Non sarà sempre così, ma il 2025 si è aperto senza risparmio d'emozioni. Passano, alla fine, le teste di serie ma si è andati vicinissimi a due colpi in trasferta. C'è comunque aria nuova perché ambo le qualificate di questo secondo turno saranno al loro debutto nelle Final Four di Coppa. Campobasso, pur a fatica, si conferma prima alternativa al duopolio Schio-Venezia (seppur a debita distanza), ruolo che peraltro Derthona può insidiare, se Zahui è sempre questa. San Martino a sua volta ribadisce la sua ascesa, pur mostrando i suoi limiti nel blackout finale. L'unica vera bocciatura è per il Geas, ma sul piano agonistico (laddove conferma la perniciosa tendenza a incassare parzialacci), perché su quello tecnico la partita l'aveva virtualmente vinta e pure bene.
- Campobasso-S. Martino. A lungo è sembrato che dopo il dicembre perfetto, anche in gennaio le Lupe viaggiassero s'una nube. Stavano per violare il PalaSelvapiana per la seconda volta in un mese; e Campo stava per sciupare per il secondo anno di fila la qualificazione in casa. Ma alla fine non succede.
Primo quarto e mezzo alquanto anonimi, poi da 19-19 s'inizia a divaricare il punteggio, giacché SML palesa una vena migliore in fase realizzativa, mentre Campo ha troppi elementi-chiave in giornata fra il mediocre e lo scadente: soprattutto Scalia e Quinonez litigano col ferro, Madera si vede poco, Trimboli così-così, Morrison poco meglio; in sostanza il team del pastificio rimane aggrappato a una monumentale Kunaiyi. Così, pur senza fiammate clamorose, un parziale avviato da una tripla di Gilli porta le ospiti sul +7 all'intervallo (24-31).
Nel 3° quarto una tonica Bickle con due triple procaccia un +10 alle Lupe (35-45 al 25'). Il merito di Campobasso è di restare in partita pur continuando a combinarne più crude che cotte; i rimbalzi offensivi rimediano almeno in parte all'imprecisione; si svegliano Morrison e Trimboli per il meno 2 al 30' (48-50).
L'ultimo periodo è una corrida, appassionante ma confusionaria (sarà di 11-6 il parziale); SML subisce l'aggancio in avvio, reagisce rilanciandosi a +4 (52-56 a 6' dalla fine), ma lì suona la mezzanotte e la carrozza ritorna zucca, ovvero finisce di botto la magia per le luparensi, le quali non segnano più nemmeno un punto. Da parte sua, Campo non fa molto meglio ma, dai e dai, a suon di secondi e terzi tiri (in un'azione Pallas addirittura arraffa 3 rimbalzi offensivi), sorpassa sul 57-56 a -4'30".
Lì si pianta pure la Magnolia e per oltre 4 minuti si gioca a spaccaferro, col punteggio che rimane paralizzato e la qualificazione ancora in bilico. L'ultima grande occasione per SML è dopo una tripla fallita da Quinonez a -35" per il k.o.: Campo spende due falli tattici entro il bonus, poi SML si fa intercettare un passaggio e Scalia fa 2/2 in lunetta quando manca solo 1 secondo e non ci sono più timeouts per le ospiti, che possono solo provare una preghiera da fondo campo. Quindi 59-56 per Campo nonostante un laido 22/69 al tiro (ma 21 rimbalzi offensivi) contro un 23/59 su SML, zavorrato dalla siccità dell'ultimo quarto.
Si hanno: Kunaiyi ultra-mvp con 18+19 rimba; Morrison 11, Scalia 10 ma 3/13, Quinonez 8 con 2/16, Madera solo 4; SML con 14 per Robinson e Bickle ma solo 2 per Simon mentre D'Alie ha offerto la solita quantità ma con 3/14 al tiro.
- Derthona-Geas. Una delle migliori partite della stagione: emozioni come in Campo-SML, ma più qualità tecnica. Alla fine è un clamoroso bis della rimonta tortonese di campionato, quella che diede il via alla grande ascesa della matricola-champagne. Due minuti, gli ultimi dei regolamentari, ribaltano il senso di una sfida che aveva detto tutt'altro per 38'. Non sul piano del volume di gioco, ché Derthona ha prodotto tanta "quantità" e messo in campo energia costante; ma nelle esecuzioni il Geas era stato nettamente superiore. Ma le sestesi non hanno saputo mettere il coperchio sulla pentola, ovvero hanno mancato il colpo del k.o., e quando finisci nella girandola di episodi può capitare di prenderlo in saccoccia, com'è avvenuto.
Senza dubbio un brutto colpo nell'economia della stagione rossonera, giacché se l'EuroCup era fuori portata e lo scudetto, salvo miracoli, anche, le F4 di Coppa erano un obiettivo tangibile da non fallire.
Scatta meglio dai blocchi la compagine di casa, ma dopo il 12-7 al 5' si mette ad ammaccare i ferri su una gran mole di tiri, spesso però frenetici; l'appannamento coincide con l'ingresso di Zahui, debuttante di prestigio per Derthona (al primo pallone tira subito dalla media), ma logicamente da inserire nei meccanismi; sarà suo merito riuscire a farlo già nel corso di questa partita; ma per ora è gran fiammata del Geas con un parziale di 0-15, protagoniste le scatenate Moore e Makurat, spalleggiate da una Conti di sostanza (non tanti punti ma molto altro) e da una Gwathmey inizialmente incisiva dalla panchina; suo sulla sirena il +10 sestese (14-24 al 10').
Le Zanottiane mantengono un vantaggio in doppia cifra fino a metà 2° quarto, poi reagiscono le Cutugnarde, con Zahui che inizia a macinare, Fontaine pungente da 3 (segna le prime 4 triple tentate) e Dotto volitiva in arresto-e-tiro o fino al ferro; di quest'ultima il meno 4 sulla sirena dell'intervallo (38-42).
Un buon affare, tutto sommato, per Derthona che ha 8/25 da 2 contro 9/16 del Geas, il quale però ha tirato meno, per via degli zero rimbalzi offensivi e delle palle perse in più. Già 34 punti del trio Moore-Makurat-Gwathmey, mentre Derthona ne ha 32 dal poker Fontaine-Zahui-Dotto-Attura, quest'ultima imprecisa ma uno spettacolo di intensità. Mancano invece all'appello i punti di Penna, ben marcata ma anche in una di quelle giornate-no che sono purtroppo il suo tallone d'Achille storico.
Il 3° periodo ripropone il predominio del Geas, micidiale nelle esecuzioni offensive e tornato compatto in difesa; il 4° fallo di Moore è un campanello d'allarme ma Makurat firma il +15 al 30' (50-65). Potrebbe essere il sipario ma non sarà così.
L'inizio dell'ultimo quarto rianima le speranze di Derthona perché Sesto non segna per oltre 4'; quando però servirebbe Penna per completare l'opera di ricucitura, l'ala bergamasca sbaglia, così i canestri di Trucco, Moore (appena rientrata dalla sosta in panca dopo il 4° fallo) e Conti, unici 6 punti ospiti in 7'30", sembrano bastare a ricacciare la rimonta avversaria (63-71).
Ecco però che Moore va fuori col 5° fallo (che lei giura all'arbitro di non aver commesso) e tutto cambia. Zahui sale in cattedra e segna 7 punti di classe ma le rossonere ci mettono del loro, con una persa di Makurat, uno 0/2 ai liberi di Gwathmey e poi ancora una persa con Gwathmey che si fa pure fischiare antisportivo da terra nel tentativo di bloccare la ripartenza; ai limiti del suicidio.
Nella prolunga il Geas esce dal blackout con due entrate di Makurat e un canestro "di rapina" di Conte ma Derthona replica ogni volta; il frizzante testa-a-testa resta irrisolto sino all'80-80, poi ci pensa Attura con la tripla cruciale del +3. Le sestesi falliscono il pareggio con Makurat su rimbalzo offensivo, Attura sigilla con un libero (84-80) e scatta la festa tortonese, del tutto insperata sino a pochi minuti prima.
Si hanno: per le vittoriose, Zahui 22 punti con 5/13 dal campo ma 10/11 ai liberi; e soprattutto, come detto, la capacità di prendere il controllo della situazione strada facendo; Fontaine 18 con 5/7 da 3; Attura 16 con 4/16 ma 7/9 ai liberi e un moto perpetuo; Dotto 15. Discreta Arado, solo 3 con 1/11 per Penna.
Per le battute, 24 di Makurat con 9/22 e 8 rimbalzi; 22 di Moore con 7/13 e 8/8 in lunetta; manca però un terzo polo oltre la sufficienza perché Gwathmey si ferma ai 9 dei primi 2 quarti (confermando la sua stagione enigmatica), Conti ne fa 8, Spreafico e Trucco 6 a testa ma sottotono. Aggiungi Gustavson, Conte e Orsili impalpabili ed ecco che i... Conti non tornano per le sestesi nonostante il lungo predominio.
- In A2, fuochi d'artifizio nell'ultima giornata all'Ovest, dove Milano batte Costa nel derbissimo, 65-62 resistendo alla rimonta ospite da meno 14 (sulla sirena l'ex di turno Penz tira da 2 anziché da 3, ma comunque sbaglia; Toffali matadora con 24 punti) mentre Selargius stoppa Empoli, sicché Valdarno battendo Cagliari è campione d'inverno e prima da sola, dinnanzi al trio appaiato Milano-Empoli-Costa (in quest'ordine per classifica avulsa). Le quattro vanno in Coppa per codesto girone, mentre all'Est dietro Udine, già prima sicura, si piazzano Mantova (dominio su Ragusa), Roseto e Matelica, quest'ultima per scontro diretto a favore su Trieste: decisiva Gonzalez che segna l'entrata della vittoria contro Rovigo.
Tornando all'Ovest, spicca il doppio overtime vittorioso per Moncalieri, con 33 di Sammartino (più canestro-partita) in casa di una Broni appena decima a fine andata, dopo legittimi pronostici da vertice.
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