domenica 29 marzo 2015

La week en rose (82)

Giovedì 19/3 - March Madness, ovvero il torneo Ncaa che impazza in questi giorni negli Usa. Ma March Sadness, ovvero poca trippa, per le varie italiane attualmente militanti nei colleges d'oltreoceano. Antonia Peresson è stata eliminata in semifinale del torneo della ACC Conference contro North Carolina (davanti a oltre 5000 spettatori), cosa che le ha impedito di partecipare al torneo Ncaa (ci vanno le vincenti di ogni torneo di conference più altre squadre invitate dal "comitato di selezione") ma non di guadagnarsi gli onori di un video virale su YouTube, per via di una tripla da metà campo, una delle due da lei segnate in quella partita (6 punti in 23').

Sorte simile per l'altra '95, e altra ex-Venexia, Allegra Botteghi che con Providence ha perso al primo turno del torneo della Big East contro Marquette; per lei zero punti in 3'.
Martina Mosetti, con Boston College, se non abbiamo inteso male non è nemmeno approdata al torneo di Conference, avendo avuto un'annata di soverchie sconfitte (17 su 30 partite). Lei comunque ha avuto un buon minutaggio.
Ancor peggio, come bilancio, per Sara Hernandez, approdata a Portland per ottenere 4 vittorie e 26 manrovesci. Inevitabile che il torneo Ncaa l'abbia visto col binocolo. E lei per tutto l'anno il campo non l'ha visto molto, avendo totalizzato una manciata di minuti di media con 1 punto a gara.
Ashley Ravelli, con la sua Robert Morris, lo scorso anno era andata al torneo Ncaa vincendo appunto il torneo di Conference (che è assai minore rispetto a quelle più importanti, ma come tutte dà diritto a un posto), ma quest'anno si è fermata a un passo dal traguardo, perdendo la finale di Conference domenica 15 contro l'outsider St. Francis. La nostra è stata la miglior marcatrice delle sue con 17 punti.
Anna Djedjemel, altra ex Vittuone come Ravelli, milita in Division II (se non erriamo) e il suo Odessa Junior College non è riuscito manco lui a vincere la Conference.
In ogni caso brave tutte per la scelta di vita che hanno fatto. In attesa di sapere se Zandalasini si unirà alla pattuglia il prossimo anno.

Sabato 21/3 - Con ardimento tentiamo un'impresa impossibile ai comuni mortali: vedere due partite quasi in contemporanea, o meglio scampoli d'esse, nella medesima serata. Prima tappa a Biassono, nel pressostatico che sorge presso la cinta del Parco di Monza, nel punto più vicino all'autodromo. Che però, ovviamente, di sera tace, mentre s'alzano le urla dei supporters del team casereccio e di Carugate, per questo delicato derby della Poule Retrocessione. Con Carugate a 8 punti (ma in serie negativa da 2) e Biassono a 4 (ma reduce dallo scontro diretto vinto a Muggia), l'esito può cambiare le sorti della stagione di entrambe, distanziandole definitivamente oppure riportandole a stretto contatto.
Arriviamo però, causa forza maggiore, già all'8'30", fortunatamente senza nulla di fatto, giacché la prima cosa che vediamo è Frantini che con un 1/2 ai liberi giustappone il punteggio a 13-13 (che rimane tale a fine 1° quarto), quindi è come iniziare da 0-0. Assistiamo a un interessante 2° periodo. Si gioca a ritmi alti, Biassono inizialmente sparacchia in malo modo da 3 mentre Stabile, molto attiva, realizza una tripla cui segue un contropiede di Robustelli per il 15-18 dopo 13'30".
Biassono ha però il merito di non scomporsi per gli errori commessi, e insistere sullo stesso metodo della tripla rapida: e dopo un canestro di Alessia Colombo dalla media, arrivano 4 bombe praticamente di fila, di cui due di Laura Rossi, una '97 ai margini del giro della nazionale U18, che non ha il dono della selezione di tiro ma indubbiamente ha quello dell'intraprendenza. Ne segna una la specialista Gargantini e una, di tabella, la già nominata Alessia Colombo, una mezza lunga che a volte sembra un mezzo fenomeno e a volte un mezzo disastro: stavolta è nella versione migliore, stravincendo il duello con una De Gianni evanescente (tranne che nelle stoppate). Il giro in panchina di Frantini non è compensato dal rendimento dei cambi; e siccome Stabile ha un momento di eclissi e Giunzioni si sveglierà nel secondo tempo, Carugate va in siccità prolungata e Biassono si gasa volando sul 31-21 al 18'. Il risveglio di Stabile, che a -5" scippa con classe Porro a metà campo e si procaccia due liberi trasformati, lima lo scarto all'intervallo (32-25).

Sabato 21/3 - Insomma, considerando che all'andata era finita +43 per Carugate, abbiamo una situazione molto più stimolante. Peccato che dobbiamo involarci verso Sesto S. Gianni, attratti dai lustrini della Poule Promo: alle 20.30 è iniziato un teoricamente polposo Geas-Bologna, con le felsinee all'ultima chiamata dopo aver perduto con Ferrara un vitale scontro diretto. Con velocità degna di Marc Marquez, pur essendo in auto, percorriamo il vialone che costeggia il perimetro occidentale del Parc'emmonza, poi viale Battisti, dove sorge il glorioso impianto della Forti & Liberi e fu ucciso re Umberto I nell'anno di disgrazia 1900, :cry: per giungere poi alla superstrada Valassina, o meglio al nuovo stradone di superficie che fa da contraltare al tunnel sotterraneo da poco inaugurato, che ha liberato quelle lande dalla secolare schiavitù al traffico. Da lì a Sesto il passo è breve, meno breve trovare parcheggio nei dintorni del palazzetto, ma il perfetto tempismo consente di giungere proprio durante l'intervallo. :B):
Sta finendo in quell'istante la kermesse celebrativa della Coppa Italia testè conquistata dal Geas, che viene esposta insieme alla più illustre ma piccina predecessora, la Coppa Campioni 1978. A officiare il rito, a mo' di sacerdotessa, vi è Rosi Bozzolo, contornata da uno stuolo di giovani del vivaio.
Insomma una gran festa, completata dal fatto che il tabellone indica un già determinante 43-26 per il Geas. Si apprende che Laterza ha disputato un primo tempo paranormale, totalizzando 22 punti, 11 rimbalzi e 37 di valutazione. :woot: Di numericamente simile ci ricordiamo solo un primo tempo di Manuela Zanon quando giocava col Sanga due stagioni or sono, ma era una partita meno importante di questa.
Dunque il Geas, dopo la parentesi negativa con Ariano Irpino, torna all'abitudine secondo cui al PalaNat a metà gara i conti sono già fatti e archiviati. Sussulti di Bologna, nella ripresa, non ve ne sono, se non qualche spunto della massiccia quanto manomorbida Vian in apertura di 3° quarto, che però non è imitata da alcuna compagna, sicché nonostante il momentaneo riflusso del Geas ci si trova sul 47-34 al 25', cioè ancora un tranquillo +13. Quando le sestesi riprendono a correre, con due triple di Tognalini e una di Arturi, non ce n'è più definitivamente. Gambarini suggella con un arresto e tiro sulla sirena un tennistico (si fa per dire) 60-40. Bologna non dà la minima idea di poter riaprire la partita, né il Geas la minima idea di potersela lasciar scappare.
In mancanza di emozioni per il risultato, a crear brividi provvede un annuncio dello speaker prima dell'inizio dell'ultimo quarto: "C'è da spostare le macchine davanti alla fabbrica, sono arrivati i vigili". Segue un fuggi fuggi generale, quasi che metà del pubblico (numeroso, stasera) avesse parcheggiato nella zona incriminata. :ride:
L'ultimo quarto è accademia. Il Geas prima infierisce con un 13-2 per il massimo vantaggio (73-42 al 35' dopo un antisportivo di Vian, rea di un "laccio californiano" su Barberis che l'aveva, non sorprendentemente, battuta in velocità), poi cavallerescamente molla gli ormeggi consentendo a Bologna di ridurre lo scarto finale a un quasi dignitoso -16 (75-59). Ma è stato un massacro, in realtà.
Evidente che questo Geas è da promozione, sebbene si prospetti una rivincita con Torino da giocare ad armi pari. Bologna archivia ogni ambizione, come succede da una decina d'anni a questa parte, anche se la frequentazione costante dei quartieri alti le fa onore.
Biassono-Carugate? Dal cellulare seguiamo gli sviluppi di un secondo tempo in vibrante altalena, in cui Carugate sorpassa, Biassono controsorpassa, Carugate ricontrosorpassa ma si blocca totalmente nel finale consentendo l'allungo decisivo alle padrone di casa, che vincono 66-57 (A. Colombo 18, Gargantini 15 contro Stabile 20, Frantini 16). Clamorosa l'escursione termica di 52 punti rispetto al -43 dell'andata. Ma Biassono è così: a volte è un materasso che tutti ci saltano sopra a pie' pari, a volte invece è squadra briosa e tenace, in grado d'imprese insperate. Carugate, come dirà il patron-coach Gavazzi, forse s'è seduta troppo presto dopo le 4 vittorie in avvio di Poule.

Nelle foto: a distanza di un'oretta e mezza circa, Biassono in attacco contro Carugate e il Geas che festeggia la vittoria con Bologna.

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