domenica 12 novembre 2023

Nazionale: superato (con voto 6,5) il test con la Grecia, ma i dubbi di fondo rimangono. La Germania dirà di più

- Difficile non essere scettici.

Magari domani vinciamo in Germania con una prestazione scintillante. Ma anche se fosse, nulla ci garantirebbe di essere al riparo dall'ennesima riedizione dello stesso film, e cioè che "all'apparir del vero, tu misera cadesti", per dirla in modo nobile con Leopardi, :wacko: o più terra-terra, che arriva la partita decisiva all'Europeo e all'improvviso scatta la paralisi, lo spaccaferri generalizzato, le facce smarrite nel vuoto e alla fine le lacrime. Cioè quanto è successo nelle ultime due edizioni contro Svezia e Montenegro.
Sì, la soluzione sarebbe di non covare aspettative particolari: quel che viene viene, già buono partecipare, se non è per la prossima sarà quella dopo. Se non fosse che nel 2025 giocheremo in casa (la prima fase) e saranno 30 anni esatti dalla nostra ultima medaglia. E' necessario alimentare speranze di fare un risultato vero. Cioè salire di livello e passare dal limbo della mediocrità (con oscillazioni tra la mediocrità discreta e quella scadente, a seconda delle volte) all'élite del continente.
Però non so, al momento, su quali presupposti concreti ci potremmo basare. Sì, certo, è la prima volta del nuovo ciclo, è cambiato il c.t. (anche se Capobianco è un ritorno), diamo tempo a lui e alle ragazze di far lievitare l'impasto. Ok, ma gli ingredienti, almeno nel breve termine, mi sembrano più o meno gli stessi. Spesso ci si perde nell'ipotizzare che sarebbe meglio se questa giocasse 3 minuti in più, se quella giocasse da ala piccola anziché da ala grande, se convocassimo le Grandi Speranze giovanili, eccetera, il che è tutto lecito, per carità, ma secondo me non sposta di una virgola la nostra sostanza di squadra discreta, magari bravina se le cose girano a favore, ma nulla più.

- Questo Italia-Grecia a Vigevano ha confermato i nostri pregi e difetti. Una partita "da Italia". Da applausi quando spira il vento a favore, come all'inizio; in sofferenza quando all'improvviso il vento gira e nulla sembra più funzionare.
Inizio, dicevo, quasi perfetto: dà il la Keys con un canestrone allo scadere dei 24"; Zanda e Villa arrivano al ferro con facilità una volta a testa (6-0), poi show Zanda-Cubaj, la bronese con due triple e un tiro dalla media in uscita da un taglio, la ternana con un piazzato dalla media e un rimbalzo offensivo convertito (Zanda già a 10 dopo 6 minuti). Pennellate di rifinitura per Pan anche lei dalla media, e infine Keys con un libero. In tutto questo una difesa che non concede nulla, o perlomeno la Grecia non riesce a far niente. Siamo 21-5 dopo 7 minuti e sembra che il resto possa essere tranquilla amministrazione.
Poi si assiste a una Verona che, forse sorpresa di essere scalzata dal quintetto in favore di M.Villa (la quale nel dopopartita ha detto che non si aspettava di partire in quintetto), entra come una furia e fa 8 punti in un amen a cavallo tra 1° e 2° quarto. Ma nel frattempo la Grecia si è svegliata e, appena caliamo in attacco, si rifà sotto con preoccupante rapidità: da 29-14 passiamo a 31-28 in meno di 5 minuti, poi 33-31. C'è qualche cambio che non ingrana; c'è poi il rientro di Zanda la quale però deve fronteggiare una box-and-one e per un po' l'attacco svalvola senza idee chiare né precisione in quei tiri che fino a poco prima entravano tutti.
Ci ridà spinta la coppia veneziana Villa-Cubaj per per un 6-0 prima dell'intervallo (39-31).

- Alla ripresa del giuoco, nel 3° quarto, torniamo quelle brillanti dell'inizio. Ritroviamo le triple, una anche di Spreafico che era stata imprecisa nel 1° tempo; torna a colpire Zanda con i suoi ultimi 5 punti di serata; anche uno scambio delle parti tra Cubaj e Villa, cioè la prima serve un assist per la seconda che appoggia da sotto; voliamo sul 49-34 in 5 minuti.
Ma di nuovo si stacca di botto la spina e c'è uno 0-12 per le greche (49-46). Ci sblocca di nuovo Cubaj, tonica, presente in tutte le situazioni, determinata (53-48 al 30'); nell'ultimo quarto di nuovo una fiammata nostra, con Keys che torna a colpire (da 3) dopo che non aveva più segnato dal primissimo canestro della gara; ma soprattutto Verona con altre due triple. Quasi volesse mostrare - a vederci del pepe laddove magari non c'è - di essere forte proprio in ciò che alla sua pari-ruolo Villa manca, ovvero il tiro da 3 (0/3 per la 2004 nell'occasione). :ph34r:
La Grecia prova ancora a non affondare ma Keys colpisce ancora dall'arco, poi punti esclamativi per Cubaj (ancora su rimbalzo offensivo), Villa in entrata e Spreafico con una tripla dall'angolo subendo pure fallo (74-61).
La tenace compagine ellenica riesce a uscire con lo scarto più dignitoso possibile (76-67). A un decimo dalla fine, l'esordio più corto della storia per Gilli, che era stata messa sul cubo del cambio una trentina di secondi prima (se non erro) ma il gioco non si era interrotto. Resterà, a quanto pare, l'unico decimo di secondo della carriera azzurra della 2002 di Roma, per questa finestra, visto che non è stata convocata per la Germania. C'è invece Campisano, in modo da fare coppia di neo-italianizzate dopo che in Italia-Grecia è toccato a Conti.

- Dalle cifre che abbiamo? Percentuali non male, quasi il 50% da 2 (20/41) e il 37% da 3 (11/30), solo 6 tiri liberi guadagnati ma in effetti è stata una partita (relativamente) poco fisica. Bene i 17 rimbalzi offensivi. Cubaj 18+8 rimba +6 assist, la migliore; Zanda 15+9 rimba + 4 assist, positiva; Verona 14 punti in 12', la più in gas; Villa 10 + 4 assist. Il "plus/minus" non va mai preso come vangelo, però stavolta qualcosa fotografa, e cioè quanto detto prima, su alcuni cambi poco "sul pezzo": Conti meno 9 (in 3'30"), Madera meno 12 (in 8'), Panzera meno 11 (in 8').
Per la Grecia, 21 +10 rimbalzi di Spanou, unica "big" ellenica in campo vista l'assenza di Fasoula. Non male la "bresciana" Louka, 10 + 8 rimba.

Una prestazione, come detto nel titolo, complessivamente da voto 6,5 per l'Italia. Credo che contro questo tipo di avversarie ci troviamo a nostro agio, perché non ci fanno pagare la carenza di fisicità, riusciamo a fare il gioco che vogliamo noi. Non vedo però antidoti, almeno a breve termine, alla dipendenza dalle percentuali da fuori, per quanto mancasse André (la nostra migliore interna insieme a Cubaj) e per quanto la stessa Cubaj stia mostrando progressi più che incoraggianti. E non vorrei che fossero cronici i momenti di fragilità difensiva in cui anche una Grecia non irresistibile ci fa 10-15 punti in pochi minuti.
A mio parere ci mancano queste due tipologie di giocatrici: una guardia potente che sappia sia bucare in penetrazione che colpire dalla lunga (prototipi, sia pure diversi fra loro: Iagupova e Johannès); e un'ala grande dinamica, di potenza ma anche di tocco (Satou Sabally il modello). Purtroppo non mi pare di vedere all'orizzonte, cioè tra le future azzurre, elementi con queste caratteristiche (forse Panzera per il primo dei due ruoli indicati, ma solo nella migliore delle ipotesi).
Il che non significa non avere gente pronta a inserirsi in Nazionale nel prossimo futuro; solo che le vedo abbastanza simili a chi c'è già. :unsure: E quindi, se il valore tecnico della squadra rimane più o meno lo stesso, per fare un'impresa servirebbe la componente caratteriale. Quella che tutto sommato ha dimostrato la Nazionale maschile arrivando ai quarti nelle ultime 3 competizioni, senza affatto avere uno squadrone. Il problema è che le nostre amate girls, le ultime volte, hanno dimostrato carattere al contrario.
Tutto ciò, come già detto, nell'ottica di aspirare a qualcosa di più del solito "né carne né pesce". Altrimenti accontentiamoci e va bene così. Se battiamo la Germania in casa sua (se la Germania è quella vista triturare giovedì la Rep. Ceca, 44-85, con le due Sabally aggiunte al gruppo già artefice di un buon Europeo), probabilmente va benissimo così, in attesa che arrivi il momento della verità nel 2025, ma per quello campa cavallo.

- Nota finale sul pubblico di Vigevano. Non ho visto cifre ufficiali ma si parla di 1500 persone. Poteva andare peggio, non è una brutta cifra per una località non centralissima e per un infrasettimanale. Forse fin troppo grande il palazzetto, che dà un effetto di semivuoto anche con una buona affluenza. L'ambiente mi è parso aver il giusto entusiasmo, con ragazzi e ragazzine che se ne fregano (e fanno bene) se sono 30 anni che non facciamo qua e che non ci qualifichiamo là, o se non siamo un dream team, o se ci siamo fatti umiliare dal Montenegro con codazzo di polemiche interne (vere o presunte), ma sono semplicemente contenti di vedere le azzurre, dare il "cinque" nella passerella finale e magari portare a casa l'autografo. :)

Nella foto: l'entusiasmo c'era.


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