sabato 8 febbraio 2025

Nazionale: l'antidepressivo di Italia-Germania dopo la settimana del caso-razzismo

- Esistono inizi di settimana migliori. Lunedì 3 febbraio, durante Rimini-Cesena del campionato U19 emilian-romagnolo, la giocatrice riminese Isibor Firmness si è sentita gridare "sei una scimmia" da una madre avversaria, al culmine di un'invettiva iniziata con "che sei? Il guinzaglio di un cane? Non ti vergogni?", probabilmente in seguito a un presunto gioco duro da parte della ragazza. La quale, udendo il tradizionale epiteto razzista che associa gli umani di pelle scura a quell'animale, si volta e si dirige in tribuna per un confronto apparentemente più fisico che verbale con l'insultatrice. La quale, poco dopo, sostiene: "Non era detto per il senso del razzismo... mi è uscito".

Quasi peggio la toppa che il buco, si potrebbe commentare, perché se ti "esce" spontaneamente la parola "scimmia" quando sei arrabbiato con una persona di colore, è come se ti esce "frocio di m..." quando sei arrabbiato con una persona omosessuale, ovvero a te sta sulle palle quella caratteristica della persona e quando perdi il controllo ti viene fuori.
Nobilmente, l'Happy Basket Rimini ha scritto in un comunicato:

(...) "in questo momento c’è una persona che ha commesso un errore inqualificabile e che per questo sta pagando un prezzo molto alto e con lei la sua famiglia. Anche loro vanno protetti. Vi chiediamo di smetterla con i commenti violenti e cattivi (...). Cercare di fare a pezzi la colpevole ci rende forse migliori di lei?"

ma se è giusto non scatenarsi in una gara al linciaggio dell'insultatrice, è impossibile trovarle attenuanti, proprio perché non si tratta di una semplice "perdita della brocca" (chi è senza peccato scagli la prima pietra) che si concretizzerebbe in un insulto non razzistico o in un'aggressione fisica. Qui c'è qualcosa di peggio.

- Sorte ha voluto che l'episodio, di cui in altri tempi si sarebbe ovviamente parlato (come successe per il caso Wabara nel 2011, abbastanza simile), ma che sarebbe rimasto confinato alle testimonianze indirette, cioè ai racconti, ha avuto riproduzione e diffusione integrali per via della ripresa video dell'episodio, rapidamente diffusa dai social (il notissimo "La Giornata Tipo" ne ha parlato già l'indomani), fino ad approdare ai siti dei maggiori giornali d'Italia e pure al Tg1, massima vetrina nazionale. La tempesta perfetta.
In sostanza, oltre al danno in sé (la ferita nei confronti di Isibor Firmness, oltretutto minorenne), abbiamo anche l'effetto collaterale di aver veicolato l'immagine del basket femminile come un ambiente in cui le giocatrici di colore rischiano insulti razzisti.
Il che non corrisponde alla realtà, perché presumo che quello che è successo là possa capitare in qualunque ambito sportivo e non sportivo, ma altrettanto ovviamente, essendo un'epoca in cui l'opinione pubblica si nutre di "scandali del momento" su cui riflettere per un tempo non superiore ai 5 secondi prima di scatenarsi con giudizi, commenti e urla, per poi campare di pregiudizi e luoghi comuni, è chiaro che l'accaduto rappresenta per noi una frittata da trentasei uova.
Logico, ti puoi incazzare perché i medias che non dicono mai mezza parola sul basket femminile trovano tutta questa attenzione quando capita un fattaccio, però obiettivamente il fattaccio medesimo c'è. Nitido, lampante e documentato.

- Altra depressione, seppur di minore entità, non paragonabile, c'arriva dal classico numero speciale di "Superbasket" di presentazione della Coppa Italia. Dice: embè? Embè, come sappiamo, l'evento della prossima settimana comprende, come sorella indubbiamente minore ma pur sempre sorella, la Final Four femminile. Ebbene, sulla rivista, a parte una pagina di locandina con il calendario, si parla solo degli uomini. Non una pagina di presentazione, almeno per dire due parole su chi c'è e chi potrebbe vincere, o un albo d'oro, un cazzo. Nemmeno l'editoriale di Dan Peterson fa il minimo cenno. Va bene, non ci cambia la sostanza dell'interesse che ci sarà o meno intorno all'evento, ma pur sempre rattristante è. :cry:

- Dopodiché arriva un Italia-Germania che, quantomeno, funge da antidepressivo. Non è assolutamente il caso di fare le banderuole che oscillano tra euforia e catastrofismo a seconda dell'ultimo risultato (magari domenica perdiamo male in Cechia come abbiamo perso male in Grecia), resta però una serata in cui abbiamo mostrato il nostro lato migliore contro una squadra di cui è difficile dire che sia scarsa. Stiamo parlando della teorica quarta forza in Europa: lo è stata nel 2023 e si è confermata alle Olimpiadi coi quarti di finale. Mancava, stavolta, Satou Sabally ma solo lei fra le migliori. C'era Fiebich che ha avuto un ruolo notevole nel titolo Wnba di New York; c'era Nyara Sabally che gioca pure lei in Wnba (e sul serio); Guelich che è pur sempre una cristona d'area che noi non abbiamo; la naturalizzata Peterson un buon motorino (anche se non paragonabile a un'Yvonne Anderson); Geiselsoder non un fenomeno ma rispettabile.
Al di là delle motivazioni maggiori che possiamo aver avuto giocando in casa (ma le abbiamo saccagnate anche in trasferta, sia pur 15 mesi fa), siamo però sembrati superiori sia per profondità (del resto loro hanno dovuto chiamare Crowder e Hartmann dalla nostra A2) che per fluidità di gioco, grazie alla nostra ampia dotazione di registe e trattatrici di palla (e anche le nostre ali-lunghe sanno passarla bene).
Quando i nostri ingranaggi funzionano così bene, e le tiratrici fanno canestro (purtroppo condizione quasi indispensabile, perché altrimenti s'inceppa tutto), allora siamo in grado di incartare avversarie più stazzate e compassate, anche perché le nostre lunghe attuali, sia pur non dominanti, nemmeno si fanno dominare, e quindi non pagando troppo dazio sotto canestro possiamo far valere velocità, fantasia, imprevedibilità.
Inoltre, secondo me rispetto alle tedesche abbiamo quest'altro vantaggio: molte delle nostre sono compagne di club per tutto l'anno, e sono tutte in Italia a parte Zanda e Pasa (che comunque sono espatriate da pochi mesi) mentre loro pagano la mancanza assoluta di squadre d'Eurolega e sono disperse in mille compagini e paesi d'Europa. Il che rende più facile per noi comporre il puzzle, almeno nell'immediato come avviene in queste finestre (dopo un raduno di preparazione può essere diverso). :shifty:

- Dinnanzi a 1.800 spettatori ufficiali a Faenza (soddisfacente, direi, anche se l'umore del pubblico locale era probabilmente percosso dalle ferali notizie sugli infortuni di Reichert e Parzenska), :cry: solo all'inizio siamo andati sotto, per la possanza di Guelich in area e 5 punti di fila da fuori di Fiebich (per certi versi una Zanda più alta, ma con meno passaggio), 4-11 dopo 3'30".
Una tripla di Zanda ci ha fatto ingranare, poi la stessa ex-Virtus ha servito con uno scenografico assist "a sbracciata" Madera che dall'angolo ha segnato da 3, replicando poco dopo (17-17); poi è entrata in scena Pan, la maggior protagonista di serata; infine un'entrata di Verona per il 23-21 al 10', scoppiettante.
Secondo quarto ancora di botta e risposta nei primi minuti: 5 punti di Pasa, tripla frontale di Pan; poi si è segnato di meno, siamo andati a +6 ma ci hanno ripreso con le incursioni di Peterson e N.Sabally (38-38 all'intervallo).

- Decisivo il 3° periodo in cui abbiamo prodotto il meglio, sia in attacco sia in difesa dove abbiamo chiuso tutti gli spazi in avvicinamento, ciulando palla o facendole sbagliare; lì la Germania ha pagato quella sua "pachidermicità" che la rende poco adattabile alle variazioni tattiche (nel senso: o prevale col suo modo di giocare, o fatica a prendere contromisure) e non ha più saputo che fare. Per cui siamo andati via in grande progressione: prima 5 punti di Villa, poi 4 di Cubaj dopo uno stoppone di Zanda su Peterson che ha suonato la carica difensiva; poi Verona con una tripla e un contropiede a razzo su palla intercettata di destrezza. La pennellata finale di Zanda con tripla in faccia a Fiebich sulla sirena: 60-44, un 22-6 da applausi.
Nell'ultimo quarto, solo una rimontina tedesca fino a -11, spenta da Pam Pam Pan con due triple e poi un arresto e tiro dalla media con aggiuntivo: 9-0 tutto suo per il 75-55, poi 79-60 alla fine.
Si hanno: Italia con 20/39 da 2 e 11/25 da 3, difficile far meglio; Pan 21 punti in 19' con 3/3 da 2 e 4/8 da 3; nessun'altra in doppia cifra (Verona 9, Cubaj e Zanda 8) ma tutte con un contributo utile, davvero una prova collettiva e democratica intorno alla reuccia Pan.
Per la Germania, N.Sabally 15, Guelich 12, Peterson e Fiebich 9.

- Nelle altre partite, si qualificano con un turno d'anticipo la Spagna (78-62 sulla Croazia), la Francia (imbarazzante 125-24 sull'Irlanda, terra di rugby più che di basket) e Serbia (105-60 sulla Nord Macedonia); erano già passate Turchia e Svezia. Sugoso Lituania-Belgio per il primo posto nel loro girone (ma passano anche le 4 migliori seconde); questo dopo che la Lituania si è sbarazzata del terzo polo di questo gruppo di ferro, la Polonia, in un 72-69 thriller (le polacche hanno fallito la tripla del supplementare dopo uno 0/2 lituano in lunetta).



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