- Derthona-Geas. Scossa sestese dopo il "buco nero" (definizione di Cinzia Zanotti in persona, forse troppo severa, ma certo le cose non stavano andando bene), sul medesimo campo dove due settimane prima le rossonere s'erano fatte sfilare dal taschino il biglietto per le Final Four di Coppa Italia, sciupando un cospicuo +15 al 30' e +8 a -1'35". Così come all'andata avevano dissipato un +13 a 5' dal termine.
C'è il due senza il tre, perché stavolta il Geas non solo accumula la canonica quindicina di punti di margine, ma lo incrementa. Il tutto nonostante un bollettino di assenze e guai che poteva essere il colpo di grazia: Gustavsson congedata in settimana, Conti e Barberis in borghese a bordo campo, Makurat eliminata da un infortunio alla schiena dopo un quarto.Inevitabilmente le due compagini pagano dazio agli organici rappezzati, ma il canovaccio ricalca quello di due settimane prima, col Geas che verso metà 2° quarto prende il sopravvento. Moore è un martello di Thor, sia da sotto che dalla media; Spreafico segna due triple nel breakkino prima dell'intervallo (+7), anche se allo scadere Attura gabba la bebè Ostoni (messa dentro da Zanotti per la situazione d'emergenza) lucrando 3 liberi per il 30-34 al 20'.
Nel 3° quarto, mentre una Zahui evanescente (per non dire dannosa) s'autoelimina con un 4° fallo banale, Gwathmey pennella un paio d'arresto-e-tiro per respingere l'assalto di Derthona che cerca di colmare il disavanzo, ma non ci riesce mai. Anzi, dal 35-38 un antisportivo di Dotto dà l'involontaria stura alla fuga decisiva del Geas, il quale serve Moore con costanza e ne viene ripagato da una serie di canestri di micidiale efficacia (38-48 quasi tutto suo); Spreafico aggiunge una tripla, poi nel finale Conte altre due; la gragnòla stende una Derthona che invece fa gran fatica a produrre punti, avendo appunto Zahui out, Fontaine pallida, Dotto e Attura uniche incisive ma non abbastanza.
Sul 44-59 al 30' l’inquietudine geassina è solo per la curiosa fotocopia di due settimane prima, anche lì +15 a fine 3° quarto e poi il crac. Ma quel ribaltone era stato frutto di 3 fattori precipui: palle perse del Geas, problemi di falli di Moore e fiammata di classe di Zahui nel finale. Orbene, stavolta il Geas gestisce bene la sfera, Moore sta lontana dai falli e continua a imperversare feroce, Zahui chiude la sua giornata-no con la quinta penalità e lascia affondare la nave derthonica.
Finisce dunque 58-81. Per Derthona, come detto, solo Attura (15) e Dotto (14) incisive in attacco; il resto fra il mediocre e il pessimo; l’assenza di Penna e la latitanza di Zahui e Fontaine poteva (anzi doveva) essere l’occasione per Marangoni, Leonardi, Arado di fare qualcosa di più del gregario, ma non la sfruttano.
Per il Geas, mostruosa Moore (persino rispetto al suo standard già elevato) con 31 punti, 11/17 da 2, 9/9 ai liberi, 11 rimbalzi, 46 di valutazione.
- Quindi il Geas strappa a Derthona il 4° posto; e resterà probabilmente questo il duello a distanza sino a fine stagione regolare, con rematch diretto nel playoff. Campobasso davanti ormai è imprendibile, salvo crisi molisane; dietro, è difficile per S. Martino e Faenza trovare la continuità necessaria per andare oltre il 6°-7° che stanno positivamente occupando ora.
Il Geas accoglie Jakubcova, sulla carta una buona presa perché pur non essendo un centrone d’area, ha più centimetri di Gustavsson e completa meglio le caratteristiche delle compagne (la svedese era un po’ un doppione).
Quanto a Derthona, nei due scontri diretti post-impresa di Coppa, ha incassato un -32 a Campobasso e ora un -23 dal Geas.
- Schio-S. Martino. Era il “sottoclou” di giornata ma muore sul nascere. Non che ci si attendesse un’impresa delle Lupe, ma più resistenza sì, visto lo stato di forma confermato col colpo di 7 giorni prima sul Geas. Ma Schio è uno schiacciasabbia e stavolta le Lupe non mordono. 16-2 dopo 6’30”, 32-10 dopo 15’, insomma una mattanza. Che non si placa nemmeno dopo l’intervallo: 60-21 al 24’.
Pur considerando una comprensibile pausa di SML dopo aver tanto corso, fa impressione la ferocia di Schio che sembra stia decollando, in questo periodo. Al punto che nelle opinioni di molti sta strappando a Venezia il ruolo di favorita per lo scudo.
Juhasz 18+15 rumba in 25’ di dominio (35 di valuta), Salaun 17; ecco, a cercar l’uovo nel pelo poteva giungere qualche (s)punto in più dalle italiane giovani o medio-giovani, dato che l’unica indigena scledense in doppia cifra è Sottana con 11. Tanto per far nomi: Panzera + Zanardi 0 punti in 26’ complessivi, sebbene certo, i punti non siano tutto.
- Sassari-Brescia. La giornata grassa per le lombarde è completata dalla rediviva Brescia. Duello fra compagini che non vincevano da due mesi (ovviamente s’intende in campionato per quanto concerne le sassaresi, brillanti in EuroCup); notevole l'affluenza di pubblico, 1.995 ufficiali e tutto sommato non sembra una cifra improbabile, il colpo d'occhio era notevole; probabile utilizzo ampio di biglietti omaggio a società del territorio ma comunque un bello spettacolo.
All’inizio meglio la Dinamo, che ha Carangelo stavolta in… versione-coppa e Taylor inizialmente ficcante (poi calata, pare per qualche problema fisico).
Sul 28-18 al 14’, la svolta improvvisa giunge da un appoggio banalmente sciupato da Pastrello per il +12: dall’altra parte bum-bum Tagliamento-Drake da 3 e la partita gira come una frittella (si dice? Boh). Brixia s’indemonia e martella altre due triple, con la giovane Pinardi dallo stesso angolo; poi Tagliamento, un’ira di dio, ne mette altre due lei, infine ancora Taglia e un’incursione di Drake allo scadere. Sei minuti di fuoco che producono un 5-25 per Brescia, per il 33-43 all’intermezzo (Taglia già a 18). Nel 2° quarto Brescia ha 6/8 da 3, Sassari 0/7 contro un’astuta zona.
La Dinamo si riprende dallo shock e torna a contatto, ma a differenza di altre volte, le Zanardiane non sbandano, subiscono due o tre volte il sorpasso ma reagiscono; nell’ultimo quarto prima Togliani ed Evans fanno 56-61, poi Carangelo completa un 6-0 nuragico (62-61), ma l’inattesa Bongiorno con una tripla e un’altrettanto inattesa Yurkevichus con una finezza da centro area fanno 62-66 a -2’20”. Gonzales risponde subito in entrata ma negli ultimi 2 minuti non segna più nessuno e gode Brescia (64-66).
Si hanno: Carangelo 18, Taylor 14; di là Tagliamento 22+8 rimba+9 falli subiti (32 di valutazione), Drake utile con 13 dopo il quasi nulla all’esordio, Togliani 10.
E dunque in classifica Brescia risale a -2 dalla coppia Battipaglia-Sassari; dietro c’è Alpo; solo una di queste quattro evita i playout.
- Alpo-Campobasso. Le molisane sono in forma, le veronesi non sono ancora competitive (esordio di Ejiofor, così così, contro la connazionale Kunaiyi): santabarbara di triple delle Pastaie ed è 8-28 al 10’: sipario. All’intervallo 23-48 con Campobasso a 10/14 da 3.
Alla fine 61-84, Scalia 23 con 7/10 nei missili per Campo, Moriconi 13 per il fanale di coda.
- Battipaglia-Faenza. Questa era interessante per la classifica e poteva essere equilibrata, ma non lo è. Romagnole in gran spolvero, prendono il largo dal finire del 2° quarto con uno 0-12 (26-38), non si fanno più prendere, anzi neanche avvicinare, con un eccellente 11/23 da 3 e in generale una padronanza notevole sulla partita. Campane… suonate, per contro. Ma è un po’ il marchio della loro ondivaga stagione, tra figurone e figuracce (comunque meglio dello scorso anno).
Finisce 54-74 con: Benson 15 e Potolicchio 12 per Batti (che ha Smorto e Tassinari opache, 2 punti in due; non certo solo loro, peraltro), mentre Faenza ha il super-trio ispirato, Roumy 29 con 6/9 da 3, 8 rimbalzi e 7 assist (37 di valuta), Reichert 13+15 rimba, Fondren poliedrica con 10+11 rimba+11 assist, ovvero seconda tripla doppia di fila (mai successo prima, risulta).
E se guardi la classifica vedi le Selettiane alla pari con S. Martino e appena 2 punti dietro Geas e Derthona. Niente male per l’annunciata cenerentola (ma ormai quei pronostici sono bruciati da un pezzo).
- In A2 Ovest, Valdarno ribadisce il primato battendo Empoli nel big match; Sanga (salvato a Selargius da una rubata con destrezza di Toffali per il contropiede vincente) e Costa restano a meno 2. Brilla Sammartino nel derby torinese (21+11).
Ma la notizia la fa Broni che dopo l’ennesimo rovescio, in casa contro una Spezia che ha giocato in 6, cambia radicalmente rotta, sostituendo il giovane coach “home made” Magagnoli con il guru assoluto Diamanti. Se basterà il suo bastone a rovesciare una stagione disgraziata non è certo, ma di sicuro il suo arrivo toglie qualsiasi alibi a tutte e se c’è sangue da cavare da queste che non sono certo rape, lo caverà. L’esordio? Il più duro possibile, a Milano.
In A2 Est ennesima vittoria di misura per Udine, continua a… fiorire Roseto (a segno nel big match a Trieste), scampa in volata Mantova con Rovigo, batte un colpo Vicenza all’overtime su Bolzano. Sempre molto equilibrio in questi lidi.
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