mercoledì 5 febbraio 2025

A1: Schio e Venezia sempre più padrone, gode Battipaglia, sorrisino Derthona, due infortuni gravi. A2: Selargius più dura del Diamanti

- Schio-Campobasso. Era il big match designato: seconda contro terza, dinnanzi a 1.815 spettatori. Di fatto è una partita che non decolla mai, se non per brevi scampoli. Una di quelle situazioni in cui una squadra fa una fatica mortale a segnare, e all’altra è sufficiente navigare intorno al "6 politico" per tenerla a bada. Va considerato che Schio era reduce dall’impegno probante in Eurolega a Bourges, mentre Campobasso potrebbe aver valutato che, dovendo giocare contro la medesima avversaria in Copp’Italia, meglio tenere in serbo per la semifinale la cartuccia buona da sparare. :unsure:

Fatto sta che il team del pastificio, anziché aggredire la partita col piglio della sfidante che vuole rovesciare il tavolo (come del resto aveva saputo fare a Venezia), approfittando delle suddette fatiche di coppa del molosso scledense, si presenta loffio e spaesato. Schio, che attraversa un periodo smagliante, ne approfitta per scattare sul 10-2 al 5’, poi rincarato sino a 23-9 al 13’ con la sempiterna Sottana. Occorre attendere ben 5’15” per i primi punti molisani della seconda frazione, con Quinonez (l’unica sopra le righe per le sue); il Famila non affonda più i colpi e basta poco per riavere una parvenza d’equilibrio (23-14), ma all’intervallo è di nuovo margine in doppia cifra (32-19).
A inizio ripresa c’è un’altra reazioncina ospite, con Morrison e Madera a battere un colpo mentre tocca a Schio incepparsi; c’è pure un tecnico alla panchina scledense (32-25 al 24’30”). Ma una sventagliata di triple Keys-Salaun (2)-Laksa sono sufficienti a staccare definitivamente una Campobasso priva di qualsivoglia continuità realizzativa (47-35 al 30’). All’inizio dell’ultimo quarto un altro sprazzo di Sottana stabilizza lo scarto intorno ai 15 punti non c’è più storia (69-56 finale, non troppo punitivo per le ospiti).
Si hanno: Salaun 12 punti, Juhasz e Sottana 10 per una democratica Schio; Quinonez 16, Kunaiyi 10 per Campo, che come detto ha avuto pressoché tutte tranne Blanca in giornata moscia. Vedremo se in Coppa la musica sarà diversa.

- Venezia-S. Martino. Anche in questo potenziale "quasi big match" c'è poco sugo, al cospetto di 1.734 anime. All'andata le Lupe avevano perso solo per una contestata decisione arbitrale. Stavolta non danno fastidio alla corazzata del capoluogo, se non per brevi sprazzi di resistenza nel primo tempo, segnatamente nel finale del 2° quarto, quando con due triple di Simon assottigliano lo scarto da meno 11 a meno 5 (31-26), anche per concessione di una Reyer che non affonda i colpi dopo aver fatto il break.
Peraltro nel 3° quarto le lagunari non scherzano più col fuoco e chiudono la partita prima che possa tignosamente restare aperta troppo a lungo: prima Smalls, Fassina e Berkani (44-26 ovvero 13-0), poi Villa, Stankovic e Santucci per il 55-39 al 30'. Troppo per una SML non al suo meglio, o forse non troppo motivata a dannarsi l'anima in una sfida impossibile, preferendo continuare a concretizzare le occasioni alla portata. Una spia è il magro 2/2 racimolato in lunetta, che se non è tutta colpa d'un metro arbitrale "all'inglese", indica una scarsa ficcanza dell'attacco luparense. Severo ma non troppo ingiusto il 70-47 finale.
Si hanno: Smalls 16, Cubaj 10, Villa 9 per le vittoriose; Simon 17, Robinson 12 ma 0 di Bickle per le sconfitte.

- Battipaglia-Brescia. Era la disfida più interessante nell'economia del campionato, ovvero per i traguardi stagionali: spareggio per stare in zona-playoff. Ma c'è molta meno battaglia del previsto. Campane a martello (ah ah), :wacko: nel senso che fin dall'inizio palesano un'intensità doppia rispetto alle longobarde, che pure venivano da due vittorie di spessore su Sassari e Derthona, mentre le Serventiane erano reduci da uno stop amaro con Faenza e da una legnata, da pronostico, a Campobasso.
Dopo lo scatto iniziale delle locali (14-4), cambia il vento con l'ingresso di Togliani ed Evans, soprattutto grazie alla prima, che continua sulla scia della prova maiuscola del turno scorso (anche se calerà alla distanza); si arriva al sorpasso a inizio 2° quarto (18-19).
Inopinatamente, però, anziché insistere, Brescia torna a svaporare, facendosi di nuovo mettere sotto dall'intensità di Battipaglia, che si traduce in palle recuperate, non di rado strappate a viva forza dalle mani avversarie (com'è sacrosanto che sia), e in assalti a canestro per tiri ravvicinati a maggior percentuale rispetto allo sparacchiamento insistito delle bresciane, vanificato dalla giornata-no dei terminali principi Tagliamento e Johnson, e dall'evanescenza di Evans, tutto non compensabile dalla solita Yurkevichus "rimbalzi sì, punti no", né da una discreta, ma nulla più, Estebas.
Per Battipaglia invece le matadoras sono una precisa Benson e soprattutto la coppia Cupido-Smorto, l'una ficcantissima in realizzazione, l'altra esplosiva per energia in ogni angolo del campo. Quando Cupido segna il 41-31 sulla sirena dell'intervallo, la partita è già orientata fortemente.
Nella ripresa Brescia non riesce più a riprendere il filo, la matassa, quello che è, e affonda progressivamente: 78-56.
Si hanno: per Batti, 21 di Cupido (7/16), 14 di Benson, 11 di Smorto con 5 rimbalzi offensivi; per le battute, Estebas 15, Togliani 13, Yurkevichus 6+18 rimba, ma Evans fa 3 punti con 1/6 ai liberi, Taglia fa 2/12, Johnson 4/15.
E quindi è Battipaglia a installarsi all'8° posto solitario, con tanto di 2-0 su Brescia, la quale ha sì 6 partite a disposizione contro 5 delle campane, ma 5 di quelle 6 sono contro le prime delle classe. Ovvero un calendario ripido. Va riconosciuta alle Serventiane la capacità, in stagione, di assorbire legnate rovinose facendosi trovare pronte quando c'è da capitalizzare.

- Sassari-Derthona. La partita con più emozioni e, alla fine, purtroppo anche il dramma di Pastrello che rischia di essersi fatta male seriamente. ;_; Si sfidavano due squadre in striscia perdente; prosegue quella delle sarde, giunta addirittura a 8 legnate di fila (due mesi e mezzo). D'altronde senza Begic, con Taylor non al meglio, è durissima cavarsela, tanto più ora che mancherà pure Pastrello.
Non convince, per la verità, Derthona che non riesce mai a chiuderla pur avendone ampiamente la possibilità. Da fine 2° quarto in avanti comanda fra i 6 e i 12 punti (massimo vantaggio toccano con due triple statuarie di Penna), ma non affonda i colpi in un 3° periodo in cui Sassari è quasi solo Carangelo (11 punti su 14 della squadra), compresa una tripla tabellata allo scadere che ridà fiducia alle sue. Le quali infatti si riavvicinano con Natali e addirittura pareggiano con Taylor e Pastrello a 2'15" dalla fine (57-57).
A quel punto la sorte è spietata con Sassari, giacché Fontaine segna due liberi e poi un'entrata su cui Pastrello crolla urlando di dolore: dopo qualche minuto esce dal campo sorretta, non sembra grave, invece le prime sensazioni che trapelano fanno temere per il crociato.
Sassari sbaglia 3 tiri di fila e Derthona sigilla scampando il pericolo (59-63).
Si hanno: Carangelo 19, Natali 12 per le nuragiche (ma Taylor solo 8 con 4/15, Gonzales 6 con 2/9, Diallo va be', si sa: e chi puoi battere così? Non certo il Ferrol in EuroCup), Fontaine 17, Penna 15, Zahui 10+14 rimba per le vittoriose che però a loro volta rischiano un tostone, in Coppa Italia, se non fanno di meglio.

- Rimandata Alpo-Faenza, e purtroppo è ufficiale la rottura del crociato per Reichert. Il fieno in cascina per le romagnole potrebbe comunque bastare ad andare ai playoff, però peccato perché la tedesca era un pilastro della stagione "sopra le righe" delle Selettiane.

- In A2 Ovest, tutte partite con poca storia tranne Broni-Selargius, scontro diretto per la zona-playoff, che vede le sarde infilzare le neo-Diamantiane rimontando da -10 nell'ultimo quarto; allo scadere Baldelli sbaglia il jumper della vittoria. Mancava Nasraoui ma è una ricaduta per Broni nei soliti problemi di blackouts.
Invariato il +4 di Valdarno sulle tallonatrici Milano-Empoli-Costa.

- In A2 Est, Udine piega Trieste nel derby triveneto e tiene un +4 su Roseto, mentre cade Mantova contro la diretta seguitrice Treviso, la quale rimonta e vince con canestro di Peresson. Si rilancia Ragusa con 34 di Siciliano (7/11 da 3).

Nella foto: Pastrello urla di dolore subito dopo l'infortunio.


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