Eurolega
- Bourges-Schio. Il periodo magico scledense si corona con la qualificazione alle Final Six. Bastava una sconfitta con meno di 5 punti di scarto nel "quasi spareggio" a Bourges; arriva una vittoria sonante, ancorché maturata negli ultimi minuti quando, come all'andata, le francesi si sono sciolte e l'alta marea di Schio le ha sommerse.Giocare con un +5 da difendere può essere insidioso se si approccia morbidi cullando false sicurezze su quello scarto, in realtà davvero esiguo. Errore che le arancioni non commettono, partendo a testa bassa con una gragnolata di triple (5) che a partire da metà 1° quarto crivella le retìne casalinghe: avvia Laksa, la segue Keys, completano Salaun e Juhasz ed è già +13 (12-25).
Difficile però continuare così, e infatti Bourges si dà una regolata e con un 7-0 rapido si rianima (19-25 al 10') per poi dar vita a un frizzante botta-e-risposta che dura per tutto il 2° quarto, con Schio brava a trovare sempre il canestro che evita l'aggancio (32-36 al 15', 38-42 al 20').
Lo stesso canovaccio continua fino a metà 3° periodo, quando avviene una svolta col massimo sforzo di Bourges che fa per la prima volta vacillare Schio: vivace il duo indigeno Astier-Pouye, c'è il sorpasso e anche il mini-allungo francese sul 58-53 al 28'. Per la prima volta (ma sarà anche l'ultima) è pareggiato il doppio confronto. Al 30' è 62-58, ovvero tutto in bilico.
Schio è brava a riprendere le redini della partita quando stava pericolosamente scivolando in mani ostili, in un ambiente galvanizzato. Preziosa, guarda un po', Sottana che insieme ad André confeziona un controbreak di 1-8 a inizio ultimo quarto (63-66 al 33').
Poi il momento-chiave: Astier segna un pregevole "reverse" per il meno 1; in quel frangente l'attacco scledense è in sofferenza di fronte all'intensità profusa delle francesi; ma Bourges sciupa l'attimo buono, perdendo palloni da mani nei capelli e sbagliando anche conclusioni ghiotte.
Così il punteggio rimane cristallizzato sul 65-66, poi la prima a sbloccarsi è Schio con un libero di Salaun e soprattutto una tripla dall'angolo di Verona: sul 65-70 a 4' dalla fine equivale a un +10.
Ancora palle perse atroci di Bourges, micidiali Salaun e Juhasz nel punirle con altre fiondate dall'arco. Sul 67-76 a -2'15" i giochi sono fatti, c'è solo da fissare lo score finale che è 72-84.
- Nelle cifre la differenza emerge dal dato sulle triple (non casualmente): 6/15 per Bourges, 12/25 per Schio; e in second'ordine nelle palle perse, 21 delle locali, 16 per le visitanti. In generale, prova di maggior qualità da parte arancione, Bourges non ha mancato d'agonismo ma ha mostrato la corda sul piano tecnico.
Interessante osservare le top scorers: per le sconfitte, Diaby 19, Pouye e Astier 12; per le vittoriose, Salaun 19, Laksa e Juhasz 12, Dojkic 11. Dice: embè? Embè si nota che da una parte le migliori sono tutte indigene (cioè francesi), dall'altra tutte straniere. E quando le tue top scorer in una partita d'Eurolega sono tutte locali, è probabilmente una buona notizia per il tuo movimento, ma difficilmente vinci, perché vuol dire che le tue straniere sono così-così.
- E dunque Schio è già sicura delle Final Six, anche se prima deve giocare un play-in contro il molosso Fenerbahce (10 W su 10, nel frattempo). Giacché la formula partorita dagli alambicchi di qualche alchimista Fiba s'è inventata questo quadruplo play-in, con due accoppiamenti che non eliminano nessuna, ma danno solo diritto a saltare un turno alle F6. In poche parole: Mersin prima gioca contro Valencia seconda; idem il Fener contro Schio. Chi vince va in semifinale diretta, chi perde va ai quarti (delle F6) contro chi? Contro chi vince gli altri due play-in, ovvero Bourges terza contro Saragozza quarta; e Praga terza contro Landes quarta. Chi perde queste due serie è eliminato. Fare i playoff normali come gli scorsi anni sembrava noioso, evidentemente.
Insomma è prevedibile (ma non diamolo per certo) che il Famila ceda all'imbattuto Fener ma poi si rigiochi le sue chances nella gara unica dei quarti alle F6.
- Intanto nell'altro girone, mentre Praga ha battuto Saragozza strappandole il 3° posto, Venezia era già in vacanza, dato che sarebbe stato il turno del ritorno (peraltro ininfluente) con la ritirata Polkowice. La Reyer ha chiuso quinta con 3 vinte-7 perse.
In conferenza-stampa post-partita col Geas, alla domanda (dell'utente Garbo, peraltro) se l'approccio feroce sciorinato contro Sesto fosse figlio d'una voglia di rifarsi dell'eliminazione europea, coach Mazzon ha risposto: "No, le ragazze non avevano nulla di cui riscattarsi. Abbiamo avuto un girone durissimo: è probabile che 3 delle 4 semifinaliste verranno da lì. Se avessimo avuto meno guai fisici avremmo ottenuto più risultati. A Valencia e Saragozza abbiamo fatto ottime partite ma è difficile giocare su certi campi davanti a 5000 spettatori e con elevata pressione fisica, alla quale non eravamo abituati".
E in effetti è in quelle due trasferte iberiche, iniziate bene ma poi perse con cali nel finale, che Venezia si è giocata la qualificazione (a Praga invece è stata più netta la sconfitta).
In sostanza Mazzon implicitamente sostiene che Schio è passata grazie a un girone più agevole di quello della Reyer, dato che, a intuito, prevede che l'unica semifinalista proveniente dal girone scledense sarà Mersin e non il Famila.
Ha ragione il navigato coach lagunare? Well (o "ciumbia" se Nonino pretende intercalari più nostrani), in effetti, oltre alle due turche, Praga e Valencia hanno forse i galloni di favorite per gli altri due posti in semifinale. Ed è vero che Schio, a parte il successo su una Mersin rimaneggiata, non ha dovuto compiere imprese titaniche ma solo battere con buona puntualità avversarie alla portata, nell'ambito di un Eurolega in ribasso di stelle (come abbiamo già rilevato, complice la concorrenza di Unrivaled). Ma il Famila ha fatto ampiamente il suo, di più per ora non poteva fare.
- Infine alcuni dati sul pubblico (considerando, qui, solo le squadre che hanno giocato anche la seconda fase). Comanda Saragozza con 4.659 a partita; 2) Bourges con 3.736; 3) Salamanca 2.786; 4) Mersin 2.750; 5) Valencia 2.648; 6) Landes 2.583; 7) Schio 1.572; 8) Brno 1.215; 9) Venezia 1.143; 10) Fenerbahce 1.135 (manca il dato di una gara); 11) Praga 988.
In sintesi: dominano Francia e Spagna, e non sorprende, con Mersin unica eccezione; posizioni medio-basse (anzi, più basse che medie) per le italiane. Venezia poteva fare di meglio.
Credo che le dirette di RaiSport abbiano tolto qualcosa all'affluenza dal vivo, perché onestamente, specie d'autunno-inverno, qualcuno può cedere alla tentazione di seguire comodamente dal divano anziché scomodarsi ad andare al palazzo.
- Per chiudere: l'Italia piazza una squadra fra le prime 6 in Eurolega e una fra le prime 8 in EuroCup. La dignità c'è, temo che mancherà la gloria ma non neghiamo alle nostre due portacolori residue la possibilità di sorprenderci sino in fondo.
