martedì 30 aprile 2013

I titoli (29 aprile)

A1 - Schio, scudetto in tasca: orgoglio Lucca ma non basta (58-63; Lavender 16)

A1 - Schio controlla per metà gara, Lucca graffia con un 17-2 tra fine 3° e inizio 4°: anche a +4 con F. Dotto rivelazione (12, top scorer delle sue)

A1 - Ma poi Schio ha troppe volpi per farsi intrappolare: va a +3 con recuperi e due triple

A1 - Lucca caparbia: di nuovo avanti con contropiede di Dotto e tiro di Ress dalla media (58-57) ma il rimbalzo in attacco di Lavender a 1' dalla fine è cruciale

A1 - Sottana chiude dalla lunetta mentre Lucca affretta i tiri-chiave. Probabile il 3-0 ma almeno una partita vera c'è stata

A2 Nord - Maratona epica, San Martino piega Milano (70-62 d2ts) che però "c'è". Jagodic 16+18 rimb., Stabile e Gottardi 19

A2 Nord - Battaglia con le "Lupe" sul +9 al 22' ma Sanga sul +6 al 36', poi Sbrissa è provvidenziale con 8 punti (non bastano 2 di Gottardi)

A2 Nord - Primo overtime solo 4-4, secondo Milano a +4 ma esce per falli Pastorino (già out Zanon e Calastri): 12-0 San Martino

A2 Sud - Virtus Spezia fa 1-0 staccando Battipaglia nel finale: 65-57 (Filippi 16)

A2 Sud - Battipaglia aveva piegato in gara-3 di semifinale Ariano con tripla-partita di Granieri

A3 - In finale Torino e S. Marinella, le altre semifinali vanno a gara-3

Assemblea di Lega - C'è agitazione dopo le decisioni Fip ma non una linea chiara (pare)

venerdì 26 aprile 2013

San Martino-Milano, chi vincerà? Boh

Vigilia della serie finale di A2 Nord. San Martino favorita per il fattore-campo (dove un mese fa ha stravinto lo scontro diretto, 69-42), perché ha una rotazione leggermente più lunga (8 giocatrici quasi alla pari contro 4+3+2 di Milano ovvero 4 inamovibili, 3 con minutaggio dal discreto al buono e 2 con spiccioli) e perché ha messo 80 minuti di meno nelle gambe, sbarazzandosi di Muggia e Udine in 2 partir contro le 3 impiegate dal Sanga per piegare Broni e Crema.

In effetti, l'impressione fatta da San Martino in semifinale, dove ha demolito Udine con 50 punti di scarto complessivi, è stata ben più eclatante di quella fornita da Milano liberandosi a fatica (il +15 finale di gara-3 è eccessivo: a 3'30" dalla fine è uscita di sfiga a Capoferri a tripla del possibile -2) di una Crema senza Kozdron-Losi, senza Rizzi, in gara-1 senza Biasini e in gara-2 e 3 senza Cerri. In trasferta Milano è parsa vulnerabile, in casa ha alternato momenti di semi-onnipotenza a passaggi a vuoto, anche se di fatto su 4 partite interne ha avuto uno scarto medio di quasi 15 punti.

Tuttavia, pur reputando San Martino favorita, considero ingannevole il conto su quanto fatto finora in questi playoff. Conta come le due squadre impatteranno fra loro. San Martino è una squadra che se lasciata giocare, cioè se non trova sabbia nei suoi ingranaggi, domina e bastona, come ha fatto con la stessa Milano l'ultima volta. Milano non ha la stessa potenzialità di dartene 30 di scarto. Perché per rifilarne 30 a una squadra da playoff devi giocare al tuo massimo per 40 minuti, o almeno 35. Il Sanga è come l'Olimpia Milano dei grandi vecchi, D'Antoni, Meneghin, McAdoo e compagnia: raramente dominavano una stagione regolare dall'inizio alla fine, spesso vincevano le partite di pochi punti, perché l'età era quella che era. Si limitavano (si fa per dire) a vincere quando c'era da vincere e non si poteva più risparmiare qualche energia. Allora lì vedevi che le avversarie più giovani e fresche, che mostravano i muscoli in stagione regolare o contro altre squadre di minor classe ed esperienza, improvvisamente si sgonfiavano. E' così che può fare l'anziana brigata di Pinotti. Che s'è concessa qualche passaggio a vuoto, ma spalle al muro non ha steccato.

C'è da vedere. Sul piano tattico, nelle dichiarazioni di parte milanese si parla della necessità di tenere ritmi bassi, impedire a S. Martino di correre. Se Milano (e lo si vide nella gara d'andata) sa come neutralizzare il pressing di San Martino, come spezzarne le costruzioni offensive, che sono fatte più di applicazione che di talento, allora le padovane potrebbero pagare la mancanza di un asso sicuro da calare quando si fa dura. La Mandache della situazione, per dire. Quella che quando tutto s'inceppa e la paura subentra, le dai la palla e ti affidi. Milano ha 4 giocatrici di questo tipo, San Martino ha tante buone giocatrici ma nessuna di quel calibro. Questa, insieme alla gran voglia di regalarsi l'ultimo (per qualcuna) o penultimo (per qualcun'altra) grande traguardo della carriera, è la speranza cui s'aggrappa Milano per sovvertire il pronostico. Se non altro, stavolta han riposato 6 giorni interi prima di gara-1...


PS: come ogni anno, alla vigilia degli appuntamenti decisivi di A2 si fanno ipotesi sulle concrete possibilità delle candidate di fare effettivamente l'A1 l'anno dopo. Dubbio lecito, vista la moria degli ultimi tempi. Tanto più quest'anno, che ne salgono 4: in annate normali, con Ragusa e Vicenza saremmo stati (abbastanza) sicuri. Su San Martino e Milano per ora soprassediamo, non foss'altro perché, quand'anche entrambe avessero fatto progetti all'insegna della grandeur (cosa che non hanno fatto), sono tempi in cui oggi non puoi sapere cos'avrai in cassa domani, quindi tanto vale aspettare e vedere. Giocatrici che perdano apposta sono sicuro che non ne vedremo, quindi ci limiteremo a pensare al campo, poi da maggio in avanti ci sarà tempo per capire cosa farà la vincitrice.

giovedì 25 aprile 2013

La riforma dei campionati (again)

Ci troviamo dunque di fronte a un nuovo rimescolamento delle carte. L'A3, ideata nel 2011 e iniziata quest'anno, servirà l'anno prossimo solo come smistatoio in alto e in basso, prima di defungere ancora nella culla. A sua volta l'A3 ripristinava (sebbene con un minor numero di squadre e l'escamotage delle 4 "under" per farlo sembrare qualcosa d'innovativo) la B1 che era stata in vigore dal 2004 (o 2003, vado a memoria) al 2010. Quindi la terza categoria nazionale, nel giro di 10 anni: non c'era, è stata messa, è stata tolta, è stata messa, è stata tolta.

E' giusto dire che non bisogna stare fissi ma adeguarsi alle mutevoli circostanze, ovverosia se piove devi mettere l'ombrello mentre se c'è il solleone ti devi alleggerire; tuttavia qui sembra di essere in presenza di qualcuno che cambia freneticamente abito, ora svestendosi ora rivestendosi, nel dubbio tentativo di avere un aspetto migliore. Diventa complesso difendere strategie che creano un campionato (o meglio, lo ricreano per la terza o quarta volta, perché anche nel decennio precedente il "togli & rimetti" s'era verificato: ricordiamo una specie di A3 già nel '95) per dismetterlo 2 anni dopo. Anche se poi la spiegazione c'è, ed è che si tratta sempre di compromessi tra Fip e Lega, il risultato delle cui schermaglie è sostanzialmente la "linea del Piave" su cui di volta in volta s'attestano. E stavolta la linea del Piave è stata trovata nell'allargamento dell'A2 a 48 squadre (gradito alla Lega) e nella demolizione dell'A3 per lasciare tutto il resto all'attività regionale (gradita alla Fip).

Naturalmente la priorità in questo momento è salvare la moria di società e dunque se si ritiene che questo sia l'assetto migliore per tale scopo, noialtri ci si rassegna; tuttavia in un'ottica giornalistica trovo negativo il cambiamento, per almeno due ragioni:

1) allargare l'A2 da 28 a 48 squadre significa annacquarne terribilmente il livello;

2) far scomparire una categoria significa diminuire quei meccanismi di promozione e retrocessione che costituiscono un indispensabile moltiplicatore d'interesse per un settore di nicchia come il femminile, il quale con la sua attività ordinaria fa una fatica boia ad attirare attenzione. Campionati dove non si sale e non si scende, lo dicemmo già due o tre anni or sono quando si prospettava il mega-calderone della B unica con pochissime promozioni in A2 (tipo 2 in tutta Italia su 136 squadre), sono la morte dell'interesse. Una situazione come quella di quest'anno, con tante categorie e tante promozioni, da questo punto di vista era ottimale. L'A2 con 4 promozioni, che manna dal cielo! Stiamo seguendo in queste settimane Milano, che magari ce la farà a salire e magari no. Però intanto sta creando interesse intorno a sé come mai prima d'ora. Perché? Perché c'è il grande traguardo della salita in A1. C'è la gente che sogna 'sta salita in A1 come se fosse il paradiso. Bambini esaltati che dicono "Papà, papà, ma se vanno in A1 poi giocano al Forum?". :blink: Li ho sentiti al palazzetto. Poco importa se sono castelli in aria o meno, l'importante è che intanto son tutti lì col fiato sospeso e per loro Zanon e compagnia sono delle divinità che se vincono renderanno felice la cittadinanza intera.
Ma se ci fosse stata la situazione di qualche anno fa, con una sola promozione su tutta l'A2, o anche quella di altri anni, con 1 promozione al Nord e 1 al Sud, al 99% nulla di tutto ciò esisteva. Si giocavano la promozione Venezia e Ragusa e buonanotte.
Bisogna moltiplicare e non segare obiettivi e traguardi, che siano la promozione o la salvezza, coppe o coppette del nonno. Chiaro, poi bisogna anche fare in modo che salire o scendere di categoria non sia una sciagura.

Questo nell'ideale. Se la realtà concreta dice che l'unico modo di salvare la baracca è calderonizzare l'A2 da una parte e la B dall'altra, allora, come già detto, accettiamo le decisioni prese da chi di dovere. Ma sentiremo cosa ne pensano le attuali società di A2 e A3.

lunedì 22 aprile 2013

[A2] Impressioni su Sanga-Crema (semif. G3)

Dunque Milano in finale, come la stagione aveva indicato che meritasse. Peccato per le assenze di Crema: non sapremo mai come sarebbe finita con la squadra al completo. Ma sappiamo che in stagione Milano aveva vinto 2 volte e fatto 8 punti in più. Così come, nonostante l'encomiabile competitività che ha saputo opporre Crema, Milano ha comandato per 115 minuti su 120 della serie (o giù di lì). E poi, in fondo, se la sorte ha martoriato effettivamente Crema, qualcosa le ha restituito con l'incredibile jolly di Capoferri allo scadere di gara-2.
Capoferri che anche oggi ha fatto ottima impressione. Due anni fa, in A2, era una ventenne comprimaria (meno di 3 punti a partita), l'anno scorso in B era importante ma non trascendentale, quest'anno conclude una stagione da 11 punti di media dando il meglio nei playoff. Oggi ha giocato con grande sicurezza, come una che ha preso coscienza dei propri mezzi. Ha costretto Milano alla box and one e non ne è parsa condizionata. Notevole. Ma presumo abbia ancora margini di miglioramento, vista la parabola ascendente degli ultimi mesi.
Però non poteva bastare. Per il resto Crema ha avuto una Picotti molto brava a cogliere le opportunità (presentissima sugli scarichi in area), ma poco d'altro se non la consueta pressione difensiva. Invece Milano ha avuto eccellenti prove da Zanon e Frantini, bastevoli a far la differenza. Da chi comincio delle due? La nobiltà, e anche la valutazione (41, sticazzi :o: ), impongono d'iniziare da Zanon. La quale senza dubbio è stata agevolata dall'assenza di Cerri, giacché Gibertini s'è caricata di falli (5 in 16 minuti) e né Biasini né Picotti potevano contrastarla. L'ex nazionale è stata una piovra mostruosa a rimbalzo (20), ha sprecato ben poco in attacco (5/10 da 2, 8/10 ai liberi), costringendo la difesa a collassare su di lei in modo che s'aprissero spazi sul perimetro. Di questi spazi (nonché di quelli a lei concessi da Crema più che nelle prime 2 partite), ma in realtà anche creandosene da soli, ha approfittato alla grande Frantini. Fin dall'inizio ha mostrato una voglia boia di riscattare la contro-prestazione di gara-2 (più che per il fallo decisivo, per aver segnato solo 7 punti con 5 tiri). Ha preso subito una serie d'iniziative, diciamo pure che ha tirato ogni pallone utile e anche a volte inutile. Ma questa giocatrice, da anni mi sforzo (umilmente) di spiegarlo ad esperti e meno esperti, ha caratteristiche del tutto particolari. In sostanza, quando la vedo prendersi tiri oggettivamente del cazzo, io mi frego le mani perché al 90% è una serata in cui segnerà 20 punti o dintorni. Perché se forza vuol dire che si sente bene. Se si sente bene prima o poi prenderà il ritmo. Così poi ti segnerà anche tiri che altre non ti segnerebbero, ma lei segna. Se in una partita non prende forzature, vuol dire che farà la sua parte ma nulla di speciale. Capisco che non tutti gli allenatori (specie ad alto livello) possano apprezzare a fondo questa caratteristica, :blink: perché van di moda i soldatini dal fisico asciutto che eseguono lo schemino, ma questa è lei. E se in una gara-3 di semifinale fa 24 punti con 9/19 e due triple importanti nel finale, bene così.

La ruota è girata in modo definitivo proprio su una sequenza del duello Capoferri-Frantini: a circa 3'30" dalla fine una tripla frontale della cremasca è uscita di sfiga, poteva essere il -2. Dall'altra parte Milano gira palla con pazienza, Stabile attira un raddoppio e scarica su Frantini che dal lato sinistro, in modo molto simile alla tripla-chiave di gara-1, infila il 58-50. Poco dopo, Zanon subisce fallo a rimbalzo d'attacco e mette un libero. Poco dopo ancora, Stabile intercetta magistralmente un'apertura di Crema e serve Zanon per l'appoggio del 61-50. Lì è game over.

Le altre del Sanga: Gottardi stavolta sottotono (fatica dopo gli Harlem? Pare avesse un dolore al piede), ma siamo felici che il suo ritiro sia ulteriormente rinviato; Stabile male al tiro ma ottima in recuperi e assist; Lepri molto utile (a me questa giocatrice piace, anche se è da sgrezzare); e poi Pastorino, di cui ieri dicevo che a Milano era mancata parecchio, e invece stavolta è stata in campo 25'. Ebbene, se guardi le cifre dici: vabbè, ma che ha fatto oggi? 1 punto e 5 perse? Eppure garantisco che la sua presenza ha dato al Sanga una marcia in più rispetto a una Calastri che, contro gli assetti leggeri di Crema, non aveva caratteristiche ideali.

Infine, l'episodio del rientro "lampo" di Kozdron-Losi. A metà 2° quarto, con Crema che sta prendendo il sopravvento e Milano che sembra in difficoltà (tiri che scheggiavano a malapena il ferro, palle perse ecc.) si alza dalla panchina la polacca, con ovazione del pubblico di Crema. Pare da film: il suo ritorno miracoloso che dà la spinta vincente a Crema, ecc. ecc. Ma che succede? Dopo 1 minuto in campo, su richiesta della panchina del Sanga, viene fatta una perizia sulla fasciatura del dito infortunato della fromboliera ex comunista. E si scopre che non è regolamentare:woot: Giroldi, coach cremasco, s'incazza come un biscione ma deve rassegnarsi. Episodio che dà un colpo al morale di Crema. Milano da lì riparte e vola da +1 a +14. Sarà un caso? Forse no.

In sintesi, è stata una partita con molti errori, squadre comprensibilmente stanche, ecc. Punteggio neanche bassissimo ma perché all'inizio i ritmi erano alti e perché entrambe le squadre hanno concesso 10 canestri da sotto, non pochi. Milano ha avuto più qualità, Crema avrebbe dovuto superarsi e non c'è riuscita. Anche il suo pressing è parso meno incisivo del solito.

Nel complesso, in questi playoff, Milano non ha fatto miracoli battendo due neopromosse in 3 partite. Ma in nessuna delle due serie è stata realmente vicina all'eliminazione. Ha legittimato quanto fatto in stagione regolare, e quando giochi ogni 3 giorni contro gente più giovane e fresca non è per forza facile. Considerando anche una certa pressione per non poter fallire, sapendo poi che vista l'età media delle migliori non è detto che ci sia un'altra occasione in futuro. Ora probabilmente il miracolo, o comunque l'impresa, dovrà farla per battere questa San Martino rullante. Ma l'esperienza e la classe non sono certo contro di lei.

PS: Sulla "Provincia di Cremona", oggi, il giornalista definisce il comportamento di Pinotti "del tutto antisportivo". Papale papale. Ma è come dire che se un vigile ti ferma perché hai un fanale della macchina non a norma, è del tutto antisportivo.

I titoli (21 aprile)

A1 - Schio-Lucca è la finale, 3-0 secchi su Umbertide e Parma

A1 - Umbertide (stavolta) con onore, rimonta da -12 e sorpassa nel 3° quarto (super Moss, 30) ma cede 73-67 (Lavender 19)

A1 - Lucca che autorità, travolge Parma 73-51 (Johnson 18), è lei la migliore tra le "umane"

A1 - La grande ascesa di Lucca: primo anno playout, secondo anno semifinale, ora si gioca il titolo

A2 Nord - Anche qui la finale più attesa: San Martino-Milano

A2 Nord - Le "lupe" spazzano via Udine anche in gara-2: 58-78 (6 in doppia cifra, Pegoraro 18): 50 di scarto in 2 gare


A2 Nord - Milano vince il "campionato lombardo": dopo Broni doma Crema, 69-54 in gara-3

A2 Nord - Zanon monumentale (18 punti, 20 rimbalzi, 41 di valutazione), Frantini un martello (24 con 9/19): Sanga sempre avanti tranne il primo minuto e mezzo, Crema con le solite rimonte ma non basta

A2 Nord - Capoferri 23, giocatrice più migliorata dell'anno? Ma la "gemella" Caccialanza stavolta stecca e Kozdron-Losi gioca solo 1' per... fasciatura irregolare

A2 Nord - Playout, Valmadrera salva, 55-44 su Cremona; Molteni 14, decisiva anche Giunzioni, non basta Maffenini con 19. Dedica di Bussola a padre appena scomparso

A2 Sud - Virtus Spezia in finale, passa 45-49 a Napoli con 17 di Favento

A2 Sud - L'avversaria è ancora da decidere: Battipaglia passa ad Ariano (53-60, Di Battista 19) e fa 1-1

A3 - Iniziate le semifinali, 1-0 per Genova, Torino, Pesaro, Trieste, S. Marinella, Civitanova (tutte quelle in casa)

Consiglio federale - Ufficiale la chiusura di College Italia

Consiglio federale - Svincolo a 21 anni, ci sono anche i parametri

Consiglio federale - Riforma dei campionati (di nuovo): dal 2014/15 unificate A2 e A3 in 3 gironi da 16

domenica 21 aprile 2013

Precisazioni su vigilia Sanga-Crema

Il Sanga in effetti ha comandato per 75 minuti su 80 (forse anche 76-77), dando una sensazione di superiorità piuttosto netta. Resta favorito per oggi. Ma è stato sorprendente, in entrambe le partite, come Crema in pochi minuti sia riuscita a rimontare (come del resto aveva già fatto nelle due di stagione regolare) pur senza fare cose mirabolanti. Per Crema è grassissimo che cola essere 1-1. Milano alterna momenti di onnipotenza a momenti in cui non sembra la squadra esperta e di classe che è. Non so se per stanchezza o perché qualche giocatrice ha meno tenuta sotto pressione di quello che ti aspetteresti (le 8 sconfitte di Milano quest'anno sono giunte quasi tutte in volata). Tenderei a pensare la stanchezza perché, da inizio anno, le titolari hanno 35 minuti di media nelle gambe e 30-35 anni di età...

Una mezza indisponibilità non compensa 3 assenze, ma il fatto è che Crema partiva da un organico più profondo di quello di Milano, per cui anche perdendo 3 pedine ne ha comunque a sufficienza per reggere. L'importanza di Pastorino secondo me è sottovalutata, perché trattasi sì di giocatrice discontinua, che alterna ottime cose a roba da mani nei capelli, però ha caratteristiche che il resto della squadra non ha. Infatti, nei pochi minuti che ha giocato in questa serie, è riuscita a farsi sentire. Senza di lei il Sanga è costretto ad assetti pesanti che, a mio parere, danno una superiorità a gambe fresche, difese schierate eccetera, ma col passare dei minuti, quando il pressing e la fatica scompigliano le carte e serve più dinamismo che stazza, lo rendono legnoso.

Altre domande su Milano-Crema:

- Il brusco calo della temperatura (-10 gradi da domenica scorsa) aiuterà Milano a non cuocersi a fuoco lento?
- Sarà davvero l'ultima partita di Silvia Gottardi in caso di sconfitta?
- Quanto peserà nelle gambe di Crema aver fatto tanto pressing nelle prime 2 partite? Il pressing logora chi lo fa pià di chi lo subisce, o altrettanto?
- La veterana Gibertini riuscirà a reggere il reparto lunghe quasi da sola? Cerri in gara-1 aveva saputo mettere in difficoltà le lunghe di Milano.
- Giroldi è coach sagace tatticamente; Franz Pinotti escogiterà qualche contromossa o il tema della partita sarà uguale alle altre volte?
- Si troverà parcheggio arrivando solo mezz'ora prima?
- E' nato prima l'uovo o la gallina?

[A2] Vigilia di gara-3 Sanga-Crema

Vigilia di gara-3 fra Milano e Crema, partita che grazie al rocambolesco finale di gara-2 (Milano +6, poi Crema +5, poi Milano +5, poi Crema che vince con un gioco da 4 punti di Capoferri a -1") è diventata una delle più attese della stagione.
Cosa aspettarsi? Boh, sa il cazzo.

C'è qualche domanda alla quale darà risposta il campo. Crema ha ancora energie, non tanto fisiche quanto mentali, per dare ancora il 110% come ha fatto nelle prime 2 partite con 3 assenze? Oppure è in qualche modo appagata dall'impresa di mercoledì?
Milano tradurrà la beffa in reazione violenta o in depressione? Aveva la finale in tasca con la cerniera chiusa, se l'è fatta sfuggire. Ma contro Broni in gara-3 reagì ottimamente al k.o. di gara-2.
Zanon sarà ancora dominante in area come nelle prime 2 partite (21 rimbalzi in gara-2) oppure stavolta il Sanga punterà sul perimetro dove Frantini e Gottardi avranno voglia di riscatto dopo il duello perso con Caccialanza e Capoferri?
L'andamento sarà ancora come nei 4 precedenti stagionali, e cioè partenza a razzo di Milano e poi Crema che rosicchia col pressing e le incursioni? In tal caso la chiave è se Crema ne avrà abbastanza per completare la rimonta, o Milano per spegnerla.
Le precarie condizioni di Pastorino, possibile che pesino quasi più delle varie assenze di Crema? Apparentemente no, eppure senza l'apporto migliore della sua dinoccolata ala, Milano, che non ha un organico chilometrico, difetta di dinamismo difensivo.
Possibile che giochi Kozdron-Losi? S'è sentita una voce al riguardo ma mi sembra improbabile.

venerdì 19 aprile 2013

I titoli (18 aprile)

A1 - A un passo dalla finale tra Schio e Lucca

A1 - Dopo il -41 di gara-1, Umbertide non si fa ri-umiliare (-6 al 20') ma Schio quando vuole allunga (76-58, Lavender 18)

A1 - Parma avanti all'intervallo (+4) ma ha troppo poco da Kireta e Harmon: Lucca invece va con Johnson (18 p., 31 val.) e Bagnara, 62-56

A2 Nord - Semifinali, miracolo Crema con 3 assenti: da -5 a -30" vince con gioco da 4 punti di Capoferri, 65-64 su Milano, 1-1

A2 Nord - La sera che Caccialanza & Capoferri fecero meglio di Frantini & Gottardi: 40 punti in coppia con 13/27 contro 20 con 5/16; non basta Zanon (16+21 rimbalzi)

A2 - Le altre gare-2 posticipate nel weekend per gli interzona U19

A3 - Playoff, ultime semifinaliste: al Nord Torino, Lavagna e Moncalieri; al Centro Pesaro; a Sud Potenza e Civitanova

A3 - Playout, Costamasnaga, S. Bonifacio e Maddaloni evitano l'inferno

Giovanili - Interzona U19, la sorpresa è Ancona che elimina Schio (e in parte anche Orogranata che batte Trieste); a segno le altre favorite

Wnba - Draft stellare: Griner numero 1 con Phoenix di Taurasi; Delle Donne n° 2 con Chicago; Diggins alla 3 con Tulsa

Varie - Gottardi a go-go: il giorno dopo gara-2 di semifinale, gioca a Trieste nell'esibizione degli Harlem Globettrotters, poi già che c'è compie 35 anni

giovedì 18 aprile 2013

[A2] Ultime azioni di Crema-Sanga (semif. G2)

- tripla Stabile 57-62 a -30 secondi circa
- canestro Caccialanza 59-62
- canestro Picotti da rubata 61-62
- fallo su Gottardi 1/2, rimbalzo in attacco Pastorino, fallo, 1/2 61-64 a 8 secondi circa
- tripla Capoferri con fallo Pastorino a 1 secondo 65-64

Correzione: Frantini autrice del fatal fallo, e confermo che la scelta di non interrompere l'azione di Crema con un fallo da 2 liberi è stata voluta dalla panchina.

martedì 16 aprile 2013

Wnba: un draft storico

Ieri, purtroppo oscurato dall'attentato alla maratona di Boston, si è tenuto uno dei draft più importanti nella storia della Wnba, per la presenza concomitante di 3 potenziali fenomeni.
Brittney Griner, la donna che schiaccia senza bisogno di ribassare i canestri, è stata scelta col numero 1 da Phoenix di Diana Taurasi, reduce da una stagione negativa ma che ora, con l'accoppiata tra la massima fromboliera di sempre e la più verticale di sempre, dovrebbe tornare ai fasti perduti.
Per seconda è stata presa, da Chicago, Elena Delle Donne, la bionda d'origini italiane, di 1,95 ma che sa tirare da qualsivoglia posizione.
Infine col numero 3 Tulsa ha acchiappato Skylar Diggins, la play che ogni squadra vorrebbe al suo comando.

lunedì 15 aprile 2013

[A3-A2] Impressioni su Costa-Savona (playout G2) + Sanga-Crema (semif. G1)

Weekend intenso. Sabato visto Costamasnaga-Savona, gara-2 di playout: Costa sperava di festeggiare in casa dopo aver vinto gara-1 di 2 in Liguria, ma s'inceppa nel 2° quarto, poi rimonta col pressing, sembra cucinare a fuoco lento le avversarie ma spreca troppo e alla fine perde di 5 (tripla del pareggio sul ferro nell'ultimo minuto).

Oggi gara-1 Milano-Crema, e come detto un po' dai titoli un po' dagli altri accenni, Crema sfortunatissima con le assenze e pure col drammatico infortunio di Cerri (gamba che cede su una partenza in 1 contro 1 a 5' dalla fine; era stata tra le migliori con 15 rimbalzi), Milano però legittima con la partenza a razzo (Zanon e Gottardi sugli scudi, poi anche un gioco da 4 punti di Stabile allo scadere del 1° quarto: tripla con fallo) e poi comandando sempre, anche se sul 56-54 a -3'30" si cominciava a pensare che il pressing avesse cucinato definitivamente Milano. Ma debbo dire che in varie occasioni quest'anno (comprese le due con Crema in stagione regolare) è capitato che il Sanga venisse rimontato ma trovasse la forza per ripartire (anche perché, inevitabilmente, le avversarie pagano lo sforzo del risalire), e così è stato anche stavolta. Crema brava a mettere in campo le sue armi, ma le è mancato un pizzico nelle esecuzioni in alcuni momenti critici (soprattutto inizio 4° quarto), e con 2/19 da 3 era dura.
Per Milano migliori Zanon e Gottardi anche se col passare dei minuti sono calate, perdendo 13 palloni in due.
Per Crema mi sono piaciute, tra le più giovani, Capoferri e Sforza: la prima credo che abbia lavorato molto bene sul fisico, perché sembra più solida dei suoi 22 anni. Caccialanza da questo punto di vista è un po' troppo mingherlina anche se l'agilità è una sua dote. Sforza è stata tra quelle che più hanno contribuito a togliere la paura iniziale a Crema (o se non era paura, certo non era scioltezza, visti i 2 punti in 8 minuti).
Condizioni climatiche improvvisamente cambiate rispetto a 4 giorni fa con Broni: stesso campo ma mercoledì sera era inverno, oggi pomeriggio sembrava estate. Sole dai finestroni, sugli spalti si sudava in camicia, eccetera.

I titoli (14 aprile)

A1 - Semifinali già segnate? Schio e Lucca scattano sull'1-0 in trasferta

A1 - Schio, che roba sei? Senza McCray distrugge Umbertide in diretta tv (43-84, massimo scarto di sempre in semifinale? Cercate voi che il tempo mi scarseggia), Lavender 17

A1 - Lucca sbanca Parma (64-71 ma +16 all'intervallo) con 16 di Ress, non bastano i 26 della solita "Big Game" Harmon

A2 Nord - Semifinali, San Martino alza la voce, +30 su Udine (+20 già a metà gara), 16 di Stoppa

A2 Nord - Milano avanti dall'inizio alla fine (66-56) ma Crema è caparbia pur senza Losi, Rizzi, Biasini e pure Cerri k.o. nel finale. Zanon 17+12, Gottardi 16; Caccialanza 15

A2 Nord - Milano a razzo in avvio (15-2), poi il pressing riporta Crema in partita fino a -2 al 37', ma il Sanga risponde con un 8-0

A2 Nord - Playout, Valmadrera con Scudiero (17+12) strozza l'urlo-salvezza di Cremona (da 48-43 a 53-57), si va a gara-3. Selargius salva, 53-71 a Biassono

A2 Sud - Agresti e Ariano colpiscono ancora, espugnata Battipaglia con rimontona da -9 negli ultimi 5' (47-48, la veneranda Grasso 20, canestro vincente di Narviciute)

A2 Sud - Virtus Spezia tiene il fattore-campo, 49-40 su Napoli (Filippi 13). Tra parentesi, che bei punteggioni al Sud...

A2 Sud - Playout, Viterbo e Reggio Calabria chiudono i conti, la salvezza è tra College Italia e Siena (ma tra 2 settimane)

A3 - Playoff, in semifinale solo Genova al Nord; Trieste, Ferrara e Vicenza al Centro; S. Marinella e Athena al Sud

Giovanili - Da lunedì a mercoledì gli interzona U19

giovedì 11 aprile 2013

[A2] Impressioni su Sanga-Broni (quarti G3)

Ieri sera Milano, dopo la magra offensiva di gara-2, torna nella sua versione migliore e la partita sembra una fotocopia di gara-1: una dozzina di punti di scarto già nel 1° quarto, attacchi protagonisti, rimontine di Broni senza fare davvero paura e punteggio finale praticamente uguale alla prima: 84-66 invece di 82-66... Il Sanga presenta Calastri in quintetto al posto di Pastorino e lei risponde con una prestazione scintillante, 16 punti con 8/12, un clinic di tiro dalla media di una lunga sugli scarichi ma anche, per dire, un'entrata in slalom con insospettabile leggiadria. Quando Calastri o Pastorino vanno forte in attacco, Milano diventa quasi inaffrontabile perché già nei hai quattro che devi marcare a vista, se poi anche la quinta diventa un martello... Il tutto però va rivisto contro avversarie che sappiano mettere un po' più di pressione e ruvidità rispetto a Broni: ieri Milano zero tiri liberi nei primi 20 minuti, e non perché l'arbitraggio sorvolasse su botte tremende… :woot:

Come sempre quando Calastri gioca bene, la voglia di applaudirla si mescola a quella di mordersi le mani perché una così, se avesse trovato più continuità e convinzione nella sua carriera (oltre a non rompersi un ginocchio sul più bello a 19 anni), poteva diventare uno dei pivot più interessanti del panorama italiano, perché è grossa vera e ha mani morbide. :o: Surkusa, che è nel giro della nazionale lettone, ieri contro di lei ha fatto una figura misera. Oltre a Calastri, rediviva in attacco Zanon (17 punti+11 rimpalli) che s'è anche occupata di Zandalasini in difesa.
La giovane talenta le ha segnato alcuni canestri salendole in cielo, come suo solito, ma è stata più imprecisa delle altre volte ed è parsa calare nettamente alla distanza. Del resto a 17 anni una serie di questa intensità non è scontato che la reggi tranquillamente sul piano fisico e mentale... Comunque in 3 gare 49 punti per lei, più di Zanon, più di Frantini, solo uno in meno di Gottardi... Vedere lei è come vedere il futuro. Ma il presente appartiene al Sanga, almeno in questa serie.

18 a testa per Frantini e Gottardi, la strana coppia, due donne e giocatrici completamente diverse tra loro, se non per il fatto che giocano più o meno nello stesso ruolo e fanno canestro oltre a un sacco di altre belle cose. Certo ora la prospettiva di trovare Crema senza Kozdron-Losi è incoraggiante, pur senza sottovalutare chi ha battuto Alghero senza di lei. C'è il fattore-stanchezza per le vegliarde di Pinotti, ma ieri sembravano tutt'altro che bollite, hanno pure fatto cenni di pressing.
Quanto a Broni, nel momento decisivo ha mostrato i suoi limiti, sia di qualità di alcune singole, sia dell'assortimento a mio parere imperfetto dell'organico. Forse la differenza tra Milano e Broni (a parte il tasso tecnico) sta nel fatto che entrambe hanno aggiunto un pezzo da 90 in extremis, cioè a squadra già fatta, ma Zanon era proprio il pezzo che mancava per completare le altre, mentre Zandalasini si è un po' sovrapposta a un ruolo già coperto. In ogni caso, aver portato la serie a gara-3 è quantomeno un mini-traguardo tangibile.

I titoli (10 aprile)

A2 Nord - Milano scaccia i fantasmi: 84-66 su Broni con 18 di Gottardi e Frantini, 17+11 di Zanon

A2 Nord - 25-11 nel 1° quarto e il Sanga non si volta più indietro. Zandalasini 11 ma cede nel finale (Bergante 17). La chiave a sorpresa è Calastri (16 e giocate da applausi)

A2 Nord - Milano ora contro Crema che al 99,9% sarà senza Kozdron-Losi. Udine può insidiare S. Martino?

A2 Nord - Curioso: su 4 semifinaliste, 3 sono senza straniera (Crema per infortunio, Udine per tesseramento bloccato, Milano per non averla mai avuta)

A2 Sud - Napoli vince la "bella" con Salerno (53-44, Tomlinson 12+20 rimbalzi) e va in semi contro Virtus Spezia. L'altra è fra outsider: Battipaglia-Ariano

Ncaa - Connecticut del "santone" Auriemma vince il titolo. La favola di Louisville termina bruscamente (93-60).

Ncaa - La play* "primo anno" Breanna Stewart è la miglior giocatrice. Con 23 punti fa il record di segnature totali in un'edizione del torneo

* errore per mancata conoscenza

mercoledì 10 aprile 2013

Lettera aperta della pallavolista Paola Croce (anche loro piangono)

 
Da due giorni si è ormai conclusa la mia vicenda sportiva in questa incresciosa stagione 2012/2013.

Credevo d’aver visto e vissuto a ....... la mia peggiore esperienza, invece, come spesso accade, al peggio non c’è mai fine.

La descrizione di quanto accaduto, seppur molto interessante nella sua assurdità, la darò a tempo dovuto.

Ora è però mia premura rendere noto che, la decisione di andarmene da ......, maturata negli ultimi giorni dei quasi 70 lì trascorsi è stata presa solo ed unicamente perché non sono stati rispettati gli accordi economici presi.

(...)

Ogni giorno si leggono comunicati relativi alle situazioni economiche delle società in un frenetico susseguirsi di denunce e smentite, presunte o reali, di stati di insolvenza di clubs nei confronti delle proprie tesserate. In questa fumosa situazione qual è la reale direzione presa dal nostro movimento?!?

Voglio rendere note le amare riflessioni che ho maturato a tal proposito ma, prima di esporre la mia denuncia, è doverosa premessa sottolineare come, in 11 stagioni di professionismo in serie A, io abbia avuto la fortuna di giocare per clubs che hanno sempre e regolarmente pagato (...).

Durante questi anni la mia esperienza mi aveva portato a pensare che un’atleta dovesse dedicarsi solo ed unicamente alle questioni sportive: allenarsi e dare il massimo in palestra e in campo perché, ad eventuali problematiche di altro tipo, avrebbe provveduto il proprio procuratore.

Attualmente, quando ci si incontra tra noi atlete, il primo discorso non riguarda più questioni attinenti al campionato e al nostro rendimento ma verte solo ed esclsivamente su questioni economiche. Per intenderci le domande che ci facciamo sono inevitabilmente “come stai?!? Ti pagano?!? Quanti stipendi hai percepito?!?”...

Ma cosa sta succedendo???

Stipendi pagati al 20/30%. Ma queste atlete, che hanno percepito così poco, pensate si siano allenate il 20/30% dei giorni?

Pensate che abbiano un contratto a prestazione? (ovvero tanto ti alleni, tanto giochi e tanto percepisci)?

Vi chiedo: secondo voi avrebbero mai firmato contratti ad inizio stagione sapendo di percepire tali percentuali rispetto al totale pattuito?

Credete voi società, dirigenti, Lega e quanti altri che per il semplice fatto che siamo giocatrici e per la ragione che facciamo della nostra passione il nostro lavoro siamo tenute a tollerare qualsiasi cosa?

Noi dilazioniamo il nostro stipendio in 10 mensilità quando, ad una società, per iscriversi alla stagione successiva, è sufficiente aver pagato soltanto il 70% degli stipendi relativi al campionato precedente; e il nostro restante 30%?!?

Dovremmo forse intenderlo come una sorta di bonus lasciata a discrezione delle società?!?

E noi atlete?!? Mah si dai... ci sono le camere di conciliazione o gli assegni post-datati.

Ma cosa sta succedendo?!

L’opinione pubblica è al corrente di queste dinamiche?!? E il pubblico che riempie gli spalti la domenica per assistere alle partite e tifare la propria squadra, magari anche il 26 di dicembre, visto che ci alleniamo anche il giorno di Natale per dovere di cronaca, è a conoscenza di tutto questo?!

lunedì 8 aprile 2013

[A2] Impressioni su Broni-Sanga (quarti G2)

Parlando di basket giocato anziché tifato, come ha fatto Broni a riequilibrare la serie che in gara-1 sembrava nettamente sbilanciata per Milano?
Tra gli elementi: quintetto meno "sperimentale", con Bergante e Leva al posto delle poco consistenti (con rispetto parlando) Borghi e Tagliabue; rientro di Carù, la quale ha sbagliato molto al tiro ma sicuramente è stata presenza preziosa anche a livello emotivo; energie in calo per Milano, che, soprattutto alla distanza, non ha messo i tiri che in gara-1 entravano come acqua fresca. Frantini ha iniziato con 4/5, poi 0/12; Stabile 1/7 da 3; Calastri e Pastorino 2/11 in coppia; Zanon non m'aspettavo che bucasse offensivamente la seconda partita di fila (e ha pure avuto 7 perse per -1 di valutazione, caso rarissimo per lei). Gottardi 5/12 ma non ha tirato molto. C'è stata più pressione da parte di Broni (che ha fatto meno zona) ma non così asfissiante da spiegare questo crollo della precisione.

E la battaglia a rimbalzo, dove Milano aveva dominato in modo anche imbarazzante in gara-1 (ogni volta che sbagliava, cioè non spesso, riprendeva la carambola), stavolta è stata vinta da Broni.
Il 6-6 dell'ultimo quarto è emblematico del fatto che Broni ha rischiato di sciupare tutto ma Milano non è stata in grado di approfittarne.
Be', poi almeno due parole Zandalasini le merita, perché anche stavolta è stata top scorer delle sue con 17 punti (seppur con precisione in calo col passar dei quarti, 6/20 alla fine) e ha preso pure 10 rimbalzi. Ricordiamo che questa ragazza 4 anni fa, mentre Zanon vinceva l'oro ai Giochi del Mediterraneo, finiva la categoria Esordienti.

Ora è difficile prevedere che tipo di partita può saltar fuori mercoledì, perché gara-2 ha contraddetto gara-1 e comunque in una "bella" sarà forse più questione di nervi che di aspetti tecnico-tattici.
Riuscirà Milano a ritrovare lo smalto di gara-1 o comunque a portarla a casa di riffa o di raffa? Riuscirà Broni a sfruttare l'occasione, salendo di livello?
Siamo tornati ai pronostici della vigilia della serie (equilibrio) ma onestamente dopo gara-1 erano in pochi a scommetterci.

domenica 7 aprile 2013

I titoli (7 aprile)

A1 - Quarti, gara-2, già tutto finito: le semifinali sono Schio-Umbertide e Lucca-Parma

A1 - Capolavoro Umbertide: rimonta da -11 al 23' e nel finale risolve con Willis (64-62, Moss 26): Taranto tricolore a casa

A1 - E' la prima volta da 7 anni che nei quarti si ribalta un fattore-campo

A1 - Orvieto con onore contro Schio che ha perso McCray per la stagione (73-80, Mariani 20)

A1 - Punteggio indegno della categoria tra Chieti (ridotta in 2 straniere) e Lucca: 35-92

A1 - Parma allunga nella ripresa con Harmon e Kireta (27+18 in coppia): Priolo s'arrende 52-62

A2 Nord - E' ancora un'Udine della Madonna (18 punti): completato il ribaltone con Marghera: 56-51

A2 Nord - Crema senza Kozdron-Losi (dito fratturato in gara-1) fa l'impresa ad Alghero: 60-71 (Caccialanza 20) e torna in semifinale dopo 5 anni

A2 Nord - Muggia lotta fino in fondo (+8 a metà 3° quarto) ma S. Martino passa 54-58 e sfiderà Udine

A2 Nord - Broni, da 82 punti subiti a 44! La serie con Milano va alla bella (51-44, Zandalasini 17+10 rimbalzi)

A2 Sud - La mina Ariano esplode sulla Termo Spezia: 2-0 per le campane (57-49, Ma. Micovic 19, Narviciute 17)

A2 Sud - Battipaglia (Riccardi 16) in volata fredda Ancona 63-65 e va in semifinale contro Ariano

A2 Sud - Virtus Spezia (Montanaro 20) passa a Bologna 54-57 e vola in semi. Avversaria chi vince la bella fra Napoli e Salerno (ieri 67-62 per Salè, 15 di Buzzanca e D'Alie)

A2 - playout gara1: al Nord colpaccio Cremona (Bona 16) a Valmadrera; al Sud il College sfiora il blitz a Reggio (60-58)

A3 - Vigarano domina Brindisi in finale (65-43), è sua la Coppa Italia. Ennesimo trionfo per la ditta Zanoli-Costi

A3 - In semifinale Brindisi aveva sgambettato (61-51) un Geas con acciacchi che aveva incantato nel 1° quarto con Moncalieri (36-8)

Ncaa - La finalissima è Connecticut-Louisville, battute Notre Dame (la stella Diggins ancora a secco) e California

venerdì 5 aprile 2013

[A2] Impressioni su Sanga-Broni (quarti G1)

Ieri Milano-Broni gara-1 è stata una delle partite più divertenti della stagione. Vero, avevo detto che sarei rimasto deluso in mancanza d'equilibrio, però c'è stato comunque del bel vedere. Clima da playoff in tribuna, ma gioco garibaldino e segnature scoppiettanti come una tranquilla partita di precampionato. Il Sanga parte a razzo, 28-16 il 1° quarto, e in sostanza finisce lì, perché poi lo scarto oscilla tra i 9 e i 17 punti ma nella ripresa mai meno di 11.
Se la principale incognita erano le condizioni di Milano, il primo tempo di ieri (ma non è che il secondo abbia mostrato il contrario, semplicemente hanno amministrato) ha dato risposte molto molto confortanti. Le tre esterne di superlusso hanno cantato al loro meglio, martellando da fuori ciascuna secondo il proprio stile: Gottardi in arresto e tiro dopo serpentine in palleggio, Frantini prendendo e sparando fulminea, Stabile con palleggio e morbida palombella da 3 (ovviamente hanno anche variato alla bisogna, ma i marchi di fabbrica eran quelli). All'intervallo le tre avevano già assommato 38 punti con percentuali altissime. Han finito con 20 a testa Gottardi e Stabile, 17 Frantini.
Zanon era in una di quelle serate dove la palla proprio non le entra (2/14), ma è stata il solito bastione difensivo e comunque la sua presenza apre spazi per tutte.
Brava Lepri (11 punti e 9 rimbalzi in una ventina di minuti) ma dignitosa pure Pulvirenti, che era in difficoltà durante la stagione.
Altra chiave della superiorità Sanga è stata nei rimbalzi in attacco: 26 alla fine. Così anche quando sbagliava aveva secondi e terzi tiri. Pochissimi possessi di Milano si concludevano con un nulla di fatto: o segnavano al primo colpo o pigliavano il rimbalzo.
Broni alla fine ha avuto percentuali uguali ma ha tirato molto meno. Mancava Carù (scavigliata in amichevole) ed è stata assenza costosa perché il duello fra le esterne s'è troppo sbilanciato (nonostante una discreta Zamelli, la quale alla vigilia aveva avuto la trovata di provocare le avversarie con un video in cui definiva con ironia tagliente ciascuna di loro; molto ben fatto ma se i risultati poi son questi…). :D Però l'impressione è che a Broni manchino le caratteristiche per fare una difesa più pressante sulle esterne: se Stabile, Gottardi e Frantini sono tutte in serata e vien lasciata loro troppa libertà, ti ammazzano in pochi minuti; se poi ti rifugi a zona peggio ancora. E sotto canestro Milano è troppo corazzata per una Broni che ha stazza ma poca "muscolarità dinamica". Inoltre, se Bergante non riesce a essere meglio di così, il confronto in regia con Stabile è penalizzante di brutto.

In definitiva c'era abbastanza qualità ma troppa poca energia in quello che Broni ha fatto ieri. E quella qualità non basta perché di fronte hai una squadra che ne ha di più. Per cui devi vincerla sul piano dell'energia.
Questo per dire che, considerando il 3-0 stagionale e quanto visto ieri, l'accoppiamento tra queste due squadre sembra favorire Milano a prescindere dai valori assoluti (nel senso che Milano si trova bene contro Broni e non viceversa). Naturalmente nei playoff abbiamo già visto serie ribaltarsi in 24 ore, però finora tra le 4 sfide del Nord questa è parsa la meno equilibrata. Tanto più se non tornasse Carù. Broni deve sperare che le esterne del Sanga siano in giornata più scadente al tiro, ma la difesa non può essere così permissiva, e poi occhio che Zanon difficilmente farà di nuovo 2/14...

Capitolo a parte per Zandalasini. Capitolo a parte anche perché ha giocato una gara a parte rispetto alla squadra. I suoi 8 canestri dal campo, tranne uno, sono arrivati su tiri in sospensione costruiti da ferma, che lei esegue con mirabile bellezza e ad altitudini dove l'aria è rarefatta. Però, sinceramente, non ho visto grossi progressi, rispetto al Milano-Broni di 5 mesi fa, nella sua interazione con la squadra, almeno sul piano della costruzione dei tiri. Detto questo, una 17enne che alla sua prima partita di playoff (e in A2) fa 21 punti con 9 rimbalzi e 30 di valutazione, sarebbe un miracolo se non fosse che con Zandalasini ti dimentichi di quanti anni ha. Poi vedi Falcone in campo nell'ultimo minuto e mezzo, cioè una giovane bravina ma normale, ti ricordi che ha la stessa età e allora ti rendi conto di cosa sia "Zanda".

I titoli (4 aprile)

A1 - Gara-1 dei quarti, che colpo Umbertide! Rimonta da -12 all'intervallo e infilza Taranto (58-66, Moss 24)

A1 - Parma soffre (-11 il 1° quarto) ma piega Priolo 59-50 con 18+15 di Kireta

A1 - Orvieto e Chieti in gita-premio, Schio e Lucca ne fanno poltiglia: 89-37 e 83-47

A2 Nord - Udine fa una partita della... Madonna (15 punti per la '91 da Busto Arsizio), è suo il colpo di gara-1: 68-73 dopo overtime a Marghera

A2 Nord - S. Martino piega alla distanza (55-47) una tignosissima Muggia: Borroni (22 con 10/10 ai liberi) non basta

A2 Nord - Con un 7-0 finale Crema piega (62-56) Alghero che da -10 al 30' aveva sorpassato; che duello tra Kozdron-Losi (22) e Chesta (24)

A2 Nord - Milano, partenza a razzo (28-16 al 10') e poi non si volta più indietro: grandina su Broni (priva di Carù... e della difesa), 82-66

A2 Nord - Le tre soprano del Sanga (Gottardi e Stabile 20, Frantini 17, tutte dal 50% al tiro in su) sono troppe per Zandalasini (21 con 8/18, 9 rimbalzi e 30 di valutazione), che pure incanta; pure 26 rimbalzi offensivi per Milano

A2 Sud - La volpe Agresti con Ariano Irpino (Grasso 16, Ma.Micovic 14) insacca 55-63 la testa di serie numero 1, Termo Spezia

A2 Sud - Soffre ma vince la Virtus Spezia con Bologna (47-44); Napoli vince il derby con Salerno (60-51), Battipaglia idem con Ancona (58-50).

A2 Sud - Le due spezzine: 8 tiri liberi a favore in coppia. Poi ci si stupisce dei punteggi bassi...

A3 - Da domani il via alla Coppa Italia a Moncalieri

Ncaa - Le semifinali (domenica 7) sono Louisville-California e Notre Dame-Connecticut

La promozione non scontata del Geas; parentesi sull'A3 e lo svincolo a 21 anni; e Giulia Arturi

Dove eravamo rimasti? 11 anni fa il Geas tornava in A2, dopo un periodo buio, vincendo la B con una squadra giovane e in gran parte fatta in casa: Censini Colico, già affermate ma solo 23enni; le rampanti Ntumba e Masha Maiorano; le "vecchie" ma neanche tanto, Dindo e Laura Maiorano; le due Turri; Papagno e Corechà; e una Zanoni adolescente ma di cui s'intravedeva già il potenziale che alla fine l'avrebbe portata più in alto fra tutte queste. Cominciava con quella promozione una nuova epoca, poi culminata con la famosa salita in A1 del 2008, e il resto è storia recente.
Il Geas (che ora proverà a fare il bis in Coppa Italia) riallaccia il filo con la storia rimettendo la freccia verso l'alto dopo il doppio "pollice verso" della scorsa estate. E lo fa nuovamente con una squadra giovane e fatta in casa, anzi ancora più giovane e più fatta in casa.
«Ridurre la promozione del Geas ad una semplice vittoria di un campionato da parte di una squadra più forte delle altre sarebbe riduttivo, oltre che errato», così esordiva, circa 3 settimane fa, l'articolo della Gazzetta dello Sport (sezione Milano & Lombardia) sul traguardo conquistato dalla compagine sestese, sottolineandone la valenza particolare per aver schierato una squadra tutta under 20 tranne Arturi, e tutta auto-prodotta.
«Non era certamente scontato che avremmo vinto 17 partite su 20 (poi diventate 19 su 22, ndMeur) con una squadra fatta al super risparmio, pur potendo contare sul miglior settore giovanile d'Italia», sottolinea poche righe dopo coach Filippo Bacchini.
L'impressione, leggendo, è che si voglia confutare qualche effettiva "vox populi" che, al contrario, considera questa promozione del Geas come un banale cartellino timbrato da chi è nettamente superiore alla concorrenza. :unsure: In effetti i pronostici d'inizio stagione erano piuttosto unanimi, tranne quello di Bacchini, il quale è noto per una certa, diciamo così, saggia prudenza nei pronostici sulle proprie squadre (l'anno scorso non si considerava tra le prime favorite alle finali nazionali U19, mentre il resto d'Italia lo dava quantomeno alla pari con Venezia, se non sopra...). :blink: Ma è abbastanza frequente presso gli allenatori.
Io seguo l'opinione della maggioranza: il Geas era identificabile fin dall'inizio come la squadra più forte di quel girone. C'erano due o tre squadre (Torino, Genova, Moncalieri) con un quintetto paragonabile, c'erano certamente squadre più stazzate e più esperte, ma non c'era nessuna in grado di reggere 40 minuti contro le 10-giocatrici-10 del Geas, né sull'arco delle 22 partite commettendo meno passi falsi. Tutte le giovani del Geas hanno vestito maglie di nazionali giovanili o almeno rappresentative regionali. Nulla di paragonabile nelle altre squadre. Alcune di quelle ragazze, poi, avevano già dimostrato qualcosa a livello senior, arrivando in finale di B con Costamasnaga l'anno scorso.
Quanto al "super risparmio", è sempre un tema spinoso da trattare, perché bisognerebbe avere i conti di tutti (che giurano di aver fatto la squadra con due euro, massimo tre), e poi non è che sia costato poco allevare tutte quelle ragazze da quando erano in fasce fino ad oggi. Senza dubbio quest'anno avranno preso poco o nulla di rimborso spese, contro qualche centinaio d'euro al mese per le migliori delle altre squadre; ma se consideriamo appunto i costi di svezzamento delle giocatrici negli anni, anziché prenderle fatte e finite da fuori, non siamo su cifre bassissime, temo.
E poi c'era una giocatrice come Arturi, la quale, ricordiamo, l'anno scorso aveva 16 minuti di media in A1, qualcosa senza paragoni nel resto dell'A3 attuale. Se hai la fortuna di averla gratis, non per questo il "super-risparmio" è sinonimo di modestia dell'organico… Per capirci, se Diana Taurasi per motivi misteriosi venisse a giocare gratis nell'A1 nostrana (paragonabile a un'Arturi in A3), la squadra che la prendesse sarebbe favorita a prescindere dal costo, a meno che il resto dell'organico non fosse orrendo.
Certo, con una lunga senior in più (tipo Zanon e Vujovic, entrambe contattate a suo tempo) sarebbe stata ancora più netta la supremazia del Geas, perché oggettivamente sotto canestro c'era una certa fragilità (Meroni e Bonomi sono due mezze lunghe), ma il dominio fra le esterne è stato sufficiente, nonostante la quasi indisponibilità del gioiello Kacerik per tutto l'anno. Ma in definitiva, se Venezia l'anno scorso in B aveva finito imbattuta con Meneghel più le giovani, perché il Geas non doveva fare qualcosa di simile con Arturi più le giovani?

Favorite, però, non vuol dire che la promozione sia stata scontata. Altrimenti è tutto scontato. Lo scudetto di Schio (ancora da conquistare, peraltro), le promozioni di Venezia e Ragusa, così come mille altre vittorie del passato sono prevedibili, ma se "scontate" vuol dire togliere valore alla fatica fatta per conquistarle, allora è scorretto dirlo.
Avendo (io) militato in squadre che, seppure in campionati di infimo livello, hanno anch'esse vinto da favorite, capisco benissimo come girino i marroni se, dopo il mazzo che ti sei fatto, nessuno o pochi ti danno credito per l'impresa, storcendo la bocca a dire "Eh, vabbè, era scontato che vincevate… Troppo forti, non avevate avversari". Di scontato non c'è nulla. Bisogna essere bravi a vincere anche da favoriti. E comunque essere favoriti, cioè forti, non è mica un disonore. Bravo tu, se sei più forte.
Per fortuna, poi, c'è stata quella partita decisiva a Torino che ha dato qualche tinta epica al traguardo. Che peraltro sarebbe stato al 99% conquistato anche perdendo di qualche punto, cioè conservando la differenza canestri, per poi battere Cagliari e Carugate nelle ultime 2 giornate. Male che andava c'erano ancora i playoff. Però, insomma, vincere in volata dopo una rimonta dal -13 del 1° quarto, un pizzico di eroismo l'ha richiesto. Per il resto, a essere sinceri, tutte le vittorie (a parte l'ultima di 3, a Carugate, senza implicazioni di classifica) sono giunte con uno scarto cospicuo, macinando le avversarie già all'inizio oppure alla distanza, stroncandole con la panchina infinita di cui dispone Bacchini. Vittorie quasi fisiologiche, più che frutto d'epiche conquiste. Non era scontato, no, che fosse così. Ma era quasi sistematico. Quel momento di difficoltà a inizio ritorno, in fondo, ha reso un po' più umane queste ragazze già super-decorate e super-vincenti, dando più valore alla loro impresa finale a Torino.

Resta però l'impressione che non fosse un campionato, diciamo così, di livello stratosferico.
E da qui approfittiamo per aprire una parentesi: quanto vale questa A3? E' davvero il "campionato di sviluppo" che doveva essere quando fu ideata? O è vero quel che dicono pure alcuni utenti qui sul forum, cioè che il vero sviluppo è in A2 (o persino in A1 per via dell'attuale crisi economica che ha svecchiato organici)?
Non darei una risposta drastica al riguardo. Senza dubbio in A2 ci sono quasi tutte le migliori giovani, quelle d'interesse nazionale (e l'anno prossimo non ci saranno, credo, casi particolari come Venezia della scorsa stagione e il Geas di questa); per queste ragazze l'A3 è riduttiva, ci possono stare un anno ma poi via il prima possibile, se l'obiettivo è l'alto livello. Però, se anche ci restano un anno, è comunque più utile della B regionale, dove evoluiscono giocatrici di tutto rispetto (Laura Fumagalli o Vera Ponchiroli, per dirne due che militano in Lombardia) ma il gioco è troppo diverso, troppo "amatoriale" per le esigenze di una giovane che vuol salire in alto (sebbene anche qui ci siano eccezioni, ad esempio a Spreafico, Pasqualin e Bestagno un anno in B2 a Cantù, 4 anni fa, servì). Credo che con la riduzione dell'obbligo a 4 "under" si sia raggiunto un equilibrio che salvaguarda i posti per le giovani ma non strozza troppo le società. D'altronde è un campionato, per chi si ricorda le trattative che ne portarono alla nascita, frutto di una serie di compromessi tra Fip e Lega. Forse il prodotto è un ibrido che nessuna delle due parti avrebbe voluto se avesse scelto liberamente; ma se non altro si è salvata l'esistenza di una terza serie nazionale, evitando il maxi-calderone della B unica che piaceva a pochi; mentre la federazione viene placata con le 4 under per squadra. Non è il migliore dei mondi possibili, ma nemmeno il peggiore. ^_^

Un allarme può suonare per le società di A3 che non abbiano un certo numero di giocatrici di proprietà. Perché dall'anno prossimo, cioè da luglio 2013, entra in vigore lo svincolo a 21 anni con parametro da pagare (beneficiaria principale l'ultima società ad aver fatto il tesseramento che precede lo svincolo) per tutte le "over" di nuovo tesseramento. Il che significa che se non hai cartellini già in casa, non hai giovani e le veterane attuali ti piantano, dovrai tirare fuori un discreto ammontare di danaro per fare la squadra.
E allora, per tornare al Geas, appare evidente che tiene in mano il futuro, perché ha allevato un manipolo di giocatrici in grado di stare in campo almeno in A2, e più ne produce più potrà smistarle "a parametro" negli altri lidi. Ci dicono gli esperti che in futuro converrà di più la produzione all'ingrosso di giocatrici medio-buone piuttosto che quella di un singolo fenomeno. In effetti una Zandalasini, con questo sistema, se non viene venduta prima dei 21 anni poi ti va via al parametro fisso e ti frutta meno che se produci 5 o 6 dignitose ma non eccezionali Gine Verdi che giocano in A2. (Il tutto comunque è da approfondire, sono solo previsioni a spanne).

E allora si capisce ancor meglio cosa intendeva la Gazzetta parlando di Geas modello societario in tempi di crisi. Un po' di scetticismo è lecito (non è che dappertutto si possa prendere il fior fiore delle annate giovanili e tirarlo su, appunto perché se vanno già al Geas non vanno altrove, e nel femminile non ci sono 50 giocatrici buone per ogni anno... ergo il modello è difficilmente eguagliabile), però è vero che i regolamenti futuri sembrano indicare che la strada per campare a livello economico sarà quella di prodursi le giocatrici in casa.
Ma il futuro immediato del Geas, cioè l'anno prossimo, come sarà? Non so se i piani prevedano di emulare Venezia e tornare subito in A1 (ho qualche dubbio, dopo le prese di posizione del pres. Mazzoleni contro l'attuale sistema della massima serie, che non mi pare drasticamente cambiato nel frattempo...), però di sicuro verrà fuori una squadra competitiva con qualche moderata aggiunta all'organico già in casa. Un'incognita è l'eventuale salita del Sanga in A1, che potrebbe da un lato prendere qualcuna e dall'altro liberare qualche veterana; ma è prematuro pensarci.
L'importante, ora come ora, è che il Geas sia tornato là dove oggi è più giusto che stia.

Ma la chiusura la voglio dedicare a Giulia Arturi. Qualcuno forse ricorderà che in autunno ebbi una pacata divergenza d'opinioni :huh: col pres. Mazzoleni, il quale sosteneva l'elevata valenza morale della scelta di Arturi di scendere in A3 col suo club, mentre io ne sottolineavo il triste e immeritato sminuimento (dal battagliare con le divine Sottana e Marija Eric, per dirne due, all'incassare sgrugnoni da umili ragazzotte di A3 nel disperato tentativo di fermarla; dal palasport di Taranto gremito e luccicante allo scivoloso parquet di Ghezzano con fuga a Pisa per completare la partita rimasta a mezz'asta...), col rischio di compromettere la sua carriera ad alto livello e ricavando, al massimo, una gloria a metà, perché se un play che viene da 16 minuti di media in A1 fa la differenza in A3, be', puoi dirle "brava" ma è come se un peso massimo combattesse coi pesi medi, o giù di lì.
Può darsi che ci fosse del vero in entrambi i punti di vista, di Mazzoleni e mio. Dipende da cosa si guarda. E' vero che la carriera di Arturi, come giocatrice d'alto livello, ha subìto una battuta d'arresto. Ma è anche vero, mi fa piacere dirlo nonostante contrasti con la mia iniziale posizione, che moralmente e simbolicamente c'è molto significato nel suo accompagnare la sua società di sempre (nonché della madre) nella risalita là dove l'aria è più respirabile.
E l'ha fatto secondo il suo stile, cioè (ci sembra) calandosi con la massima umiltà nella categoria (anzi, se lei ha un difetto a livello caratteriale è forse la troppa umiltà, perché a volte un pizzico di sana arroganza aiuta a non dover dare sempre 11 per ottenere 10; ma in Arturi non ho mai visto nulla di ciò), lasciando il palcoscenico alle varie Barberis, Gambarini e compagne per due terzi di stagione per poi prendere in mano la situazione nelle partite decisive, quando le giovani stavano mostrando un po' la corda. Come se avesse detto: "Ok, ragazze, siete state brave ad arrivare fin qui. Ma adesso tranquille, ci penso io".
La sua immagine mentre taglia la retina nella festa promozione, con l'aria felice come se avesse vinto lo scudetto, resterà tra le migliori di questa stagione di basket femminile.