venerdì 21 febbraio 2025

A2: nella settimana lunga cadono le leader (Udine due volte). Broni "diamantizzata" stende Valdarno

- Settimana a macchia di leopardo per l'A2, che ha giocato sabato, domenica e poi mercoledì e giovedì per due dei 5 recuperi dovuti alla finestra delle nazionali. Il dato saliente è che in ambo i gironi la capolista, che sembrava aver guadagnato una fuga potenzialmente definitiva, è stata invece fermata, rimettendo tutto in discussione.


- Addirittura due volte è caduta Udine, che del resto aveva salvato la ghirba varie volte con affanno e (meritorio) carattere nel vincere in volata; ma contro Umbertide e Rovigo, quindi non due avversarie di fascia alta, non è bastato; contro le umbre di 1 nonostante 21 di Bovenzi, poi in terra veneta più nettamente, in assenza di Bovenzi stessa, subendo la vena del trio S. Zanetti (21)-Mestdagh (18)-Stoichkova (17); il guaio per Udine è che la coperta si sta vieppiù accorciando, dato che Obouh-Fegue ha giocato l'ultima volta il 26 gennaio e, seppure in assenza di comunicazioni ufficiali (a meno di distrazioni), potrebbe essere fuoriuscita.
Per Rovigo è un bis di lusso perché, nel turno ordinario, aveva steso anche Roseto, ovvero la seconda della classe, con un altro ventello di Zanetti (20) e 16 di Stoichkova, mentre Mestdagh è rimasta a secco.
Quindi adesso, nel magmatico girone Est, si ha Udine in testa ma con due soli punti su Roseto, Mantova e Matelica; due punti dietro queste c'è Treviso e ci sarebbe anche Ragusa se non avesse la penalizzazione.

- Se all'Est sembrano appiattirsi i valori, all'Ovest si divaricano: nell'ultimo turno le "bigs" hanno distrutto le avversarie con scarti feroci. I primi 4 posti sono ormai sicuri, da definire l'ordine: Valdarno, Costa, Empoli, Milano.
Ma c'è la mina al diamante, anzi al Diamanti, giacché Broni, dopo aver maciullato Benevento in modo quasi sadico (non togliendo le titolarissime neanche sul +50), ha fatto l'impresa con la capolista Valdarno nel recupero di giovedì.
E al di là dei dogmi fissi di Diamanti, per cui se non servi non ti do il contentino di due minuti neanche se siamo sopra di 1000, s'intuisce che tenere la squadra sulla corda per 40 minuti a Benevento era mirato ad avere tutte al massimo nella sfida con Valdarno.
Perché il problema principale di questa Broni talentuosa ma spesso indecifrabile, erano i mostruosi cali d'intensità non solo tra una fase e l'altra della partita, ma tra un'azione e l'altra. Qualcosa di sconcertante che con Magagnoli era rimasta... magagna irrisolta. :cry:
E' quindi arrivato Diamanti, che ha debuttato col colpo a Milano, ma quella era stata più che altro una scossa emotiva, non essendoci stato tempo di lavorare col nuovo coach.
Dopodiché c'è stato un nuovo tombolo casalingo, con Selargius, un rachitico 48-49 (pur con l'alibi dell'assenza di Nasraoui).
Per via del rinvio della partita con Valdarno sono quindi passate due settimane prima del ritorno in campo.
Sarebbe stato curioso assistere alle sedute d'allenamento bronesi in quel lasso di tempo. Credo che l'addestramento del sergente Hartman (quasi omonimo di Hartmann, tra l'altro, cioè la tedesca di Broni), quello di "Full Metal Jacket", :ph34r: fosse roba da mammole in confronto a ciò cui Diamanti deve aver sottoposto le sue novelle suddite.
Fatto sta che si sono ripresentate a Benevento col sangue agli occhi. Se prima sembrava che dopo un canestro fatto si prendessero il tè coi pasticcini (ovviamente esagero, ma è per dire dell'appagamento dopo una o due cose buone fatte, e dell'intensità a intermittenza), ora pressavano, correvano, ruzzavano anche a partita defunta e sepolta, sul +40, per farlo diventare +50. Con Diamanti che le cazziava se si distraevano sul 70-20 a poco dalla fine.

- Ok, ma quella era l'ultima in classifica. Il banco di prova vero era con Valdarno. E' stata una battaglia di breaks e sorpassi per 3 quarti (massimo +8 dall'una e dall'altra parte), poi clamorosamente da 46-54 verso la fine del 3°, Broni ha piazzato un 25-2 fino a metà dell'ultimo (con un 17-0), dominando sul piano delle intensità e delle energie nonostante la rotazione "diamantiana" a sole 7 giocatrici, ovvero 16' Reggiani e 16' Scarsi, dalla panchina, null'altro.
Frigo, che sarebbe l'ottava, è stata messa in... freezer, visto che non ha giocato né a Benevento né ieri (se è infortunata, rettifico ma la... freddura era d'obbligo). :wacko:
Da sottolineare che Broni ha bilanciato alla perfezione tiri da 2 e da 3 (Morra 25, scatenata da sotto), mentre Valdarno ha sparacchiato molto e male dalla lunga.
Insomma è finita 80-67 e, mentre Valdarno perde l'occasione di staccare di 4 punti le inseguitrici, Broni si assesta al 7° posto e ha l'obiettivo di scavalcare Cagliari e Livorno per il quinto (imprendibili le top 4), per poi agire da mina vagante nei playoff.

- Nel frattempo, personalmente avevo visto proprio Valdarno contro Giussano, in quella cattedrale nel semi-deserto che è il PalaDesio, 6700 posti nelle lande brianzole, monumento a quell'epoca del bengodi che era l'Italia d'inizio anni '90 (poi la squadra di Desio di A1 cedette i diritti e ci si ritrovò con un palazzone del tutto spropositato per una città da 40.000 abitanti del tutto priva di realtà sportive di alto livello.
Ma, a parte questi dettagli, la partita era interessante (anche se avrei sperato in più pubblico, se debbo essere sincero) sia per la visita della capolista, sia per il debutto del nuovo allenatore di Giussano, Mazzetti (proveniente dal maschile; da non confondere con Maurizio Mazzetto che allenò Carugate). Essendo arrivato alla vigilia, non si poteva vedere chissà quale impronta, ma Giussano ci ha provato nei primi 2 quarti, chiusi a meno 8 con una tripla da metà campo di Bernardi, ma si palesava già la superiorità di Valdarno, esplosa squassante in un 3° quarto da 9-28.
L'ultimo periodo è stata una paziente attesa della sirena finale (51-77).
Buona impressione ha fatto Valdarno, al di là della relativa facilità dell'impegno (mancava per giunta Lussignoli fra le locali, Conde invece per le tosche): buona circolazione-palla, varietà di soluzioni, poi con Policari è arrivato quel "quid" in più di talento e capacità d'improvvisazione in ala.
Giussano va vista con simpatia per il fatto che dà spazio a varie giovani di talento come le già citate Bernardi e Lussignoli, ma anche Martina Crippa, Marianna Zanetti, Ramon; però la situazione non è semplice. A quagliare risultati, in questo momento, sembrano superiori solo a Benevento e la classifica infatti le vede penultime.

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