- Settimana di verdetti europei per le nostre portacolori. Schio s'assicura con due turni d'anticipo l'accesso al play-in, equivalente più o meno ai quarti di finale nella nuova cervellotica formula: presumibilmente si giocherà il 2° posto con Bourges all'ultima giornata.
Con altrettanto anticipo è fuori Venezia, dopo una partita inguardabile ma che probabilmente ha solo accelerato una sentenza che sarebbe giunta comunque (a meno di un'impresa in casa del Fenerbahce o di combinazioni fortunose).Massimo lucro e godimento per Sassari, la quale approfitta di un tabellone molto generoso (in rapporto a quello toccato ad altre più forti, già fuori) ma ci mette anche del suo con un'altra prova gagliarda.
Abbiamo insomma una squadra fra le prime 8 in ambo le competizioni. La dignità c'è, anche se temo non la gloria assoluta, al tirar delle somme in primavera.
Eurolega
- Brno-Schio. Persino facile. Le arancioni controllano la partita con autorità assoluta su una compagine ceca francamente mediocre, anche se all'andata aveva dato filo da torcere. Scatto immediato, 2-9 dopo 3 minuti, e di fatto è già il break decisivo: Brno vede solo la targa, il Famila naviga in doppia cifra di margine (35-46 al 20'); poi nel 3° quarto ci provano un po', le ceche, ma Salaun tiene a distanza; poi tocca a Laksa con 8 punti all'inizio dell'ultimo, per lo svolazzo addirittura a +22, dimezzato da Brno a babbo ormai defunto (71-82).
Una Schio lineare nelle esecuzioni, oltre il 50% da 2, non benissimo da 3 ma nemmeno malaccio (8/28), solida a rimbalzo offensivo (14 arraffati); il quartetto Salaun (17)-Dojkic (16)-Laksa (16)-Juhasz (15) fa ampiamente il suo, cioè le protagoniste, le italiane idem, cioè le gregarie.
- Venezia-Saragozza. Pianto e stridor di denti. Ma non tanto per il risultato, che è un meno 5 e che, come dicevamo, ha solo anticipato un'eliminazione ormai nell'aria; ma per aver mandato in onda su RaiSport la partita europea più orrida dell'epoca recente.
La Reyer, complice forse la ruggine della semi-inattività dell'ultimo mese (dal 22/12 solo una partita, peraltro poco più di un'amichevole, contro la non competitiva Alpo in campionato), ha stalattiti e stalagmiti nelle mani. Inopinatamente pure Saragozza, dopo un accenno di fuga, si adegua e pur comandando sempre non la chiude mai, collezionando a sua volta una catena d'errori e d'orrori. Insomma la Reyer pur ai minimi storici avrebbe potuto vincerla, ma non ci riesce, e saluta l'Eurolega.
Dinnanzi a 927 spettatori ufficiali (pochi, seppur con l'alibi dell'orario scomodo e della comoda diretta Rai), le Mazzoniane debbono ribaltare il meno 8 dell'andata. Si capisce subito che sarà dura, anche se il 1° quarto è in qualche modo rappezzato nel finale (10-11); ma è una tragedia il secondo, in cui il punteggio resta chiodato sul 12-14 per una vita, poi le iberiche quantomeno si sbloccano con uno 0-9, mentre la Reyer batte solo due colpetti con Kuier nel finale (16-25).
Ci si attende la riscossa e in effetti c'è, con un 7-0 in avvio di 3° periodo; ma è una fiammatina più flebile di una candela di compleanno, che basta fare "puf" e si spegne. Saragozza piazza uno 0-12 che, con questo punteggio, è un colpo del k.o., anche se da meno 14 c'è una reazioncina con Cubaj, Villa e allo scadere Pan (29-37).
Ancora una volta, quindi, nonostante tutto c'è margine per risalire. Ma dopo una tripla iberica in avvio di 4° periodo, scende di nuovo il gelo sul Taliercio: 4 minuti di nulla assoluto, poi un contropiede + aggiuntivo di Fassina smuove il punteggio, 32-40 al 5'; Kuier fa meno 6, ennesima chance di rianimare le speranze ma il canestro rimane un'utopia; tardivi i 3 liberi di Kuier per il 39-44 a 45", escono triple di Villa e Berkani per il meno 2 e Saragozza, pur avendo fatto di tutto per perderla (offensivamente parlando: 26 palle perse oltre alla collezione di ferri), la porta a casa.
La Reyer chiude con 14/37 da 2, 2/26 da 3, 5/8 ai liberi; Kuier unica in doppia cifra ma nemmeno lei sufficiente (10 con 3/10); nessun'altra più di 5 punti; il poker Villa-Santucci-Pan-Berkani colleziona un 5/34.
Se è segnale di crepe nell'edificio veneziano, si vedrà; per ora limitiamoci all'episodio.
EuroCup
- Euskotren S. Sebastian-Sassari. Era già evidente che la Dinamo stesse puntando tutte le sue fiches sull'Europa, probabilmente per preciso input societario (c'è lo sponsor istituzionale, Sardinia, da far luccicare), tanto più dopo l'infortunio di Begic che costringe a centellinare le risorse. Ecco la prova definitiva con questo sontuoso +12 (cioè +22 nel doppio confronto) in casa di un'alfiera del campionato più competitivo d'Europa (seppur nei bassifondi laggiù), appena dopo aver incassato una sberla a Faenza, l'ennesima di questo periodo fra i confini italici.
Partita persino dominata dalle nuragiche, a partire dal finale del 2° quarto, con la solita spettacolare Taylor ma anche il contributo delle altre: Sassari segna sempre (38-49 al 20'), s'inceppa solo nei primi 5' della ripresa ma l'Euskotren, non uno squadrone, arriva al massimo a meno 2; poi nel finale del 3°, nuovo allungo sassarese chiuso da una tripla siderea di Pastrello sulla sirena (51-62). A quel punto il fosso è troppo profondo per le basche, che alzano bandiera bianca, franando a meno 17 con Toffolo a far da valida spalla per Taylor, mentre una magistrale Carangelo è ancora una volta "dottor Jekyll" in coppa dopo essere stata "mister Hyde" in campionato (curiosamente chi la commenta senza vedere ambo i fronti la giudica a turno bollita o in seconda giovinezza; in realtà è in sapiente amministrazione degli sforzi).
Finisce 71-83 con la Dinamo a tirare 21/41 da 2 e 9/19 da 3, impeccabile; Taylor 27 punti (10/18), Carangelo 16+10 assist, Gonzales 14, Toffolo 13.
- Applausi alle sassaresi che ora sognano addirittura la semifinale. Sì, perché tra tante corazzate che potevano capitare - e qui passiamo a parlare delle altre sfide, che hanno regalato di tutto di più -, il Baxi Ferrol (terza spagnola di fila per la Dinamo) pare tutto sommato la più abbordabile. Le iberiche fanno fuori la nobile Miskolc con una bestiale rimonta da meno 19 (a 7'30" dalla fine) al 60-60 finale dopo aver vinto di 5 all'andata; bravo il Baxi ma che suicidio le magiare davanti a 2400 spettatori storditi dal dolore.
Rimontona anche per Girona (rima), che dopo aver eliminato Campobasso stende l'ungara Pecs con un +23, da meno 12 dell'andata.
Si ribalta, in modo meno eclatante, anche la serie tra Lattes e Kaltern: +18 per le francesi da meno 6 del primo confronto.
Meno da dire sul derby magiaro, dominato da Sopron (già matadora del Geas) con un +18 su Gyor, dopo aver già fatto +6 all'andata.
- I nostri riflettori erano soprattutto sul derbone Pasa-Zanda, ovvero Lione-Galatasaray. Ebbene, clamoroso trionfo per le francesi, che partivano dal meno 5 dell'andata e che, dopo un interlocutorio +1 all'intervallo, stradominano la ripresa, con un 55-25 oltre ogni logica, per un trionfale 87-56. Scoppiate brutalmente le turche, che perdono palloni a raffica e diventano colabrodo in difesa. Spettacolare la coppia 2005 Jocyte-Malonga (quest'ultima impressionante per la facilità con cui esegue tutto, dall'alto del suo 1.98, mentre il talento lituano che era parso appannato nelle ultime estati europee, stavolta scintilla), top scorer entrambe con 18 a testa. Pasa fa 2 punti con 1/7 ma si guadagna i suoi 26' con una regia più che dignitosa. Per il Gala, si salva Steinberga (15 in 16'), Zanda meglio che all'andata (non ci voleva molto) ma resta anonima con 10 punti ma meno 27 di plus/minus; persino un totem come Li Yueru sembra un paracarro ma il peggio è Vanloo che con 1/13 fa la sua parte nell'affondamento generale.
Rischia la debacle contro una francese anche l'altra turca Besiktas, oltretutto in casa, ma la scampa contro Angers, che dopo aver condotto con scarti insufficienti a ribaltare il meno 12, pareggia la quota-qualificazione proprio nell'ultimo minuto, ma a 1" dalla fine Evans pesca Bayram per l'appoggio da sotto che vale la salvezza della ghirba (66-76).
Nulla però in confronto alla girandola d'emozioni di Villeneuve-Estudiantes. Maratona pazzesca, da 3 supplementari, in cui le francesi, che dovevano ribaltare un meno 10, agguantano il primo overtime da +4 con due triple nell'ultimo minuto; poi non si schioda il +10 dopo mille episodi nelle prime due prolunghe; alla fine le spagnole crollano, 108-90. Clamorosa Carla Leite,
- E insomma ci si è divertiti. Nota finale: debacle inopinata per le 4 compagini scese dall'Eurolega in EuroCup. Olympiacos fuori già al 1° turno, Gyor e Miskolc al secondo, Villeneuve (finalista 2024, ricordiamo) "miracolata" dopo 3 overtime. Che vuol dire ciò, al di là degli episodi? Well, che l'EuroCup, tolte le impresentabili che pullulano nella fase eliminatoria, è molto competitiva, ma anche che l'Eurolega di quest'anno è mediocre, per via dello svuotamento di stelle americane dovuto alla concorrenza di "Unrivaled", della lega cinese e di altri fattori.
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