lunedì 30 marzo 2015

La week en rose (83)

Domenica 22/3 - Terzultima di A1 con una svolta potenzialmente decisiva per la stagione: Ragusa scivola in casa con Venezia (49-57) e consegna al 99% il primato a Schio. Era già da qualche settimana che le siciliane scricchiolavano, stavolta sono cadute come una mensola che s'abbatte per il crollo dei malfermi sostegni. :cry: Abbiamo seguito il secondo tempo via streaming ed è sempre uno spettacolo spiacevole quello di una bella squadra che implode. Perché la contro-prestazione di Ragusa dopo il 27-19 dell'intervallo è stata atroce: 8 punti segnati nei primi 15 minuti della ripresa; Venezia pur senza fare miracoli ringrazia e sorpassa (35-43, poi 39-50 a 2' dalla fine), Ragusa ha il classico sussulto di quando la situazione disperata toglie un po' di pressione alla squadra in paralisi, e trova due triple con Ivezic, ma non arriva mai a contatto. Dotto e Carangelo le migliori come valutazione per Venezia, che si conferma dopo il trionfo in Lega Adriatica, ma davvero Ragusa è l'ombra dello squadrone che aveva incantato per tutta l'andata.

Andando per ipotesi, forse quando Schio è tornata schiacciasassi dopo aver inserito bene Yacoubou, è stata una mazzata psicologica per le siciliane, che sotto sotto hanno forse intuito che, fattore-campo in finale o meno, dovranno fare un miracolo per strappare lo scudetto alle detentrici. :huh: O forse Ragusa s'era espressa sopra il suo potenziale per metà campionato, poi sono venuti fuori i suoi limiti, perché in effetti non è che l'organico sia fantascientifico: se Pierson e Walker non cantano e portano la croce, è una squadra che vale quanto (o appena un pizzico più di) Venezia e San Martino.
Schio ovviamente non si fa sfuggire l'occasione, anzi umilia Umbertide in modo imbarazzante come era già avvenuto in semifinale di Coppa Italia: 67-30 evitando d'infierire nell'ultimo quarto (10-10), in cui han giocato vari minuti le bebè Putti e Reani. Le umbratili umbre tirano 14/55 dal campo.
Grande maratona fra Lucca Napoli: vincono le diamantiane 85-84 dopo 3 supplementari. Ma, come già successo per Schio-Ragusa (anche se poi si è rivelato ininfluente), esulta quasi di più chi ha perso, perché protegge il +2 dell'andata. Fontenette monumentale con 36 punti, 9/10 da 2, 3/5 da 3, 9/11 ai liberi, 44 di valutazione oltre alla tripla del pari al 40' (di là maggior distribuzione, Milic 21 e Templari 18). Nel terzo overtime, dove le squadre sono stracotte oltre che falcidiate dalle uscite per falli, Lucca allunga a +4 ed è decisivo per vincere, ma un canestro da 2 di Bocchetti sulla sirena lima lo scarto quanto basta.
Per il resto da segnalare la vittoria di Battipaglia su Cagliari nello scontro diretto per l'8° posto-playoff, con 17 di Tagliamento (senza però ribaltere la differenza canestri) e l'ennesima grande prova però perdente di Bestagno (18 punti, 9 rimbalzi e un mostruoso 15 falli subiti) contro S. Martino, in cui Vigarano ha rimontato da -25 a -1 ma non è bastato. Ora c'è un doppio turno ravvicinato, mercoledì e sabato, a chiudere in fretta la stagione, così le società che non hanno la disgrazia di fare i playoff potranno evitare di sborsare la mensilità di aprile. :blink:

Domenica 22/3 - A2 Poule Promo, seconda di ritorno. Nel girone D, si qualifica con largo anticipo alla finale Castel S. Pietro, che timbra il "settebello" senza macchia espugnando il minato terreno di Crema dopo 2 overtime (77-80), rimontando lo svantaggio dei primi 3 quarti. Ballardini 21 punti con 5/18 dal campo ma 9/11 ai liberi e 5 assist; di là ne fa 21 la giovane Rizzi. Micidiali le bolognesi di campagna nei finali in volata in questa Poule, anche se di volata son perite quando c'era un trofeo in palio, ovvero in semifinale di Coppa contro il Geas, perciò è presto per dire se questa loro dote conterà nei playoff. :unsure: Ai quali dovranno stare attente a non arrivare mentalmente scariche per la qualificazione anticipata. Questo forse è più un mito che una realtà (appunto quello che se ti qualifichi troppo presto poi t'ammosci), ma l'anno scorso al Geas capitò così.
Continua l'ascesa di Vicenza, con ogni probabilità però tardiva: espugnata Genova nell'anticipo di venerdì 20 con un difensivistico 39-42. Solo 3 punti nel 3° quarto per le concittadine di Crozza, a differenza del quale è assai serio il loro presidente Besana quando nel dopopartita, come abbiamo già visto su questi schermi, rampogna le giocatrici. In effetti l'assenza di Visconti, per quanto gravissima, non è una foglia di fico che possa giustificare tutto: è la settima partita di fila (cioè tutte quelle della seconda fase) in cui Genova in almeno un quarto segna meno di 10 punti, brutto vizio. -_-
Torino passa a S. Marinella decollando nel 2° tempo, ma perde O'Rourke (14 punti in 14') e Ntumba (12+12) per infortunio. :o: Si parla di contusione al ginocchio per la prima e scavigliatura per la seconda, in ogni caso non invalidate a lungo termine. In ogni caso la sconfitta di Crema mette le piemontesi con mezzo piede in finale.
Nel gir. E, già detto del big match Geas-Bologna, si spacca definitivamente la classifica tra le prime 3 e le altre, giacché Ferrara fa fricassea di Alpo (84-35 da 44-12 all'intervallo; veronesi in progressiva perdita di competitività), e Ariano pur faticando regola Broni (59-51) con una Santabarbara... esplosiva (vabbè, 12 punti ma per contratto debbo fare calembours da quattro soldi sui cognomi). :sick:

Domenica 22/3 - A2 Poule Retro, telegrafica. C'è molto equilibrio in ambo i gironi e questo è positivo (tranne per chi rischia). Nel gir. F, sorpresa di Salerno ai danni del Belize Roma fin qui imbattuto: le campane sembravano candidate a fare i playout e invece si sono riportate nel gruppone. In cui scivola Milano perdendo in casa con Civitanova (58-66) dopo una fiammata da -10 a +2 tra il 4' e l'8' dell'ultimo quarto. Il Sanga dopo Gottardi perde anche Maffenini (inguine): qualche tempo fa qualche utente si chiedeva perché Maffenini, che a volte appare un fenomeno, non gioca in A1. Se non ho già risposto provo a farlo ora: perché purtroppo non riesce a stare sana per un periodo di tempo continuato (anche quando gioca, spesso è affetta da guai e acciacchi). :cry: In compenso le milanesi stanno scoprendo sempre più Ruisi e Colli, ma non basta contro una squadra scafata come Civitanova.
Nel gir. G, detto di Biassono-Carugate, altre due sorprese: Albino stende Stabia (63-62), Muggia sblocca lo zero con Viterbo. E ora a parte Muggia sono tutte lì nell'arco di 2 punti (Stabia però ha una partita in meno).

Domenica 22/3 - Infine A3, dove si decidono altre 2 promozioni dirette: nel gir. A, Empoli vince il big match con Castelnuovo e sale; gran collettivo, quello toscano, senza stelle ma granitico, tant'è che ha vinto mille volte in volata battendo 2 volte su 3 Costamasnaga che è palesemente più forte. Nel gir. B, il Progresso Bologna di Zanoli, Gorla, Romagnoli, Nannucci e varie altre note taglia a sua volta il traguardo, coronando un gran... progresso nella fase a orologio (7 su 7) dopo una prima fase incerta. Quante promozioni e Coppe Italia ha conquistato Zanoli, vera regina delle serie cadette, cominciando da quel famoso 2005 in cui condusse a sorpresa Cavezzo in A1 con una prova-monstre nel match decisivo con Vicenza, a soli 21 anni? S'è perso il conto.

Nella foto: il "selfie" celebrativo del Progresso Bologna, polemicamente intitolato su Facebook "La rivincita delle figurine".


domenica 29 marzo 2015

La week en rose (82)

Giovedì 19/3 - March Madness, ovvero il torneo Ncaa che impazza in questi giorni negli Usa. Ma March Sadness, ovvero poca trippa, per le varie italiane attualmente militanti nei colleges d'oltreoceano. Antonia Peresson è stata eliminata in semifinale del torneo della ACC Conference contro North Carolina (davanti a oltre 5000 spettatori), cosa che le ha impedito di partecipare al torneo Ncaa (ci vanno le vincenti di ogni torneo di conference più altre squadre invitate dal "comitato di selezione") ma non di guadagnarsi gli onori di un video virale su YouTube, per via di una tripla da metà campo, una delle due da lei segnate in quella partita (6 punti in 23').

Sorte simile per l'altra '95, e altra ex-Venexia, Allegra Botteghi che con Providence ha perso al primo turno del torneo della Big East contro Marquette; per lei zero punti in 3'.
Martina Mosetti, con Boston College, se non abbiamo inteso male non è nemmeno approdata al torneo di Conference, avendo avuto un'annata di soverchie sconfitte (17 su 30 partite). Lei comunque ha avuto un buon minutaggio.
Ancor peggio, come bilancio, per Sara Hernandez, approdata a Portland per ottenere 4 vittorie e 26 manrovesci. Inevitabile che il torneo Ncaa l'abbia visto col binocolo. E lei per tutto l'anno il campo non l'ha visto molto, avendo totalizzato una manciata di minuti di media con 1 punto a gara.
Ashley Ravelli, con la sua Robert Morris, lo scorso anno era andata al torneo Ncaa vincendo appunto il torneo di Conference (che è assai minore rispetto a quelle più importanti, ma come tutte dà diritto a un posto), ma quest'anno si è fermata a un passo dal traguardo, perdendo la finale di Conference domenica 15 contro l'outsider St. Francis. La nostra è stata la miglior marcatrice delle sue con 17 punti.
Anna Djedjemel, altra ex Vittuone come Ravelli, milita in Division II (se non erriamo) e il suo Odessa Junior College non è riuscito manco lui a vincere la Conference.
In ogni caso brave tutte per la scelta di vita che hanno fatto. In attesa di sapere se Zandalasini si unirà alla pattuglia il prossimo anno.

Sabato 21/3 - Con ardimento tentiamo un'impresa impossibile ai comuni mortali: vedere due partite quasi in contemporanea, o meglio scampoli d'esse, nella medesima serata. Prima tappa a Biassono, nel pressostatico che sorge presso la cinta del Parco di Monza, nel punto più vicino all'autodromo. Che però, ovviamente, di sera tace, mentre s'alzano le urla dei supporters del team casereccio e di Carugate, per questo delicato derby della Poule Retrocessione. Con Carugate a 8 punti (ma in serie negativa da 2) e Biassono a 4 (ma reduce dallo scontro diretto vinto a Muggia), l'esito può cambiare le sorti della stagione di entrambe, distanziandole definitivamente oppure riportandole a stretto contatto.
Arriviamo però, causa forza maggiore, già all'8'30", fortunatamente senza nulla di fatto, giacché la prima cosa che vediamo è Frantini che con un 1/2 ai liberi giustappone il punteggio a 13-13 (che rimane tale a fine 1° quarto), quindi è come iniziare da 0-0. Assistiamo a un interessante 2° periodo. Si gioca a ritmi alti, Biassono inizialmente sparacchia in malo modo da 3 mentre Stabile, molto attiva, realizza una tripla cui segue un contropiede di Robustelli per il 15-18 dopo 13'30".
Biassono ha però il merito di non scomporsi per gli errori commessi, e insistere sullo stesso metodo della tripla rapida: e dopo un canestro di Alessia Colombo dalla media, arrivano 4 bombe praticamente di fila, di cui due di Laura Rossi, una '97 ai margini del giro della nazionale U18, che non ha il dono della selezione di tiro ma indubbiamente ha quello dell'intraprendenza. Ne segna una la specialista Gargantini e una, di tabella, la già nominata Alessia Colombo, una mezza lunga che a volte sembra un mezzo fenomeno e a volte un mezzo disastro: stavolta è nella versione migliore, stravincendo il duello con una De Gianni evanescente (tranne che nelle stoppate). Il giro in panchina di Frantini non è compensato dal rendimento dei cambi; e siccome Stabile ha un momento di eclissi e Giunzioni si sveglierà nel secondo tempo, Carugate va in siccità prolungata e Biassono si gasa volando sul 31-21 al 18'. Il risveglio di Stabile, che a -5" scippa con classe Porro a metà campo e si procaccia due liberi trasformati, lima lo scarto all'intervallo (32-25).

Sabato 21/3 - Insomma, considerando che all'andata era finita +43 per Carugate, abbiamo una situazione molto più stimolante. Peccato che dobbiamo involarci verso Sesto S. Gianni, attratti dai lustrini della Poule Promo: alle 20.30 è iniziato un teoricamente polposo Geas-Bologna, con le felsinee all'ultima chiamata dopo aver perduto con Ferrara un vitale scontro diretto. Con velocità degna di Marc Marquez, pur essendo in auto, percorriamo il vialone che costeggia il perimetro occidentale del Parc'emmonza, poi viale Battisti, dove sorge il glorioso impianto della Forti & Liberi e fu ucciso re Umberto I nell'anno di disgrazia 1900, :cry: per giungere poi alla superstrada Valassina, o meglio al nuovo stradone di superficie che fa da contraltare al tunnel sotterraneo da poco inaugurato, che ha liberato quelle lande dalla secolare schiavitù al traffico. Da lì a Sesto il passo è breve, meno breve trovare parcheggio nei dintorni del palazzetto, ma il perfetto tempismo consente di giungere proprio durante l'intervallo. :B):
Sta finendo in quell'istante la kermesse celebrativa della Coppa Italia testè conquistata dal Geas, che viene esposta insieme alla più illustre ma piccina predecessora, la Coppa Campioni 1978. A officiare il rito, a mo' di sacerdotessa, vi è Rosi Bozzolo, contornata da uno stuolo di giovani del vivaio.
Insomma una gran festa, completata dal fatto che il tabellone indica un già determinante 43-26 per il Geas. Si apprende che Laterza ha disputato un primo tempo paranormale, totalizzando 22 punti, 11 rimbalzi e 37 di valutazione. :woot: Di numericamente simile ci ricordiamo solo un primo tempo di Manuela Zanon quando giocava col Sanga due stagioni or sono, ma era una partita meno importante di questa.
Dunque il Geas, dopo la parentesi negativa con Ariano Irpino, torna all'abitudine secondo cui al PalaNat a metà gara i conti sono già fatti e archiviati. Sussulti di Bologna, nella ripresa, non ve ne sono, se non qualche spunto della massiccia quanto manomorbida Vian in apertura di 3° quarto, che però non è imitata da alcuna compagna, sicché nonostante il momentaneo riflusso del Geas ci si trova sul 47-34 al 25', cioè ancora un tranquillo +13. Quando le sestesi riprendono a correre, con due triple di Tognalini e una di Arturi, non ce n'è più definitivamente. Gambarini suggella con un arresto e tiro sulla sirena un tennistico (si fa per dire) 60-40. Bologna non dà la minima idea di poter riaprire la partita, né il Geas la minima idea di potersela lasciar scappare.
In mancanza di emozioni per il risultato, a crear brividi provvede un annuncio dello speaker prima dell'inizio dell'ultimo quarto: "C'è da spostare le macchine davanti alla fabbrica, sono arrivati i vigili". Segue un fuggi fuggi generale, quasi che metà del pubblico (numeroso, stasera) avesse parcheggiato nella zona incriminata. :ride:
L'ultimo quarto è accademia. Il Geas prima infierisce con un 13-2 per il massimo vantaggio (73-42 al 35' dopo un antisportivo di Vian, rea di un "laccio californiano" su Barberis che l'aveva, non sorprendentemente, battuta in velocità), poi cavallerescamente molla gli ormeggi consentendo a Bologna di ridurre lo scarto finale a un quasi dignitoso -16 (75-59). Ma è stato un massacro, in realtà.
Evidente che questo Geas è da promozione, sebbene si prospetti una rivincita con Torino da giocare ad armi pari. Bologna archivia ogni ambizione, come succede da una decina d'anni a questa parte, anche se la frequentazione costante dei quartieri alti le fa onore.
Biassono-Carugate? Dal cellulare seguiamo gli sviluppi di un secondo tempo in vibrante altalena, in cui Carugate sorpassa, Biassono controsorpassa, Carugate ricontrosorpassa ma si blocca totalmente nel finale consentendo l'allungo decisivo alle padrone di casa, che vincono 66-57 (A. Colombo 18, Gargantini 15 contro Stabile 20, Frantini 16). Clamorosa l'escursione termica di 52 punti rispetto al -43 dell'andata. Ma Biassono è così: a volte è un materasso che tutti ci saltano sopra a pie' pari, a volte invece è squadra briosa e tenace, in grado d'imprese insperate. Carugate, come dirà il patron-coach Gavazzi, forse s'è seduta troppo presto dopo le 4 vittorie in avvio di Poule.

Nelle foto: a distanza di un'oretta e mezza circa, Biassono in attacco contro Carugate e il Geas che festeggia la vittoria con Bologna.

lunedì 23 marzo 2015

La week en rose (81)

Domenica 15/3 - Venezia vince la Lega Adriatica. Quanto vale questo trionfo, chiediamoci subito? Be', decisamente meno di una normale Coppa europea, visto che la concorrenza era limitata a un pool di squadre slave senza troppo spessore a livello continentale. Però, andare a vincere da forestiere nella tana del lupo, è impresa non trascurabile, che oltre a dare legittimo lustro a livello d'immagine può dare spinta alla squadra per il prosieguo del campionato nostrano. E poi, visti i chiari di luna nostrani, se una squadra italiana vince qualcosa fuori dai confini, non ci possiamo permettere di far gli snobs. Se a qualcuno venisse voglia di emulare l'impresa, gettandosi in agoni continentali nel prossimo futuro, non sarebbe male, vista la desolata solitudine di Schio nelle ultime stagioni.

Epica soprattutto la semifinale, vinta 83-79 da Venezia dopo 2 supplementari contro le padrone di casa di Celje (Slovenia), in cui milita l'ex conoscenza dei nostri parquets Erkic. Equilibrio totale nei 40' regolamentari, con la Reyer che impatta a 2" dalla fine grazie a McCallum. Nel primo overtime Mandache (rispolverata dalla naftalina in cui è stata messa in campionato dopo l'arrivo di Henry, giacché qui si può giocare con 4 straniere) fa 2/2 in lunetta a una decina di secondi ma le slovene pareggiano con un libero. Nella seconda appendice le suddite di San Marco scappano sul +7, si fanno rosicchiare a +2 ma Carangelo sigilla dalla linea. E proprio la pulce del Sud è notevole con 17 punti dietro i 20 di McCallum.
In finale, contro il Radivoj Korac Belgrado, è tutto sorprendentemente più semplice (anche se le serbe sono squadra tutta autoctona o quasi, quindi ad armi impari), con Venezia che non risente delle fatiche della sera prima e s'invola già nel 3° quarto a +18, scarto poi pressoché mantenuto sino al termine (69-52). Henry la top scorer con 16.
Il presidente lagunare Brugnaro ha diffuso a breve distanza un comunicato entusiasta. Se non erriamo è il suo quarto trofeo dopo la Coppa Italia 2008 in A1, la Coppa di A3 nel 2012 e quella di A2 nel 2013. :unsure: "Squadra giovane", sottolinea il boss dell'Umana: in effetti ci sono 5 italiane fra il '92 e il '95, non malaccio.

Domenica 15/3 - Nel frattempo, l'A1Ragusa salva ancora il primato soffrendo, 58-62 a Cagliari con 21 di Pierson (di là Micovic 19... ma pure 10 perse). Però vince e non convince. Schio invece inanella scarti da paura: stavolta +35 a Orvieto (34-118 la valutazione). Non c'erano scontri diretti né in capo né in coda, e tutte le meglio piazzate hanno vinto, quindi classifica invariata. Da segnalare la solita Bestagno, pure stavolta in "losing effort" (Vigarano -22 a Napoli) ma pazienza: 19 punti con 26 di valutazione. E menzionata va anche Consolini con i suoi 23 contro Parma.

Domenica 15/3 - A2 Poule Promo. Nel gir. DCastel S. Pietro mantiene l'imbattibilità bissando il +2 dell'andata con l'orgogliosa S. Marinella (stavolta 62-60); Brunetti top con 16. Torino batte Genova per la quarta volta in stagione: andamento in fotocopia con i precedenti due (se non ricordiamo male), cioè con le liguri che comandano per alcune frazioni ma vengono sorpassate alla distanza (58-47; O'Rourke e Coen 13), pagando la carenza di punti nelle mani in assenza di Visconti (ma Bozic, De Scalzi e Costa, non era gente da 15 a partita? De Scalzi peraltro 13 in questa). Risultato pesante per l'economia del girone è la vittoria di Vicenza, in rialzo, per 56-45 su Crema, che così viene staccata da Torino.
Nel gir. E, il big match era Bologna-Ferrara e le estensi mostrano di aver smaltito bene la sconfitta in finale di Coppa (o di aver tratto fiducia dal lusinghiero piazzamento d'onore), passando 45-55 con una progressione dal 2° quarto. Rulli rulla con 22+12 rimbalzi per 32 di valutazione. A proposito di Coppa, il Geas non ha la panza piena né risente di stanchezza, dato che viola Broni 53-67 (quarto k.o. per le pavesi contro le sestesi, e questo è stato il passivo più mite...), con Arturi che fa anche la parte dell'influenzata Gambarini (21 punti, 8 rimbalzi, 5 assist). E Ariano riprende il filo da dove aveva lasciato, cioè il colpo a Sesto, passando anche ad Alpo (4 su 4 in trasferta). Veronesi e bronesi sono quasi fuori (potremmo anche togliere il quasi).

Domenica 15/3 - Ultima di andata in A2 Poule Retro (mamma mia, siamo solo a metà? Scherziamo, l'interesse non manca). :P Nel gir. F, Roma è ormai quasi salva vincendo il derby metropolitano con Milano (che ha fatto esordire Contestabile, 6 punti, ma è orfana di Gottardi); Salerno rianima le sue chances bruciando l'Astro Cagliari; Civitanova rullo con Alghero che sembra aspettare ormai i playout. Nel gir. G, Biassono stravince il delicato scontro-bassifondi a Muggia; gran mischione in vetta con Stabia potenzialmente prima (pari con Carugate e Selargius ma ha una partita in meno).
In A3, detto di Costamasnaga, non ci sono altre nuove promozioni ma il Progresso Bologna si porta a un passo dal traguardo.

Nella foto: la festa di Venezia per la conquista della Lega Adriatica.

domenica 22 marzo 2015

La week en rose (80 - A3: Costa promossa)

Sabato 14/3 - In A3 insolita "promozione in notturna" per Costamasnaga. Il club della Brianza lecchese si aspettava di giocare l'indomani la partita decisiva per salire a Usmate. Ma a tarda sera giungeva la notizia dell'inopinata sconfitta di Castelnuovo Scrivia (che era imbattuta nella seconda fase) in casa con Canegrate, sancendo così la matematica salita del team di Gabriele Pirola.

La cosa curiosa è che nello stesso ambiente masnaghese la notizia ha tardato a propagarsi, giacché il risultato appariva intorno alle 23.30, forse anche più tardi, e ora che i primi se n'avvedevano e si riprendevano dalla sorpresa ("Toh, siamo in A2"), la voce si diffondeva solo a notte fonda. :woot: Qualche giocatrice manifestava persino delusione, perché le veniva sottratta l'adrenalina della grande battaglia. Lo capisco: sei già pronto con l'adrenalina a mille per lottare contro un leone e poi ti dicono che il leone è già morto stramazzato: sulle prime, d'istinto, ci resti un po' male. Poi, razionalmente, ti rendi conto che va bene così, incassi la preda e festeggi. Non è che questa modalità insolita di tagliare il traguardo tolga valore a una stagione da dominatrici, con 3 sole sconfitte tutte all'ultimo tiro, e una superiorità chiara sulla concorrenza, anche se Empoli con la sua diabolica capacità di vincere partite in volata ha quasi azzerato in classifica il divario di caratura.
Una squadra col pregio dell'essere formata per 10/12 da prodotti del vivaio, non so se seguendo il celebre "modello Geas" (con cui Costa collaborò alcune stagioni or sono) oppure per ispirazione propria. ;) Beninteso, Costa ha sempre ben curato il vivaio, ma non aveva ancora improntato così fortemente la prima squadra ai prodotti di casa. In queste ultime stagioni si sono prodotte le condizioni favorevoli per richiamare i suddetti migliori prodotti emigrati altrove (F. Pozzi e Tagliabue lo scorso anno; G. Molteni e poi in corsa Meroni quest'anno), che si sono giuntati alle bandiere sempre rimaste colà (Longoni, Bassani, C. Pozzi), con la ciliegina sulla torta di una '99 in rampa di lancio (Del Pero) e due sole "forestiere", Bossi e l'acquisto "crac" di quest'anno, Masha Maiorano.
Quest'ultima conquista la sua terza promozione nelle ultime sue 4 stagioni giocate nelle "minors", ovvero escluso il decennio in A1 (Geas '01/02, Broni '02/03 e Costa '14/15), e poi debbo dire che mi è piaciuta soprattutto per il modo impeccabile con cui si è integrata nella squadra, senza mai sembrare un corpo estraneo, lei che proveniva da 2 categorie sopra ed entrava in un gruppo consolidato e con un modo di giocare piuttosto diverso dai canoni dell'A1 (pochi tatticismi, pochi ruoli fissi, ritmi alti, intensità costante, ricerca della quantità di possessi più che della qualità delle soluzioni). Mai mi ha dato, la Masha interplanetaria, la sensazione di pensare alla propria parte del leone, ma solo alla vittoria di squadra, facendo anche da leader vocale oltre che tecnica (e ho in mente qualcun altro che non ha ancora fatto questo passo importante, a mio parere). :inchino: 16 punti a partita, 7 rimbalzi, 2 assist, 16 anche di valutazione media, percentuali magari non granché, ma non sono tanto le cifre a descrivere l'essenza della sua stagione.
Il movimento ritrova una piazza storica a un livello importante. Una piazza che, come abbiamo già notato, sta emergendo forte a livello giovanile, dove è il polo lariano numero 1 dopo la dipartita della Comense. Forse la prossima scommessa, oltre a quella di allestire una squadra competitiva senza snaturarsi (ma non ne dubitiamo perché questo gruppo è pieno di gente che ha già fatto l'A2 e ci sta dentro bene), è tornare a riempire il palazzetto come ai tempi belli, perché purtroppo non abbiamo visto folle eclatanti nella partite cui abbiamo assistito. :cry: Le Final Eight di Coppa Italia A3 potrebbero già essere un'occasione in tal senso.

Domenica 15/3 - E dunque ce n'andiamo a Usmate, dato che ormai c'eravamo prenotati, per vedere 'sta partita che doveva valere una stagione e invece è per Costa solo una passerella. Per il team di casa, però, un'impresa conterebbe moltissimo in chiave-playoff, proprio perché Canegrate, la diretta concorrente, ha fatto il colpo a Castelnuovo la sera prima. E Usmate approccia in modo gagliardo: c'è una Reggiani scatenata (la robusta lunga del '92 che militò anche in A2 a Biassono) che arraffa rimbalzi in attacco a mo' di piovra e uccella le marcatrici con rapide partenze 1 contro 1, anche se non raccoglie tutto quello che semina perché si mangia alcuni appoggi da sotto, spiegabili solo con improvvise sconnessioni neuromuscolari. Finirà comunque con 22 punti e 18 rimbalzi. :B):
Costa, entrata in campo con striscioni, scritte "A2" tracciate con lo scotch sulle sopramaglie, balletti e quant'altro, ci mette un attimo a risintonizzarsi dall'aria di festa al clima da battaglia, ma poi piazza 4 triple in pochi minuti. Sprazzi di bel basket, partita vera, ambiente caldo perché da Costa son venuti in parecchi e i locali non sono pochi: almeno 150 i presenti.
Dopo il 18-18 al 10', la superiorità delle neopromosse inizia a emergere. C'è un pressing mordace che abbaglia le usmatesi, le quali gettano parecchi palloni nelle mani delle avversaria. C'è Bossi che segna un bombazzo da 8 metri allo scadere dei 24". C'è "classe Maiorano" che segna 8 punti di fila, 4 dalla lunetta e due su pennellate dalla media. E così sul 30-39 al 29'... ce ne andiamo, per un impegno inderogabile altrove, con la sensazione che Costa ormai non si farà più superare. E così poi sarà, giacché finisce 52-66 anche se le casalinghe si riporteranno da -14 a -6 in avvio di 4° periodo. Maiorano chiuderà con 21 punti e 6/9 dal campo.
Insomma Costa, con mentalità da grossa squadra, non concede alla festa di obnubilarle la concentrazione. Usmate dovrà cercare altrove i punti-playoff. Dove probabilmente andrà, ma poi sarà dura centrare uno dei posti rimanenti in A2. E questo è un paradosso mica da ridere, sentite un po'. E' noto che chi non sale in A2 si ritroverà in B, vista la scomparsa dell'A3. E allora, pensandoci, il famoso "regalo" ottenuto da Usmate alle scorse finali di B lombarda, cioè la vittoria a tavolino con Como che consentì di superare Varese, potrebbe essere stata una jattura a lungo termine. :o: Perché magari Varese quest'anno salterà dalla B all'A2, mentre Usmate subirà il declassamento di massa e le promozioni in futuro non saranno probabilmente molte. Effetti collaterali del continuo rimestare categorie (a proposito, Paddy Power o chi per esso, a quanto quota il ripristino dell'A3 o B1 nel giro di qualche anno?). :blink:

Nella foto: il gruppo di Costamasnaga celebra a Usmate la promozione colta la sera prima.

La week en rose (79)

Mercoledì 11/3 - Dynamo Kursk e Fenerbahce completano il quadro delle Final Four di Eurolega, raggiungendo Ekaterinburg e Praga. Fattore campo inviolato nelle due gare-3 delle serie rimaste aperte. Kursk, nuova superpotenza europea, macina Bourges 88-72 davanti a 3500 spettatori; mattatore il trio americano Ogwumike (22)-Prince (19)-Augustus (17), per le francesi ci prova l'indigena Tchatchouang (17). A proposito di indigene: appena 4, da notare, i punti segnati da giocatrici russe per il team vittorioso. I tempi dell'autarchia sovietica sono un attimino distanti... :woot:
Il Fenerbahce piega 63-52 il Galatasaray nell'angusto quanto stipato impianto che in inglese è denominato "Metro Sports Hall" (non so in turco); a differenza delle prime 2 gare al fotofinish, stavolta l'andamento è a senso unico, con le gialloblù che vanno all'intervallo sul +12 e non rischiano mai. Charles con 19 e Bibrzycka con 15 le top scorers per le vittoriose, mentre per le battute spiccano gli 8 punti, 10 rimbalzi e 5 assist della nostra vecchia conoscenza Nuria Martinez, che approfitto per ringraziare pubblicamente in quanto, in occasione della sua ultima visita a Cinisello Balsamo con Umbertide contro il Geas (parliamo di gennaio 2012), ebbe a passare di fianco al parterre-stampa, tornando negli spogliatoi dopo una sconfitta, e mi salutò con un tocco sulla spalla e un sorriso amichevole, sorprendendomi giacché, a parte la conferenza stampa della sua presentazione (giugno 2009), non è che avessimo avuto chissà quali conversazioni. Chiaramente in virtù di questo gesto, appena posso ne parlo bene, in sprezzo alla deontologia che imporrebbe un'asettica neutralità. Grande Nuria, sei la numero uno d'Europa. Anzi, della galassia. :wub:
Insomma nelle Final Four (10 aprile le semifinali) avremo due russe (che si sfideranno subito), una turca e un'outsider ceca col piccolo vantaggio di ospitare l'evento. Il potere del dollaro regna sovrano, giacché a parte Praga le altre sono quelle che avremmo potuto pronosticare a inizio stagione in base ai grossi nomi stranieri ingaggiati a suon di palanche (anche se, va notato, in lega turca il Gala è davanti al Fener, quindi non era scontato l'esito di questa serie-derby). :blink: Ma dato che non ci lamentavamo quando i nostri clubs erano i più opulenti, non ci resta che star zitti, sperando magari che la crisi russa faccia ridimensionare i clubs putiniani, e che il boom turco si riveli effimero. Però non è che siamo immediatamente dietro a costoro: Schio è finita settima in un girone da cui poi solo una squadra (il Fener) è passata alle F4.
Nell'Eurocup, che non abbiamo seguito (ma non è che il "cast" affascinasse) la finale è tra le francesi di Villeneuve e le belghe del Castors Braine.

Giovedì 12/3 - La Coppa Italia di A2 è stata interessante per il lato agonistico ma anche per quello della comunicazione. Il filo conduttore mi pare il seguente: oggi, per gli eventi che non fanno parte del circuito "che conta" (ovvero quelli dei quali i media importanti si occupano spontaneamente), l'informazione più efficace è fatta in auto-produzione, ovverosia il canale informativo sono i protagonisti stessi. Che ora non solo fanno la notizia ma la danno pure. E con i mezzi tecnologici attuali ciò è possibile con immediatezza, abbondanza potenzialmente infinita e a costo ridottissimo per non dire nullo.
Esempio 1: a Rimini c'era uno stand (o qualcosa del genere) allestito da Genova con il suo sponsor, per l'iniziativa "A canestro per Almore", quella già proposta lo scorso anno per cui i dati statistici delle partite venivano trasformati in pasti per cani e gatti. Su Facebook l'efficiente comunicazione del presidente ligure Besana ha sfornato a getto continuo e in tempo reale una serie di foto di personaggi e squadre là presenti (anche del maschile). Senza bisogno di aspettare lo spazietto sul giornale faticosamente ricavato in mezzo agli altri sport con paziente lavoro diplomatico per ingraziarsi giornalisti e caporedattori.
Esempio 2, ancor più significativo: della vittoria del Geas hanno scritto in questi giorni la Gazzetta (pagina lombarda), il Giorno e alcune testate online. Ma a mio parere la cassa di risonanza più efficace è stata prodotta dalle giocatrici e dallo staff del Geas medesimo, sui rispettivi profili social.
Si consideri che le ventenni di oggigiorno, di cui il Geas è pieno, viaggiano all'incirca sul migliaio di "amici" Facebook: significa che se una di loro scrive "Evviva! Abbiamo vinto la Coppa!" (ma io scrivo in modo arcaico: ci vuole qualcosa tipo "#wonthecup #joy #ohyeah), questi mille lo leggono all'istante, e io non credo che più di 100 di questi 1000 (a stare larghi) lo apprenderebbero da altri canali, compresa la diretta streaming che è sì importante, ma non so da quanti sia seguita, considerando che si tratta di trovare 2 ore di tempo nel bel mezzo di un weekend dove di solito la gente ha varie attività alternative.
Si consideri poi che la comunicazione attuale mi pare improntata più all'emozione, allo slogan, che all'approfondimento ponderoso. E chi meglio di coloro che hanno vissuto l'evento sanno trasmettere tutto ciò nel modo più intenso e diretto? Scrivi uno status con faccine e punti esclamativi, un bell'hashtag azzeccato, pubblichi un video di 5 minuti con il "backstage" dell'impresa (come ha fatto Betty Mazzoleni) e fai molta più presa che con 150 righe di patafiacca che nessuno ha tempo di leggere.
Sono passati 7 anni dall'ultimo grosso trionfo del Geas in A2 (la promozione del 2008), ma da questo punto di vista è cambiato tutto in maniera radicale.
Altro elemento di novità rispetto a quel periodo: le foto. Nel 2008 furono pubblicate sì delle immagini della promozione, ma parecchi giorni dopo e con una diffusione limitata al sito societario. Per questa Coppa Italia, un cospicuo numero di fotografi ha sfornato, in tempo reale, decine di immagini, che "condivise" o "ritwittate" da giocatrici, dirigenti ecc., hanno inondato i socials per tutta la settimana. E anche questo ha un'efficacia straordinaria, ovviamente in rapporto al piccolo mondo del femminile.
Insomma chi fa informazione tradizionale rischia di essere, nel migliore dei casi, come un ristoratore che arriva con una torta multistrato al termine di un pasto in cui i commensali si sono già ingozzati con una dozzina di portate: "Grazie mille, ma siamo già sazi". :o:

Venerdì 13/3 - A proposito di Coppa Italia di A2 e comunicazione. E' uscito un numero speciale del Magazine di Lega, dedicato appunto alla Coconuda Cup. E chi scrive un articolo dal titolo "Family Legend"? Franco Arturi, nientemeno. L'occasione va menzionata con doppia sottolineatura in rosso, perché quasi mai, in tempi recenti, uno dei più importanti personaggi che seguono il basket femminile in Italia ha firmato interventi sull'argomento: ce ne ricordiamo solo uno quando morì Natalino Carzaniga. Anche ai "vernissages" c'è spesso ma mai sotto i riflettori; unica eccezione di cui abbiamo memoria è una presentazione del Sanga nel 2012, ma lì rappresentava la Fondazione Cannavò.
Vabbè, per farla breve, che dice Big Arturi su questo magazine? Racconta che l'amore con Rosi Bozzolo nacque proprio nella stagione della Coppa Campioni; definisce la moglie il miglior play della storia del basket italiano e la figlia il play con la miglior visione di gioco oggi in Italia (ma premette che parla da tifoso-marito-genitore e non da giornalista); racconta che aveva cercato d'instradare Giulia nell'atletica o nel tennis (dove sarebbe stata altrettanto campionessa), per evitare i confronti con la madre, ma poi i geni ereditari hanno prevalso; elogia il "family team" Geas e il suo modello costruito sul vivaio; rampogna la Lega per non aver dato continuità all'Almanacco di Mascolo; infine, rullo di trombe, annuncia di aver ritrovato, in un non precisato archivio (dice solo che non è quello della Rai), il filmato del secondo tempo e della premiazione della mitica finale di Coppa Campioni 1978, che si credeva perduto. Per il nostro movimento è qualcosa d'importanza pazzesca, come per l'archeologia se ritrovassero l'arca di Noè originale, non so se mi spiego. :B):
Naturalmente auspichiamo che il video sia presto reso pubblico. Anche perché così, ne sono convinto, potremo apprezzare il gioco di quell'epoca senza però mitizzarlo a spregio di quello attuale.

Nella foto: un esempio della rapidità e abbondanza della comunicazione social. Sul profilo Facebook di "Siamo donne", la sezione di Basketinside.com sul femminile, escono 33 foto su Geas-Castel S. Pietro alle 21.37 del 7 marzo: la partita in quel momento era ancora in corso. E il contatore indica 9160 persone raggiunte.

lunedì 16 marzo 2015

La week en rose (78)

Domenica 8/3 - Cos'altro si è combinato, in giro, nel weekend delle mimose? In A1 conserva il primato Ragusa, superando una delle maggiori insidie sul suo cammino di qui a fine stagione regolare, ovvero S. Martino, piegata 47-39 in una partita non scoppiettante sul piano offensivo. Sempre però condotta dalle sicule nonostante la magra di Walker e Pierson (13 punti in due). Ben altra autorità (ma anche minor consistenza dell'avversaria) per Schio che sculaccia Parma 89-57 (35 di valutazione in soli 25' per Anderson).

Anche nelle altre partite ha vinto chi aveva i favori del pronostico. Imbarazzante il 28-69 incassato da Trieste in casa con Napoli: per ora la cura Tommei non dà effetti tangibili. Orgoglio Orvieto per un colpo a Vigarano (70-72) che conta soprattutto, in negativo, per le ferraresi, le quali sciupano l'occasione di agganciare Battipaglia all'ottavo posto, ultimo utile pei playoff. Anche Cagliari manca la medesima chance ma perdere a Lucca ci sta. Le prime 7 sono già sicure della post-season (anche chi non matematicamente), sarà una bella lotta per l'ottava.

Domenica 8/3 - L'A2 Poule Promo era ferma per la Coppa, quindi in campo solo le due Poule Retros con la penultima di andata. Nel gir. F, il Belize Roma vince lo scontro al vertice a Civitanova con 22 di Ma.Ma., ovvero Marta Masoni. Sembra evidente che Alghero sarà una delle due ai playout, l'altra dovrebbe essere Salerno ma aspettiamo a dirlo.
Nel gir. G, detto di Carugate-Stabia, continua il buon momento di Viterbo che piega Selargius con Yordanova a 25 punti per 39 di valutazione. Qui il destino di sofferenza sembra riservato a Biassono e Muggia, con qualche chance in più per le brianzole di evitarlo.
In A3, nessuna nuova promozione dopo quelle già sancite di Pordenone e Palermo; ma Costamasnaga si porta a una sola vittoria dal tripudio; impensabile che non riesca a coglierla nei 3 turni che rimangono. Nei 3 gironi la lotta per la seconda piazza che vale la promo diretta è rispettivamente fra Empoli e Castelnuovo Scrivia; fra Progresso Bologna e BCB Bolzano; fra Stelle Marine Ostia e Ancona.

Lunedì 9/3 - Sottobosco lombardo, breve aggiornamento. In mancano circa 4 giornate ma sono già sicure (se non matematiche) 4 delle 5 qualificate ai playoff, ovvero Varese di Lovato, Brixia Brescia di Colico, Frusca e Marcolini, Giussano e Mariano di nessuna in particolare (nel senso di buoni collettivi ma senza superstars di nome). Il 5° posto andrà a Lodi dell'emergente centro Contu oppure a Como di Invernizzi e Cesnaviciute.
Giovanili: del 4° titolo regionale U19 consecutivo per il Geas, davanti a Biassono, avevamo già detto; da notare la sconfitta nell'ultimo turno del Geas contro Cantù, giocando con le U17: non contava per la classifica di nessuna delle due ma l'evento è degno di nota perché Sesto non perdeva in U19 lombarda dal lontano 28/2/2011. Albino e Canegrate sono le due che andranno agli spareggi interregionali.
In U17 finirà probabilmente a parti invertite fra Biassono e Geas (cioè le brianzole campioni), anche se Sesto ha rinviato 3 partite di fila e quindi la classifica è magmatica. In U15 ha preso il largo il Geas, che con una poderosa campagna innesti potrebbe aver formato un nuovo gruppo da titolo nazionale dopo la generazione di fenomene '95/96 (ma è troppo presto per dirlo).
In U14 la formula è assai articolata, ovvero dopo la canonica prima fase a gironi si sono formati dei gironi a 4 detti "Gold" (con le meglio piazzate; le altre son finite in Silver), dai quali ora si sono creati nuovi gironi a quattro detti ancora Gold (non era meglio Platinum, per distinguere?), dopo i quali credo si passi ai gironi a 3 (suggerisco "Uranium") cui seguiranno, credo, le finali provinciali. :unsure: Che saranno interessanti perché sono emerse varie squadre di spessore, tra cui la sorpresa è Mariano Comense ("Comense" è solo una specificazione di Mariano, non c'entra con il compianto team nerostellato) che ha appena battuto, con clamore, il Geas, il quale sembrava imbattibile se non da Costamasnaga. Il Geas subito dopo s'è rifatto travolgendo il Nord Varese dell'ex allevatrice di Gambarini, Smaldone e Mistò, ovvero Marta Scaramelli. Un altro big match interessante ha visto Costa piallare Vittuone. Insomma, fossimo in Ncaa adesso al numero 1 del ranking U14 c'è Costa, ma vedremo come si arriverà in fondo (se si arriverà in fondo, vista la suddetta articolazione della formula).

Martedì 10/3 - Tra le controindicazioni dei calendari con turni di riposo, c'è che sei costretto a organizzare amichevoli per non perdere il ritmo, e magari ti si scassano giocatrici per nulla. Così Milano e Broni, ferme l'una per rinvio, l'altra per le finali di Coppa, hanno giuocherellato fra loro, e che è capitato? Che Silvia Gottardi s'è procacciata uno strappo al polpaccio che ha chiuso anzitempo la sua stagione, già frastagliata da una distorsione alla caviglia. :woot: E per l'ex tricolore con Priolo, ormai lanciata nella sua seconda vita (anzi quarta, dopo anche l'agenzia di eventi e i viaggi con le Donne al Volante) di blogger e cineasta, potrebbbe essere l'ultimo atto della carriera. Non ci pare però che abbia voglia davvero di smettere. Visto che la voglia c'è ancora e la classe è intatta, auspichiamo che, se le condizioni per continuare in A2 dovessero venir meno, la Silvia nazionale s'incanali in qualche squadra della zona di serie inferiore, dove potrebbe andare avanti sino ai 40 e oltre. Intanto, avrà più tempo per dedicarsi alla rifinitura del suo "She Got Game" che, a questo punto, dopo il battage di mesi, vogliamo proprio vedere.

Nella foto [di Domenico Gargarella]: un'immagine del recente scontro al vertice di B lombarda fra Varese (maglia bianca) e Brixia.