Dopo la cappa depressiva che tutto sembrava avvolgere sul finire dell'estate scorsa, con la Comense, Alcamo e il Geas scomparsi dalle mappe dell'A1, e il fondato timore che altri lutti si sarebbero aggiunti a stagione in corso, abbiamo trovato in questi mesi qualche motivo per ritrovare fede che esista un futuro, un po' come gli scampati a un fungo atomico che timidamente mettono la faccia fuori dal rifugio e s'accorgono che non tutto è crepato, e c'è persino qualche fiore che sboccia qua e là nel deserto. 
Questi segnali di speranza non consistono semplicemente nel fatto che finora sia morta solo un'altra società di A1 (Faenza) o che, se persino il volley donne di A1 è rimasto azzoppato a 10, è quasi un mal comune mezzo gaudio e le colpe specifiche del basket si riducono (sarebbero magre consolazioni, e poi c'è da toccarsi in vista della prossima post-season, quando i lutti societari potrebbero riprendere, visto che l'Italia intera sta chiudendo bottega). La principale è che di giocatrici giovani ne stanno venendo fuori. Più in A2 che in A1, ma non sorprende. L'A2, bisogna dirlo, quest'anno è stata un bel successo, relativamente alla propria ragion d'essere. Ha suscitato interesse nelle piazze coinvolte, ha proposto un buon livello tecnico (non sempre un giuoco spettacolare, ma è normale) con due squadroni come Venezia e Ragusa che hanno dato vita a una finale di Coppa Italia parecchio migliore dell'anno scorso. Effetto involontario della crisi dell'A1, con posti di lavoro volatilizzati, è stato che molte giocatrici di gran vaglia si sono rifugiate al piano di sotto.
Bisogna poi dare merito alle società - non tutte, ma un buon numero - che si sono attrezzate molto bene per la comunicazione (tra pagine Facebook, canali YouTube eccetera) e a siti come Basketinside.com, che ha coperto alla grande la stagione con una serie di articoli e, novità maggiore, servizi fotografici da molti campi. Certo, non è roba che basti per allargare a dismisura la cerchia degli appassionati, però soddisfare quelli che già ci sono, evitando che scappino, è un buon risultato. A mio parere chi ha seguito l'A2 quest'anno si è divertito parecchio (e molto del meglio, con playoff e playout, deve ancora venire).
Ma qui volevamo parlare di giovani. La finale di Coppa Italia, la scorsa settimana, ha proposto una straordinaria Pertile come mvp. Ci pare rientrare in quella categoria di giocatrici talentuose che vanno soggette a sbalzi di rendimento (in stagione ha 9,5 punti di media ma con oscillazioni tra i 2 e i 23), ma giovedì contro Ragusa ha avuto un picco altissimo, segnando 26 punti di cui una serie decisiva nell'ultimo quarto, abbinando completezza tecnica (perché ha segnato da 3, in arresto e tiro dalla media e da sotto) e doti caratteriali, prendendo in mano la situazione in mezzo a tante veterane ex A1 da una parte e dall'altra. La vedemmo giocare per la prima volta in un Virtus Spezia-College Italia del 2011 e ci piacque a prima vista. Forse per vari motivi ha tardato a sbocciare più di qualche altra, ma può darsi che tra le ragazze d'oro del '92 (quelle di Lucchesi) sia proprio lei ad avere il futuro migliore.
Nella stessa finale c'erano anche Carangelo (già affermata ma pur sempre una '92), Melchiori, Penna e le altre più giovani di Venezia; e dall'altra parte Galbiati, che ha avuto una stagione sorprendente a Ragusa (il talento era già noto, ma non era scontato che sapesse riconvertirsi così rapidamente in una pedina da squadra di vertice, avendo sempre giocato a casa, in una squadra con obiettivo salvezza e in cui aveva quasi carta bianca).
Poi, se guardiamo la classifica marcatrici, è chiaro che la vediamo dominata da giocatrici in età matura, però abbiamo una Maffenini ('92) terza alla sua prima vera stagione senior; una Rulli ('91) rullante sia a livello realizzativo che rimbalzistico; poi Bocchetti, Cigliani, Manzotti, Porro, Reggiani, Pastorino (che non segna molto ma è diventata efficacissima in tanti settori del gioco), oltre ovviamente a Zandalasini che è una categoria a parte.
Queste e altre sono ragazze che, se ci fosse l'occasione giusta, potrebbero, con gli opportuni miglioramenti, giocare in A1. Se guardiamo i rosters dell'A1 di quest'anno, vediamo che un ruolo dignitoso, sebbene non da prime attrici, l'hanno svolto giocatrici non superiori, o non molto superiori, a quelle appena nominate, come Pavia, Baggioli, Giordano, Gonzalez, Fassina, Ferretti, le due Dotto, Striulli , Bestagno , Pasqualin (prima d'infortunarsi) e sicuramente ne dimentico qualcuna [NB: segnalazione Nikolo: Milazzo]. Aggiungiamo Sottana, Crippa, Cinili, Consolini, Gorini, Spreafico, le quali avevano già dimostrato buone cose in A1 (od ottime, nel caso della prima), e aggiungiamo dal lato opposto della piramide le giovani del Geas che l'anno prossimo saranno in A2 (a meno che qualcuna non abbia già occasioni al piano di sopra), e potremmo avere una generazione di giocatrici dall'88 in giù capaci di dare un ricambio a quelle attualmente in età medio-vecchia.
La necessità è impellente perché, se l'unica italiana tra le prime 20 marcatrici è la 35enne ex pluri-infortunata Donvito, e se Masciadri e Macchi scivolano ormai sotto la doppia cifra di media, c'è di sicuro un problema serio, al momento. Ma forse il futuro non è così tragico. Poi, con la riduzione di una straniera e il ritorno a 14 squadre (non ci si arriverà? Bè, ma almeno 12 o 13 sarà sempre meglio di 10...), lo spazio in più per le italiane ci sarà. Perlomeno per fare in modo che chi merita emerga.
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