sabato 22 febbraio 2025

Coppe europee (1^parte): Il Fener ha Meesseman ma Schio ha Sottana: sconfitta ribaltabile

Eurolega
- Schio-Fenerbahce (andata play-in per semif.): la grande partita che speravamo di avere in finale di Coppa Italia è arrivata 3 giorni dopo, sulla scena europea. In teoria (ma molto in teoria) visibile al Paese intero grazie alla vetrina su RaiSport.
La sostanza è una sconfitta scledense con scarto tutt'altro che definitivo. C'è spazio per un miracolo a Istanbul? Almeno un 25-30% vogliamo darlo a un Famila che ha confermato il suo periodo di grande solidità (è la prima sconfitta nel 2025, contando tutti i fronti) e che ha di fronte un Fenerbahce meno farcito di superstars rispetto agli anni scorsi, per via dello svuotamento di stelle del panorama europeo, causa concorrenza della lega "Unrivaled".
In sostanza le turche si basano su due sole fuoriclasse assolute, Meesseman Gabby Williams (probabilmente le due migliori giocatrici d'Europa), su tre elementi ottimi ma non di un altro pianeta rispetto alle scledensi (Tina Charles, Badiane e Allemand), per il resto su gregarie tra cui nell'occasione è spiccata la turca Uzun. Hanno appena ripreso McBride ma non so se sarà della partita al ritorno. Insomma, resta favorita per il titolo, la compagine gialloblù, ma non a mani basse come ai tempi in cui aveva anche Breanna Stewart, Iagupova eccetera (e comunque Schio due anni fa in semifinale se la giocò quasi fino in fondo).
Soprattutto, questo Fener, essendo assemblato con la classica logica turca dell'ammasso di talenti, ha una vocazione molto più offensiva che difensiva, il che significa che sa proporre fiammate realizzative al napalm ma concede una certa libertà nella propria metà campo. Cosa di cui il Famila ha saputo ben approfittare, soprattutto con un'immensa Sottana.
Va sottolineato peraltro che l'arzigogolata formula di quest'anno toglie pathos alla doppia sfida, giacché non è in palio il restare o uscire dalla competizione, ma semplicemente avanzare di un turno in più rispetto a chi è battuto. Amen, godiamoci il ritorno con la serenità che nulla è compromesso se Schio perde.

- Dinnanzi a 2.400 spettatori (quasi esaurito), solo nelle primissime battute le Cestariane guidano (8-4), poi la prima mitragliata a tappeto delle "big 2" del Fener porta a un +7 a fine 1° quarto (17-24).
Vantaggio che sale subito a +11 in avvio di 2° periodo, quando però si palesa una Sottana divina come nei suoi anni migliori; con 9 punti in poco più di 5 minuti tiene botta, pressoché da sola (purtroppo alcune punte designate del Famila latitano), alla potenza di fuoco avversaria, cui s'aggiunge la già menzionata Uzun, jolly che spaia le carte per il Fener con 6 punti di fila per l'affondo brutale fino a +16, poi solo limato a +14 all'intervallo (30-44).
La differenza, al di là delle singole, è nel tipo di soluzioni che le due compagini costruiscono: Schio si lega mani e piedi alle triple (2/14 nel 2° quarto), il Fener martella costante da sotto (9/14 in area nel 2°). Certo, quando hai Meesseman da una parte e nessun vero totem d'area dall'altra, la differenza è naturale.
Il tema della seconda parte, decisamente la più bella, è l'elastico sullo scarto: la lotta scledense per farlo scendere sotto i 10 punti, quella turca per tenerlo sopra i 15 e dormire sonni tranquilli al ritorno.
C'è uno sprazzo di Laksa in avvio di ripresa, ma Meesseman è un mostro (cioè, la solita), un computer umano che legge ogni situazione e la trasforma nel modo più semplice per andare a canestro, che sia da sotto o da fuori. Frustrante per Schio quando, ad esempio, segna prima in arcobaleno da centro area, poi dalla media in allontanamento, per il +16 (40-56, 42-58). Sono brave però Verona (meglio lei di Dojkic, stasera), Juhasz con benaugurante carambola sul ferro, e Sottana con la sua classica magia (da 3) verso lo scadere di quarto, a rimettere Schio in carreggiata con un 7-0 (49-58 al 30').
Ancora Sottana è... soprana nei primi minuti dell'ultimo quarto, quando pressoché da sola tiene testa alle armi letali Meesseman e Williams, le quali cercano di riammazzare la partita ma non ci riescono. Sempre la vera Giorgia nazionale replica alla velenosa Uzun: tripla contro tripla (60-67 al 34').
Rischia di compromettersi tutto di nuovo, però, quando Meesseman fa ulteriori prodigi, servendo Milic e poi colpendo da 3 (62-74); seguono minuti di stallo che sembrano fatali per Schio, perché poi Allemand sigla il +14 (62-76 a 3' dalla fine).
Invece le Cestariche sono encomiabilmente caparbie e danno vita a 3 minuti di assalto a testa bassa, in cui producono 18 clamorosi punti (media da... 240 in una partita intera). C'è il risveglio di Salaun con 8 punti in rapida serie (71-80 a -50"); così nemmeno Meesseman basta a evitare l'impetuosa risalita scledense, che in un batti-e-ribatti vorticoso negli ultimi secondi ("a difese sfilacciate", si direbbe nel calcio) rosicchia ulteriore scarto; e il canestro finale chi lo segna? Ovviamente Sottana, che si produce in uno slalom in cui ubriaca persino la regina Meesseman, galleggiando poi nell'etere per depositare l'80-86 sulla sirena. Da ovazione. :inchino:
Si hanno: Schio con 20/33 da 2 e 10/32 da 3 (cioè quasi lo stesso numero di tentativi da 2 e da 3), Sottana 24 con 3/5 da 2 e 5/8 da 3; Salaun 19; così-così però Laksa (10), pallide l'acciaccata Juhasz (4) e Dojkic (4). Proprio nelle prestazioni di 3 delle sue 4 straniere sta il margine di miglioramento che può far compiere l'impresa a Schio nel ritorno. Sull'altro piatto, le percentuali da 3 in Turchia potrebbero abbassarsi e allora servirà proporre di più da vicino.
Il Fener fa 34/53 da 2 e 4/17 da 3 (notare la differenza nella distribuzione dei tiri) con Meesseman a 29 (13/21 dal campo), Williams a 20 (9/13), Uzun a 13.

- Le altre partite. Valencia-Mersin (play-in per semifinali): davanti a 3.110 spettatori, clamorosa legnata inflitta dalle iberiche alle turche, che pure recuperavano Johannès e N. Howard rispetto alla recente sconfitta con Schio. Scatto immediato di Valencia (14-4); ricuce Fauthoux ma è già netto il margine delle caserecce (25-15 al 10'). Solo il 2° quarto è favorevole alle ottomane (38-35 al 20') ma nel terzo è micidiale l'affondo delle iberiche, iniziato da Iagupova, ma sfruttando poi tutta la loro profondità, anche con la venerabile Torrens (65-42 al 30'). Mersin è suonata come un pugile alle corde: altro che reazione, ne piglia ancora un sacco e una sporta; l'89-57 è pressoché irrimediabile al ritorno. Ma qui, come in Fener-Schio, chi perde è solo costretto a un turno in più nelle F6. Iagupova 18 punti, altre 4 in doppia cifra. Forse Valencia diventa la favorita numero 2 per il titolo, con possibilità di portarsi a casa il bottino grosso (anche perché si gioca a Saragozza).
- Landes-Praga: (play-in per quarti). Qui invece chi perde la serie va a casa. Bella sfida, sempre tirata, dinnanzi a 2.600 anime. Garibaldino il 1° quarto (26-20), stazionario il secondo (41-35), poi una svolta con uno 0-12 in avvio di ripresa per le ceche, che sorpassano (51-53 al 30'), poi reagiscono al controsorpasso francese e tentano la fuga sino a +9 nel finale; a loro volta le locali mettono una pezza per un 68-72 che lascia aperto ogni discorso. Si hanno: Geiselsoder top scorer per Landes con 13 che va in doppia cifra anche con le sue solite giovani di lusso (Bussière, 2002, e Lacan, 2004); dall'altra parte strepitosa Brionna Jones con 31, Ayayi 14.
- Saragozza-Bourges: con ogni probabilità le F6 non avranno la compagine di casa, affondata dinnanzi a 4.053 spettatori. Tutto si decide nella ripresa, dopo che la freschissima ex bresciana Big Shante Evans porta avanti Saragozza, ma Bourges replica con un'affondata feroce, 3-16 di parziale, che spacca irreversibilmente la partita. Nell'ultimo quarto, peggio che andar di notte per le iberiche: 55-75 il finale che sa di sentenza. Si hanno: Pueyo 13 e proprio Evans 12 (rediviva rispetto alle ultime prove sottotono con Brescia) per Saragozza; Pouye 17, Okonkwo 16, Astier 15 per Bourges, e anche qui notiamo che 2 top scorers su 3 sono giovani francesi.

Nella foto: Verona segna sotto gli occhi della divina Meesseman.


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