mercoledì 26 febbraio 2025

A1: D’Alie esalta SML su Campobasso; Faenza senza 2 straniere stende un Geas al lattemiele. A2: il dramma (a lieto fine?) di Udine

 - S. Martino-Campobasso: D'Alie, ma quante giovinezze hai? <3 La seconda fu quando vinse il Mondiale 3x3, la terza quando ci ha portato alle Olimpiadi, adesso siamo alla quarta o alla quinta. La nana più gigante del mondo trascina S. Martino a un'impresa su Campobasso, che poi è impresa solo fino a un certo punto, giacché le Lupe paiono, per lo stato di forma attuale, le più serie candidate al 5° posto se non al quarto. Le molisane restano, per ora, salde al terzo, ma confermano di mancare, a volte, di un po' di cinismo quando c'è da quagliare il risultato.
Primo tempo con l'equipe del pastificio quasi sempre avanti con un break dopo metà 1° quarto (15-22) e un altro verso metà del 2° dopo un breve riaggancio (ancora +8), ma SML accorcia all'intervallo (32-36), e, quando sale in cattedra D'Alie, perviene all'aggancio; sulla scia, con Bickle, Simon e Del Pero allunga sino a +7 (49-42). Campo reagisce con uno 0-8 guidato da Kunaiyi più tripla di Giacchetti (49-50). Dopo il vibrante "ciàpa-e-dèghe" si riparte come da zero nell'ultimo quarto (53-53 al 30'); ora si segna col contaspilli, D'Alie fa altri prodigi ma non basta a staccare Campo che impatta di nuovo con Morrison e Madera (60-60 a 2' dalla fine).
Nella volatona è vieppiù immensa la paisà giallonera, la quale dapprima segna il 62-60, poi ancora il 64-63 a -50" dopo che Quinonez aveva gassato le sue con un canestro-e-fallo. Campobasso perde due volte palla negli ultimi assalti.
Si hanno: D'Alie 23 punti, 7 rimba, 7 assist, 41 di valutazione:b: Bickle 13 seppur alterna (5/16), buon supporto di Del Pero (10); per Campo in 10 a segno ma a volte la quantità non basta se non c'è il guizzo in più di qualcuna; Kunaiyi 14+13 rimba, Morrison 13 ma Scalia è anonima (3 con 1/7) e soprattutto pesano le 19 perse, anche se contro i mastini di SML può succedere.

- Geas-Faenza. Entrambe le squadre erano ferme da un mese, avendo l'una riposato e l'altra rinviato la partita precedente il doppio weekend di sosta. Situazione che poteva, in effetti, aumentare le incognite. Ma era difficile immaginare che Faenza potesse imbastire qualcosa più d'un'onesta resistenza, avendo perso due straniere nel frattempo (Reichert e Parzenska), tra l'altro entrambe nel settore ali-lunghe, che constava quindi di Fantini e Jakpa (ovvero due giovani pescate dall'A2 dove non è che dominassero) più la bebè slovena Scekic, 2007, una sola partita giocata prima d'ora.
Alla faccia. Le romagnole non solo resistono, ma sbancano, +11, anche se è stato un finale in volata perché a 3' dalla fine si era in parità. Ma non è una vittoria per episodi favorevoli, bensì per aver giocato meglio. E "meglio" va inteso non solo sul piano dell'intensità: sarebbe superficiale limitarsi a dire "da una parte c'hanno messo la grinta, il cuore, dall'altra no". Sì, c'è anche quella componente. Faenza si è presentata con delle sopramaglie che portavano i numeri delle due compagne cadute per infortunio: e questo dava l'idea di una squadra in missione. Forse il Geas ha tardato a capirlo, pensando che la vittoria gli sarebbe prima o poi piovuta in mano senza troppo sforzo, complice magari l'ingannevole ricordo della passeggiata in Coppa Italia.
Ma mi sembra riduttivo. Faenza ha anche prodotto una migliore prestazione dal punto di vista della qualità tecnica. Altrimenti non si spiegherebbe come mai abbia vinto nonostante meno rimbalzi offensivi (9 contro 16), meno recuperi (11 contro 12) a parità di palle perse (17), insomma quelle cifre che di solito segnalano il livello d'energia messo in campo. A livello di cifre la differenza per Faenza (rima), a parità quasi perfetta nei tiri da 2 e nei liberi, l'ha fatta il 12/26 da 3 contro 7/27 del Geas. Ok, in questo c’entra anche l'intensità perché, mentre Faenza mordeva sul perimetro e non lasciava triple comode, le sestesi troppe volte concedevano spazi con difese all’acqua di colonia. Però poi bisogna anche saperle mettere, certe triple, e Roumy e Turel ne hanno inventate di notevoli, realizzando 11 di quelle 12 bombe faentine.
A quasi tutto il resto ha pensato Fondren, con una prestazione a 720 gradi (360 è poco), onnipresente in ogni settore del gioco. Per le altre faentine la "mission" era farsi asfaltare il meno possibile dalle ben più quotate avversarie e, all'occasione, raccogliere qualche briciola in attacco. Ce l'hanno fatta. :B):
“The Selected” (Seletti) è talmente geniale che ha provveduto a smentirsi da solo, se è vero come è vero che nel famoso campionato “brutto e povero” la sua banda di proletarie (detto col massimo rispetto) riesce ad essere attualmente a pari punti col Geas che brutto non ci pare, né tantomeno povero… e questo è ancora più significativo della singola partita.

- Sull'andamento, giusto per non fare notte, diciamo solo che Faenza ha morso subito (0-8 dopo 1'30"), il Geas però sembrava aver preso il controllo con un parziale di 13-0 a cavallo fra 1° e 2° quarto (29-19 al 14') e lì chiunque avrebbe scommesso che si stava andando nella direzione più pronosticabile.
E invece proprio lì, nel finale del 2° quarto, il Geas ha staccato di nuovo la spina e Faenza ha capito di potersela giocare sul serio, andando all'intervallo sotto appena di 1. Poi nel terzo ci pensa "santa Moore", con sprazzi di Spreafico, a tenere avanti per qualche minuto Sesto, ma poi la svolta arriva con un break di 3-14 tra fine 3° e inizio 4° periodo (51-57 al 32').
Reazione Geas che arriva al pareggio a 3' dalla fine con l'unico sprazzo di Makurat (60-60). A quel punto pensi: va be’, grande Faenza ma ora la ricreazione è finita, loro crollano per la fatica e viene fuori l’esperienza, la caratura, l’eccetera eccetera del Geas. Tutto il contrario: Roumy è killer con due triple in rapida serie, il Geas sbaglia tutto e Fondren sigilla dalla media (60-68 a -1'10"). Finisce addirittura 62-73.
Si hanno: Moore 24 con 9/18 dal campo, 9 rimbalzi, 6 assist, 36 di valutazione, ma le altre, come detto, poco o nulla: Spreafico 11 con 3/12 dal campo, Trucco 12 rimbalzi ma 0 punti con 0/5 (e l'impressione che, avesse di fronte Brittney Griner o una ragazza di Promozione, lei farebbe sempre e solo tirucci da fuori), ma è inutile fare la rassegna delle singole, è un discorso di squadra.
Per Faenza, numeri divini per Fondren: 27 punti, 8/16 dal campo, 11/12 ai liberi, 14 rimbalzi, 5 recuperi, 7 assist, 11 falli subiti, 46 di valutazione:woot: Roumy 23 con 6/9 da 3, Turel 15 con 5/9 da 3. Le altre tutte insieme hanno fatto 8 punti con 3/20 dal campo, eppure hanno tenuto botta.

- Sassari-Alpo. Partita che, inaspettatamente, nelle ultime settimane ha preso le pieghe di uno scontro-salvezza, vista la catena di rovesci subiti dalla Dinamo, complice il dispendioso percorso in EuroCup. E le nuragiche tornano a vincere dopo una vita, regalandosi chances di playoff (cruciale la prossima con Battipaglia).
Sempre avanti, ma mai in modo risolutivo, le sarde; primi due quarti che sarebbero piaciuti a Garibaldi, visto il tamburellante punteggio (26-24 al 10', 51-42 al 20'). E' show personale di Taylor ma, soprattutto, la Dinamo segna a piacimento da dentro l'area.
Scemano le marcature nella ripresa, in cui da +11 Sassari subisce la rimonta veronese guidata dal trio longobardo Frustaci-Spinelli-Parmesani (65-62 al 30') ma riallunga nell'ultimo quarto con Gonzales, ovviamente Taylor e, udite udite, una Diallo che per una volta fa pace col canestro. Non è però finita perché, da meno 15, Alpo risale caparbia fino ad avere ben 4 occasioni sul meno 5 in volata, ma le fallisce; si chiude sull'87-79.
Si hanno: Taylor 33 punti (13/16 dal campo), :o: Carangelo 16, Diallo 15+12 rimbalzi; per Alpo, 16 Frustaci, 15 Ejiofor, 14 Parmesani.

- Brescia-Venezia. Potremmo chiuderla subito, dicendo che dopo 4’20” si era sul 2-17 e dopo 11’40” sul 9-29, ma va dato atto almeno a qualche riavvicinamento bresciano, meno 14 a inizio 3° quarto, anche se poi la Reyer ha dilagato di nuovo (66-93 finale).
Orbene, già la sfida in condizioni standard sarebbe stata impari, figurarsi con Venezia poco propensa a far sconti dopo aver perso la finale di Coppa, mentre Brescia senza più Evans aveva ancora meno chances di opporsi minimamente in area, dove infatti la Reyer ha fatto quel che ha voluto, 11/12 da sotto nel 2° quarto.
Si hanno: Tagliamento 23, Estebas 19 per le locali; Cubaj 18, Smalls 13, Stankovic 12 per le ospiti che ovviamente hanno ruotato e sfruttato la loro profondità.

- Derthona-Battipaglia. Partita cancellata dallo 0-20 inflitto alle campane per mancanza di numero minimo d’italiane. :shifty: Bissiamo poco gloriosamente Sassari dello scorso anno, ma se non altro stavolta non si ribalta il risultato. Era infatti finita 58-53 per le piemontesi, dopo una partita punto a punto nei primi 2 quarti (29-31), poi decisa da un break tra fine 3° e inizio 4° periodo, addirittura 16-0; poi Batti si era sbattuta per tornare vicina ma senza avere la palla d’aggancio. Zahui 16 e Benson 18 le top sui due fronti, ma purtroppo non ne rimarrà nulla.
Più importante è il fatto che Derthona ha perso Fontaine per frattura a una mano, occorsa in allenamento nei giorni precedenti. Le piemontesi tornano quindi ad avere due sole straniere disponibili, come nell'arrembante autunno della loro scalata. Vedremo se sapranno fare altrettanto bene di necessità virtù.

- In A2 Ovest, colpaccio di Moncalieri su Empoli con 27 punti, 14 rimbalzi, 33 di valutazione per Sammartino. La quale veniva da un 1/11 a Costa Masnaga, ma per il resto ultimamente è meno discontinua di prima. Così come un’altra 2005 di spicco, Osazuwa, che continua a macinare “doppie doppie” per la stessa Costa, che ha vinto una partita tirata a Selargius. Milano e Broni hanno fatto a gara a chi maciullava con maggior ferocia le avversarie, avendo assommato l’una +104, l’altra +98 nelle ultime 3 partite giuocate.

- In A2 Est, sono stati i giorni del travaglio di Udine, la quale a Mantova si è presentata decimata da assenze per infortuni, defezioni temporanee, partenze definitive, e, si leggeva, sull’orlo di chiudere i battenti per esaurimento dei fondi. La sconfitta di 20 punti, maturati tutti nel 3° quarto dopo un’orgogliosa resistenza nei primi due, è stata salutata da un saluto in cerchio che aveva il sapore di un addio fr le lacrime. Poi l’intervento del presidente dell’APU Udine maschile, Pedone, e di altri due imprenditori, sembra aver garantito i fondi per finire la stagione, previo però allontanamento del vertice della Libertas femminile attuale. C'è da augurarsi che non s'incagli tutto su questa condizione posta dai "salvatori"; ma di sicuro è un segnale di speranza dopo tanti triboli, non dico solo per Udine ma per il movimento in generale, giacché ultimamente quando c'erano novità societarie rilevanti da qualche parte, erano funeste.
Sul piano tecnico vedremo chi rimarrà a Udine alla fine della tempesta; nel magmatico girone Est, dove sono praticamente in 5 alla pari (sarebbero 6 se Ragusa non fosse stata penalizzata), le friulane possono ancora dire la loro per il vertice.

Nella foto: Faenza celebra a Cinisello con le magliette in onore di Reichert e Parzenska.


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