domenica 22 marzo 2015

La week en rose (79)

Mercoledì 11/3 - Dynamo Kursk e Fenerbahce completano il quadro delle Final Four di Eurolega, raggiungendo Ekaterinburg e Praga. Fattore campo inviolato nelle due gare-3 delle serie rimaste aperte. Kursk, nuova superpotenza europea, macina Bourges 88-72 davanti a 3500 spettatori; mattatore il trio americano Ogwumike (22)-Prince (19)-Augustus (17), per le francesi ci prova l'indigena Tchatchouang (17). A proposito di indigene: appena 4, da notare, i punti segnati da giocatrici russe per il team vittorioso. I tempi dell'autarchia sovietica sono un attimino distanti... :woot:
Il Fenerbahce piega 63-52 il Galatasaray nell'angusto quanto stipato impianto che in inglese è denominato "Metro Sports Hall" (non so in turco); a differenza delle prime 2 gare al fotofinish, stavolta l'andamento è a senso unico, con le gialloblù che vanno all'intervallo sul +12 e non rischiano mai. Charles con 19 e Bibrzycka con 15 le top scorers per le vittoriose, mentre per le battute spiccano gli 8 punti, 10 rimbalzi e 5 assist della nostra vecchia conoscenza Nuria Martinez, che approfitto per ringraziare pubblicamente in quanto, in occasione della sua ultima visita a Cinisello Balsamo con Umbertide contro il Geas (parliamo di gennaio 2012), ebbe a passare di fianco al parterre-stampa, tornando negli spogliatoi dopo una sconfitta, e mi salutò con un tocco sulla spalla e un sorriso amichevole, sorprendendomi giacché, a parte la conferenza stampa della sua presentazione (giugno 2009), non è che avessimo avuto chissà quali conversazioni. Chiaramente in virtù di questo gesto, appena posso ne parlo bene, in sprezzo alla deontologia che imporrebbe un'asettica neutralità. Grande Nuria, sei la numero uno d'Europa. Anzi, della galassia. :wub:
Insomma nelle Final Four (10 aprile le semifinali) avremo due russe (che si sfideranno subito), una turca e un'outsider ceca col piccolo vantaggio di ospitare l'evento. Il potere del dollaro regna sovrano, giacché a parte Praga le altre sono quelle che avremmo potuto pronosticare a inizio stagione in base ai grossi nomi stranieri ingaggiati a suon di palanche (anche se, va notato, in lega turca il Gala è davanti al Fener, quindi non era scontato l'esito di questa serie-derby). :blink: Ma dato che non ci lamentavamo quando i nostri clubs erano i più opulenti, non ci resta che star zitti, sperando magari che la crisi russa faccia ridimensionare i clubs putiniani, e che il boom turco si riveli effimero. Però non è che siamo immediatamente dietro a costoro: Schio è finita settima in un girone da cui poi solo una squadra (il Fener) è passata alle F4.
Nell'Eurocup, che non abbiamo seguito (ma non è che il "cast" affascinasse) la finale è tra le francesi di Villeneuve e le belghe del Castors Braine.

Giovedì 12/3 - La Coppa Italia di A2 è stata interessante per il lato agonistico ma anche per quello della comunicazione. Il filo conduttore mi pare il seguente: oggi, per gli eventi che non fanno parte del circuito "che conta" (ovvero quelli dei quali i media importanti si occupano spontaneamente), l'informazione più efficace è fatta in auto-produzione, ovverosia il canale informativo sono i protagonisti stessi. Che ora non solo fanno la notizia ma la danno pure. E con i mezzi tecnologici attuali ciò è possibile con immediatezza, abbondanza potenzialmente infinita e a costo ridottissimo per non dire nullo.
Esempio 1: a Rimini c'era uno stand (o qualcosa del genere) allestito da Genova con il suo sponsor, per l'iniziativa "A canestro per Almore", quella già proposta lo scorso anno per cui i dati statistici delle partite venivano trasformati in pasti per cani e gatti. Su Facebook l'efficiente comunicazione del presidente ligure Besana ha sfornato a getto continuo e in tempo reale una serie di foto di personaggi e squadre là presenti (anche del maschile). Senza bisogno di aspettare lo spazietto sul giornale faticosamente ricavato in mezzo agli altri sport con paziente lavoro diplomatico per ingraziarsi giornalisti e caporedattori.
Esempio 2, ancor più significativo: della vittoria del Geas hanno scritto in questi giorni la Gazzetta (pagina lombarda), il Giorno e alcune testate online. Ma a mio parere la cassa di risonanza più efficace è stata prodotta dalle giocatrici e dallo staff del Geas medesimo, sui rispettivi profili social.
Si consideri che le ventenni di oggigiorno, di cui il Geas è pieno, viaggiano all'incirca sul migliaio di "amici" Facebook: significa che se una di loro scrive "Evviva! Abbiamo vinto la Coppa!" (ma io scrivo in modo arcaico: ci vuole qualcosa tipo "#wonthecup #joy #ohyeah), questi mille lo leggono all'istante, e io non credo che più di 100 di questi 1000 (a stare larghi) lo apprenderebbero da altri canali, compresa la diretta streaming che è sì importante, ma non so da quanti sia seguita, considerando che si tratta di trovare 2 ore di tempo nel bel mezzo di un weekend dove di solito la gente ha varie attività alternative.
Si consideri poi che la comunicazione attuale mi pare improntata più all'emozione, allo slogan, che all'approfondimento ponderoso. E chi meglio di coloro che hanno vissuto l'evento sanno trasmettere tutto ciò nel modo più intenso e diretto? Scrivi uno status con faccine e punti esclamativi, un bell'hashtag azzeccato, pubblichi un video di 5 minuti con il "backstage" dell'impresa (come ha fatto Betty Mazzoleni) e fai molta più presa che con 150 righe di patafiacca che nessuno ha tempo di leggere.
Sono passati 7 anni dall'ultimo grosso trionfo del Geas in A2 (la promozione del 2008), ma da questo punto di vista è cambiato tutto in maniera radicale.
Altro elemento di novità rispetto a quel periodo: le foto. Nel 2008 furono pubblicate sì delle immagini della promozione, ma parecchi giorni dopo e con una diffusione limitata al sito societario. Per questa Coppa Italia, un cospicuo numero di fotografi ha sfornato, in tempo reale, decine di immagini, che "condivise" o "ritwittate" da giocatrici, dirigenti ecc., hanno inondato i socials per tutta la settimana. E anche questo ha un'efficacia straordinaria, ovviamente in rapporto al piccolo mondo del femminile.
Insomma chi fa informazione tradizionale rischia di essere, nel migliore dei casi, come un ristoratore che arriva con una torta multistrato al termine di un pasto in cui i commensali si sono già ingozzati con una dozzina di portate: "Grazie mille, ma siamo già sazi". :o:

Venerdì 13/3 - A proposito di Coppa Italia di A2 e comunicazione. E' uscito un numero speciale del Magazine di Lega, dedicato appunto alla Coconuda Cup. E chi scrive un articolo dal titolo "Family Legend"? Franco Arturi, nientemeno. L'occasione va menzionata con doppia sottolineatura in rosso, perché quasi mai, in tempi recenti, uno dei più importanti personaggi che seguono il basket femminile in Italia ha firmato interventi sull'argomento: ce ne ricordiamo solo uno quando morì Natalino Carzaniga. Anche ai "vernissages" c'è spesso ma mai sotto i riflettori; unica eccezione di cui abbiamo memoria è una presentazione del Sanga nel 2012, ma lì rappresentava la Fondazione Cannavò.
Vabbè, per farla breve, che dice Big Arturi su questo magazine? Racconta che l'amore con Rosi Bozzolo nacque proprio nella stagione della Coppa Campioni; definisce la moglie il miglior play della storia del basket italiano e la figlia il play con la miglior visione di gioco oggi in Italia (ma premette che parla da tifoso-marito-genitore e non da giornalista); racconta che aveva cercato d'instradare Giulia nell'atletica o nel tennis (dove sarebbe stata altrettanto campionessa), per evitare i confronti con la madre, ma poi i geni ereditari hanno prevalso; elogia il "family team" Geas e il suo modello costruito sul vivaio; rampogna la Lega per non aver dato continuità all'Almanacco di Mascolo; infine, rullo di trombe, annuncia di aver ritrovato, in un non precisato archivio (dice solo che non è quello della Rai), il filmato del secondo tempo e della premiazione della mitica finale di Coppa Campioni 1978, che si credeva perduto. Per il nostro movimento è qualcosa d'importanza pazzesca, come per l'archeologia se ritrovassero l'arca di Noè originale, non so se mi spiego. :B):
Naturalmente auspichiamo che il video sia presto reso pubblico. Anche perché così, ne sono convinto, potremo apprezzare il gioco di quell'epoca senza però mitizzarlo a spregio di quello attuale.

Nella foto: un esempio della rapidità e abbondanza della comunicazione social. Sul profilo Facebook di "Siamo donne", la sezione di Basketinside.com sul femminile, escono 33 foto su Geas-Castel S. Pietro alle 21.37 del 7 marzo: la partita in quel momento era ancora in corso. E il contatore indica 9160 persone raggiunte.

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