lunedì 10 febbraio 2025

Nazionale: sconfitta in Cechia ma la sostanza non cambia, siamo nel limbo tra impresa e flop. Ungheria e Lettonia eliminate nobili, Portogallo e Svizzera le sorprese

Perdiamo in Cechia l'ultima partita di "non qualificazione" a Eurobasket 2025. Poco o nulla cambia nelle nostre prospettive; anzi, forse meglio una sconfitta che ci tenga coi piedi per terra, piuttosto che cullare certezze fasulle dopo un'altra vittoria che sarebbe stata sì di spessore (ché la Cechia è tutt'altro che scarsa, anche se si era presentata sottotono a Genova in novembre), ma ottenuta in condizioni di virtuale assenza di pressione, quella che dovremo saper cavalcare all'Europeo senza lasciarcene affogare.

E' questo il timore principale, come già notavamo nella scorsa finestra: anche se avessimo fatto tutto perfetto in queste 6 partite (peraltro spalmate in un arco di tempo lunghissimo, quindi al massimo contano le ultime 4), non ci avrebbero per nulla allenato a ciò che vivremo sul piano mentale in quel di Bologna (e sperabilmente anche al Pireo, dove confluiremmo per il quarto di finale), almeno come gruppo-nazionale: chiaro che, individualmente, abbiamo giocatrici super-abituate a giocarsi trofei e partite ad alta pressione col rispettivo club.

- Sul piano tecnico, tra i vari spunti ricavabili da questa doppietta di tenzoni di febbraio, ne evidenzio uno: restiamo dipendenti dal tiro da 3. Può sembrare un paradosso alla luce del fatto che Cubaj è stata l'mvp dell'ultima partita, però è palese che con la Germania abbiamo sfruttato una serata balistica eccellente e costante, mentre con la Cechia siamo stati avanti finché è entrata quella gragnòla di triple iniziali, poi abbiamo collezionato ferri dall'arco e siamo finiti sotto. Restiamo vulnerabili sul piano della fisicità delle esterne: se le avversarie diventano ruvide sul perimetro, e non ci fanno più correre in contropiede, il gioco si costruisce a fatica, le tiratrici devono forzare e sotto canestro non basta una Cubaj in vena, perché come pacchetto complessivo possiamo sì reggere il duello ma quasi mai vincerlo, contro le squadre più stazzate.
Ho letto qualcuno puntare l'indice sul "ritorno alle forzature individuali", nella volata finale, ma lo vedo come una conseguenza di quanto appena detto, cioè: facciamo fatica quando ci difendono forte, di conseguenza chi ha più qualità di 1 contro 1 (Villa, Zanda) deve forzare perché non si riesce a costruire di squadra, ma non perché qualcuna abbia in testa il "faso tuto mi". Tutto sommato mi pare un gruppo discretamente democratico, con tante possibili leader, almeno occasionali, senza più la dipendenza da Zanda che non ci ha giovato nelle ultime due edizioni.

- In sintesi? Siamo al punto in cui sapevamo già di essere, cioè una squadra con delle qualità sia individuali che collettive ma anche con dei limiti. Come del resto tutte quelle che non si chiamano Francia, Spagna e Belgio (o meglio, le francesi in questo momento sembrano davvero inarrivabili, le altre due qualche limite ce l'hanno ma stanno comunque un gradino sopra di noi). Siamo in bilico tra la grande impresa che aspettiamo da secoli, e l'eterno risultato né carne né pesce. C'è legittima speranza di essere meglio di due anni fa, ma non abbiamo un valore minimo garantito, tale da poter dire "ai quarti ci arriviamo di sicuro" o "almeno ai pre-Mondiali ci andiamo".
In quest'ottica è interessante la stoccata di Geri De Rosa, telecronista Sky, riportata dall'utente Osservatore Romano. Non ho purtroppo avuto modo di reperire il video con le parole esatte, ma il senso è: occhio che rischiamo di apparecchiare la tavola per il solito fiasco, o fiaschetto, da camuffare con un "brave lo stesso", "abbiamo dato il massimo", "usciamo a testa alta", ecc., il che sarebbe deleterio nell'anno in cui abbiamo la prima fase in casa. Well, premesso che due anni fa i pomodori se li sono presi, le nostre girls, dopo il disastro col Montenegro, il discorso di De Rosa è fondato ma preventivamente cosa possiamo fare per evitarlo? L'unica è andare lì e buttare giù quella barriera tra successo e fallimento (mezzo o completo che sia) da cui siamo sempre stati respinti nell'ultimo trentennio (!).
Forse però De Rosa ha captato qualche segnale inquietante? (Ri-)Well, la rinuncia al pre-pre-Mondiale (che ci avrebbe allenato alla pressione dell'obiettivo da raggiungere, anche se l'avremmo fatto senza Zanda e Cubaj) e all'inserimento di Scalia potrebbero essere indizi di una voglia non troppo dannata di provarle tutte pur di fare il massimo possibile; ma onestamente non mi sembrano questioni da cui dipenda il nostro esito a Eurobasket 2025. E comunque non è che proclamare ogni giorno "dobbiamo spaccare tutto, basta coi fallimenti" ci aiuterebbe a raggiungere davvero l'obiettivo.
Più che arrivare primi nel girone, per ora non si poteva fare. Un elemento positivo di fondo mi pare il clima positivo tra Capobianco e la squadra, ma tant'è, finché non si arriva al dunque è difficile verificarlo appieno.

- Qualcosa sulla partita. Dinnanzi a 1.200 spettatori nella ridente Brno, iniziamo sulla scia del successo sulla Germania, martellando che è un piacere con le varie Villa, Verona, Madera, due volte Pan (in evidente forma in questa finestra), ma anche con pennellate sotto canestro di Cubaj e Keys (mentre Zanda va in panca per falli precoci). Prendiamo quindi un buon margine fin dallo start e lo teniamo a lungo: 1-9, 5-13, 12-21, 20-27; però l'ultima tripla è delle ceche, per un 23-27 che non ci premia appieno, nonostante un irreale 6/10 da 2 e 5/6 da 3.
Dal 2° quarto la difesa ceca... ci vede benissimo, ovvero ci aggredisce di più, togliendoci fluidità; la scarica di triple di Holesinksa riequilibra il punteggio, poi soffriamo anche Reisingerova sotto canestro ed è sorpasso, anche se Villa accorcia verso lo scadere (41-39 al 20').
Terzo periodo con gioco più ruvido da ambo le parti, si segna poco; la Cechia prova ad allungare ma rispondono Fassina e Cubaj, poi Zanda per un nuovo vantaggio nostro (47-51); la Cechia resta 6' senza segnare ma si sblocca nel finale con un 7-0, cui ribatte André fissando il 54-54 al 30'.
Si riparte come da zero, ed è la Cechia la prima a piazzare la stoccata che spezza l'equilibrio: un 8-0 in avvio con Pospisilova e Vorackova che ci fanno male in avvicinamento e dalla media, mentre noi vediamo colare a picco le percentuali dall'arco (2/14 dal 2° quarto in avanti) e fatichiamo a trovare alternative. Sul 62-54, che diventa 66-56 al 34' (contropiede ceco su forzatura di Villa), diventa dura risalire. Ci proviamo con Cubaj, Verona e Pan (2+1), 68-63 a -3'40"; Stoupalova ne segna uno difficile rispedendoci a meno 7, buona però la reazione con Cubaj e Zanda, 70-67 a 2' dalla fine. Quello di Zanda è un canestro e fallo, ma l'aggiuntivo sbagliato dà il via a una sequenza caotica in cui Cubaj giganteggia, prima prendendo un rimbalzo offensivo, poi rifilando uno stoppone con recupero, ma ambo le occasioni sono sprecate da un errore al tiro (prima Villa, poi Zanda). Ancora clamorosa Cubaj nell'arraffare altri due rimbalzi in attacco su errori delle compagne, e alla fine risolve lei subendo fallo e realizzando i liberi (70-69 a -50").
Insomma tutto riaperto ma Vorackova segna un arresto e tiro dalla media, non facile, a -25"; Pan deve forzare da 3, non prende il ferro, incredibilmente c'è ancora Cubaj a prendere il rimbalzo ma scadono i 14". Arriva anche un tecnico alla nostra panca; loro chiudono con due liberi (74-69).
Si hanno: per la Cechia, Holesinska 17 (5/7 da 3), Vorackova e Reisingerova 14; per noi, Cubaj 16+10 rimba, Pan 12, Verona e Zanda 9, Villa 7 con 3/11 ma 7 assist.
In classifica finiamo con 4-2 alla pari della Germania (avanti noi per scontri diretti), Grecia e Cechia 2-4.

Gli altri gironi. Come ha già sciorinato l'utente Kaysay, non sono mancati psicodrammi e feste clamorose.
Nel gir. A (vinto dalla Spagna), si butta via la Croazia (senza Dojkic), che era +21 a 7' dalla fine sull'Austria, si fa inopinatamente rimontare da un'avversaria più scarsa e senza motivazioni: il +8 non basta.
Nel gir. B, uno dei due di ferro, passa la Slovenia (con Jessica Shepard) che demolisce la Finlandia mentre floppa malamente l'Ungheria perdendo in Bulgaria, la quale ha 24+11 rimba dalla colossa Hillsman (che abbiamo visto col Besiktas contro il Geas in EuroCup). Da notare che per l'Ungheria non ha giocato Juhasz la quale risulta essersi fatta male nella partita precedente ed essere in dubbio per le F4 di Coppa Italia. :unsure:
Nel gir. C, l'altro durissimo, supersfida Lituania-Belgio per il primato, davanti a 4.400 anime in quel di Vilnius; le volpi (anzi, le Cats) belghe, veterane di mille imprese, rimontano da meno 8 nel finale; il talento classe 2005 Jocyte (22 punti) controsorpassa, ma le due moschettiere Meesseman e Linskens fanno +3 per il Belgio; accorcia la sventurata Sventoraite (ex Schio e Roma) con due liberi, il Belgio salta il pressing e segna con Vanloo (+3); fallo tattico su Jocyte che fa 2/2; recupero della Lituania sul pressing ma ha solo tempo per provare invano da metà campo (69-70). Passano tuttavia entrambe mentre resta fuori la Polonia di Makurat.
Nel gir. D, questo invece al lattemiele, dietro la Svezia, festeggia la Gran Bretagna, che ha dovuto solo legnare le modeste Danimarca ed Estonia.
Nel gir. E, harakiri della Lettonia, che fa solo +6 in Irlanda, subendo 90 punti da una squadra appena battuta di 101 (!) dalla Francia, la quale è indubbiamente un ammazzasette, però le trifoglie dublinesi erano parse dopolavoristiche. Invece i 33+17 rimba di Steinberga e i 17 di Laksa bastano a malapena per una vittoria inutile.
Nel gir. F, dietro la Turchia, non basta il 2° posto alla Slovacchia della neo-geassina Jakubcova, ma questo fa meno rumore anche se il girone con Romania e Islanda era ghiotto.
Nel gir. G, festa nazionale in Portogallo, per la prima volta a Eurobasket, approfittando di un girone al burro con Ucraina e Nord Macedonia, più una Serbia che, già sicura del primato, si è presentata senza coltello tra i denti in terra lusitana, lasciandosi suonare 57-40, e così portoghesi avanti.
Nel gir. H, anche qui epilogo a sorpresa con la Svizzera che fa +48 sulla Bosnia e s'incunea in classifica avulsa fra il Montenegro, primo, e il Lussemburgo (della luparense Simon) che invece sciupa il capolavoro affondando in landa montenegrina finendo terzo.
Sintesi: Lettonia e Ungheria fuori sono due pericolose in meno per noi (anche se sono conti della serva), ma più concretamente confermano quanto non sia scontato qualificarsi: si dice spesso che abbiamo collezionato solo fallimenti ma (a parte ovviamente stavolta che eravamo già ammessi) non è da buttare via non aver più mancato una partecipazione dal 2013 in avanti, cosa che nel decennio precedente c'era capitato spesso, e che capita anche a squadre validissime.

- In casa nostra, intanto, ferma l'A1, ha giocato l'A2 con programma zoppo (5 rinvii); nessun risultato eclatante (buona vittoria di Ragusa a Trieste); da segnalare la continuità che stanno dimostrando ultimamente due lunghe classe 2005, ovvero la già ben nota Osazuwa e la meno conosciuta, ma interessante, Daba Diakhoumpa, ex S. Martino ora a Spezia.

Nella foto: spazio clamoroso sulla prima pagina di un giornale portoghese (non sportivo) per la qualificazione della loro nazionale.


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