mercoledì 29 novembre 2023

L'A1 tra quasi sorprese, il duello Villa-Panzera, Roma capoccia, Ragusa risorta

 - Una giornata di A1 con tanto sugo e poca noia. Perché 4 partite su 6 sono finite con scarto dai 6 punti in giù; e anche le due più squilibrate hanno avuto qualcosa da dire. :b:

E' vero che due "quasi" non fanno una sorpresa intera, ma che Schio abbia dovuto soffrire sino in fondo contro Brescia, così come Venezia in casa del Geas (almeno per come si era messa la partita per 3 quarti), è qualcosa di notevole. In ambo i casi la corazzata ha avuto bisogno di una tripla (di Verona e Pan rispettivamente) per cavarsi dalle pesti, dopo aver sciupato un vantaggio in doppia cifra. Schio ha mostrato ancora i suoi limiti attuali (discontinuità e carenza di killers, soprattutto) su cui una Brixia tenace, quadrata, con il trio Zanardi-Louka-Garrick, ha messo il dito nella piaga.

Ancora più strano l'andamento a Sesto. Dove è chiaro che, sulla carta, non era improbabile che la Reyer facesse fatica. Ma il Geas per 3 quarti, ancora orbo di Dotto e Begic, e per giunta con Gwathmey già a 4 falli a inizio ripresa (lei che aveva segnato 10 punti su 24 di squadra nei primi 20'), aveva potuto solo contenere i danni, cosa che a lungo era riuscita a fare, addormentando i ritmi con la zona (all'intervallo, essere a meno 9 pur tirando 9/32 dal campo era un affare d'oro per le zanottiane), ma non più dopo un tecnico alla panchina e un break nel finale del 3° quarto.
Insomma Venezia, nonostante giocasse col freno a mano tirato o perlomeno accelerando a singhiozzo, complice il rendimento poco esaltante delle straniere (se è criticata Shepard, che 13 punti comunque li aveva messi in carniere all'intervallo, che dire una Kuier quasi dannosa, e di Makurat e Berkani impalpabili?), sembrava viaggiare tranquilla verso il traguardo, sul 38-54 a 10' dalla sirena.
Invece, inopinatamente, la Reyer non segnava più nemmeno un punto per 6 minuti e mezzo; un bel muro la difesa-Geas ma 6'30" senza segnare, per una squadra come Venezia, vuol dire averci messo molto del proprio per rianimare una partita semi-defunta. Mazzon non è noto per la calma olimpica ma le sue stavano combinando roba da far imbufalire Giobbe.
Non è che le sestesi nel frattempo segnassero a raffica; ma sai com'è, un canestrino qua, poi uno là, dai che iniziamo a crederci, alla fine sei lì punto a punto quasi senza accorgertene. Sono soprattutto due triple di Conti, su rimbalzo offensivo di squadra, a dare spessore alla rimonta. Ma un ruolo lo svolge anche Arturi, veterana sì ma non vetusta, che entra proprio all'inizio dell'ultimo quarto dopo 30' di panchina e totalizza un plus/minus di +10 instillando fiducia nelle compagne.
E quando ormai la partita è riaperta (dopo un'inopportuna sosta per inceppamento del tabellone luminoso), s'innesca un duello Villa-Panzera che scalda animi e cuori. E' durato solo per 3'30" di cronometro effettivo, ma abbastanza da far sognare per il futuro, oltre che ad appassionare nel presente. <3 La 2004 ex-Costa, con le compagne in paralisi, trova lei il modo di spezzare la lunga siccità con due liberi procacciati tramite incursione a centro area, tipica sua. Poco dopo replica, con freddezza da macchina. Ma la 2002 fa ancora di più: due entrate e una tripla in transizione per il meno 1. La Reyer spreca l'ennesimo pallone e c'è addirittura la chance di sorpasso, all'inizio dell'ultimo minuto; sarebbe epico; ma Panzera sbaglia. E dall'altra parte le suddite di Brugnaro circolano bene la palla, finalmente, e trovano una tripla spezza-gambe con Pan. Di fatto finisce lì, ci saranno ancora due liberi di Villa ma a buoi ormai scappati (57-63). Villa che chiude a 18 contro 14 di Panzera; è stato un bel vedere, all'interno di una partita in cui peraltro nessuna delle due squadre si è espressa al suo meglio.

- Ma c'è incertezza inattesa anche in Sassari-Battipaglia e in Campobasso-Faenza. Indecifrabile la situazione delle campane, sempre con due straniere in meno, sempre con le ragazzine più Ferrari e Potolicchio, ma la cosa certa è che non mollano, perdendo solo di 3 dopo una rimonta nel finale, come già a Faenza. Seka dimostra che non fu un lampo isolato quella prestazione appunto in terra faentina. Anche se, purtroppo per le Batti-girls, la gerla delle vittorie resta a zero e ora si apprende pure delle dimissioni di coach Maslarinos.
Quanto a Faenza, col rientro di Tagliamento dopo un mese (15 punti per lei anche se con 5/15), non è clamoroso che abbia dato filo da torcere a Campobasso, perdendo solo di 5, però ci si poteva aspettare meno sudore per le molisane (a 2'45" era solo +1) che aveva Kunaiyi-Akpanah in veste di "ex" (12+14 rimba).

- Sorpresa, ma solo per la classifica, non per il potenziale delle due squadre, è il "tostone" rifilato da Ragusa a S. Martino, nonostante mancasse la grossa ex di turno Milazzo. Continua a spaccare tutto Chidom (giocatrice del mese secondo LBF), ma la chiave è Spreafico, 25 punti con 28 di valutazione: ha avuto un inizio di stagione molto altalenante, se entra in continuità di rendimento diventa un'altra squadra.

- Dulcis in fundo, la disfida delle metropoli. Dulcis solo per Roma, che fa festa totale: stradomina la partita, +38, e porta 1528 spettatori (dato ufficiale) nell'esordio assoluto della società davanti a un pubblico in presenza (finora aveva giocato a porte chiuse). Per un club creato da zero, che non aveva quindi avuto tempo di radicarsi e fare propaganda, se non per questi pochi mesi, partire con 1500 è onestamente oltre ogni previsione. Chiaro che poi non sarà questa la media (anche se glielo auguriamo), però c'è un'anima cestistica romana che tendiamo a sottovalutare.
Poi, se l'Oxygen ossigena basket così bene, con un eccellente bilanciamento fra il dominio interno di Dongue e quello perimetrale di Romeo (20 a testa), ma anche tutte le altre molto utili e corali, farà venire voglia di tornare a vederla.
Lato Milano, tutto male a parte il 1° quarto. Dicono che nel basket moderno, se tiri bene da 3 sei a metà dell'opera; ebbene, il Sanga ha fatto 10/20 nelle triple, brillante, ma ha perso di 38. :woot: Più unico che raro; ma del tutto logico se fai 9/40 da 2 e hai una difesa che si fa bucare quasi a ogni possesso (55 punti nei primi 2 quarti). Mancava la tagliata Pellington ma non sarebbe cambiato nulla da questo punto di vista.
Adesso arriva Vintsilaiou, sicuramente un "upgrade" come spessore della giocatrice (intendo non il talento in sé ma la consistenza, il saper giocare con la squadra) e si vedrà. Dopo 6 sconfitte di fila, peraltro, la zona-salvezza diretta è solo 2 punti sopra le milanesi, e si sa che la formula senza retrocessioni dirette toglie qualsiasi urgenza. Detto ciò, probabilmente anche agli appassionati milanesi piacerebbe esaltarsi come hanno potuto fare sabato i romani.

A2 solo per dire che nell'ovest Costa ha stravinto il derby d'alta quota con Giussano di Corno (in testa Costa, Valdarno e, a meno 2 ma una gara in meno, Derthona); nell'est Roseto ha vinto 75-68 la sfid'al vertice con Udine ed è quindi sola in testa anche se con una gara più di Udine e Matelica.

Nella foto: la plebe romana accorsa al PalaTiziano.



martedì 28 novembre 2023

Davvero Shepard è meglio non averla?

Che Shepard ponga al resto della squadra dei problemi di adattamento del gioco a lei è vero, ma che fosse meglio per Venezia prendere al suo posto un'altra qualsiasi come Dixon (che per ora ha solo dimostrato di poter far bene in una squadra di zona-salvezza) mi pare eccessivo.

Non esagererei neanche nelle descrizioni di una Venezia ossessionata dal giocare per lei. Generalmente, dei palloni che riceve fa ottimo uso. La questione, come ha detto anche Mazzon, è che non ha ancora ritrovato la condizione migliore dopo il primo mese di stagione saltato.

Se Venezia avesse pensato quest'estate che Moore o Kunaiyi fossero meglio di Shepard per i suoi scopi, ne avrebbe già presa una, visto che può offrire molto più di Geas e Campobasso. La chiave del discorso secondo me è che puoi vincere contro squadre di medio livello senza Shepard giocando meglio che con Shepard, perché lei indubbiamente è condizionante, non fa giocare fluido come quando lei non c'è, eccetera. Ma quando c'è da battere Schio e Bologna in campionato (ok, si può obiettare che quest'anno la Reyer ha battuto Schio senza di lei, così come ha perso lo scorso anno con lei, ma sono fatti capitati nell'occasione, non una teoria scientifica che con lei vada male e senza di lei vada bene) e da arrivare fino in fondo in Eurocup, è maggiore la qualità che ti dà Shepard. 
Occhio che quando si alza il livello di difficoltà, alcuni elementi che fanno bella figura con avversarie di medio calibro, tendono a mostrare la corda. Sì, pure lei in qualche modo ha mostrato la corda lo scorso anno nelle partite più importanti, però non credo che la risposta sarebbe mettere al suo posto una Moore o una Pallas o altri elementi da squadra medio-alta del nostro campionato. L'"upgrade" sarebbe prendere una di primo piano internazionale.

Il problema attuale, come si è già detto, è che Shepard non è in condizione ideale, e quando una giocatrice condizionante non è al meglio, ti condiziona in negativo, anche se la sua produzione non è così magra in rapporto ai minuti giocati e stiamo parlando di 4 partite disputate finora, un po' poche per le sentenze.

domenica 26 novembre 2023

Perché non faccio crociate "anti-Fip"

Non ho mai scritto in vita mia che vada tutto bene. Ho sempre e solo detto che io mi occupo di basket femminile giocato (prevalentemente lombardo essendo la mia zona). Che è quello che interessa al 99% della gente, alla quale non frega nulla se a presiedere la Fip ci sia Petrucci, Ginucci o Cazzucci.

Siccome per me non esistono i buoni e cattivi, e siccome per occuparsi seriamente di certe questioni ci vuole un tempo che non ho, non farei altro che la figura del Masaniello da quattro soldi.
Non è che a me piacciano i regimi eterni dei presidenti federali, ma si sopravvive come si è sempre sopravvissuti.
C'è sempre questo mito del feroce tiranno, il Belzebù che rovina il movimento, da cui dovremmo liberarci per salvarsi dall'apocalisse... Aldo Giordani dipingeva Enrico Vinci come un incrocio tra Hitler, un capomafia e un dittatore sudamericano; siamo sopravvissuti ampiamente. Il professor Maifredi, che adesso tu racconti come eliminato da Petrucci? Boh, può darsi, ma guardiamo (dico a tutti) cosa si diceva sul forum 15 anni fa quando si dimise--> cliccare qui: sembrava che ci fossimo liberati da Stalin e Pol Pot messi insieme; e c'era Superbasket che faceva le crociate per invocarne la cacciata. E va bene, è stato fatto fuori, e poi? La vita è diventata più bella? Sono fiorite le margherite nei campi?
Gridare sempre all'apocalisse in arrivo non fa che rendere poco credibili anche gli allarmi veri.

sabato 25 novembre 2023

Coppe europee: Eurolega doppio schiaffo, Eurocup velluto

Riprese le coppe dopo la sostariella delle nazionali. In Eurolega le nostre bucano due sfide importanti. Schio aveva lo scontro diretto per il 3° posto a Saragozza, davanti a varie migliaia di spettatori nell'imponente Pabellon Principe Felipe. La partita ha avuto un andamento sconcertante. Dal 4 pari, Schio disputa dapprima i suoi 12 minuti (circa) più prepotenti della stagione, volando sul +20 (9-29) verso metà 2° quarto, dopo due triple di Crippa e Sottana e in precedenza Guirantes sugli scudi, ma tutta la squadra a difendere alla grande e attaccare con ficcanza.

Dopodiché, inopinatamente, seguono i 15 minuti più orridi dell'autunno scledense (insieme forse al blackout in campionato con Venezia): è come se il tappo sul canestro si sia spostato da un canestro all'altro, così di colpo, perché il Famila non segna più neanche a pregare, :woot: mentre Saragozza si rianima con un 15-1 nel finale di 2° periodo (24-30) e poi sulla spinta mette la freccia nel terzo (45-40).
Nell'ultimo, c'è un tappo uniforme su ambo i canestri (6-6 nei primi 7'30") ma è un affare per Saragozza che cristallizza il vantaggio e poi trova un paio di "goal" da dentro l'area per chiudere i conti (+9 a 1' dalla fine); lo sblocco di Schio nell'ultimo minuto serve solo a limare lo scarto (56-51) anche se potrebbe tornare utile al ritorno. Giacché in classifica c'è molto equilibrio, Schio ora è nel gruppo delle quarte ma Saragozza (che non è apparsa squadra spaziale; è abbastanza "lunga" ed equilibrata ma non ha fenomeni) sta appena 2 punti sopra.
Certo, così Schio non va lontano: 19/77 dal campo, percentuali da tregenda per le varie Parks, Reisingerova, Keys, Sottana, Verona, Sivka ma è inutile far la lista, si fa prima a dire tutte tranne Guirantes, 18 punti, peraltro calata anche lei alla distanza. Il problema di fondo è quello già emerso: quest'anno non c'è la fuoriclasse che nei momenti critici cava le castagne dal fuoco per tutte. Però, domani è un altro giorno.

- Non va meglio, anzi numericamente peggio, a Bologna, la quale dopo il 3-0 iniziale ora completa uno 0-3 di rinculo con la batosta casalinga contro Praga. Che è prima in classifica, quindi ci sta di perdere, ma trovarsi sul 25-50 dopo due quarti è eccessivo per una Virtus che poi ha rabberciato un secondo tempo discreto ma restando a debita distanza (69-90).
In sostanza per le V nere hanno segnato in 3: Dojkic 24, Zanda 15 e Pasa 14, quest'ultima pressoché tutti nella ripresa con una serie di entrate, apprezzabili ma tardive. Troppo poco di fronte alla possente batteria di giocatrici ispirate per le ceche: Magbegor 19, Nyara Sabally 16, Ayayi (o Vukosavljevic, a seconda di come s'alza alla mattina) e Conde 15.
Anche per Bologna resta apertissima la corsa alla qualificazione.

Eurocup, tutto liscio: cinquina di Venezia, 73-58 su Pecs (M. Villa 15+5 rimbalzi +8 assist), anche se all'intervallo era solo +1; va sul 3-2 di bilancio Sassari con un 88-65 su Chomutov (Joens 23, Raca 17+9 rimba).

mercoledì 22 novembre 2023

A1: Campobasso respinta dalle potenze. A2: un sereno Costa-Carugate

 - Prima della sosta dell'A1, Campobasso si era candidata ad alternativa numero uno alle tre "super", o meglio a capolista delle umane (perché alternativa vera non c'è), vincendo in casa del Geas. Ma la ripresa delle ostilità ha visto le molisane venire respinte nel doppio esame ravvicinato contro Bologna e Venezia.

Contro la Virtus, nell'anticipo infrasettimanale del turno n° 13 (per il resto da disputarsi nel periodo natalizio), è arrivata una sconfitta di misura, per la compagine della pasta, 54-61, quindi di per sé onorevole (a 3 minuti dalla fine non era ancora chiusa, anche se Bologna sempre avanti nella seconda metà), tuttavia se si considerano le assenze virtussine, Zandalasini-Pasa-André, che senza offesa per le altre possiamo ben definire le migliori 3 italiane delle V nere, è un'occasione persa da Campobasso, tanto più in casa. San Martino, per citare una concorrente diretta, ma anche Faenza, avevano saputo battere o mettere alle corde una Virtus non così rimaneggiata.

- A Venezia, nel regolare match domenicale, la Magnolia ha forse pagato le fatiche di 3 giorni prima, cedendo nell'ultimo quarto (27-11) dopo essere stata in partita nei primi 3 (47-40 al 30'). Ma la Reyer è una macchina, in quest'autunno: 9 giocatrici a segno, nessuna più di 13 punti, nessuna sopra i 25 minuti. Campobasso, quando si alza il livello, paga un deficit di qualità perché alcune giocatrici, ficcanti contro le medio-piccole, scemano d'impatto, sicché contro Venezia sono andate bene le lunghe, Dedic (16) e Kunaiyi-Akpanah (15+14 rimba), contro Bologna era stata Mistinova a farsi sentire di più (17; per Pallas comunque 9+18 rimba) ma Morrison e Quinonez non hanno brillato in nessuna delle due disfide; ed è troppo poco contro quelle corazzate.

- Nota a margine di Campobasso-Bologna: le due ex compagne di epopea giovanile Geas, Barberis Kacerik, si sono calate sin troppo nella classica parte delle italiane che fanno solo umile lavoro di supporto alla squadra: 0 punti in 23 minuti l'una, 0 in 18' l'altra. Del Pero, non ex Geas ma lombarda pure lei? 0 in 24'. Su 12 tiri tentati non ne hanno messo dentro uno. Totale punti italiani nella partita: 7 (di Trimboli) da una parte, 8 (di Orsili) dall'altra. Very exciting. :huh:

- Anche nel resto dell'ultima giornata avresti cercato invano una sorpresa. Quella in cui si è andati più vicino è stata Milano-Sassari, che peraltro sembrava già segnata a inizio ripresa, sul +17 per le nuragiche, e invece s'è riaperta con una botta d'orgoglio del nucleo della promozione pinottiana, Madonna (5/5 da 3)-Toffali-Penz, mentre la canadese Pellington restava a guardarle dalla panchina dove risulta sia stata fatta accomodare per scelta tecnica e non per sopraggiunto malanno. Non confermato né smentito che l'estrosa ma discontinua play-guardia sia in bilico. :o:
Un po' di fatica l'ha fatta anche Ragusa a Brescia, ma poi ha preso il largo con Chidom ira di dio (46 di valutazione).
San Martino, che ha avuto gioco agile con Battipaglia sempre senza le due straniere giubilate, resta dunque insieme a Schio al terzo posto e stacca Campobasso e il riposante Geas.
Ancora molto attardata Roma, che però ora inizia la fase più favorevole del calendario; ci sarà la sfida fra metropoli con Milano (a pari punti) e a quanto annunziato sarà la prima volta per le capitoline al PalaTiziano. Vedremo quanto seguito riusciranno a calamitare, considerando che sono una società creata da zero, la quale non ha avuto tempo di costruirsi un seguito nel territorio.

- Personalmente, domenica, mi sono recato nei ruspanti feudi dell'A2, in quelle lande collinari di Costa dove la volta precedente che m'ero recato erano le ruggenti serate di maggio, per i playoff conclusi con l'appassionante finale "all Longobard" tra le masnaghesi e il Sanga Milano.
Anche stavolta giungevo là per un derby, Costa-Carugate (se clicchi qui c'è un filmatino mio della partita); ma la temperatura era ben più fredda e anche l'atmosfera intorno alla partita non poteva essere elettrica come allora. Purtroppo, se gioca una di testa in casa contro una di coda, e a quella di coda mancano due elementi da quintetto (nella fattispecie Rizzi e Rulli), l'esito è già segnato prima d'iniziare. Puoi solo sperare che la favorita sonnecchi e la seconda imbrocchi un inizio gagliardo. Alla faccia: 31-7 dopo 8 minuti, Allievi e Tibè che fanno quello che vogliono in area, Ravelli che massacra la retina di triple (molto moderna, tra parentesi, la mappa di tiro del 1° quarto di Costa: a parte un paio di tentativi dalla media, obsoleti, tutto da 3 o da sotto, come insegnano gli algoritmi).
Insomma il resto è solo accademia, anche se qualcosa d'interessante si vede sempre, con parecchia gioventù in campo da ambo le parti, per le caserecce in evidenza Bernardi, 2005, un po' meno la coetanea Osazuwa, di più Piatti, 2006; per le visitanti l'ormai protagonista fissa Usuelli (2003) che realizza due volte allo scadere, 2° e 3° quarto (entrata e tripla), anche se finisce con basse percentuali sbagliando i suoi ultimi 5 o 6 tiri; anche l'ex geassina Nespoli (2002) ha fatto cose pregevoli nel frangente in cui Carugate si è riavvicinata a meno 11; di là però troppo arsenale per non riprendere il largo appena rimesso ordine nel gioco e affondato nuovamente i colpi dopo aver perso troppi palloni (26 alla fine), nota negativa in una partita finita comunque a +27 (80-53).

Da notare due cose: a) dopo secoli a Costa non c'è nemmeno una Villa in campo; :woot: b) si affrontavano due squadre senza straniera, leggermente diverso dalla normalità dell'A1, dove è possibile vedere quintetti senza italiane (le 4 straniere canoniche più una straniera formata in Italia).

Domenica prossima si pregusta parecchio sugo per l'arrivo di Giussano per un derby fra Brianza di pianura e Brianza di collina; e soprattutto una sfida d'alta quota visto che la matricola di Aldo Corno è subito dietro la coppia di testa.

venerdì 17 novembre 2023

Senza risultati non c'è propaganda che tenga

Se lo scopo è l'ennesimo sfogarsi contro i cattivoni e incapaci di Fip-Lega è un conto, ma se vogliamo essere realisti... veramente si pensa che siamo dei fessi se, di fronte ad altri sport che mandano avanti campionesse mondiali, medaglie olimpiche, gente che è considerabile nel top globale della propria disciplina (e non parlo della solita pallavolo ma anche dello sci con Goggia e Brignone, il biathlon con la Wierer, le ginnaste, le nuotatrici come Pilato e Quadarella, eccetera), noi non riusciamo a ottenere lo stesso effetto con Geppi Cucciari, la Vignali o le nostre giocatrici, che senza dubbio ammiriamo ma che, mentre le altre raccontano dei loro ori e primati, dovrebbero parlare di come han preso schiaffoni dal Montenegro e di come il movimento non vinca niente da 25 anni?

In realtà tutte loro qualcosa lo fanno, trovo davvero ingeneroso (come al solito) liquidare tutto come nullità, anche se è lo sport preferito di qualche utente secondo cui gli allenatori non sanno allenare, gli arbitri non sanno arbitrare, i federali sono una via di mezzo tra inetti e sabotatori, eccetera eccetera.
Chi segue Cucciari e Vignali sa benissimo della loro passione per il basket (e mettiamoci pure la Ferragni che ogni tanto ricorda di aver giocato), così come tutti sanno che (tra gli uomini) due fenomeni come Tamberi e Paltrinieri sono appassionatissimi di basket.
Quando c'è stato l'exploit di Matilde Villa dei 36 punti a 15 anni siamo andati sul Tg1. D'Alie con la visibilità ottenuta andando alle Olimpiadi (o comunque il suo essere brava e personaggio) è stata ospite ai Soliti ignoti o qualcosa del genere.
Però è assurdo pensare che questo possa sostituire la mancanza di risultati sportivi presentabili al grande pubblico.
Poi si può sempre immaginare di poter cavare più sangue dalle rape, e senza dubbio il movimento del basket nel suo complesso ha compiuto l'errore storico di ghettizzare il femminile come se fosse una gamba zoppa o un pezzo inutile del giardino, da non coltivare a sufficienza. Ma se la narrazione è "avremmo un potenziale incredibile ma non lo sfruttiamo perché siamo degli idioti", la trovo una rappresentazione falsa.

giovedì 16 novembre 2023

Se gli influencer... influenzano. E la pallavolo non ha creato ma approfittato

Personaggi famosi sul web aiutano, come testimonial? Diciamo che danno un contributo nello sdoganare il basket femminile presso chi segue questi personaggi. Nel senso di associare l'idea che si può fare basket femminile ed essere comunque fighi/brillanti/di successo, diciamo così.

Però se uno si aspetta che le palestre si riempiano di ragazzine perché Miss Italia o Geppi Cucciari hanno giocato a basket, è inevitabile che resti deluso. Ma del resto è anche giusto così, cioè che i veri testimonial di una disciplina siano quelli che raggiungono il top di quella disciplina, non chi ha una grande passione, magari è stato o è pure bravino a giocare, ma fa altro nella vita.

La pallavolo? Non ha anticipato nulla. Ha solo capitalizzato le occasioni offerte dai risultati sul campo (innegabili) e dalla moda del momento che ha portato le famiglie a preferire uno sport senza contatto e considerato più "femminile". Lo dimostra il fatto che nel maschile, nonostante la pallavolo abbia vinto mille medaglie e il basket da 20 anni nessuna, non ci hanno mai superato nei praticanti.

Quando il vento cambierà, mancando queste due condizioni, faranno la figura dei somari, come già l'hanno fatta nella gestione del caso Egonu, nella nomina al nuovo c.t. femminile e tutte le altre magagne che qui da noi si fa finta di non vedere perché deve sempre passare il mito che loro sono fenomeni e noi capre.

Poi comunque siamo sempre lì: a ogni discorso "la pallavolo ha fatto qua", "la pallavolo ha fatto là". Be', anche se fosse vero, vorrebbe dire che uno sport singolo (visto che è l'unico sempre citato da chi fa 'sti confronti) ha fatto meglio di noi, non duecento.

Non è che il movimento della pallavolo si è messo a fare propaganda sugli amori di Egonu. E' che il personaggio diventa popolare ottenendo risultati importanti ai quali aggiunge un certo carisma personale, e quindi essendo popolare si parla anche della vita privata del personaggio.

Da questo punto di vista non è che la società sia cambiata ultimamente. Allo stesso modo, 15 anni fa si parlava degli amorazzi della Pellegrini (nuoto) e 60 anni fa si parlava di Fausto Coppi con la Dama Bianca. Non è che il movimento del nuoto o quello del ciclismo di una volta si mettessero a propagandare i gossip dei loro campioni. E' che quando diventi molto popolare succede che fai notizia anche per la vita privata.
Possiamo anche sbattere sui social tutte le storie private delle nostre giocatrici (cosa che personalmente non mi esalterebbe), ma se non sono conosciute per i risultati, chi se le fila?

mercoledì 15 novembre 2023

A2: doppio thriller in Lombardia; Roseto fiorisce contro Alpo

In assenza dell'A1, a tenere la scena del weekend ha provveduto l'A2, anche se con vari rinvii per convocazioni in nazionali.


- Due epiloghi al fulmicotone in terra longobarda. Sabato, Carugate è uscita dalla buca dell'ultimo posto senza vittorie battendo al supplementare il Basket Roma in uno scontro diretto che stillava tensione da ogni poro: 36 palle perse, non totali ma per squadra (!), :woot: che pur spalmate su 45 minuti sono tantine (eufemismo). Insomma non useremmo per questa partita l'abusata formula "uno spot per il basket femminile" (anche se è stata trasmessa su MS Channel), però sul piano agonistico ha regalato emozioni e un andamento mai banale. Le balde giovini romane hanno condotto per la maggior parte del tempo, poi Carugate, nonostante già senza Rizzi abbia perso Rulli per infortunio strada facendo (sembra non grave), :unsure: ha acciuffato la partita con le unghie, anzi è anche andata avanti di 1 a pochi secondi dalla fine con Caccialanza, venendo raggiunta da un libero di Lucantoni, la quale però falliva l'opportunità di vincerla al 40'.
Nel prolungamento poi decisiva una tripla di Usuelli, e se fossimo al cinema sarebbe una bella storia in quanto, come si ricorderà, la tascabile del 2003, in grande ascesa quest'anno, si era sciolta in lacrime dopo aver fallito il libero del pareggio a La Spezia. Stavolta si è presa la rivincita. Tra l'altro non certo l'unico guizzo della sua partita, avendo chiuso da top scorer delle sue con 17 punti, anche se con 5/15 dal campo e 11 perse.
Per Roma 18+10 rimba di Fantini e 14+12 rimba di Aghilarre ma poco incisive le altre 2005 dorate; sanguinosi lo 0/15 da 3 e il 18/32 ai liberi oltre, come detto, alle 36 perse che peraltro anche Carugate ha commesso.
La strada del Basket Roma è quella delle totale responsabilizzazione delle sue giovani, cioè niente veterane a supporto: chiaro che al momento paghi perché in A2 fai tanti errori (di scelta come di esecuzione) che in B ti potevi permettere e qui no; però se il cantiere funziona, ad aprile la squadra potrebbe valere più della zona-bassifondi che occupa adesso.

- Ancora più rocambolesco quanto capitato alle estreme propaggini meridionali della Longobardia, laddove il Po sta a nord (inconcepibile per la maggioranza dei lombardi), e infatti si chiama Oltrepò pavese, un triangoluccio di territorio incastonato tra Piemonte ed Emilia. Laggiù, domenica, Giussano di Big Aldo Corno stava coronando la sua ascesa da matricola assoluta a potenza consolidata nel girone, trovandosi sul +12 e palla in mano a 3 minuti dalla fine nello scontro al vertice con Broni (partivano alla pari 5 squadre, alla vigilia del turno in questione).
Ebbene, inopinatamente Giussano, fallita la tripla del k.o, definitivo, prendeva a sbagliare tutto, Broni invece a segnare su ogni possesso dopo aver litigato col canestro per 2 quarti e mezzo (cioè dalla fine del 1°, quando era sul +7, a metà dell'ultimo, quando era scivolata pure a meno 13, tirando malissimo contro la zona).
Botta dopo botta, soprattutto con Moroni e Bonvecchio, Broni colmava tutto il deficit, nel giubilo crescente del suo pubblico, che passava dalla depressione all'euforia (salvo i Viking, i quali cantano e urlano uguale sul meno 30 come sul più 50). :lol:
Sul 57-57, di Molnar il canestro del vantaggio da centro area, poi la stessa croata faceva muro su Niedzwiedzka nel possesso decisivo. Indi due liberi di Bonvecchio per il +4: ovvero un parziale di 16-0 in meno di 3 minuti. Non bastava la tripla a 1" dalla fine dell'ex di turno Manzotti, se non a fissare il minimo scarto sul tabellone (61-60).
Da notare, a proposito di Giussano, che purtroppo già da alcune settimane ha perso la sfortunatissima Lalla Meroni per crociato rotto, ennesima tegola nella sua carriera. :(

- E quindi in classifica del girone Ovest rimangono in testa Broni, Costa e S.G. Valdarno. Più, potenzialmente, Derthona che ha rinviato la sua partita. Le piemontesi di confine, però, hanno stupito in negativo perdendo male in Valdarno nel turno precedente, dopo essere sembrate di un altro pianeta nelle prime 5 giornate.
In basso per ora pericolano le due romane, le due torinesi (anche se Torino ha avuto in regalo lo 0-20 con la Stella Azzurra) e appunto Carugate. Fra le altre, a metà del gruppo, un po' sotto le previsioni Empoli.

- Nel girone Est i 3 rinvii lasciano un po' troppi asterischi in classifica; comunque c'è Udine imbattuta con 5-0, appaiata (ma con 5-1) da Roseto che ha vinto il big match contro Alpo con un frizzante 80-75. Le abruzzesi, dopo la retrocessione sterilizzata col riacquisto del titolo, sembrano aver messo le basi per tutt'altro tipo di stagione. Con 4-1 ci sono Ponzano e Matelica.

In Germania ecco l'Italia più bella quando serve di meno... ma stavolta solo applausi

 - Con 5 mesi di ritardo, o con 19 di anticipo. :(

L’Italia che avremmo voluto vedere lo scorso giugno, e che vorremmo vedere a Eurobasket 2025, si palesa folgorante nel brumoso tardo pomeriggio novembrino d’Amburgo: quando purtroppo serve solo per il fantomatico “ranking” e per lasciarci una sensazione a metà tra il dolce e l’amaro. Se da un lato si può andare fieri di quest’Italia, dall’altro il coltello si rigira nella piaga, perché non è possibile che questo stesso gruppo, in grado di dominare la Germania in casa sua, con autorità assoluta per lunghi tratti, si sia fatto umiliare (non semplicemente battere) dal Montenegro. E purtroppo era là che contava. Ora è come una giornata di sole quando non puoi uscire di casa a godertela fino in fondo, e quindi dici "sì, bella, ma che me ne faccio?". :huh:

- Ecco perché lo scetticismo nei confronti di queste croci & delizie che sono le nostre azzurre non può dissiparsi per un exploit seppur apprezzabilissimo. Che di per sé non va assolutamente sminuito. La Germania non è la Francia, né la Spagna o il Belgio, ma è una potenziale quarta forza del continente (se la gioca con Serbia e Ungheria, direi), avendo fatto i quarti di finale agli Europei e aggiunto, da allora, le sorelle Sabally, cioè due elementi da WNBA, di cui una (Satou) che gioca da protagonista anche laggiù (18.6 punti di media nella stagione 2023, tanto per dire).
La Germania aveva appena demolito in trasferta, 44-85, una Rep. Ceca che ha poi perso, ok, con la Grecia che noi abbiamo battuto, ma se l’è giocata, e non è che noi avessimo dominato, con le elleniche. Frullavi queste premesse insieme all’ingrediente ambientale, 3.400 spettatori ad Amburgo, il clima di entusiasmo che circonda il basket tedesco neo-campione del mondo maschile; insomma non ti aspettavi una vittoria dell’Italia, figurarsi un dominio con una lezione di giuoco collettivo. Il tutto senza almeno un paio di elementi, soprattutto André, che potevano renderci ancora più forti.
La Germania ha avuto una giornata storta? Probabile, ma intanto è stato anche merito nostro, e poi quello che abbiamo fatto tra metà 1° e metà 2° quarto è stato di qualità assoluta. Di fronte ad avversarie soverchianti fisicamente (quintetto con play di 1.78, guardia di 1.92, le due Sabally e la massiccia Guelich ben nota dai trascorsi italici) abbiamo messo la sabbia perfetta nei loro ingranaggi, stordendole col dinamismo di M. Villa in primis, ma in realtà di tutte, perché abbiamo prodotto un gran movimento con e senza palla, tagli, rapidità. Poi è chiaro che se S. Sabally non fa 3/19 dal campo, se loro non tirano 2/21 da 3, è un’altra storia, però noi le soluzioni le abbiamo costruite bene, di squadra, loro no.
Il problema è che nulla, assolutamente nulla, ci garantisce (o perlomeno ci dà fondate speranze) di essere queste, quando conterà davvero. Intanto perché manca un’eternità. Pensa cosa può succedere nell’arco di un anno e mezzo. Bisognerà pregare che non ci siano infortuni, che le giovani emergenti continuino a migliorare, che chi è al top adesso non declini improvvisamente (come purtroppo è successo a qualcuna che un paio d’anni fa era in auge), eccetera.
E poi bisognerà pregare che non succeda il solito psicodramma collettivo quando arriverà il “dentro o fuori”, il “gloria o fiasco”, situazione che in queste “qualificazioni che non qualificano” era del tutto assente. Certo, già vedere tutte remare dalla stessa parte è consolante. Però bisogna essere obiettivi: si era visto anche con Lardo a livello di qualificazioni. E' nel grande evento che dovremo dimostrare tutto da capo.

- Un po' di cronaca , per chi non l'ha vista su Twitch (temo molti). L'inizio pare confermare i favori del pronostico per le teutoniche: 8-4 dopo 4', subendo un paio di canestri di quelli che fanno incazzare (legittimamente) qualsiasi allenatore, ovvero un contropiede su passaggio superficiale intercettato, e una dormita su taglio di N. Sabally.
Nulla di più ingannevole! Comincia proprio lì un frangente di 9-10 minuti ai limiti della perfezione per l'Italia, sia in attacco che in difesa: il parziale di 2-24 dice tutto. :b:
E' Villa ad accendere la scintilla con 3 incursioni a canestro quasi di fila e un assist per Cubaj. La nostra 2004 dorata esibisce il suo pezzo forte, la padronanza magistrale del corpo e dell'attrezzo-palla, ubriacando la più massiccia ma poco mobile Brunkhorst (anello debole della catena teutonica).
Ma è un (capo)lavoro di squadra, al quale forniscono pennellate Zanda, Fassina e, appena entrate, sia Madera che Verona. Dall'altra parte la Germania sbaglia tutto, ed eccoci con una tripla di Zanda sul +18, 10-28, dopo 3' del 2° quarto. Impensato. :wub:

- Non possiamo continuare così bene noi e così male loro; è normale che la Germania risalga, anche se qui concediamo qualcosa di troppo; sul 27-33 verso fine 2° quarto rischiamo di andare all'intervallo con tutto da rifare. Riusciamo però a riguadagnare un +9 alla pausa (27-36) e sarà così anche nel resto della gara: ogni volta che si avvicinano le ricacciamo indietro.
Il 3° quarto è di stallo per entrambe le squadre: la Germania continua a litigare col canestro, noi non abbiamo più lo smalto del break ma con una tripla di Panzera e un canestro di Zanda manteniamo immutate le distanze (39-48 al 30').
Nell'ultimo periodo è lecito temere che ci manchino le energie, o semplicemente la consistenza, per resistere al nuovo assalto germanico, supportato da un predominio fisico che si concretizza in 14 rimbalzi offensivi contro 7. Invece facciamo un altro capolavoruccio nel capolavoro, ripartendo definitivamente con due triple di Madera per il +13, poi un assist schiacciato a terra di Villa per Cubaj per il +14 (51-65).
A quel punto loro alzano bandiera bianca e addirittura dilaghiamo fino a 53-70.
L'abbondante folla amburghese, venuta per applaudire le sue, è costretta a rendere omaggio alla nostra prestazione. Chiudiamo con 19/36 da 2 (contro 16/42), 7/26 da 3 (non granché ma molto meglio del loro 2/21), ai liberi poca differenza a favore loro.
Matilde mvp ("Villa shines for Italy", sintetizza il sito Fiba) con 17 punti (8/12 dal campo) e 3 assist; se la famosa prestazione da 21 punti contro il Geas a non ancora 15 anni la rivelò a livello italiano, questa è la partita che la lancia a livello internazionale senior (nel giovanile, ovviamente, ha già provveduto). Gode Venezia che fa doppietta di mvp dopo quello di Cubaj con la Grecia; stavolta Big Lorela fa solo 2/10 al tiro ma arraffa 13 rimbalzoni, insomma bella presenza ancora.
A proposito di lunghe, sorride anche Campisano che grazie alla presenza di domenica diventa italiana: salomonico Capobianco, 4 minuti a lei, 3 a Conti la volta prima, tutti contenti e il risultato lo facciamo lo stesso.
Zanda fa il suo con 16 senza dover strafare; Madera 13 con 4/5, importante dopo lo scarso utilizzo della partita scorsa. Fassina 10 a completare il quadro delle più in evidenza.
Esauriti i doverosi applausi e complimenti, rialimentati i sogni che "la prossima volta sarà quella buona", resta il fatto che per un anno (!) non giocheremo più partite vere, e quindi è difficile dire cosa ci rimarrà di tangibile da questa pur brillante giornata. La lunga attesa che si faccia veramente sul serio è un supplizio che ci siamo meritati sul campo e che ci porterà a guardare in tv per l'ennesima volta le Olimpiadi. :cry: Se pensiamo di essere appagati, bravi, soddisfatti per le due vittorie di questa finestra, sarà l'anticamera per restare i mediocri che non vogliamo più essere.

- Il resto del panorama. Ovvero quelle che stanno giocando le qualificazioni vere. La Spagna ha faticato in Croazia, poi ha fatto pizzette dell'Austria. L'Ungheria, emergente come e forse più della Germania, ha dominato sulla Slovenia. Interessante il gruppo C che, a parte il pittoresco Azerbaigian (-37 con la Lituania e -108 col Belgio...), ha visto le campionesse d'Europa con tanto di Meesseman perdere in casa con la Polonia (protagonista la neo-naturalizzata Mavunga), la quale a sua volta è stata infilzata all'overtime dalla Lituania, trascinatrice l'ex veneziana Petronyte. Girone davvero di ferro questo, una ci lascerà le penne.
Invece il D è scarsino e c'è in testa la Svezia; nell'E due passeggiate per la Francia e il suo serbatoio che offre un ricambio apparentemente infinito; a punteggio pieno anche Turchia, Serbia, Montenegro, Portogallo e, occhio, un Lussemburgo contro cui non si diverte più nessuno, se ha battuto Svizzera e Bosnia con autorità.

Nella foto: avanza la giovane Italia (Villa e Panzera), sognare per il 2025 è lecito ma l'attesa sarà lunga.



domenica 12 novembre 2023

Nazionale: superato (con voto 6,5) il test con la Grecia, ma i dubbi di fondo rimangono. La Germania dirà di più

- Difficile non essere scettici.

Magari domani vinciamo in Germania con una prestazione scintillante. Ma anche se fosse, nulla ci garantirebbe di essere al riparo dall'ennesima riedizione dello stesso film, e cioè che "all'apparir del vero, tu misera cadesti", per dirla in modo nobile con Leopardi, :wacko: o più terra-terra, che arriva la partita decisiva all'Europeo e all'improvviso scatta la paralisi, lo spaccaferri generalizzato, le facce smarrite nel vuoto e alla fine le lacrime. Cioè quanto è successo nelle ultime due edizioni contro Svezia e Montenegro.
Sì, la soluzione sarebbe di non covare aspettative particolari: quel che viene viene, già buono partecipare, se non è per la prossima sarà quella dopo. Se non fosse che nel 2025 giocheremo in casa (la prima fase) e saranno 30 anni esatti dalla nostra ultima medaglia. E' necessario alimentare speranze di fare un risultato vero. Cioè salire di livello e passare dal limbo della mediocrità (con oscillazioni tra la mediocrità discreta e quella scadente, a seconda delle volte) all'élite del continente.
Però non so, al momento, su quali presupposti concreti ci potremmo basare. Sì, certo, è la prima volta del nuovo ciclo, è cambiato il c.t. (anche se Capobianco è un ritorno), diamo tempo a lui e alle ragazze di far lievitare l'impasto. Ok, ma gli ingredienti, almeno nel breve termine, mi sembrano più o meno gli stessi. Spesso ci si perde nell'ipotizzare che sarebbe meglio se questa giocasse 3 minuti in più, se quella giocasse da ala piccola anziché da ala grande, se convocassimo le Grandi Speranze giovanili, eccetera, il che è tutto lecito, per carità, ma secondo me non sposta di una virgola la nostra sostanza di squadra discreta, magari bravina se le cose girano a favore, ma nulla più.

- Questo Italia-Grecia a Vigevano ha confermato i nostri pregi e difetti. Una partita "da Italia". Da applausi quando spira il vento a favore, come all'inizio; in sofferenza quando all'improvviso il vento gira e nulla sembra più funzionare.
Inizio, dicevo, quasi perfetto: dà il la Keys con un canestrone allo scadere dei 24"; Zanda e Villa arrivano al ferro con facilità una volta a testa (6-0), poi show Zanda-Cubaj, la bronese con due triple e un tiro dalla media in uscita da un taglio, la ternana con un piazzato dalla media e un rimbalzo offensivo convertito (Zanda già a 10 dopo 6 minuti). Pennellate di rifinitura per Pan anche lei dalla media, e infine Keys con un libero. In tutto questo una difesa che non concede nulla, o perlomeno la Grecia non riesce a far niente. Siamo 21-5 dopo 7 minuti e sembra che il resto possa essere tranquilla amministrazione.
Poi si assiste a una Verona che, forse sorpresa di essere scalzata dal quintetto in favore di M.Villa (la quale nel dopopartita ha detto che non si aspettava di partire in quintetto), entra come una furia e fa 8 punti in un amen a cavallo tra 1° e 2° quarto. Ma nel frattempo la Grecia si è svegliata e, appena caliamo in attacco, si rifà sotto con preoccupante rapidità: da 29-14 passiamo a 31-28 in meno di 5 minuti, poi 33-31. C'è qualche cambio che non ingrana; c'è poi il rientro di Zanda la quale però deve fronteggiare una box-and-one e per un po' l'attacco svalvola senza idee chiare né precisione in quei tiri che fino a poco prima entravano tutti.
Ci ridà spinta la coppia veneziana Villa-Cubaj per per un 6-0 prima dell'intervallo (39-31).

- Alla ripresa del giuoco, nel 3° quarto, torniamo quelle brillanti dell'inizio. Ritroviamo le triple, una anche di Spreafico che era stata imprecisa nel 1° tempo; torna a colpire Zanda con i suoi ultimi 5 punti di serata; anche uno scambio delle parti tra Cubaj e Villa, cioè la prima serve un assist per la seconda che appoggia da sotto; voliamo sul 49-34 in 5 minuti.
Ma di nuovo si stacca di botto la spina e c'è uno 0-12 per le greche (49-46). Ci sblocca di nuovo Cubaj, tonica, presente in tutte le situazioni, determinata (53-48 al 30'); nell'ultimo quarto di nuovo una fiammata nostra, con Keys che torna a colpire (da 3) dopo che non aveva più segnato dal primissimo canestro della gara; ma soprattutto Verona con altre due triple. Quasi volesse mostrare - a vederci del pepe laddove magari non c'è - di essere forte proprio in ciò che alla sua pari-ruolo Villa manca, ovvero il tiro da 3 (0/3 per la 2004 nell'occasione). :ph34r:
La Grecia prova ancora a non affondare ma Keys colpisce ancora dall'arco, poi punti esclamativi per Cubaj (ancora su rimbalzo offensivo), Villa in entrata e Spreafico con una tripla dall'angolo subendo pure fallo (74-61).
La tenace compagine ellenica riesce a uscire con lo scarto più dignitoso possibile (76-67). A un decimo dalla fine, l'esordio più corto della storia per Gilli, che era stata messa sul cubo del cambio una trentina di secondi prima (se non erro) ma il gioco non si era interrotto. Resterà, a quanto pare, l'unico decimo di secondo della carriera azzurra della 2002 di Roma, per questa finestra, visto che non è stata convocata per la Germania. C'è invece Campisano, in modo da fare coppia di neo-italianizzate dopo che in Italia-Grecia è toccato a Conti.

- Dalle cifre che abbiamo? Percentuali non male, quasi il 50% da 2 (20/41) e il 37% da 3 (11/30), solo 6 tiri liberi guadagnati ma in effetti è stata una partita (relativamente) poco fisica. Bene i 17 rimbalzi offensivi. Cubaj 18+8 rimba +6 assist, la migliore; Zanda 15+9 rimba + 4 assist, positiva; Verona 14 punti in 12', la più in gas; Villa 10 + 4 assist. Il "plus/minus" non va mai preso come vangelo, però stavolta qualcosa fotografa, e cioè quanto detto prima, su alcuni cambi poco "sul pezzo": Conti meno 9 (in 3'30"), Madera meno 12 (in 8'), Panzera meno 11 (in 8').
Per la Grecia, 21 +10 rimbalzi di Spanou, unica "big" ellenica in campo vista l'assenza di Fasoula. Non male la "bresciana" Louka, 10 + 8 rimba.

Una prestazione, come detto nel titolo, complessivamente da voto 6,5 per l'Italia. Credo che contro questo tipo di avversarie ci troviamo a nostro agio, perché non ci fanno pagare la carenza di fisicità, riusciamo a fare il gioco che vogliamo noi. Non vedo però antidoti, almeno a breve termine, alla dipendenza dalle percentuali da fuori, per quanto mancasse André (la nostra migliore interna insieme a Cubaj) e per quanto la stessa Cubaj stia mostrando progressi più che incoraggianti. E non vorrei che fossero cronici i momenti di fragilità difensiva in cui anche una Grecia non irresistibile ci fa 10-15 punti in pochi minuti.
A mio parere ci mancano queste due tipologie di giocatrici: una guardia potente che sappia sia bucare in penetrazione che colpire dalla lunga (prototipi, sia pure diversi fra loro: Iagupova e Johannès); e un'ala grande dinamica, di potenza ma anche di tocco (Satou Sabally il modello). Purtroppo non mi pare di vedere all'orizzonte, cioè tra le future azzurre, elementi con queste caratteristiche (forse Panzera per il primo dei due ruoli indicati, ma solo nella migliore delle ipotesi).
Il che non significa non avere gente pronta a inserirsi in Nazionale nel prossimo futuro; solo che le vedo abbastanza simili a chi c'è già. :unsure: E quindi, se il valore tecnico della squadra rimane più o meno lo stesso, per fare un'impresa servirebbe la componente caratteriale. Quella che tutto sommato ha dimostrato la Nazionale maschile arrivando ai quarti nelle ultime 3 competizioni, senza affatto avere uno squadrone. Il problema è che le nostre amate girls, le ultime volte, hanno dimostrato carattere al contrario.
Tutto ciò, come già detto, nell'ottica di aspirare a qualcosa di più del solito "né carne né pesce". Altrimenti accontentiamoci e va bene così. Se battiamo la Germania in casa sua (se la Germania è quella vista triturare giovedì la Rep. Ceca, 44-85, con le due Sabally aggiunte al gruppo già artefice di un buon Europeo), probabilmente va benissimo così, in attesa che arrivi il momento della verità nel 2025, ma per quello campa cavallo.

- Nota finale sul pubblico di Vigevano. Non ho visto cifre ufficiali ma si parla di 1500 persone. Poteva andare peggio, non è una brutta cifra per una località non centralissima e per un infrasettimanale. Forse fin troppo grande il palazzetto, che dà un effetto di semivuoto anche con una buona affluenza. L'ambiente mi è parso aver il giusto entusiasmo, con ragazzi e ragazzine che se ne fregano (e fanno bene) se sono 30 anni che non facciamo qua e che non ci qualifichiamo là, o se non siamo un dream team, o se ci siamo fatti umiliare dal Montenegro con codazzo di polemiche interne (vere o presunte), ma sono semplicemente contenti di vedere le azzurre, dare il "cinque" nella passerella finale e magari portare a casa l'autografo. :)

Nella foto: l'entusiasmo c'era.