sabato 15 febbraio 2025

A1: Coppa Italia, semifinali - signori, non si cambia: Venezia-Schio per il 3° anno. Derthona e Campobasso brave ma "fondono" sul più bello

- Il "quasi" va bene per gli applausi (quasi rima, a proposito), ma non ti lascia molto più che un pugno di mosche. Campobasso e Derthona tengono testa, come meglio non potevano, a Schio e Venezia per 35-36, minuti, fai anche 37-38, ma ne escono senza nulla in mano tranne l'onore. E la finale è tra le due mega-favorite. Tutt'altro che perfette e invulnerabili, nell'occasione, ma capaci di alzare il livello quando non si poteva più scherzare col fuoco. E d'altronde quando sei una Ferrari che corre contro un'onesta Volkswagen, è più facile innestare la marcia in più quando l'altra ha fuso il motore nello sforzo di starti alla pari.

Quando competi in condizioni d'inferiorità strutturale, il margine d'errore è un filo sottile che può spezzarsi in qualunque momento della partita, e né Derthona né Campobasso sono riuscite a evitare che succedesse. Ambo hanno avuto una finestra d'opportunità in un frangente topico dell'ultimo quarto, quando la rispettiva corazzata rivale era in stallo e poteva essere colpita e affondata. Incredibilmente, tra l'altro, sullo stesso punteggio cristallizzato per vari minuti (60-58). :o: Ma non sono riuscite a far giungere il siluro a bersaglio e a quel punto la loro sorte era segnata.
L'occasione c'era, in effetti. Forse più di quanto pensassimo; se non altro perché c'era appena stata la sosta per le nazionali, che aveva spezzato il ritmo a tutte e rimescolato le carte, in qualche caso pure lasciando strascichi d'acciacchi. Ma alla fine cosa si può dire, se non che la finale è tra le due più forti?

- Venezia-Derthona. Sfida tra la Reyer attuale e una fetta del suo passato, viste le 6 "ex" in maglia tortonese. Le quali a lungo cullano il sogno di fare uno scherzetto alla maglia che fu loro. Dopo uno scatto iniziale delle lagunari, 10-3, propulso da Kuier, cioè esattamente quello che t'aspetti, la partita prende una piega diversa e inattesa, sotto forma di bombardamento nucleare di Derthona: addirittura 7/11 da 3 nel 1° quarto (a fronte di uno 0/5 da 2), :woot: e la maggior protagonista chi è? Una che nemmeno risultava destinata a giocare, ovvero Melchiori, reduce da quasi 3 mesi d'assenza. Proprio lei, dopo che le prime triple sue e delle compagne (Attura, Zahui e Penna) hanno ripristinato la parità, propizia l'allungo di Derthona con due missili di fila (15-22, che diventa 17-22 al 10').
Nel frattempo Venezia rischia anche di pagare cara una collisione multicorpo tra Cubaj, Villa e Zahui, fra cui la più contusa è la ragazzona d'origine albanese, che esce dolorante a una caviglia. Per fortuna poi rientrerà.
Ovviamente non può continuare così, la santabarbara tortonese, e tocca a Venezia reagire, con quella che risulterà la coppia decisiva, ovvero Villa-Berkani. Sono loro dapprima a ricucire, replicando con gli interessi all'ennesima tripla di Melchiori (4/4 per lei nei primi 15'), che è però l'unica piemontese nella frazione; e poi ad allungare quando Derthona va in difficoltà offensiva; all'intermezzo è 41-35. Venezia ha 4/5 da 3 nel 2° quarto.
Sembra che le Cutugnane, esaurita la fiammata iniziale, abbiano già fallito il loro assalto al potere delle Mazzoniane; invece no, perché Derthona è brava a rilanciarsi subito, con un gioco ora più interno (41-41); controreplica delle suddite del doge Brugnaro (47-41), poi gran duello fra Berkani che mette altri 5 punti, e Attura-Dotto che ne fabbricano 6; all'ultima semipausa è 56-52, apertissima.
Continuano, Attura e Dotto, a lottare strenue, tenendo aggrappata Derthona; sul 60-58 al 33' ecco quella finestra d'opportunità di cui dicevo all'inizio, giacché Venezia sembra davvero in difficoltà, non segna più, ma le piemontesi non riescono a cogliere l'attimo per tornare davanti, fallendo qualcosa come 6 possessi di fila sul meno 2 (se non ho contato male); in realtà quasi tutti tiri difficili (o palle perse) perché la Reyer in difesa regge.
Insomma a 3' dalla fine, cioè dopo 4' di stallo, si è ancora sul 60-58 e a quel punto è ovvio che chi ha più mezzi per sbloccarsi e vincere sia Venezia. Cosa che avviene con un libero di Kuier (rediviva dopo lunga eclissi) e soprattutto un'accelerazione a tutto campo di Villa che birilla (le avversarie) e deposita il 63-58 a -2'15". Poi Smalls serve una buona palla in area a Cubaj che appoggia da sotto; infine Pan fionda dall'arco il 68-59 a -1'15" ed è la sentenza finale.
Punteggio conclusivo 71-59, che rende poca giustizia a Derthona, la quale però ha segnato solo 1 punto negli ultimi 6'30" e logicamente così era inevitabile pagar dazio.
Si hanno: per le vittoriose, Villa 18 punti, 8 rimbalzi, 3 assist, 6/11 dal campo, 31 di valutazione (mvp), Berkani 16 (4/8 da 3), Kuier 13, Cubaj 7+10 rimba; per le battute Attura 16 (anche se 5/15 dal campo), Melchiori 14 (quasi tutto all'inizio), Penna 11, Dotto 7. Derthona meglio da 3 (11/27) che da 2 (11/34).
Chi è mancato di più, su ambo i fronti? Well, per la Reyer diciamo che a parte Villa e Berkani sono tutte state fra la sufficienza e il così-così, ma nessuna male-male; per Derthona serviva molto di più da Fontaine (2 con 1/5; anche se le va riconosciuto il lavoro difensivo su Kuier) e di meglio da Zahui, che ci ha provato ma ha fatto 3/14. Collettivamente parlando, però, più brava Derthona rispetto al potenziale.

- Schio-Campobasso. Quando la medesima sfida s'era giocata in campionato, una dozzina di giorni prima, s'era ipotizzato che le molisane avessero tenuto le carte migliori in serbo per quando fosse contato davvero, cioè questa semifinale. E in effetti, così è stato. Il team del pastificio può anzi nutrire legittimo rammarico per aver fatto le pentole ma non il coperchio, ovvero non aver finalizzato tre quarti al comando.
Già verso metà 1° quarto spicca un divario d'energia a favore di Campobasso. Kunaiyi è una belva d'area, Quinonez inarrestabile col suo misto d'agilità e potenza. Le molisane arrivano ripetutamente al ferro (7/10 da dentro l'area nella prima frazione), toccano anche il +8, poi 18-23 al 10'.
Insiste Campo con personalità e ancora con un'intensità superiore a una Schio un po' inamidata. Cerca di scioglierla Sottana con due bersagli dalla media. Ma Kunaiyi, che sembra poter arpionare ogni oggetto vagante nei pressi del canestro, e un contropiede con assist di Kacerik per Giacchetti, mantengono un vantaggio consistente (23-30 al 14'). Il problema per le Sabatelliane è che quel canestro di Giacchetti rimarrà l'unico dei suoi cambi in tutta la partita. Mentre la profondità scledense inizia ad essere un fattore. Da meno 1, però, le arancioni sono respinte da uno sprazzo di Morrison, il "terzo polo" campobassano (38-42 al 20').
Poi a inizio ripresa batte un paio di colpi Madera, insiste Kunaiyi (42-50 al 24'), poi ecco la svolta quando Dikaioulakos si fa cacciare per doppio tecnico. Una sveglia per Schio, troppo piatta sin lì, che ora invece inizia a graffiare. Dopo gli ennesimi colpi di Quinonez e Kunaiyi, arriva un 7-0 scledense negli ultimi 4' del 3° quarto (Verona, André e 3 liberi della "donna dei finali di quarto" alias Sottana), che si chiude sul 54-54 annullando tutti gli sforzi profusi dalla Molisana.
A inizio ultimo periodo Verona manda avanti il Famila che non sarà più ripreso. Tripla anche di Bestagno; non ci sta Campo (60-58) e, come detto all'inizio, curiosamente su questo punteggio si resta cristallizzati a lungo, in questo caso circa 3 minuti. Diventa decisiva Dojkic, che prende in mano la situazione nel finale; mette un triplazzo allo scadere dei 24"; poi Keys e Quinonez si rispondono, ma Laksa mette la tripla che sposta definitivamente la bilancia verso le pluridetentrici del trofeo (71-64 a -2'20"). Finisce 82-73 dopo un batti-e-ribatti che non cambia la sostanza.
Si hanno: per le vittoriose Dojkic 22 (anche se 6/17), Laksa 16, Salaun 12, Sottana 11; per le battute Kunaiyi 24+15 rimba, Quinonez 21 (8/15), Morrison 14.
Ma andiamo alle cifre-chiave; non le percentuali al tiro da 2, quasi identiche (intorno al 50%), né i liberi (19/27 Schio, 19/23 Campo), casomai le triple (7/25 contro 4/20) ma ancor più il 26-2 nei punti dalla panchina, devastante.
E chi è mancato? Per Schio poco da Juhasz (4 punti), forse per i postumi dell'acciacco con la nazionale, Keys (2) e André (2); per Campo, 0 tondo per Ziemborska e Scalia, così-così Madera (7), lontana da quella che decise la semifinale 2023 per Venezia contro Bologna. Ed è chiaro che un Famila si può permettere 3 sottotono, la Molisana se due straniere vanno in bianco, deve fare miracoli.

- E adesso chi vince la finale? Mah, resto sulla posizione della vigilia: pronosticare l'una o l'altra è come prevedere se viene pari o dispari lanciando un dado e sperando che esca quello che hai previsto, per poter fare il figo. Le due superpotenze hanno vinto in modo simile la loro semifinale, senza dare fondo al proprio meglio, concedendosi minuti di pausa e facendosi mettere alle corde più del dovuto, ma alla fine alzando il livello quando serviva. Ora per entrambe sarà un tipo di partita diverso, in cui dovranno dare il massimo per 40'; a quel punto diventerà decisivo il rendimento delle rispettive punte di diamante, quelle che riescono a fare la differenza pure quando il livello si alza al massimo. Ma non si può, onestamente, prevedere se toccherà a Schio o a Venezia. Si può solo dire, statisticamente, che le ultime 5 volte è riuscito alla Reyer.

Nella foto: Villa segna il canestro più importante nel finale di Venezia-Derthona.



Nessun commento:

Posta un commento