità), Estebas 13, Johnson 12, Taglia 10 per le trionfanti, ma super anche Yurkevichus con 22 rimbalzoni; Penna 17 (7/17 al tiro), Dotto 13 (3/9), Zahui 11+10 rimba ma zero punti nella ripresa, per le sconfitte. Che hanno 0 punti in 24' da Arado, molto poco da Premasunac, non abbastanza da Fontaine (9) e Attura (7 con 3/12).
Al di là delle prestazioni occasionali, e del possibile scarico di energie dopo tanto galoppo, c'è forse un problema tattico con Zahui che ama svariare sul perimetro mentre Premasunac in area ci va ma combina poco: e allora manca bilanciamento.
Derthona potrebbe anche perdere il 5° posto a vantaggio di S. Martino (ma se si riprende resta in corsa per il quarto, ovvio) mentre Brescia entra in zona-playoff e si gioca molto al prossimo turno con Battipaglia.

- S. Martino-Sassari. Anche questa non è priva d'interesse ma è gestita relativamente con agio dalle Lupe, quantomeno nell'ultimo quarto. Le nuragiche, già orbe di Begic come da varie settimane, perdono Taylor per infortunio dopo nemmeno un quarto: :cry: hanno fatto il possibile ma serviva un mezzo miracolo.
Sempre avanti quindi SML; dopo il break verso fine 1° periodo, l'andamento è a elastico, tanti riavvicinamenti della Dinamo ma altrettanti riallunghi veneti: 38-32 all'intervallo, poi breakkone di 10-0 in un amen a inizio 3° periodo per SML (48-34) ma tenace risalita sassarese fino a meno 5.
Non basta però a contendere realmente la vittoria perché le Lupe ricostruiscono un +7/+8 che mantengono per tutta l'ultima frazione, dilatandolo nel finale sino a +12, poi limato sul 67-58 conclusivo.
Prova bilanciata, solida per S. Martino, come del resto quasi sempre da quando ha iniziato a vincere; Robinson 17, Cvijanovic 15, Simon 12, Bickle 11, D'Alie fa 8 assist; per la zoppa Sassari, inedita top scorer Natali con 13, poi Carangelo 12 e una discreta Diallo idem.

- Geas-Venezia. In condizioni normali poteva essere il big match di giornata; di fatto non è neanche un match, perché muore in culla. Le sestesi sono senza Conti, Makurat e Barberis (seppur con l'esordio di Jakubcova), la Reyer è in versione-killer, quella di quando le "big" sembrano voler dimostrare qualcosa (non dava questa sensazione, ad esempio, Schio sullo stesso campo il 22 dicembre) e quindi giocano feroci dal primo possesso fino a che l'avversaria è rasa al suolo.
Primo minuto: Kuier segna in passo e tiro più fallo battendo Moore, poi con una tripla siderale. Secondo minuto: Smalls in giro e tiro, Fassina in "reverse". Terzo minuto: Fassina in passo e tiro. Quarto minuto: Cubaj dalla media, altra tripla di Kuier. Quinto minuto: tripla da lontanissimo di Berkani. E si è sul 5-20 al 5'. Ovvero la Reyer ha segnato 20 punti nei suoi primi 8 possessi. My gosh. :ph34r:
Ma non è finita: entrano i cambi lagunari, ovviamente tutti superlusso, e fanno altri 10 punti contro zero di un Geas impotente di fronte a cotanta furia. Dopo 9 minuti si è sul 5-30 e scende già il sipario. :woot:
Peccato perché il pubblico era delle grosse occasioni, almeno 500 anime; ma lo spettacolo della capolista al suo meglio è stato comunque degno del biglietto. In ogni caso dal 2° quarto in poi si è giocata una seconda partita, meno disumana nel dislivello e tutto sommato piacevole per gli astanti; finale 59-88.
Si hanno per le locali; Moore 18, Conte 14 (senza... Conti per lei i conti tornano, cioè ha più spazio e lo sta sfruttando), Jakubcova 12 facendosi apprezzare al debutto, ma ovviamente andrà testata in situazioni di maggior tensione.
Per le tricolori: Kuier 21 in 18' con 5/7 da 3, come a dire "posso dominare in mille modi, oggi ho scelto di farlo con le triple"; Cubaj 19 in 23'; l'unica nota stonata è Stankovic (0 punti e 4 falli) ma è solo un pelo in un uovo quasi perfetto.
Era da tempo che non si vedeva una Reyer così; forse c'era voglia di smaltire l'eliminazione dall'Eurolega (anche se Mazzon ha smentito), forse voleva mandare un messaggio a Schio che ultimamente si è riguadagnata i galloni di favorita.

- Faenza-Schio. Non poteva esserci dubbio sull'esito, tanto più in assenza di Reichert (infortunata); va dato atto alle romagnole di averci provato, a costo di fare come quei mezzofondisti che si tirano il collo per reggere il ritmo del favorito e per un po' ci riescono, ma poi crollano di schianto. Il break arriva nel 2° quarto, una tripla di Zanardi fa 19-35 al 15', ma Faenza ha ancora un sussulto a inizio ripresa, certo non abbastanza da riaprire la partita; e poi inevitabilmente non ne ha più, mentre Schio, in salomonica divisione dei minutaggi per non spomparsi in vista del decisivo match di Eurolega a Bourges, è fresca come una violetta e finisce 59-87.
Per le Selettiane: Fondren 20, Roumy 13, Turel 11; la giovine Fantini si trova a dover nuotare contro gli squali, 31 minuti per sopperire a Reichert; ne cava solo 2 punti ma 8 rimbalzi.
Per le Cestariane: Salaun 14, il resto omogeneo.

- Campobasso-Battipaglia. Sfida sudista, anche qui troppo sbilanciata per poter durare più di un quarto in equilibrio; infatti da 31-25 al 15', Scalia e Madera fanno un 11-2 tutto loro, e finisce lì. 71-53 conclusivo.
L'italo-americana (premiata come mvp di gennaio, tra i rimpianti di chi l'avrebbe voluta di nuovo in Nazionale) ne fa 16 con 5/9 da 3; meglio ancora la toscana con 22 (7/11 dal campo, 8/8 ai liberi). Per Batti, Tassinari e Potolicchio 13, ma le straniere sono inconsistenti.

sabato 25 gennaio 2025

Coppe europee: la legge di Schio vale pure per Mersin; da difendere un +5 a Bourges. Ciao Venezia con decoro. Povertà di stelle, Famila approfittane

- Fenerbahce-Venezia. Turche già ultra-prime, Reyer già eliminata e senza Villa e Pan, più qualche altra in precarie condizioni per virus serpeggiante. Che significato aveva questa partita? Well, c'era almeno da scacciare il brutto ricordo della controprestazione con Saragozza, congedandosi con più dignità possibile dall'Eurolega (giacché all'ultimo turno le orogranata non giocheranno, stante il ritiro di Polkowice). Obiettivo raggiunto nonostante il meno 20 finale, che non rende giustizia a una prova tenace delle Mazzoniane.
Gagliardo il 1° quarto veneziano; Nicolodi, proiettata in quintetto-base, mostra di non aver timori contro le molosse avversarie, contribuendo al vantaggio iniziale delle ospiti, che poi reagiscono al primo sorpasso turco tornando avanti a fine frazione (22-25) con Kuier, Smalls e Fassina. Davvero da applausi.
Ma dura poco, perché già nel 2° quarto una doppia spallata (12-2 poi 9-0) abbatte le resistenze di una Reyer troppo a corto di risorse per tener testa a lungo. Sul 47-33 al 20' è già indirizzata; si conferma tale sul 70-53 al 30', ma va dato atto alle lagunari di provarci ancora, risalendo a meno 8 con 6'45" da giocare. A quel punto il Fener ne ha abbastanza e rimette Meesseman, Allemand e Nyara Sabally riprendendo il largo sino a un troppo severo 86-66.
Si hanno 22 punti della solita Meesseman che non sbaglia una partita da quando aveva 9 anni (forse), 14 di Charles, 13 di Gabby Williams, 12 di Nyara Sabally tanto per sciorinare tutto il poker d'assi; per Venzia 15 di Kuier e Smalls, 11 di Berkani e Fassina.

- Schio-Mersin. "Non passa lo straniero", si tromboneggiava nella Canzone del Piave, che è nella stessa regione di Schio, seppur non proprio a due passi. Fatto sta che le arancioni completano la stagione regolare europea con un impeccabile 6 su 6 casalingo.
Dinnanzi alle telecamere di RaiSport, che si rifanno dopo l'orrido Reyer-Saragozza di 7 giorni prima, propinando stavolta uno spettacolo più che degno, s'arrende al PalaCestaro pure Mersin, spadroneggiatrice del girone e sinora imbattuta. Nonché umiliatrice delle arancioni con un 86-52 un mese prima.
Tutto radicalmente cambiato, e non solo per il fattore-campo, ma perché le ottomane si trovano in mezzo a un'improvvisa burrasca, con cambio d'allenatore e assenze pesanti quali N.Howard, Johannès e Y.Anderson, mentre il Famila ha avuto nelle ultime settimane un'impennata di rendimento e sicurezza nei suoi mezzi.
Andamento che, in realtà, non riserva gran frizzi: Schio scatta 7-0 e non si fa più prendere. Demoniata Laksa con 11 punti nei primi 7', margine già in doppia cifra, poi Verona che entra della panchina col fuoco in corpo e punge a ripetizione per un sonante +15 (34-19) al 14'.
Naturalmente Mersin non può farsi prendere a schiaffi senza reagire, e risale a meno 8, ma Schio la respinge con una nuova fiammata nel finale del 2° quarto (48-37).
48 punti in 20' contro Mersin è pirotecnico, ma l'intervallo spegne i fuochi scledensi e riaccende Mersin, che si riporta a meno 3 (50-47) in una manciata di minuti. Lì è il momento-chiave, quando sembrano potersi capovolgere le sorti della partita, e invece una cooperativa tra Sottana, Keys, Dojkic, André e Verona, con due punti a testa, procaccia un 8-2 fondamentale per respingere Mersin. Poi Sottana si esibisce nel suo pezzo forte di questi anni da veterana, ovvero il canestro sul finire di frazione, che vale un salvifico +10 al 30' (64-54).
Mersin ci prova ancora per qualche minuto; ne scaturisce un gran botta-e-risposta, in cui Schio non molla un centimetro di terreno, anzi sfonda le ultime resistenze nemiche con Laksa e Juhasz. Sul 78-62 a poco meno di 5' dalla fine è bandiera bianca per le turcomanne. Finisce 83-71 fra il tripudio dei 1.830 astanti e dei milioni incollati allo schermo tv.
Schio chiude poco sotto il 50% dal campo ma anche con 17 rimbalzi offensivi contro 7, sintomo di smalto; Laksa 25 con 10/13, pneumatica (nel senso di martello); Juhasz 12+17 rimba, solita solida; Verona e Dojkic 11. Per le battute, Rupert 18, Carleton 12, Fauthoux 11 ma nessuna in grado di prendere in mano la situazione.

- A proposito di situazione, com'è adesso in generale? Well, il girone F ha già definito quasi tutto: Fener primo, Valencia seconda, resta solo da distribuire terzo e quarto fra Saragozza e Praga (scontro diretto nell'ultimo turno) ma comunque passano loro due al play-in. Da notare che Valencia ha vinto a Saragozza davanti a 5892 spettatori:o: Come noto, Reyer quinta, out, e Polkowice ritirata.
Nel girone E, anche qui si sanno le quattro che passano, ma le posizioni assegnate sono la prima (Mersin) e la quarta (Landes), mentre Schio e Bourges si contendono la seconda piazza, la quale nella cervellotica formula di quest'anno fa assai differenza, in quanto la seconda va diretta alle Final Six, mentre la terza fa il play-in con la quarta dell'altro gruppo. E dunque il Famila, che è a 8 vinte-3 perse contro 7-4 di Bourges, difenderà il +5 dell'andata nello scontro diretto di martedì 28 in terra francofona. Il clan scledense sperava in un aiuto da Salamanca, che lottava per qualificarsi, ma ha perso con Bourges dinnanzi a 2.830 anime in pena.
E' comunque evidente lo svuotamento di stelle in questa Eurolega, depauperata dalla lega Unrivaled (a partire dalle sue creatrici, le sublimi Stewart e Collier, che lo scorso anno portavano il Fener al titolo e ora vediamo sgambettare felici in patria loro) e da altri fattori che non rendono più necessario alle stars americane venire a far cassa da noi. Questo non per piangere miseria, da parte nostra, ma anzi per dire che l'occasione per Schio, di fare più strada possibile pur essendo meno forte che in altre annate, è ghiotta e va sfruttata.

mercoledì 22 gennaio 2025

A1: lampo Geas, tuono Faenza, ciclone Schio, guizzo Brescia. A2: big match Valdarno, Diamanti a Broni

- Derthona-Geas. Scossa sestese dopo il "buco nero" (definizione di Cinzia Zanotti in persona, forse troppo severa, ma certo le cose non stavano andando bene), sul medesimo campo dove due settimane prima le rossonere s'erano fatte sfilare dal taschino il biglietto per le Final Four di Coppa Italia, sciupando un cospicuo +15 al 30' e +8 a -1'35". Così come all'andata avevano dissipato un +13 a 5' dal termine.

C'è il due senza il tre, perché stavolta il Geas non solo accumula la canonica quindicina di punti di margine, ma lo incrementa. Il tutto nonostante un bollettino di assenze e guai che poteva essere il colpo di grazia: Gustavsson congedata in settimana, Conti e Barberis in borghese a bordo campo, Makurat eliminata da un infortunio alla schiena dopo un quarto. :cry: Rischiava d'aggiungersi Orsili, uscita per un taglio al viso, ma è rientrata. Da parte sua, Derthona era orba dell’intero trio longobardo: Melchiori, già da tempo fuori (rima, ma ne siamo tristi), e nell'occasione anche Gatti e Penna. Si è vociferato d'un virus in seno alla squadra nei giorni precedenti.
Inevitabilmente le due compagini pagano dazio agli organici rappezzati, ma il canovaccio ricalca quello di due settimane prima, col Geas che verso metà 2° quarto prende il sopravvento. Moore è un martello di Thor, sia da sotto che dalla media; Spreafico segna due triple nel breakkino prima dell'intervallo (+7), anche se allo scadere Attura gabba la bebè Ostoni (messa dentro da Zanotti per la situazione d'emergenza) lucrando 3 liberi per il 30-34 al 20'.
Nel 3° quarto, mentre una Zahui evanescente (per non dire dannosa) s'autoelimina con un 4° fallo banale, Gwathmey pennella un paio d'arresto-e-tiro per respingere l'assalto di Derthona che cerca di colmare il disavanzo, ma non ci riesce mai. Anzi, dal 35-38 un antisportivo di Dotto dà l'involontaria stura alla fuga decisiva del Geas, il quale serve Moore con costanza e ne viene ripagato da una serie di canestri di micidiale efficacia (38-48 quasi tutto suo); Spreafico aggiunge una tripla, poi nel finale Conte altre due; la gragnòla stende una Derthona che invece fa gran fatica a produrre punti, avendo appunto Zahui out, Fontaine pallida, Dotto e Attura uniche incisive ma non abbastanza.
Sul 44-59 al 30' l’inquietudine geassina è solo per la curiosa fotocopia di due settimane prima, anche lì +15 a fine 3° quarto e poi il crac. Ma quel ribaltone era stato frutto di 3 fattori precipui: palle perse del Geas, problemi di falli di Moore e fiammata di classe di Zahui nel finale. Orbene, stavolta il Geas gestisce bene la sfera, Moore sta lontana dai falli e continua a imperversare feroce, Zahui chiude la sua giornata-no con la quinta penalità e lascia affondare la nave derthonica.
Finisce dunque 58-81. Per Derthona, come detto, solo Attura (15) e Dotto (14) incisive in attacco; il resto fra il mediocre e il pessimo; l’assenza di Penna e la latitanza di Zahui e Fontaine poteva (anzi doveva) essere l’occasione per Marangoni, Leonardi, Arado di fare qualcosa di più del gregario, ma non la sfruttano.
Per il Geas, mostruosa Moore (persino rispetto al suo standard già elevato) con 31 punti, 11/17 da 2, 9/9 ai liberi, 11 rimbalzi, 46 di valutazione. :ph34r: Brave anche Conte (16+8 assist; ecco invece nel suo caso l’occasione sfruttata), Spreafico (15 con 5/9 da 3), e apprezzabile Gwathmey nel fornire sostanza al collettivo senza forzare nulla (10 punti, 13 rimbalzi).

- Quindi il Geas strappa a Derthona il 4° posto; e resterà probabilmente questo il duello a distanza sino a fine stagione regolare, con rematch diretto nel playoff. Campobasso davanti ormai è imprendibile, salvo crisi molisane; dietro, è difficile per S. Martino e Faenza trovare la continuità necessaria per andare oltre il 6°-7° che stanno positivamente occupando ora.
Il Geas accoglie Jakubcova, sulla carta una buona presa perché pur non essendo un centrone d’area, ha più centimetri di Gustavsson e completa meglio le caratteristiche delle compagne (la svedese era un po’ un doppione).
Quanto a Derthona, nei due scontri diretti post-impresa di Coppa, ha incassato un -32 a Campobasso e ora un -23 dal Geas. :blink: Campana d’allarme? Well, forse un po’ di riflusso dopo un traguardo importante, ma più in generale dopo essere andata ampiamente sopra le attese. Se arriva quinta alla fine, più le F4 di Coppa, non sarà certo una delusione.

- Schio-S. Martino. Era il “sottoclou” di giornata ma muore sul nascere. Non che ci si attendesse un’impresa delle Lupe, ma più resistenza sì, visto lo stato di forma confermato col colpo di 7 giorni prima sul Geas. Ma Schio è uno schiacciasabbia e stavolta le Lupe non mordono. 16-2 dopo 6’30”, 32-10 dopo 15’, insomma una mattanza. Che non si placa nemmeno dopo l’intervallo: 60-21 al 24’. :woot: Alla fine un 85-41 del tutto onesto per ciò che si è visto in campo, ma esagerato per quello che si sperava di vedere.
Pur considerando una comprensibile pausa di SML dopo aver tanto corso, fa impressione la ferocia di Schio che sembra stia decollando, in questo periodo. Al punto che nelle opinioni di molti sta strappando a Venezia il ruolo di favorita per lo scudo.
Juhasz 18+15 rumba in 25’ di dominio (35 di valuta), Salaun 17; ecco, a cercar l’uovo nel pelo poteva giungere qualche (s)punto in più dalle italiane giovani o medio-giovani, dato che l’unica indigena scledense in doppia cifra è Sottana con 11. Tanto per far nomi: Panzera + Zanardi 0 punti in 26’ complessivi, sebbene certo, i punti non siano tutto. :wacko:

- Sassari-Brescia. La giornata grassa per le lombarde è completata dalla rediviva Brescia. Duello fra compagini che non vincevano da due mesi (ovviamente s’intende in campionato per quanto concerne le sassaresi, brillanti in EuroCup); notevole l'affluenza di pubblico, 1.995 ufficiali e tutto sommato non sembra una cifra improbabile, il colpo d'occhio era notevole; probabile utilizzo ampio di biglietti omaggio a società del territorio ma comunque un bello spettacolo.
All’inizio meglio la Dinamo, che ha Carangelo stavolta in… versione-coppa e Taylor inizialmente ficcante (poi calata, pare per qualche problema fisico).
Sul 28-18 al 14’, la svolta improvvisa giunge da un appoggio banalmente sciupato da Pastrello per il +12: dall’altra parte bum-bum Tagliamento-Drake da 3 e la partita gira come una frittella (si dice? Boh). Brixia s’indemonia e martella altre due triple, con la giovane Pinardi dallo stesso angolo; poi Tagliamento, un’ira di dio, ne mette altre due lei, infine ancora Taglia e un’incursione di Drake allo scadere. Sei minuti di fuoco che producono un 5-25 per Brescia, per il 33-43 all’intermezzo (Taglia già a 18). Nel 2° quarto Brescia ha 6/8 da 3, Sassari 0/7 contro un’astuta zona.
La Dinamo si riprende dallo shock e torna a contatto, ma a differenza di altre volte, le Zanardiane non sbandano, subiscono due o tre volte il sorpasso ma reagiscono; nell’ultimo quarto prima Togliani ed Evans fanno 56-61, poi Carangelo completa un 6-0 nuragico (62-61), ma l’inattesa Bongiorno con una tripla e un’altrettanto inattesa Yurkevichus con una finezza da centro area fanno 62-66 a -2’20”. Gonzales risponde subito in entrata ma negli ultimi 2 minuti non segna più nessuno e gode Brescia (64-66).
Si hanno: Carangelo 18, Taylor 14; di là Tagliamento 22+8 rimba+9 falli subiti (32 di valutazione), Drake utile con 13 dopo il quasi nulla all’esordio, Togliani 10.
E dunque in classifica Brescia risale a -2 dalla coppia Battipaglia-Sassari; dietro c’è Alpo; solo una di queste quattro evita i playout.

- Alpo-Campobasso. Le molisane sono in forma, le veronesi non sono ancora competitive (esordio di Ejiofor, così così, contro la connazionale Kunaiyi): santabarbara di triple delle Pastaie ed è 8-28 al 10’: sipario. All’intervallo 23-48 con Campobasso a 10/14 da 3.
Alla fine 61-84, Scalia 23 con 7/10 nei missili per Campo, Moriconi 13 per il fanale di coda.

- Battipaglia-Faenza. Questa era interessante per la classifica e poteva essere equilibrata, ma non lo è. Romagnole in gran spolvero, prendono il largo dal finire del 2° quarto con uno 0-12 (26-38), non si fanno più prendere, anzi neanche avvicinare, con un eccellente 11/23 da 3 e in generale una padronanza notevole sulla partita. Campane… suonate, per contro. Ma è un po’ il marchio della loro ondivaga stagione, tra figurone e figuracce (comunque meglio dello scorso anno).
Finisce 54-74 con: Benson 15 e Potolicchio 12 per Batti (che ha Smorto e Tassinari opache, 2 punti in due; non certo solo loro, peraltro), mentre Faenza ha il super-trio ispirato, Roumy 29 con 6/9 da 3, 8 rimbalzi e 7 assist (37 di valuta), Reichert 13+15 rimba, Fondren poliedrica con 10+11 rimba+11 assist, ovvero seconda tripla doppia di fila (mai successo prima, risulta).
E se guardi la classifica vedi le Selettiane alla pari con S. Martino e appena 2 punti dietro Geas e Derthona. Niente male per l’annunciata cenerentola (ma ormai quei pronostici sono bruciati da un pezzo).

- In A2 OvestValdarno ribadisce il primato battendo Empoli nel big match; Sanga (salvato a Selargius da una rubata con destrezza di Toffali per il contropiede vincente) e Costa restano a meno 2. Brilla Sammartino nel derby torinese (21+11).
Ma la notizia la fa Broni che dopo l’ennesimo rovescio, in casa contro una Spezia che ha giocato in 6, cambia radicalmente rotta, sostituendo il giovane coach “home made” Magagnoli con il guru assoluto Diamanti. Se basterà il suo bastone a rovesciare una stagione disgraziata non è certo, ma di sicuro il suo arrivo toglie qualsiasi alibi a tutte e se c’è sangue da cavare da queste che non sono certo rape, lo caverà. L’esordio? Il più duro possibile, a Milano.
In A2 Est ennesima vittoria di misura per Udine, continua a… fiorire Roseto (a segno nel big match a Trieste), scampa in volata Mantova con Rovigo, batte un colpo Vicenza all’overtime su Bolzano. Sempre molto equilibrio in questi lidi.

domenica 19 gennaio 2025

Prima impressione sulla lega "Unrivaled"

Per me, un'iniziativa che mette del basket femminile sotto i riflettori va vista con favore. Non è un reato puntare sul divertimento e sullo show, fermo restando che al centro rimane l'agonismo.
L'aspetto che trovo più interessante è che non è una sfida tra "club", cioè tra franchigie come dicono da loro, ma sostanzialmente fra giocatrici, perché di per sé importa poco se vincono le Owls o le Rose, squadre slegate da qualsiasi appartenenza territoriale, mentre importa vedere chi vince tra questo o quel gruppetto di stelle. E a tal proposito, rispetto allo standard classico di squadra, non ci sono gregarie ma solo personaggi di primo piano. Bisognerà vedere se funziona, ovviamente.

Il punto critico, per noi, è che, come già sottolineato, questa lega porta via al basket europeo almeno una ventina di giocatrici di primo livello, che sarebbero venute da noi come facevano gli anni scorsi (anche se il trend era già in calo, un po' per la crisi russa, un po' per l'aumento dei salari Wnba, magari anche altri fattori).

sabato 18 gennaio 2025

Coppe europee: Schio passa, Venezia fuori, gloria Sassari. Emozioni in EuroCup; Pasa elimina Zanda

- Settimana di verdetti europei per le nostre portacolori. Schio s'assicura con due turni d'anticipo l'accesso al play-in, equivalente più o meno ai quarti di finale nella nuova cervellotica formula: presumibilmente si giocherà il 2° posto con Bourges all'ultima giornata.
Con altrettanto anticipo è fuori Venezia, dopo una partita inguardabile ma che probabilmente ha solo accelerato una sentenza che sarebbe giunta comunque (a meno di un'impresa in casa del Fenerbahce o di combinazioni fortunose).
Massimo lucro e godimento per Sassari, la quale approfitta di un tabellone molto generoso (in rapporto a quello toccato ad altre più forti, già fuori) ma ci mette anche del suo con un'altra prova gagliarda.
Abbiamo insomma una squadra fra le prime 8 in ambo le competizioni. La dignità c'è, anche se temo non la gloria assoluta, al tirar delle somme in primavera.

Eurolega
- Brno-Schio. Persino facile. Le arancioni controllano la partita con autorità assoluta su una compagine ceca francamente mediocre, anche se all'andata aveva dato filo da torcere. Scatto immediato, 2-9 dopo 3 minuti, e di fatto è già il break decisivo: Brno vede solo la targa, il Famila naviga in doppia cifra di margine (35-46 al 20'); poi nel 3° quarto ci provano un po', le ceche, ma Salaun tiene a distanza; poi tocca a Laksa con 8 punti all'inizio dell'ultimo, per lo svolazzo addirittura a +22, dimezzato da Brno a babbo ormai defunto (71-82).
Una Schio lineare nelle esecuzioni, oltre il 50% da 2, non benissimo da 3 ma nemmeno malaccio (8/28), solida a rimbalzo offensivo (14 arraffati); il quartetto Salaun (17)-Dojkic (16)-Laksa (16)-Juhasz (15) fa ampiamente il suo, cioè le protagoniste, le italiane idem, cioè le gregarie.

- Venezia-Saragozza. Pianto e stridor di denti. Ma non tanto per il risultato, che è un meno 5 e che, come dicevamo, ha solo anticipato un'eliminazione ormai nell'aria; ma per aver mandato in onda su RaiSport la partita europea più orrida dell'epoca recente. :woot: Confidiamo nell'assenza di giovani dal teleschermo per non rischiare un effetto-ripulsa.
La Reyer, complice forse la ruggine della semi-inattività dell'ultimo mese (dal 22/12 solo una partita, peraltro poco più di un'amichevole, contro la non competitiva Alpo in campionato), ha stalattiti e stalagmiti nelle mani. Inopinatamente pure Saragozza, dopo un accenno di fuga, si adegua e pur comandando sempre non la chiude mai, collezionando a sua volta una catena d'errori e d'orrori. Insomma la Reyer pur ai minimi storici avrebbe potuto vincerla, ma non ci riesce, e saluta l'Eurolega.
Dinnanzi a 927 spettatori ufficiali (pochi, seppur con l'alibi dell'orario scomodo e della comoda diretta Rai), le Mazzoniane debbono ribaltare il meno 8 dell'andata. Si capisce subito che sarà dura, anche se il 1° quarto è in qualche modo rappezzato nel finale (10-11); ma è una tragedia il secondo, in cui il punteggio resta chiodato sul 12-14 per una vita, poi le iberiche quantomeno si sbloccano con uno 0-9, mentre la Reyer batte solo due colpetti con Kuier nel finale (16-25).
Ci si attende la riscossa e in effetti c'è, con un 7-0 in avvio di 3° periodo; ma è una fiammatina più flebile di una candela di compleanno, che basta fare "puf" e si spegne. Saragozza piazza uno 0-12 che, con questo punteggio, è un colpo del k.o., anche se da meno 14 c'è una reazioncina con Cubaj, Villa e allo scadere Pan (29-37).
Ancora una volta, quindi, nonostante tutto c'è margine per risalire. Ma dopo una tripla iberica in avvio di 4° periodo, scende di nuovo il gelo sul Taliercio: 4 minuti di nulla assoluto, poi un contropiede + aggiuntivo di Fassina smuove il punteggio, 32-40 al 5'; Kuier fa meno 6, ennesima chance di rianimare le speranze ma il canestro rimane un'utopia; tardivi i 3 liberi di Kuier per il 39-44 a 45", escono triple di Villa e Berkani per il meno 2 e Saragozza, pur avendo fatto di tutto per perderla (offensivamente parlando: 26 palle perse oltre alla collezione di ferri), la porta a casa.
La Reyer chiude con 14/37 da 2, 2/26 da 3, 5/8 ai liberi; Kuier unica in doppia cifra ma nemmeno lei sufficiente (10 con 3/10); nessun'altra più di 5 punti; il poker Villa-Santucci-Pan-Berkani colleziona un 5/34.
Se è segnale di crepe nell'edificio veneziano, si vedrà; per ora limitiamoci all'episodio.

EuroCup
- Euskotren S. Sebastian-Sassari. Era già evidente che la Dinamo stesse puntando tutte le sue fiches sull'Europa, probabilmente per preciso input societario (c'è lo sponsor istituzionale, Sardinia, da far luccicare), tanto più dopo l'infortunio di Begic che costringe a centellinare le risorse. Ecco la prova definitiva con questo sontuoso +12 (cioè +22 nel doppio confronto) in casa di un'alfiera del campionato più competitivo d'Europa (seppur nei bassifondi laggiù), appena dopo aver incassato una sberla a Faenza, l'ennesima di questo periodo fra i confini italici.
Partita persino dominata dalle nuragiche, a partire dal finale del 2° quarto, con la solita spettacolare Taylor ma anche il contributo delle altre: Sassari segna sempre (38-49 al 20'), s'inceppa solo nei primi 5' della ripresa ma l'Euskotren, non uno squadrone, arriva al massimo a meno 2; poi nel finale del 3°, nuovo allungo sassarese chiuso da una tripla siderea di Pastrello sulla sirena (51-62). A quel punto il fosso è troppo profondo per le basche, che alzano bandiera bianca, franando a meno 17 con Toffolo a far da valida spalla per Taylor, mentre una magistrale Carangelo è ancora una volta "dottor Jekyll" in coppa dopo essere stata "mister Hyde" in campionato (curiosamente chi la commenta senza vedere ambo i fronti la giudica a turno bollita o in seconda giovinezza; in realtà è in sapiente amministrazione degli sforzi).
Finisce 71-83 con la Dinamo a tirare 21/41 da 2 e 9/19 da 3, impeccabile; Taylor 27 punti (10/18), Carangelo 16+10 assist, Gonzales 14, Toffolo 13.

- Applausi alle sassaresi che ora sognano addirittura la semifinale. Sì, perché tra tante corazzate che potevano capitare - e qui passiamo a parlare delle altre sfide, che hanno regalato di tutto di più -, il Baxi Ferrol (terza spagnola di fila per la Dinamo) pare tutto sommato la più abbordabile. Le iberiche fanno fuori la nobile Miskolc con una bestiale rimonta da meno 19 (a 7'30" dalla fine) al 60-60 finale dopo aver vinto di 5 all'andata; bravo il Baxi ma che suicidio le magiare davanti a 2400 spettatori storditi dal dolore.
Rimontona anche per Girona (rima), che dopo aver eliminato Campobasso stende l'ungara Pecs con un +23, da meno 12 dell'andata.
Si ribalta, in modo meno eclatante, anche la serie tra Lattes Kaltern: +18 per le francesi da meno 6 del primo confronto.
Meno da dire sul derby magiaro, dominato da Sopron (già matadora del Geas) con un +18 su Gyor, dopo aver già fatto +6 all'andata.

- I nostri riflettori erano soprattutto sul derbone Pasa-Zanda, ovvero Lione-Galatasaray. Ebbene, clamoroso trionfo per le francesi, che partivano dal meno 5 dell'andata e che, dopo un interlocutorio +1 all'intervallo, stradominano la ripresa, con un 55-25 oltre ogni logica, per un trionfale 87-56. Scoppiate brutalmente le turche, che perdono palloni a raffica e diventano colabrodo in difesa. Spettacolare la coppia 2005 Jocyte-Malonga (quest'ultima impressionante per la facilità con cui esegue tutto, dall'alto del suo 1.98, mentre il talento lituano che era parso appannato nelle ultime estati europee, stavolta scintilla), top scorer entrambe con 18 a testa. Pasa fa 2 punti con 1/7 ma si guadagna i suoi 26' con una regia più che dignitosa. Per il Gala, si salva Steinberga (15 in 16'), Zanda meglio che all'andata (non ci voleva molto) ma resta anonima con 10 punti ma meno 27 di plus/minus; persino un totem come Li Yueru sembra un paracarro ma il peggio è Vanloo che con 1/13 fa la sua parte nell'affondamento generale.
Rischia la debacle contro una francese anche l'altra turca Besiktas, oltretutto in casa, ma la scampa contro Angers, che dopo aver condotto con scarti insufficienti a ribaltare il meno 12, pareggia la quota-qualificazione proprio nell'ultimo minuto, ma a 1" dalla fine Evans pesca Bayram per l'appoggio da sotto che vale la salvezza della ghirba (66-76).
Nulla però in confronto alla girandola d'emozioni di Villeneuve-Estudiantes. Maratona pazzesca, da 3 supplementari, in cui le francesi, che dovevano ribaltare un meno 10, agguantano il primo overtime da +4 con due triple nell'ultimo minuto; poi non si schioda il +10 dopo mille episodi nelle prime due prolunghe; alla fine le spagnole crollano, 108-90. Clamorosa Carla Leite:B): alter-ego francese di Matilde Villa (è un play del 2004 pure lei e diede vita a un duello memorabile con la nostra nel disgraziato quarto di finale U20 del 2023), che segna 28 punti con una serie di giocate d'attributi cubici nei momenti caldi; anche 27 di Shavonte Zellous.

- E insomma ci si è divertiti. Nota finale: debacle inopinata per le 4 compagini scese dall'Eurolega in EuroCup. Olympiacos fuori già al 1° turno, Gyor e Miskolc al secondo, Villeneuve (finalista 2024, ricordiamo) "miracolata" dopo 3 overtime. Che vuol dire ciò, al di là degli episodi? Well, che l'EuroCup, tolte le impresentabili che pullulano nella fase eliminatoria, è molto competitiva, ma anche che l'Eurolega di quest'anno è mediocre, per via dello svuotamento di stelle americane dovuto alla concorrenza di "Unrivaled", della lega cinese e di altri fattori.