mercoledì 6 maggio 2026

Finali nazionali U17: Venezia e Hassan continuano la collezione. Trieste la sorpresa. Le aliene Toyounon e Pysmennyk senza podio

 - La campagna delle finali nazionali giovanili 2026 s'apre con il quinto scudetto nelle ultime 3 stagioni per Venezia, che bissa l'alloro dello scorso anno in Under 17.
Continua la collezione anche per la sua giocatrice-simbolo, Isabel Hassan (che se non abbiamo perso il conto è arrivata a 6 scudi personali, compresi i 3 col Basket Roma). Futurosa Trieste è finalista a sorpresa, con l'ex serie A maschile Attruia eletto miglior coach; Derthona alias Castelnuovo la delusa, soprattutto perché giocava in casa e pareva avere le carte almeno per la finalissima; Costa la conferma sul podio (sono 8 nelle ultime 4 stagioni, seppur senza scudo dal 2022), continuità nella qualità collettiva pur senza, in questo caso, individualità clamorose.
Livello non male, del resto con abbondanza di nomi già collaudati, comprese le due straniere d'un altro pianeta, Toyounon e Pysmennyk, le quali però con le loro Frascati e Derthona restano fuori dal podio, accontentandosi di cumulare cifre sontuose (per la camerunense addirittura 30.6 punti, 15 rimbalzi e 45.8 di valutazione media) e, per l'"all around" ucraina, anche di ottenere un posto nel quintetto ideale insieme a Hassan, al duo triestino Fiorini-Bazzara e a Tavella di Costa (Sablich al posto di una delle due giuliane, se non altro per com'è andata la finale, sarebbe forse stato più equo).

- Se il basket "delle grandi" sta virando sempre più verso un uso massiccio del tiro da 3, per certi versi quello giovanile è persino più avanti nel processo: le squadre principali, ma potremmo dire quasi tutte, sono addestrate a gestire ritmi alti, in cui il primo tiro buono (o anche non buono, secondo i vecchi canoni) va preso senza pensarci troppo, meglio da 3 che dalla media; se poi c'è la penetrazione o il contropiede bene, ma la soluzione-standard quando la difesa schierata non concede l'attacco al ferro è la tripla. Venezia campione ha sistematicamente tirato più di 30 volte da 3 (35 nei quarti, 31 in semi, 34 in finale), mettendone dentro almeno 8 (in finale 12). Nell'eliminazione diretta hanno quasi sempre perso le squadre che hanno segnato meno dall'arco.

- Riassunto delle vicende. Prima fase: i gironi non paiono di difficoltà omogenea. Particolarmente duro quello vinto dal Geas su Trieste, Firenze e Campobasso (infatti avrà 3 squadre ai quarti); a seguire quello che vede Costa prevalere su Frascati (Toyounon ne fa 42 nella sfida-primato ma non basta), S. Martino e Faenza; più malleabili quello dominato da Derthona su Ferrara, Livorno e Alghero, e quello che termina con una sorpresa, cioè la vittoria di Pordenone sulla favorita Venezia, relegata quindi al 2° posto dinnanzi a Varese e Moncalieri.
Il calo alquanto drastico della Reyer nell'ultimo quarto di questa sfida col team friulano, poco spiegabile sul piano tecnico (fra le due squadre ci stavano una ventina di punti di differenza, ma a favore di Venezia), hanno fatto malignare che la compagine orogranata volesse evitare Derthona sino alla finale più attesa da tutti (che peraltro non s'è materializzata). :angry: L'esordiente coach Gini ha semplicemente detto che la sconfitta è servita molto.

- La Reyer quindi deve passare dagli spareggi, che supera ai danni di S. Martino; avanti anche Frascati su Varese; Trieste su Livorno; Firenze su Ferrara.
Nei quarti s'assiste a due monologhi e due battaglie. Rullo compressore è Derthona (alias Castelnuovo, per contratto dobbiamo dirlo almeno due volte ad articolo) :wacko: su Frascati, 85-53, con Pysmennyk che vince il duello delle paranormali, 28 punti contro 19 di Toyounon; ne aggiungono 16 a testa Fratamico e Destasio per le padrone di casa, che sembrano, ma non saranno, lanciate quantomeno verso la finalissima.
Spacca tutto anche Venezia su un Geas sfortunato, perché dopo aver primeggiato in un girone difficile si trova incolpevolmente in sorte l'avversaria più dura, laddove invece le altre due squadre del suo gruppo trovano avversarie più abbordabili e possono così giocarsi fino in fondo la qualificazione (l'una ottenendola, l'altra mancandola di poco). La Reyer va a +15 al 20', +26 al 30' e per le sestesi, affondate dal proprio 1/25 da 3, non c'è nulla da fare (Hassan 17, Sablich 11, di là Magni 12).
Il maggior thriller è fra Costa e Firenze, classica rivalità fra queste annate. Scatta meglio la compagine tosca (+11 al 10') ma poi paga l'1/21 da 3 non riuscendo a capitalizzare la supremazia iniziale; Costa ingrana, sorpassa nel 3° quarto e comanda sia pur di misura per tutto l'ultimo. Episodio cruciale il canestro di Tavella per il +6 a -30", su rimbalzo offensivo, ma con ogni probabilità a cronometro dei 24 secondi scaduto per circa un decimo. Firenze ci prova ancora, segna 2 liberi, poi altri due dopo uno 0/2 di Lelli, ma Costa riesce a far finire il tempo senza subire fallo (56-54; Lelli 22, Tavella 19+13 rimba; di là E. Rossi 13, Montesi 11).
Trieste inizia a scolpire la sua impresa facendo fuori Pordenone, alla quale non basta il +11 all'intervallo: le discepole d'Attruia mettono la freccia nell'ultimo quarto (65-71; Delise 20, Bazzara 16; di là Anese e Zoffi 12).

- Le semifinali regalano emozioni. La più bella (alla luce dei risultati dell'indomani, una finale anticipata) è tra Costa e Venezia, un classico di questi anni. La Reyer scatta possente (+11 a fine 1° quarto) ma come nei quarti Costa assorbe (29-31 al 20', 46-47 al 30'), poi l'ultima frazione è un'appassionante altalena di parziali che esaltano e deprimono a turno le due compagini: 5-0 Costa, poi 0-10 Venezia, poi 10-0 Costa, poi 0-9 Venezia ed è quest'ultimo il break decisivo. Cruciali due triple di Sablich da 61-57 per una Costa in gas a 61-63 per la Reyer, che poi chiude con un canestro di Gasperini e un libero di Sablich (61-66). Tavella 18, Lelli 13; di là Hassan 21+14 rimba, Sablich 17.
All'ultimo tiro anche l'altra semi. All'inizio Derthona sembra poter esercitare una supremazia solida, ma Trieste come nei quarti è diabolica nel restare a galla per poi imbragare l'attacco avversario e restituire colpo su colpo sino al ribaltone finale, favorito dal collasso collettivo dell'attacco torton-castelnovese (appena 7 punti nell'ultimo quarto): 44-45 con canestro vincente di Fiorini a una ventina di secondi, crudele beffa per la società organizzatrice. Fiorini 11 punti, Caorsi 9; di là Pysmennyk 14+16 rimba ma 4/13 al tiro.

- In finale 3° posto, è Costa la più brava ad assorbire la delusione (o semplicemente si dimostra più forte), svolazzando a +18 all'intervallo, +20 al 30', finale 74-61. Come già contro Frascati, la tattica masnaghese è di lasciar imperversare la "superstar" avversaria (in questo caso Pysmennyk, 37 punti) azzerando le compagne. Costa invece ne ha 4 in doppia cifra: Pini 14, Tavella e Lelli 12, Corti 10.

- La finalissima, purtroppo, offre poco rispetto alle semifinali, in termini di pathos: stavolta Trieste parte bene (+3 a fine 1° quarto) ma poi subisce la progressione feroce di Venezia (34-22 al 20', 56-30 al 30', 70-38 conclusivo), che come già anticipato prima, martella da 3 con 12 siluri, ed esercita una superiorità nitida, complici probabilmente le molte energie spese dalla Futurosa per arrivare oltre ogni pronostico. Sablich ancora protagonista con 20 punti (5/9 da 3), Bianco Rossignoli 18, la talentuosa 2011 Marinari 13, Hassan solo 4+9 rimba ma la squadra non ne ha risentito; di là Fiorini 10, Amendola e Bazzara 7.

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