- Una giornata di A1 con tanto sugo e poca noia. Perché 4 partite su 6 sono finite con scarto dai 6 punti in giù; e anche le due più squilibrate hanno avuto qualcosa da dire.
Ancora più strano l'andamento a Sesto. Dove è chiaro che, sulla carta, non era improbabile che la Reyer facesse fatica. Ma il Geas per 3 quarti, ancora orbo di Dotto e Begic, e per giunta con Gwathmey già a 4 falli a inizio ripresa (lei che aveva segnato 10 punti su 24 di squadra nei primi 20'), aveva potuto solo contenere i danni, cosa che a lungo era riuscita a fare, addormentando i ritmi con la zona (all'intervallo, essere a meno 9 pur tirando 9/32 dal campo era un affare d'oro per le zanottiane), ma non più dopo un tecnico alla panchina e un break nel finale del 3° quarto.
Insomma Venezia, nonostante giocasse col freno a mano tirato o perlomeno accelerando a singhiozzo, complice il rendimento poco esaltante delle straniere (se è criticata Shepard, che 13 punti comunque li aveva messi in carniere all'intervallo, che dire una Kuier quasi dannosa, e di Makurat e Berkani impalpabili?), sembrava viaggiare tranquilla verso il traguardo, sul 38-54 a 10' dalla sirena.
Invece, inopinatamente, la Reyer non segnava più nemmeno un punto per 6 minuti e mezzo; un bel muro la difesa-Geas ma 6'30" senza segnare, per una squadra come Venezia, vuol dire averci messo molto del proprio per rianimare una partita semi-defunta. Mazzon non è noto per la calma olimpica ma le sue stavano combinando roba da far imbufalire Giobbe.
Non è che le sestesi nel frattempo segnassero a raffica; ma sai com'è, un canestrino qua, poi uno là, dai che iniziamo a crederci, alla fine sei lì punto a punto quasi senza accorgertene. Sono soprattutto due triple di Conti, su rimbalzo offensivo di squadra, a dare spessore alla rimonta. Ma un ruolo lo svolge anche Arturi, veterana sì ma non vetusta, che entra proprio all'inizio dell'ultimo quarto dopo 30' di panchina e totalizza un plus/minus di +10 instillando fiducia nelle compagne.
E quando ormai la partita è riaperta (dopo un'inopportuna sosta per inceppamento del tabellone luminoso), s'innesca un duello Villa-Panzera che scalda animi e cuori. E' durato solo per 3'30" di cronometro effettivo, ma abbastanza da far sognare per il futuro, oltre che ad appassionare nel presente.
- Ma c'è incertezza inattesa anche in Sassari-Battipaglia e in Campobasso-Faenza. Indecifrabile la situazione delle campane, sempre con due straniere in meno, sempre con le ragazzine più Ferrari e Potolicchio, ma la cosa certa è che non mollano, perdendo solo di 3 dopo una rimonta nel finale, come già a Faenza. Seka dimostra che non fu un lampo isolato quella prestazione appunto in terra faentina. Anche se, purtroppo per le Batti-girls, la gerla delle vittorie resta a zero e ora si apprende pure delle dimissioni di coach Maslarinos.
Quanto a Faenza, col rientro di Tagliamento dopo un mese (15 punti per lei anche se con 5/15), non è clamoroso che abbia dato filo da torcere a Campobasso, perdendo solo di 5, però ci si poteva aspettare meno sudore per le molisane (a 2'45" era solo +1) che aveva Kunaiyi-Akpanah in veste di "ex" (12+14 rimba).
- Sorpresa, ma solo per la classifica, non per il potenziale delle due squadre, è il "tostone" rifilato da Ragusa a S. Martino, nonostante mancasse la grossa ex di turno Milazzo. Continua a spaccare tutto Chidom (giocatrice del mese secondo LBF), ma la chiave è Spreafico, 25 punti con 28 di valutazione: ha avuto un inizio di stagione molto altalenante, se entra in continuità di rendimento diventa un'altra squadra.
- Dulcis in fundo, la disfida delle metropoli. Dulcis solo per Roma, che fa festa totale: stradomina la partita, +38, e porta 1528 spettatori (dato ufficiale) nell'esordio assoluto della società davanti a un pubblico in presenza (finora aveva giocato a porte chiuse). Per un club creato da zero, che non aveva quindi avuto tempo di radicarsi e fare propaganda, se non per questi pochi mesi, partire con 1500 è onestamente oltre ogni previsione. Chiaro che poi non sarà questa la media (anche se glielo auguriamo), però c'è un'anima cestistica romana che tendiamo a sottovalutare.
Poi, se l'Oxygen ossigena basket così bene, con un eccellente bilanciamento fra il dominio interno di Dongue e quello perimetrale di Romeo (20 a testa), ma anche tutte le altre molto utili e corali, farà venire voglia di tornare a vederla.
Lato Milano, tutto male a parte il 1° quarto. Dicono che nel basket moderno, se tiri bene da 3 sei a metà dell'opera; ebbene, il Sanga ha fatto 10/20 nelle triple, brillante, ma ha perso di 38.
Adesso arriva Vintsilaiou, sicuramente un "upgrade" come spessore della giocatrice (intendo non il talento in sé ma la consistenza, il saper giocare con la squadra) e si vedrà. Dopo 6 sconfitte di fila, peraltro, la zona-salvezza diretta è solo 2 punti sopra le milanesi, e si sa che la formula senza retrocessioni dirette toglie qualsiasi urgenza. Detto ciò, probabilmente anche agli appassionati milanesi piacerebbe esaltarsi come hanno potuto fare sabato i romani.
- A2 solo per dire che nell'ovest Costa ha stravinto il derby d'alta quota con Giussano di Corno (in testa Costa, Valdarno e, a meno 2 ma una gara in meno, Derthona); nell'est Roseto ha vinto 75-68 la sfid'al vertice con Udine ed è quindi sola in testa anche se con una gara più di Udine e Matelica.


