Mentre per i playoff di A1 sembra esserci un esito già scritto (anche se Schio dovrà stare attenta a Taranto in semifinale), quelli di A2 Nord lasciano molto più spazio all’immaginazione. Oltre ai dubbi sull’effettiva volontà, da parte delle 8 squadre in lizza, di sbarcare in A1 (Ragusa e Venezia avevano programmato il salto, se salisse una delle due spezzine al Sud potrebbe valere lo stesso discorso, ma qui al Nord chi c’è di pronto alla seconda promozione?), sui quali preferiamo non almanaccare, molto sembra dipendere dalla condizione con cui ogni squadra arriverà alle partite decisive. Tra gli organici, infatti, non vediamo quella differenza netta tale da mettere la più forte al riparo da sorprese se l’avversaria si trovasse in maggior spolvero.
Tra il duo S. Martino-Milano e il resto del plotone il divario in classifica è stato ampio, ma c’è parso dipendere soprattutto dal buon rendimento che le due hanno saputo tenere per tutto l’anno, al riparo da sbalzi se non occasionali (nessuna delle due ha perso più di 2 partite di fila).Però ad esempio Muggia, al suo massimo, non è necessariamente battuta se S. Martino non è la macchina da guerra che ha travolto Milano nell’ultima di stagione regolare. Infatti nella terzultima giornata Muggia ha vinto a S. Martino. Borroni è la miglior giocatrice in campo in questa serie; Palliotto e Ljubenovic possono contrastare il trio Sandri-Jagodic-Sbrissa sotto canestro. Su Muggia si sentono pareri opposti: c’è chi dice che ha già vinto il suo “scudetto” arrivando ai playoff dopo i triboli societari e quindi è già in vacanza; c’è chi sostiene invece che è una mina vagante da evitare assolutamente, e non si stupirebbe di una sorpresa, specie se S. Martino pagasse il “riflusso” dopo aver spinto al massimo per la Coppa Italia in casa sua. Ma nel complesso la somma degli indizi fa propendere per S. Martino.
Detto che siamo molto curiosi anche per le serie fra Marghera e Udine, che hanno disputato un ritorno in calando ma restano buone squadre (Rossi la pedina che potrebbe far pendere la bilancia da parte friulana, ma come squadra si fa preferire d'un soffio quella veneta, se non altro perché una Georgieva ce l'ha mentre quella udinese è rimasta bloccata…), e fra Crema e Alghero (come squadra, impianto di gioco ecc. si fanno preferire le lombarde, ma non scommetteremmo contro Chesta e Zanardi), ci soffermiamo su quella che inizia domani, 24 ore in differita rispetto alle altre.
Il confronto tra Milano e Broni appare quantomai stimolante. Intanto è un derby, e quindi già per questo è una serie più calda della media. Tra Viking e Gradinata Agitata, i due gruppi "ultras", ci sarà un bel frastuono.
Ma saremmo delusi se non ci fosse anche equilibrio, almeno per buona parte di ogni gara. Tra le due squadre non ci sono i 14 punti di differenza che indica la classifica. Milano ha reso al massimo del suo potenziale (sì, ha avuto un paio di scivoloni, ma - querelle arbitrali a parte - sono una quantità modica in una stagione intera; era difficile far meglio di 20 vinte-6 perse), a Broni invece è sempre parsa mancare la lira per fare il milione. Per 3 quarti di stagione ha sistematicamente vinto con le squadre più indietro e perso con quelle davanti. Poi ha fatto un salto di qualità battendo Crema e S. Martino, ma perdendo con Udine all’ultima giornata s’è bruciata 2 posti, dal sesto all’ottavo. Un risultato che, a nostro parere, le sta stretto (la vedevamo tra le prime 4-5 nei pronostici prestagionali, forse sopravvalutandola ma il 6° posto era appunto abbordabilissimo); e se c'è una squadra cui si attribuisce il ruolo di possibile "mina vagante" è proprio quella pavese.
L’organico di Broni è completo, più profondo di quello di Milano. Non ha, certo, 4 giocatrici super come le veteranissime del Sanga. Però ha una rotazione da 9 contro una da 7 (massimo 8 sommando scampoli di Pulvirenti con scampoli di Montuori). La lèttone Surkusa, dopo aver zoppicato all’inizio, è salita di rendimento. Idem Zamelli, Carù e Bergante. E poi c’è il fattore-Zandalasini, una delle incognite più interessanti di questa serie. Di fatto è il suo primo grande esame a livello senior. Giovedì in gara-1 cercherà di non pensare al compito in classe che l'attende l'indomani a scuola (ipotizzo) e di vincere il duello contro veterane che erano già affermate mentre lei andava all'asilo.
La partita di andata, a Milano, fu emblematica. Zandalasini ebbe lampi isolati di grande bellezza, ma a livello d’efficacia fu travolta da un’indemoniata Frantini, che le segnò, a un certo punto, 3 triple in faccia consecutive. Frantini che gioca mezzo metro sotto l’altitudine cui arriva “Zanda”, che non ha leve lunghe e affusolate né l’aria dinoccolata tipica dei talenti che sprizzano da ogni poro. Ma Frantini che da una vita sfrutta il suo potenziale al 110%, rendendo più di molte compagne o avversarie rispetto alle quali non le daresti nessuna chance. Con commozione (per il tempo trascorso) ricordiamo, ad esempio, il Geas stagione 2005/06: il compianto Natalino aveva assemblato una pattuglia di giovani lunghe tutte alte, fisicate, coordinate, dalla mano morbida, cioè Rovida, Calastri, Visconti, Contestabile e da metà anno pure Vujovic, eppure in campo chi tirava la carretta erano le non longilinee Censini e Frantini.
Quella volta al PalaGiordani difficilmente fa testo. Broni era in stato confusionale, accusava il colpo della sconfitta di 3 giorni prima con Valmadrera, si fece asfaltare senza batter ciglio (79-46) e fu l’ultima volta con P. Fassina allenatore. Più attendibile la partita di ritorno, a inizio febbraio, quando le difese tattiche di Piatti (in particolare una box and one su Zanon) contribuirono a ingabbiare l'attacco milanese per metà partita. Poi Frantini segnò 16 dei suoi 18 punti di giornata nel secondo tempo, sfruttando i varchi lasciati dalle scelte difensive di Broni. La quale comunque lottò fino in fondo, rimontando nel finale da -14 a -2 prima di essere respinta (finì 50-58).
Questi due precedenti sembrerebbero indicare in Frantini l'arma principale per Milano in questa serie, forse perché le sue caratteristiche s'incontrano bene coi punti deboli di Broni. In realtà però Frantini ha finito la stagione regolare in calo offensivo, mentre Zanon e Gottardi sono state le maggiori trascinatrici del Sanga nelle ultime 5-6 partite (in alcuni casi anche Stabile). Dato che Piatti tende ad attuare alchimie difensive, bisognerà vedere che scelte farà e come Milano saprà o non saprà neutralizzarle.
A favore del Sanga c'è che, durante la stagione, le squadre maggiormente in grado di farlo soffrire sono parse essere quelle dotate di aggressività e dinamismo. Caratteristiche non peculiari di Broni, che non è lentissima ma rientra più nel novero delle squadre "compassate" che in quello delle "ruspanti". Giocare a difesa schierata contro Milano, che sia a uomo sia a zona sa blindare l'area, è quasi sempre risultato perdente, a meno di azzeccare percentuali alte da fuori; cosa che però nei playoff, con la tensione e tutto, è ancora più difficile.
In più, Milano sembra avere in Pastorino una delle poche giocatrici in grado di non subire Zandalasini sul piano atletico. Così come la stazza di Surkusa non spaventa Zanon, mentre Zamelli è per certi versi una Frantini meno forte (però occhio a qualche eventuale motivazione-extra, visto che 3 anni fa lasciò il Sanga bruscamente), la miglior Carù è inferiore alla miglior Gottardi, idem per Bergante contro Stabile.
E dunque, Milano favorita netta? No, perché c'è l'incognita delle condizioni, come dicevamo all'inizio. Il Sanga è arrivato all'ultima partita con una selva di acciacchi; sperava di recuperarli nella pausa ma solo domani vedremo se c'è riuscito. Stabile è la chiave, da questo punto di vista, perché è l'unica cui le Pinottiane non possono sopperire qualora non sia al meglio (Pulvirenti purtroppo è stata bocciata). Fortunatamente per lei, Broni non è, come dicevamo, di quelle squadre che potrebbero sfiancarla a suon di pressing e randellate.
Broni invece è arrivata col segno "+" alla fase decisiva. E con la sua panchina lunga può avere più benzina sull'arco degli 80 o 120 minuti di una serie. Con in più la sensazione di aver dato, finora, il 70-75% di se stessa, non di più; e quindi di poter esplodere proprio al momento giusto, se il cerchio quadra e il quadro cerchia.
Se dovesse insomma essere un 5 contro 5 in autunno saremmo più sicuri nel propendere per Milano; 10 contro 10 in primavera è più incerto. Anche perché sarà una serie con pressione probabilmente maggiore della media, e c'è da vedere come reagiranno entrambe le parti (l'anno scorso, a mio parere, le pur esperte milanesi ne risentirono, in gara-3 con Muggia, vedi l'apparente panico generalizzato nell'ultimo quarto). Ohibò, poi magari viene fuori una serie a senso unico.
Se già i quarti sono difficili da pronosticare, figuriamoci la promozione. Chiaro, il +27 di S. Martino su Milano, se fosse attendibile al 100%, sarebbe una mezza ipoteca. Ma se è vero che il Sanga era malconcio, e ha alzato bandiera bianca appena capita la mala parata, mentre S. Martino era al top per la coppa (e comunque ci sarà una pressione diversa in un'eventuale finale, eccetera), allora a inizio maggio potrebbe anche ribaltarsi l'esito. Parliamo di loro due perché di candidature credibili, fra le altre, non ne sono finora emerse. Però manca un mese e la strada è lunga.
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