sabato 25 gennaio 2025

Coppe europee: la legge di Schio vale pure per Mersin; da difendere un +5 a Bourges. Ciao Venezia con decoro. Povertà di stelle, Famila approfittane

- Fenerbahce-Venezia. Turche già ultra-prime, Reyer già eliminata e senza Villa e Pan, più qualche altra in precarie condizioni per virus serpeggiante. Che significato aveva questa partita? Well, c'era almeno da scacciare il brutto ricordo della controprestazione con Saragozza, congedandosi con più dignità possibile dall'Eurolega (giacché all'ultimo turno le orogranata non giocheranno, stante il ritiro di Polkowice). Obiettivo raggiunto nonostante il meno 20 finale, che non rende giustizia a una prova tenace delle Mazzoniane.
Gagliardo il 1° quarto veneziano; Nicolodi, proiettata in quintetto-base, mostra di non aver timori contro le molosse avversarie, contribuendo al vantaggio iniziale delle ospiti, che poi reagiscono al primo sorpasso turco tornando avanti a fine frazione (22-25) con Kuier, Smalls e Fassina. Davvero da applausi.
Ma dura poco, perché già nel 2° quarto una doppia spallata (12-2 poi 9-0) abbatte le resistenze di una Reyer troppo a corto di risorse per tener testa a lungo. Sul 47-33 al 20' è già indirizzata; si conferma tale sul 70-53 al 30', ma va dato atto alle lagunari di provarci ancora, risalendo a meno 8 con 6'45" da giocare. A quel punto il Fener ne ha abbastanza e rimette Meesseman, Allemand e Nyara Sabally riprendendo il largo sino a un troppo severo 86-66.
Si hanno 22 punti della solita Meesseman che non sbaglia una partita da quando aveva 9 anni (forse), 14 di Charles, 13 di Gabby Williams, 12 di Nyara Sabally tanto per sciorinare tutto il poker d'assi; per Venzia 15 di Kuier e Smalls, 11 di Berkani e Fassina.

- Schio-Mersin. "Non passa lo straniero", si tromboneggiava nella Canzone del Piave, che è nella stessa regione di Schio, seppur non proprio a due passi. Fatto sta che le arancioni completano la stagione regolare europea con un impeccabile 6 su 6 casalingo.
Dinnanzi alle telecamere di RaiSport, che si rifanno dopo l'orrido Reyer-Saragozza di 7 giorni prima, propinando stavolta uno spettacolo più che degno, s'arrende al PalaCestaro pure Mersin, spadroneggiatrice del girone e sinora imbattuta. Nonché umiliatrice delle arancioni con un 86-52 un mese prima.
Tutto radicalmente cambiato, e non solo per il fattore-campo, ma perché le ottomane si trovano in mezzo a un'improvvisa burrasca, con cambio d'allenatore e assenze pesanti quali N.Howard, Johannès e Y.Anderson, mentre il Famila ha avuto nelle ultime settimane un'impennata di rendimento e sicurezza nei suoi mezzi.
Andamento che, in realtà, non riserva gran frizzi: Schio scatta 7-0 e non si fa più prendere. Demoniata Laksa con 11 punti nei primi 7', margine già in doppia cifra, poi Verona che entra della panchina col fuoco in corpo e punge a ripetizione per un sonante +15 (34-19) al 14'.
Naturalmente Mersin non può farsi prendere a schiaffi senza reagire, e risale a meno 8, ma Schio la respinge con una nuova fiammata nel finale del 2° quarto (48-37).
48 punti in 20' contro Mersin è pirotecnico, ma l'intervallo spegne i fuochi scledensi e riaccende Mersin, che si riporta a meno 3 (50-47) in una manciata di minuti. Lì è il momento-chiave, quando sembrano potersi capovolgere le sorti della partita, e invece una cooperativa tra Sottana, Keys, Dojkic, André e Verona, con due punti a testa, procaccia un 8-2 fondamentale per respingere Mersin. Poi Sottana si esibisce nel suo pezzo forte di questi anni da veterana, ovvero il canestro sul finire di frazione, che vale un salvifico +10 al 30' (64-54).
Mersin ci prova ancora per qualche minuto; ne scaturisce un gran botta-e-risposta, in cui Schio non molla un centimetro di terreno, anzi sfonda le ultime resistenze nemiche con Laksa e Juhasz. Sul 78-62 a poco meno di 5' dalla fine è bandiera bianca per le turcomanne. Finisce 83-71 fra il tripudio dei 1.830 astanti e dei milioni incollati allo schermo tv.
Schio chiude poco sotto il 50% dal campo ma anche con 17 rimbalzi offensivi contro 7, sintomo di smalto; Laksa 25 con 10/13, pneumatica (nel senso di martello); Juhasz 12+17 rimba, solita solida; Verona e Dojkic 11. Per le battute, Rupert 18, Carleton 12, Fauthoux 11 ma nessuna in grado di prendere in mano la situazione.

- A proposito di situazione, com'è adesso in generale? Well, il girone F ha già definito quasi tutto: Fener primo, Valencia seconda, resta solo da distribuire terzo e quarto fra Saragozza e Praga (scontro diretto nell'ultimo turno) ma comunque passano loro due al play-in. Da notare che Valencia ha vinto a Saragozza davanti a 5892 spettatori:o: Come noto, Reyer quinta, out, e Polkowice ritirata.
Nel girone E, anche qui si sanno le quattro che passano, ma le posizioni assegnate sono la prima (Mersin) e la quarta (Landes), mentre Schio e Bourges si contendono la seconda piazza, la quale nella cervellotica formula di quest'anno fa assai differenza, in quanto la seconda va diretta alle Final Six, mentre la terza fa il play-in con la quarta dell'altro gruppo. E dunque il Famila, che è a 8 vinte-3 perse contro 7-4 di Bourges, difenderà il +5 dell'andata nello scontro diretto di martedì 28 in terra francofona. Il clan scledense sperava in un aiuto da Salamanca, che lottava per qualificarsi, ma ha perso con Bourges dinnanzi a 2.830 anime in pena.
E' comunque evidente lo svuotamento di stelle in questa Eurolega, depauperata dalla lega Unrivaled (a partire dalle sue creatrici, le sublimi Stewart e Collier, che lo scorso anno portavano il Fener al titolo e ora vediamo sgambettare felici in patria loro) e da altri fattori che non rendono più necessario alle stars americane venire a far cassa da noi. Questo non per piangere miseria, da parte nostra, ma anzi per dire che l'occasione per Schio, di fare più strada possibile pur essendo meno forte che in altre annate, è ghiotta e va sfruttata.

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